{"id":9043,"date":"2024-09-04T09:11:30","date_gmt":"2024-09-04T09:11:30","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9043"},"modified":"2024-09-04T09:15:19","modified_gmt":"2024-09-04T09:15:19","slug":"2024-settembre-04-la-repubblica-e-bobbio-il-nostro-o-socrate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9043","title":{"rendered":"2024 settembre 04  La Repubblica    &#8211;      \u201cE\u2019 Bobbio il nostro  Socrate\u201d\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><em>Su La Repubblica \u00a0di oggi 4 settembre \u00e8 comparo un articolo troppo ghiotto \u00a0perch\u00e9 potessi lasciarlo perdere.\u00a0 Cos\u00ec l\u2019ho ricopiato parola per parola , compreso l\u2019annuncio \u00a0della pubblicazione di un libro dello stesso autore dell\u2019articolo.<\/em><\/p>\n<p>Il dubbio e il dialogo di Gustavo Zagrebelsky (Einaudi, pagg. 96, euro 13)<\/p>\n<p><em>In un momento in cui le idee sembrano confrontarsi per il peso di chi le esprime, a prescindere dal significato culturale \u00a0di questa \u00a0espressione di solito ancorata al ruolo visibile (quale che ne sia la ragione) \u00a0di parlatori, chiacchieroni e ameni\u00a0\u00a0 soggetti vari leggere un testo del genere fa bene.<\/em><\/p>\n<p>\u2026 Una delle caratteristiche dei discorsi e degli scritti del\u00a0professor Bobbio\u00a0\u00e8 stata la\u00a0<em>brevitas\u00a0<\/em>o breviloquenza. Per esplicito riconoscimento, preferiva i saggi brevi su questioni specifiche alle teorie onnicomprensive alle quali si dedicano di solito i filosofi del diritto, della giustizia, della politica, anche se non \u00e8 affatto impossibile cogliere i nessi e organizzarli in \u201csistema\u201d.<br \/>\n\u2026 A parte i corsi universitari, la dimensione dei suoi scritti, funzionale alla\u00a0limpidezza del discorso e dell\u2019esposizione delle idee\u00a0con le quali si confrontava e invitava a confrontarsi, corrispondeva al cruccio costante in lui, proprio in lui che riconosciamo maestro di precisione e comprensibilit\u00e0, di mescolare temi eterogenei che avrebbero influito sulla chiarezza. Solo quando si \u00e8 giunti a chiarire le idee per se stessi, si pu\u00f2 essere brevi e non tediosi nell\u2019esporle. Avrebbe potuto riconoscersi nel Socrate che, sfiancato dalla prolissit\u00e0 del suo interlocutore, un sofista (<em>Protagora <\/em>\u00a0335-36) che mena il can per l\u2019aia sconclusionatamente \u2013 la questione era l\u2019unit\u00e0 o la divisibilit\u00e0 della virt\u00f9: una questione, s\u2019intende, cruciale \u2013 preferisce, come si dice, ,prendere cappello e andarsene via accompagnato dall\u2019autoironia che gli era propria: \u00abIosono uno smemorato, e se uno va per le lunghe, dimentico di che si stia parlando. Come dunque, s\u2019io fossi un po\u2019 sordo, a voler ragionare con me crederesti\u00a0necessario d\u2019alzar la voce pi\u00f9 che con gli altri, cos\u00ec anche ora, poich\u00e9 ti sei imbattuto in uno smemorato, compendia le risposte e falle brevi, se vuoi ch\u2019io ti segua\u00bb. \u00abIo ritenevo\u00bb, aggiunge, \u00abche fossero due cose distinte il discutere insieme conversando e il parlare\u00a0dinanzi a un\u2019assemblea\u00bb. Davanti a una \u00abassemblea\u00bb pu\u00f2 essere una tecnica utile tirare \u00abin lungo fino a che la maggior parte degli uditori si scordino del punto a cui si riferiva la dimanda\u00bb e, nella confusione, ci si possa lasciar andare a \u00abbisticciarsi gli uni con gli altri\u00bb come fa l\u2019\u00abinfinita [\u2026] turba degli sciocchi\u00bb. \u00abHo capito\u00bb, dice\u00a0Socrate, non Bobbio ch\u2019era una persona molto educata, \u00abche per me non c\u2019era pi\u00f9 ragione di rimanere in quel convegno\u00bb e, \u00abdetto ci\u00f2, mi son levato per andarmene\u00bb.<br \/>\n\u2026 Il pensiero dicotomico, al di l\u00e0 di quel che si potrebbe dire circa il suo fondamento ontologico o teologico, cio\u00e8 circa l\u2019anzidetto\u00a0<em>omnia duplicia <\/em>biblico, \u00e8 uno strumento importante, forse essenziale, del \u00abpensar chiaro\u00bb. Anzi, spesso, \u00e8 \u00abl\u2019altra faccia della medaglia\u00bb,\u00a0quella che ci consente di vedere meglio, pi\u00f9 chiaramente rispetto al nostro personale e pi\u00f9 facile punto di vista. Ma, affidarsi ad esso non \u00e8 cosa da farsi con superficialit\u00e0. Si tratta di mettere a raffronto idee bene costruite che possano dirsi \u201crivelatrici\u201d dell\u2019essenziale del concetto.