{"id":8984,"date":"2024-07-04T16:42:20","date_gmt":"2024-07-04T16:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8984"},"modified":"2024-07-04T16:43:18","modified_gmt":"2024-07-04T16:43:18","slug":"4-luglio-2024-_-dal-sito-del-quirinale-discorso-del-presidente-del-3-luglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8984","title":{"rendered":"4 luglio 2024 _  Dal sito del  Quirinale &#8211; Discorso del Presidente del 3 luglio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/116449\">Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura della 50^ edizione della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia (quirinale.it)<\/a><\/p>\n<p>Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura della 50^ edizione della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia<\/p>\n<p><em>Trieste, 03\/07\/2024 (II mandato)<\/em><\/p>\n<p>Rivolgo un saluto di grande cordialit\u00e0 al Presidente della Conferenza Episcopale, ai Vescovi presenti, al Nunzio Apostolico; alle autorit\u00e0 di questa splendida parte dell\u2019Italia, il Presidente della Regione, il Sindaco, gli altri Sindaci presenti; a tutti voi, ringraziandovi per l\u2019invito e, soprattutto, per quello che fanno le Settimane Sociali.<\/p>\n<p><strong>Democrazia.<\/strong><\/p>\n<p>Parola di uso comune, anche nella sua declinazione come aggettivo.<br \/>\n\u00c8 ampiamente diffusa. Suggerisce un valore.<br \/>\nLe dittature del Novecento l\u2019hanno identificata come un nemico da battere.<br \/>\nGli uomini liberi ne hanno fatto una bandiera.<br \/>\nInsieme una conquista e una speranza che, a volte, si cerca, in modo spregiudicato, di mortificare ponendone il nome a sostegno di tesi di parte.<br \/>\nNon vi \u00e8 dibattito in cui non venga invocata a conforto della posizione propria.<br \/>\nUn tessuto che gli avversari della democrazia pretenderebbero logoro.<br \/>\nL\u2019interpretazione che si d\u00e0 di questo ordito essenziale della nostra vita appare talora strumentale, non assunto in misura sufficiente come base di rispetto reciproco.<br \/>\nSi \u00e8 persino giunti ad affermare che siano opponibili tra loro valori come libert\u00e0 e democrazia, con quest\u2019ultima artatamente utilizzabile come limitazione della prima.<br \/>\nNon \u00e8 fuor di luogo, allora, chiedersi se vi sia, e quale, un\u2019anima della democrazia.<br \/>\nO questa si traduce soltanto in un metodo?<br \/>\nCosa la ispira?<br \/>\nCosa ne fa l\u2019ossatura che sorregge il corpo delle nostre Istituzioni e la vita civile della nostra comunit\u00e0?<br \/>\n\u00c8 un interrogativo che ha accompagnato e accompagna il progresso dell\u2019Italia, dell\u2019Europa.<br \/>\nAlexis de Tocqueville affermava che una democrazia senz\u2019anima \u00e8 destinata a implodere, non per gli aspetti formali, naturalmente, bens\u00ec per i contenuti valoriali venuti meno.<\/p>\n<p>Intervenendo a Torino, alla prima edizione della Biennale della democrazia, nel 2009, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolgeva lo sguardo alla costruzione della nostra democrazia repubblicana, con la acquisizione dei principi che hanno inserito il nostro Paese, da allora, nel solco del pensiero liberal-democratico occidentale.<br \/>\nDopo la \u201ccostrizione\u201d ossessiva del regime fascista soffiava \u201cl\u2019alito della libert\u00e0\u201d, con la Costituzione a intelaiatura e garanzia dei diritti dei cittadini.<br \/>\nL&#8217;alito della libert\u00e0, anzitutto, come rifiuto di ogni obbligo di conformismo sociale o politico, come diritto all\u2019opposizione.