{"id":9455,"date":"2026-01-09T15:10:08","date_gmt":"2026-01-09T15:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9455"},"modified":"2026-01-12T18:18:27","modified_gmt":"2026-01-12T18:18:27","slug":"9455","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9455","title":{"rendered":"9 gennaio 2026  _  Anna Foa:  antisemitismo e razzismo da Il Manifesto"},"content":{"rendered":"<h1>Anna Foa: \u00abNo a una legge per punire chi critica Israele\u00bb<\/h1>\n<p><strong>Andrea Carugati<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intervista\u00a0<\/strong>La storica: \u00abL\u2019antisemitismo va combattuto insieme al razzismo, non serve una norma ad hoc\u00bb. \u00abIl ddl Delrio? Parte da un presupposto errato: le contestazioni al governo di Tel Aviv non vanno confuse con l\u2019odio antiebraico\u00bb. \u00abIn Italia non c&#8217;\u00e8 una emergenza antisemitismo, ma il fenomeno \u00e8 cresciuto in alcune frange di sinistra che non distinguono tra ebrei e Netanyahu. Sbaglia chi criminalizza tutto il movimento propal\u00bb<\/p>\n<p><strong>Leggi anche <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/ddl-delrio-in-senato-il-pd-porta-anche-il-suo-testo-ufficiale-sullantisemitismo\">Ddl Delrio, in Senato il Pd porta anche il suo testo \u2019ufficiale\u2019 sull\u2019antisemitismo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/edizioni\/il-manifesto-del-9-gennaio-2026\/il-manifesto-del-09-01-2026\">Edizione 09\/01\/2026<\/a><\/p>\n<p>Anna Foa, storica e autrice nel 2024 de I<em>l suicidio di Israele<\/em>\u00a0per Laterza, \u00e8 una degli esperti auditi nelle settimane scorse dalla commissione del Senato che sta trattando i disegni di legge contro l\u2019antisemitismo. Insieme ad altri intellettuali, anche di origine ebraica, ha criticato il ddl Delrio per il rischio di censura alle posizioni propal.<\/p>\n<p><strong>Professoressa Foa, quali dovrebbero essere i capisaldi di una buona legge contro l\u2019antisemitismo?<\/strong><\/p>\n<p>Una buona legge non dovrebbe basarsi sulla definizione di antisemitismo dell\u2019Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance), perch\u00e8 c\u2019\u00e8 il rischio di additare come antisemita chi critica il governo di Israele. Quella definizione di fatto equipara l\u2019antisionismo all\u2019antisemitismo e, non a caso, \u00e8 stata utilizzata da Trump per contestare e censurare le manifestazioni propal nelle universit\u00e0 americane. Al punto numero 10 mette all\u2019indice chiunque paragoni il comportamento di Israele verso i palestinesi con la Shoah.<\/p>\n<p><strong>Eppure \u00e8 stata adottata da oltre 20 stati europei. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Era stata criticata fin da subito da numerosi studiosi, e infatti sono nate successivamente le dichiarazioni di Gerusalemme e quella della Nexus Task Force. Diciamo che i governi l\u2019hanno adottata perch\u00e9, alcuni anni fa, la situazione in Medio Oriente era assai meno grave di quella di oggi. E dunque l\u2019attenzione sui comportamenti del governo di Israele era pi\u00f9 bassa. Non a caso la definizione di Gerusalemme (JDA) esclude l\u2019identificazione tra antisionismo e antisemitismo, ed esclude che chi critica il governo di Tel Aviv possa essere tacciato di antisemitismo.<\/p>\n<p><strong>I firmatari del ddl Delrio sostengono che in quel testo non sono compresi i contestati esempi di antisemitismo di Ihra che in gran parte riguardano lo stato di Israele.<\/strong><\/p>\n<p>Ma quegli esempi sono parte integrante del documento Ihra, non se ne pu\u00f2 adottare solo la premessa ignorando il resto. Se si parte da l\u00ec, e ricordo che quel testo \u00e8 stato contestato da 3mila studiosi, si arriva al paradosso che Israele diventa l\u2019unico paese al mondo che non pu\u00f2 essere criticato. E questo non pu\u00f2 che alimentare l\u2019antisemitismo.<\/p>\n<p><strong>Nel testo del senatore Pd sono escluse conseguenze penali.<\/strong><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo il punto: bisogna evitare che lo stigma si abbatta su chi esprime libere opinioni, come \u00e8 accaduto ad alcuni studiosi in Germania. Io stessa, per aver paragonato i bambini affamati di Gaza a quelli del ghetto di Varsavia, sarei a rischio di censura.