<br \/>\n\u2026 Ma, come sanno coloro che operano con le idee e, prima di tutti, gli ideologhi e i facitori di idee, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 volatile delle idee. Possono disperdersi in molti rivoli, frivolezze e sentieri illusori. Verso le metafore, le immagini, le similitudini che possono colpire la fantasia e l\u2019emozione ma spesso ostacolano l\u2019intelligenza e il ragionamento, occorre essere sospettosi e usarle con parsimonia solo quando chiariscono, non quando sembrano poetiche e seduttive. Le idee rivelatrici sono quelle che colgono il punto principale, da cui logicamente dipendono tutti i discorsi che ruotano attorno a quel certo punto, senza intromissioni<strong>,<\/strong> oscurit\u00e0<strong>, <\/strong>adulterazioni\u00a0dettate da\u00a0preconcetti teorici, dottrinali e metodologic<strong>i<\/strong>. E sono, altres\u00ec, le idee che servono alla costruzione dicotomica di un discorso ben fondato.<br \/>\n\u2026 Nel campo del diritto, le idee non sono mai evidenti e chiare in s\u00e9. Non sono le idee che compongono il vasto campo delle realt\u00e0 oggettive che si offrono alle intuizioni evidenti o alle speculazioni ontologiche dei metafisici. Sono\u00a0costrutti concettuali di origine culturale che stanno alla confluenza di tanti apporti, storici, filosofici, esperienziali, eccetera, entro la quale occorre sapere scendere per cogliere quanto c\u2019\u00e8 di profondo ed essenziale e quanto di superficiale e accessorio.<br \/>\n\u2026 Ma questa ricerca non ha a che vedere con la ricerca della verit\u00e0. Ha a che vedere con<strong>\u00a0l<\/strong>\u2019intelligenza fedele delle posizioni che si confrontano dicotomicamente, vere o false che siano rispetto a criteri di verit\u00e0 esterni alle posizioni ideali che sono in gioco.<br \/>\n\u2026 In breve, ci\u00f2 che importa a prima vista non \u00e8 che cosa \u00e8 il diritto o la politica, ma che idee ne hanno coloro che si confrontano o si scontrano dicotomicamente. \u00a0Non si tratta di scoprire chiss\u00e0 cosa, n\u00e9 di ricevere illuminazioni di sorta, n\u00e9 di farsi\u00a0<strong>\u201c<\/strong>ragionamenti chiari e sicuri<strong>\u201d\u00a0<\/strong>per penetrare nella verit\u00e0 profonda delle \u201ccose che sono\u201d. Si tratta di comprendere le \u201ccose pensate\u201d per poterle mettere a confronto veritieramente, rispettosamente e onestamente.<br \/>\n\u2026 Insomma<strong>, <\/strong>la metodologia di Bobbio non \u00e8 il metodo di Cartesio\u00a0anche se l\u2019espressione \u00abragionamenti chiari e sicuri\u00bb del secondo sarebbe probabilmente piaciuta assai al primo, ma non nel senso della via per tentare \u00abe avanzare per quanto possibile nella conoscenza della verit\u00e0, seguendo il metodo che mi ero prescritto\u00bb.<br \/>\n\u2026 Al contrario<strong>,<\/strong> il metodo dicotomico presuppone che, per sua natura, la conoscenza \u00abper quanto possibile\u00bb si svolga muovendo strutturalmente entro un binario a due rotaie. Colui al quale ci rivolgiamo come il massimo estimatore della chiarezza, nemico bens\u00ec delle \u00abilluminazioni\u00bb e amico dei \u00abragionamenti chiari e sicuri<strong>\u00bb<\/strong>, era convinto dell\u2019esistenza della\u00a0Verit\u00e0\u00a0e della sua capacit\u00e0 di raggiungerla, fino al punto di credere, nel suo\u00a0intellettualismo estremo, di poter arrivare dimostrativamente all\u2019esistenza di Dio, non un dio interiore, ma un dio della ragione per cos\u00ec dire meccanica, n\u00e9 stoico n\u00e9 neoplatonico, che lavora nel mondo \u00a0naturalisticamente<strong>\u00a0<\/strong>tramite evidenze, deduzioni, induzioni, inferenze, eccetera, accessibili all\u2019intelletto umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Su La Repubblica \u00a0di oggi 4 settembre \u00e8 comparo un articolo troppo ghiotto \u00a0perch\u00e9 potessi lasciarlo perdere.\u00a0 Cos\u00ec l\u2019ho ricopiato parola per parola , compreso l\u2019annuncio \u00a0della pubblicazione di un libro dello stesso autore dell\u2019articolo. 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