<br \/>\nLa democrazia, in altri termini, non si esaurisce nelle sue norme di funzionamento, ferma restando, naturalmente, l\u2019imprescindibilit\u00e0 della definizione e del rispetto delle \u201cregole del gioco\u201d.<br \/>\nPerch\u00e9 &#8211; come ricordava Norberto Bobbio &#8211; le condizioni minime della democrazia sono esigenti: generalit\u00e0 ed eguaglianza del diritto di voto, la sua libert\u00e0, proposte alternative, ruolo insopprimibile delle assemblee elettive e, infine, non da ultimo, limiti alle decisioni della maggioranza, nel senso che non possano violare i diritti delle minoranze e impedire che queste possano, a loro volta, divenire maggioranza.<br \/>\n\u00c8 la pratica della democrazia che la rende viva, concreta, trasparente, capace di coinvolgere.<br \/>\nQuali le ragioni del riferimento all\u2019alito della libert\u00e0 parlando di democrazia? Non \u00e8 democrazia senza la tutela dei diritti fondamentali di libert\u00e0, che rappresentano quel che d\u00e0 senso allo Stato di diritto e alla democrazia stessa.<br \/>\nIl tema impegnativo che avete posto al centro della riflessione di questa Settimana sociale interpella quindi, con forza, tutti.<br \/>\n<strong>La democrazia, infatti, si invera ogni giorno nella vita delle persone e nel mutuo rispetto delle relazioni sociali, in condizioni storiche mutevoli, senza che questo possa indurre ad atteggiamenti remissivi circa la sua qualit\u00e0.<\/strong><br \/>\nSi pu\u00f2 pensare di contentarsi che una democrazia sia imperfetta?<br \/>\nDi contentarsi di una democrazia a \u201cbassa intensit\u00e0\u201d?<br \/>\nSi pu\u00f2 pensare di arrendersi, \u201cpragmaticamente\u201d, al crescere di un assenteismo dei cittadini dai temi della \u201ccosa pubblica\u201d?<br \/>\nPu\u00f2 esistere una democrazia senza il consistente esercizio del ruolo degli elettori? Per porre mente alla defezione, diserzione, rinuncia intervenuta da parte dei cittadini in recenti tornate elettorali.<br \/>\nOccorre attenzione per evitare di commettere l\u2019errore di confondere il parteggiare con il partecipare.<br \/>\nOccorre, piuttosto, adoperarsi concretamente affinch\u00e9 ogni cittadino si trovi nelle condizioni di potere, appieno, prender parte alla vita della Repubblica.<\/p>\n<p><strong>I diritti si inverano attraverso l\u2019esercizio democratico.<br \/>\nSe questo si attenua, si riduce la garanzia della loro effettiva vigenza.<\/strong><br \/>\nDemocrazie imperfette vulnerano le libert\u00e0: ove si manifesta una partecipazione elettorale modesta. Oppure ove il principio \u201cun uomo-un voto\u201d venga distorto attraverso marchingegni che alterino la rappresentativit\u00e0 e la volont\u00e0 degli elettori.<br \/>\nAncor pi\u00f9 le libert\u00e0 risulterebbero vulnerate ipotizzando democrazie affievolite, depotenziate da tratti illiberali.<br \/>\nCi soccorre anche qui Bobbio, quando ammonisce che non si pu\u00f2 ricorrere a semplificazioni di sistema o a restrizioni di diritti \u201cin nome del dovere di governare\u201d.<\/p>\n<p>Una democrazia \u201cdella maggioranza\u201d sarebbe, per definizione, una insanabile contraddizione, per la confusione tra strumenti di governo e tutela della effettiva condizione di diritti e di libert\u00e0.<br \/>\n<strong>Al cuore della democrazia \u2013 come qui leggiamo &#8211; vi sono le persone, le relazioni e le comunit\u00e0 a cui esse danno vita, le espressioni civili, sociali, economiche che sono frutto della loro libert\u00e0, delle loro aspirazioni, della loro umanit\u00e0: questo \u00e8 il cardine della nostra Costituzione<\/strong>.<br \/>\nQuesta chiave di volta della democrazia opera e sostiene la crescita di un Paese, compreso il funzionamento delle sue Istituzioni, se al di l\u00e0 delle idee e degli interessi molteplici c\u2019\u00e8 la percezione di un modo di stare insieme e di un bene comune.<br \/>\nSe non si cede alla ossessiva proclamazione di quel che contrappone, della rivalsa, della delegittimazione.<\/p>\n<p><strong>Se l\u2019universalit\u00e0 dei diritti non viene menomata da condizioni di squilibrio<\/strong>, se la solidariet\u00e0 resta il tessuto connettivo di una economia sostenibile, se la partecipazione \u00e8 viva, diffusa, consapevole del proprio valore e della propria necessit\u00e0, della propria essenziale necessit\u00e0.<br \/>\nNel cambiamento d\u2019epoca che ci \u00e8 dato di vivere avvertiamo tutta la difficolt\u00e0, e a volte persino un certo affanno, nel funzionamento delle democrazie.<br \/>\nOggi constatiamo criticit\u00e0 inedite, che si aggiungono a problemi pi\u00f9 antichi.<br \/>\nLa democrazia non \u00e8 mai conquistata per sempre.<br \/>\nAnzi, il succedersi delle diverse condizioni storiche e delle loro mutevoli caratteristiche, ne richiede un attento, costante inveramento.<br \/>\nNella complessit\u00e0 delle societ\u00e0 contemporanee, a elementi critici conosciuti, che mettono a rischio la vita degli Stati e delle comunit\u00e0, si aggiungono nuovi rischi epocali: quelli ambientali e climatici, sanitari, finanziari, oltre alle sfide indotte dalla digitalizzazione e dall\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><strong>Le nostre appaiono sempre pi\u00f9 societ\u00e0 del rischio, a fronteggiare il quale si disegnano, talora, soluzioni meramente tecnocratiche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 tutt\u2019altro che improprio, allora, interrogarsi sul futuro della democrazia e sui compiti che le sono affidati, proprio perch\u00e9 essa non \u00e8 semplicemente un metodo, bens\u00ec costituisce lo \u201cspazio pubblico\u201d in cui si esprimono le voci protagoniste dei cittadini.<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del tempo, \u00e8 stata pi\u00f9 volte posta, malauguratamente, la domanda \u201ca cosa serve la democrazia?\u201d. La risposta \u00e8 semplice: a riconoscere \u2013 perch\u00e9 preesistono, come indica l\u2019art. 2 della nostra Costituzione &#8211; e a rendere effettive le libert\u00e0 delle persone e delle comunit\u00e0.<br \/>\nKarl Popper ha indicato come le forme di vita democratica realizzino, essenzialmente, quella \u201csociet\u00e0 aperta\u201d che pu\u00f2 massimizzare le opportunit\u00e0 di costituzione di identit\u00e0 sociali destinate a trasferirsi, poi, sul terreno politico e istituzionale.<br \/>\nLa stessa esperienza italiana degli ultimi trent\u2019anni ne \u00e8 un esempio.<br \/>\nNei settantotto anni dalla scelta referendaria del 1946, libert\u00e0 di impronta liberale e libert\u00e0 democratica hanno contribuito, al \u201ccantiere aperto\u201d della nostra democrazia repubblicana, con la diversit\u00e0 delle alternative, le realt\u00e0 di vita e le differenti mobilitazioni che ne sono derivate.<br \/>\n<strong>La libert\u00e0 di tradizione liberale ci richiama a un\u2019area intangibile di diritti fondamentali delle persone, e alla indisponibilit\u00e0 di questi rispetto al contingente<\/strong> succedersi di maggioranze e, ancor pi\u00f9, a effimeri esercizi di aggregazione di interessi.<br \/>\n<strong>La libert\u00e0 espressa nelle vicende novecentesche, con l\u2019irruzione della questione sociale, ha messo poi a fuoco la dinamica delle aspettative e dei bisogni delle identit\u00e0 collettive nella societ\u00e0 in permanente trasformazione<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 questione nota al movimento cattolico, se \u00e8 vero che quel giovane e brillante componente dell\u2019Assemblea Costituente, che fu Giuseppe Dossetti, pose il problema del \u201cvero accesso del popolo e di tutto il popolo al potere e a tutto il potere, non solo quello politico, ma anche a quello economico e sociale\u201d, con la definizione di \u201cdemocrazia sostanziale\u201d.<\/p>\n<p>A segnare in tal modo il passaggio ai contenuti che sarebbero stati poi consacrati negli articoli della prima parte della nostra Costituzione. Fra essi i diritti economico-sociali.<br \/>\nUna riflessione impegnativa con l\u2019ambizione di mirare al \u201cbene comune\u201d che non \u00e8 il \u201cbene pubblico\u201d nell\u2019interesse della maggioranza, ma il bene di tutti e di ciascuno, al tempo stesso; di tutti e di ciascuno, secondo quanto gi\u00e0 la Settimana Sociale del \u201945 volle indicare.<br \/>\nIl percorso dei cattolici &#8211; con il loro contributo alla causa della democrazia- non \u00e8 stato occasionale n\u00e9 data di recente, eppure va riconosciuto che l\u2019adesione dottrinaria alla democrazia fu condizionata dalla \u201cquestione romana\u201d, con il percorso accidentato della sua soluzione.<br \/>\nMa gi\u00e0 l\u2019ottava Settimana Sociale, a Milano, nel 1913, non aveva remore nell\u2019affermare la fedelt\u00e0 dei cattolici allo Stato e alla Patria &#8211; quest\u2019ultima posta pi\u00f9 in alto dello Stato &#8211; sollecitando, contemporaneamente, il diritto di respingere &#8211; come venne enunciato &#8211; ogni tentativo di \u201ctrasformare la Patria, lo Stato, la sua sovranit\u00e0, in altrettante istituzioni ostili\u2026 mentre sentiamo di non essere a nessuno secondi nell\u2019adempimento di quei doveri che all\u2019una e all\u2019altro ci legano\u201d. Una espressione di matura responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl tema che veniva posto, era fondamentalmente un tema di libert\u00e0 &#8211; anche religiosa &#8211; e questo riguardava tutta la societ\u00e0, non esclusivamente i rapporti tra Regno d\u2019Italia e Santa Sede.<br \/>\nHo poc\u2019anzi ricordato la 19^\u00a0edizione della Settimana, a Firenze, nell\u2019ottobre 1945. In quell\u2019occasione, nelle espressioni di un giurista eminente \u2013 poi costituente &#8211; Egidio Tosato, troviamo proposto il tema dell\u2019equilibrio tra i valori di libert\u00e0 e di democrazia, con la individuazione di garanzie costituzionali a salvaguardia dei cittadini.<br \/>\n<strong>La democrazia come forma di governo non basta a garantire in misura completa la tutela dei diritti e delle libert\u00e0: essa pu\u00f2 essere distorta e violentata nella pretesa di beni superiori o di utilit\u00e0 comuni<\/strong>. Il Novecento ce lo ricorda e ammonisce.<\/p>\n<p>Anche da questo si \u00e8 fatta strada l\u2019idea di una suprema Corte Costituzionale.<br \/>\nTosato contest\u00f2 l\u2019assunto di Rousseau, in base al quale la volont\u00e0 generale non poteva trovare limiti di alcun genere nelle leggi, perch\u00e9 la volont\u00e0 popolare poteva cambiare qualunque norma o regola.<br \/>\nLo fece Tosato con parole molto nette: \u201cNoi sappiamo tutti ormai che la presunta volont\u00e0 generale non \u00e8 in realt\u00e0 che la volont\u00e0 di una maggioranza e che la volont\u00e0 di una maggioranza, che si considera come rappresentativa della volont\u00e0 di tutto il popolo pu\u00f2 essere, come spesso si \u00e8 dimostrata, pi\u00f9 ingiusta e oppressiva che non la volont\u00e0 di un principe\u201d. Esprimeva un fermo no, quindi, all\u2019assolutismo di Stato, a un\u2019autorit\u00e0 senza limite, potenzialmente prevaricatrice.<br \/>\nLa coscienza dei limiti \u00e8 un fattore imprescindibile per qualunque Istituzione, a partire dalla Presidenza della Repubblica, per una leale e irrinunziabile vitalit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p>Guido Gonella, personalit\u00e0 di primo piano del movimento cattolico italiano, e poi statista insigne nella stagione repubblicana, relatore anch\u2019egli alla Settimana di Firenze del \u201945, non ebbe esitazioni nel rinvenire nelle Costituzioni, una \u201cforma di vita \u2013 come disse &#8211; pi\u00f9 alta e universale\u201d, con la presenza di elementi costanti, \u201ccategorie etiche\u201d le defin\u00ec, e di elementi variabili, secondo le \u201cesigenze storiche\u201d, ponendo in guardia dei rischi posti da una eccessiva rigidezza conservatrice e da una troppo facile flessibilit\u00e0 demagogica che avrebbe potuto caratterizzarle, con il risultato di poter passare con indifferenza dall\u2019assolutismo alla demagogia, per ricadere indietro verso la dittatura.<br \/>\nSu questo si basa la distinzione tra prima e seconda parte della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Il messaggio fu limpido: sbagliato e rischioso cedere a sensibilit\u00e0 contingenti, sulla spinta delle tentazioni quotidiane della contesa politica. Come avviene con la frequente tentazione di inserire richiami a temi particolari nella prima parte della Costituzione, che del resto \u2013 per effetto della saggezza dei suoi estensori \u2013 regola tutti questi aspetti comunque, in base ai suoi principi e valori di fondo.<\/p>\n<p>La Costituzione seppe dare un senso e uno spessore nuovo all\u2019unit\u00e0 del Paese e, per i cattolici, l&#8217;adesione ad essa ha coinciso con un impegno a rafforzare, e mai indebolire, l&#8217;unit\u00e0 e la coesione degli italiani.<br \/>\nSpirito prezioso, come ha ricordato di recente il Cardinale Zuppi, perch\u00e9 la condivisione intorno ai valori supremi di libert\u00e0 e democrazia \u00e8 il collante irrinunciabile della nostra comunit\u00e0 nazionale.<br \/>\nPio XII, nel messaggio natalizio del 1944, era stato ricco di indicazioni importanti e feconde.<br \/>\nPermettetemi di soffermarmi su quel testo per richiamarne l\u2019indicazione che, al legame tra libert\u00e0 e democrazia, unisce il tema della democrazia connesso a quello della pace.<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 la guerra soffoca, pu\u00f2 soffocare, la democrazia<\/strong>.<br \/>\nL\u2019ordine democratico, ricordava il Papa, include la unit\u00e0 del genere umano e della famiglia dei popoli. \u201cDa questo principio \u2013 diceva &#8211; deriva l\u2019avvenire della pace\u201d.\u00a0 Con l\u2019invocazione \u201cguerra alla guerra\u201d e l\u2019appello a \u201cbandire una volta per sempre la guerra di aggressione come soluzione legittima delle controversie internazionali e come strumento di aspirazioni nazionali\u201d.<\/p>\n<p>Un grido di pace oggi rinnovato da Papa Francesco.<\/p>\n<p>Non si trattava di un dovuto \u201cirenismo\u201d, di uno scontato ossequio pacifista della Chiesa di fronte alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale.<br \/>\nEra, piuttosto, una ferma reazione morale che interpreta la coscienza civile, presente certamente nei credenti \u2013 e, comunque, nella coscienza dei popoli europei &#8211; destinata a incrociarsi con le sensibilit\u00e0 di altre posizioni ideali.<br \/>\nProva ne \u00e8 stata la generazione delle Costituzioni del Secondo dopoguerra, in Italia come in Germania, in Austria, in Francia.<br \/>\nPer l\u2019Italia gli art. 10 e 11 della nostra Carta, volti a definire la comunit\u00e0 internazionale per assicurare e pervenire alla pace.<br \/>\nSarebbe stato il professor Pergolesi, sempre a Firenze 1945, ad affermare il diritto del cittadino alla pace, interna ed esterna, con la proposta di inserimento di questo principio nelle Costituzioni, dando cos\u00ec vita a una concezione nuova dei rapporti tra gli Stati.<\/p>\n<p>Se in passato la democrazia si \u00e8 inverata negli Stati \u2013 spesso contrapposti e comunque con rigidi, insormontabili frontiere &#8211; oggi, proprio nel continente che degli Stati \u00e8 stato la culla, si avverte l\u2019esigenza di costruire una solida sovranit\u00e0 europea che integri e conferisca sostanza concreta e non illusoria a quella degli Stati membri. Che consenta e rafforzi la sovranit\u00e0 del popolo disegnata dalle nostre Costituzioni ed espressa, a livello delle Istituzioni comunitarie, nel Parlamento Europeo.<br \/>\nIl percorso democratico, avviato in Europa dopo la sconfitta del nazismo e del fascismo, ha permesso di rafforzare le Istituzioni dei Paesi membri e di ampliare la protezione dei diritti dei cittadini, dando vita a quella architrave di pace che \u00e8 stata prima la Comunit\u00e0 europea e adesso \u00e8 l\u2019Unione.<br \/>\nUna pi\u00f9 efficace unit\u00e0 europea &#8211; pi\u00f9 forte ed efficiente di quanto fin qui siamo stati capaci di realizzare \u2013 \u00e8 oggi condizione di salvaguardia e di progresso dei nostri ordinamenti di libert\u00e0 e di uguaglianza, di solidariet\u00e0 e di pace.<br \/>\nTornando alla riflessione sui cardini della democrazia, va sottolineato che la democrazia comporta il principio di eguaglianza \u2013 poc\u2019anzi richiamato dal Cardinale Zuppi &#8211; perch\u00e9 riconosce che le persone hanno eguale dignit\u00e0.<br \/>\nLa democrazia \u00e8 strumento di affermazione degli ideali di libert\u00e0.<br \/>\nLa democrazia \u00e8 antidoto alla guerra.<br \/>\nQuando ci chiediamo se la democrazia possiede un\u2019anima, quando ci chiediamo a cosa serva, troviamo agevolmente risposte chiare.<br \/>\nLo sforzo che, anche in questa occasione, vi apprestate a produrre per la comunit\u00e0 nazionale, richiama le parole con cui il Cardinale Poletti, nel 1988, alla XXX assemblea generale Conferenza Episcopale, accompagn\u00f2, dopo vent\u2019anni, la ripresa delle Settimane Sociali: \u201cdiaconia della Chiesa italiana al Paese\u201d.<br \/>\nCon il vostro contributo avete arricchito, in questi quasi centoventi anni dalla prima edizione, il bene comune della Patria e, di questo, la Repubblica vi \u00e8 riconoscente.<br \/>\nLa nostra democrazia ha messo radici, si \u00e8 sviluppata, \u00e8 divenuta un tratto irrinunciabile dell\u2019identit\u00e0 nazionale &#8211; mentre diveniva anche identit\u00e0 europea &#8211; sostenuta da partiti e movimenti, che avevano raggiunto la democrazia nel corso del loro cammino e su di essa stavano rifondando la loro azione politica nella nuova fase storica.<br \/>\nOggi dobbiamo rivolgere lo sguardo e l\u2019attenzione a quanto avviene attorno a noi, nel mondo sempre pi\u00f9 raccolto e interconnesso.<br \/>\nAccanto al <strong>riproporsi di tentazioni neo-colonialistiche<\/strong> e <strong>neo-imperialistiche<\/strong>, nuovi mutamenti geopolitici sono sospinti anche dai ritmi di crescita di Stati-continente in precedenza meno sviluppati, da tensioni territoriali, etniche, religiose che, non di rado sfociano in guerre drammatiche, da andamenti demografici e giganteschi flussi migratori.<br \/>\nAttraversiamo fenomeni \u2013 questi e altri &#8211; che mutano profondamente le condizioni in cui si viveva in precedenza e che \u00e8 impossibile illudersi che possano tornare.<br \/>\nDalla dimensione nazionale dei problemi &#8211; e delle conseguenti sfere decisionali &#8211; siamo passati a quella europea e, per qualche aspetto, a quella globale.<br \/>\n\u00c8 questa la condizione della quale siamo parte e nella quale dobbiamo far s\u00ec che a prevalere sia il futuro dei cittadini e non delle sovrastrutture formatesi nel tempo.<br \/>\nAll\u2019opposto della cooperazione fra eguali si presenta il ritorno alle sfere di influenza dei pi\u00f9 forti o meglio armati &#8211; che si sta praticando e teorizzando, in sede internazionale, con la guerra, l\u2019intimidazione, la prevaricazione &#8211; e, in altri ambiti, di chi dispone di forza economica che supera la dimensione e le funzioni degli Stati.<br \/>\nRisalta la visione storica e la sagacia di Alcide De Gasperi con la scelta di libert\u00e0 del Patto Atlantico compiuta dalla Repubblica nel 1949 e con il suo coraggioso apostolato europeo.<br \/>\nVenti anni fa, a Bologna, la 44<strong>^<\/strong>\u00a0Settimana si poneva il tema dei nuovi scenari e dei nuovi poteri di fronte ai quali la democrazia si trovava.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 necessario misurarsi con la storia, porsi di fronte allo stato di salute delle Istituzioni nazionali e sovranazionali e dell\u2019organizzazione politica della societ\u00e0.<br \/>\nNuovi steccati sono sempre in agguato a minare le basi della convivenza sociale: le basi della democrazia non sono n\u00e9<\/strong> <strong>esclusivamente istituzionali n\u00e9 esclusivamente sociali, interagiscono fra loro.<br \/>\n<\/strong>Cosa ci aiuta? Dare risposte che vedono diritti politici e sociali dei cittadini e dei popoli concorrere insieme alla definizione di un futuro comune.<br \/>\nVogliamo riprendere per un attimo l\u2019Enciclica \u201cPopulorum progressio\u201d di Paolo VI: \u201cessere affrancati dalla miseria, garantire in maniera pi\u00f9 sicura la propria sussistenza, salute, una partecipazione pi\u00f9 piena alle responsabilit\u00e0, al di fuori di ogni oppressione, al riparo da situazioni che offendono la loro dignit\u00e0 di uomini, godere di una maggiore istruzione, in una parola fare conoscere e avere di pi\u00f9 per essere di pi\u00f9: ecco l\u2019aspirazione degli uomini di oggi \u2013 diceva -, mentre un gran numero di essi \u00e8 condannato a vivere in condizioni che rendono illusorio questo legittimo desiderio\u201d.<br \/>\nVi \u00e8 qualcuno che potrebbe rifiutarsi di sottoscrivere queste indicazioni?<br \/>\nTemo di s\u00ec, in realt\u00e0, anche se nessuno avrebbe il coraggio di farlo apertamente.<br \/>\nAnche per questo l\u2019esercizio della democrazia, come si \u00e8 visto, non si riduce a un semplice aspetto procedurale e non si consuma neppure soltanto con la irrinunziabile espressione del proprio voto nelle urne nelle occasioni elettorali. Presuppone lo <strong>sforzo di elaborare una visione del bene comune in cui sapientemente si intreccino \u2013 perch\u00e9 tra loro inscindibili &#8211; libert\u00e0 individuali e aperture sociali, bene della libert\u00e0 e bene dell\u2019umanit\u00e0 condivisa.<\/strong> N\u00e9 si tratta di una questione limitata ad ambiti statali.<br \/>\nMons. Adriano Bernareggi, nelle sue conclusioni della Settimana Sociale del \u201945, &#8211; l\u2019abbiamo poc\u2019anzi visto nelle immagini &#8211; argoment\u00f2, citando Jacques Maritain, che una nuova cristianit\u00e0 si affacciava in Europa.<br \/>\nL\u2019unit\u00e0 da raggiungere nelle comunit\u00e0 civili moderne non aveva pi\u00f9 un\u2019unica \u201cbase spirituale\u201d, bens\u00ec un bene comune terreno, che doveva fondarsi proprio sull\u2019intangibile \u201cdignit\u00e0 della persona umana\u201d.<br \/>\nQuesta la consapevolezza che \u00e8 stata alla base di una stagione di pace cos\u00ec lunga \u2013 che speriamo continui &#8211; nel continente europeo.<\/p>\n<p>Continuava l\u2019allora Vescovo di Bergamo, <strong>\u201cla democrazia non \u00e8 soltanto governo di popolo, ma governo per il popolo\u201d.<br \/>\nAffrontare il disagio, il deficit democratico che si rischia<\/strong>, deve partire da qui.<br \/>\nDal fatto che, in termini ovviamente diversi, ogni volta si riparte dalla capacit\u00e0 di inverare il principio di eguaglianza, da cui trova origine una partecipazione consapevole.<br \/>\nPerch\u00e9 ciascuno sappia di essere protagonista della storia.<br \/>\nDon Lorenzo Milani esortava a \u201cdare la parola\u201d, perch\u00e9 \u201csolo la lingua fa eguali\u201d. A essere, cio\u00e8, alfabeti nella societ\u00e0.<br \/>\n<strong>La Repubblica ha saputo percorrere molta strada, ma il compito di far s\u00ec che tutti prendano parte alla vita della sua societ\u00e0 e delle sue Istituzioni non si esaurisce mai.<br \/>\nOgni generazione, ogni epoca, \u00e8 attesa \u00a0alla prova della \u201calfabetizzazione\u201d, dell\u2019inveramento della vita della democrazia<\/strong>.<br \/>\nProva, oggi, pi\u00f9 complessa che mai, nella societ\u00e0 tecnologica contemporanea.<br \/>\nEbbene, battersi affinch\u00e9 non vi possano essere pi\u00f9 \u201canalfabeti di democrazia\u201d \u00e8 causa primaria e nobile, che ci riguarda tutti. Non soltanto chi riveste responsabilit\u00e0 o eserciti potere.<br \/>\nPer definizione, democrazia \u00e8 esercizio dal basso, legato alla vita di comunit\u00e0, perch\u00e9 democrazia \u00e8 camminare insieme.<\/p>\n<p>Vi auguro, mi auguro, che si sia numerosi a ritrovarsi in questo cammino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTA:\u00a0 I grassetti sono miei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura della 50^ edizione della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia (quirinale.it) Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura della 50^ edizione della Settimana Sociale dei Cattolici in Italia Trieste, 03\/07\/2024 (II mandato) Rivolgo un saluto di grande cordialit\u00e0 al&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8984\" title=\"Read more 4 luglio 2024 _  Dal sito del  Quirinale &#8211; Discorso del Presidente del 3 luglio\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[31],"class_list":["post-8984","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-istituzioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8984"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8987,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8984\/revisions\/8987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}