<\/p>\n<p><strong>Serve una legge ad hoc su questo tema?<\/strong><\/p>\n<p>Non direi. C\u2019\u00e8 gi\u00e0 la legge Mancino, che colpisce antisemitismo e razzismo, e non credo che questi due temi debbano essere separati. Anzi, vanno combattuti insieme.<\/p>\n<p><strong>E invece i promotori del ddl Delrio, ma anche dei testi delle destre e di Iv, sostengono che l\u2019antisemitismo abbia una sua specificit\u00e0, che non vada confuso con altre forme di odio e discriminazione.<\/strong><\/p>\n<p>Credo che una gran dei parte dei problemi che Israele vive oggi, compreso il suprematismo ebraico, derivi da questa ossessione dell\u2019unicit\u00e0. Non \u00e8 sbagliato confrontare la Shoah, che pure \u00e8 stato un fenomeno senza precedenti, con altri genocidi del Novecento, come quello degli armeni. Non bisogna farne un caso a parte solo perch\u00e9 ha riguardato gli ebrei. La storia, a differenza di quel che sostiene Netanyahu, non \u00e8 un continuum di antisemitismo dagli albori del cristianesimo in poi. Ci sono state fasi diverse, alcune anche di pacifica convivenza e di dialogo tra ebrei e altre culture e etnie.<\/p>\n<p><strong>Delrio sostiene che \u00aboggi l\u2019antisemitismo \u00e8 la vera emergenza del nostro paese\u00bb. Condivide?<\/strong><\/p>\n<p>No, penso che le emergenze pi\u00f9 gravi siano alte, come le diseguaglianze. L\u2019antisemitismo esiste ed \u00e8 un problema serio ma rischia di essere utilizzato, da forze politiche negli Usa e in Europa, per altri scopi, come limitare le accuse di genocidio e apartheid a Israele. E questo \u00e8 grave.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei negli ultimi due anni l\u2019antisemitismo \u00e8 cresciuto in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 cresciuto soprattutto nell\u2019ultimo anno. In alcune frange della sinistra si \u00e8 diffusa l\u2019idea che tutti gli israeliani siano in fondo proni a Netanyahu, che non ci sia una vera opposizione, e cos\u00ec anche gli ebrei tout court, e che Israele non dovrebbe esistere. Una posizione assolutamente minoritaria, che per\u00e0 esiste, soprattutto sui social: va vista e combattuta, senza mai attribuire queste posizioni a tutto il movimento per Gaza. Per\u00f2 devo dire che, nei miei numerosi interventi nelle scuole e nel dialogo con gli studenti, non ho mai ascoltato posizioni antisemite.<\/p>\n<p><strong>Come suggerirebbe di procedere al Senato?<\/strong><\/p>\n<p>Due cose fondamentali: non legiferare solo contro l\u2019antisemitismo ma contro il razzismo in generale. E accantonare la definizione Ihra e partire da quella di Gerusalemme, che elimina ogni rischio di censura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>La definizione di antisemitismo dell\u2019Alleanza internazionale per la memoria dell\u2019Olocausto<\/h1>\n<p>Nello spirito della Dichiarazione di Stoccolma che afferma: \u201cCon l\u2019umanit\u00e0 ancora segnata da antisemitismo e xenofobia la comunit\u00e0 internazionale condivide una solenne responsabilit\u00e0 di combattere questi fenomeni dannosi\u201d la commissione sull\u2019antisemitismo e sulla negazione dell\u2019Olocausto chiese alla Plenaria dell\u2019IHRA, che si teneva a Budapest nel 2015, di adottare la seguente definizione operativa (di lavoro) di antisemitismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Aggiungo:<\/strong><\/span><\/p>\n<h1>Antisemitismo e antisionismo: un confronto tra le definizioni IHRA e JDA8 Aprile 2021\u00a0 <em>di Claudio Vercelli<\/em><\/h1>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019antisemitismo? Non di meno, chi \u00e8 antisemita?\u00a0<strong>Quando il bersaglio sono gli ebrei, entra in gioco anche il giudizio sullo Stato d\u2019Israele?<\/strong>\u00a0In caso affermativo, quando si pu\u00f2 definire l\u2019antisionismo non come una sgradevole manifestazioni di idee radicali ma in quanto concreta avversione nei riguardi degli ebrei medesimi?<br \/>\nLe questioni di fondo, dinanzi a questi quesiti, sono tante e per nulla di facile soluzione. Poich\u00e9 si incontrano con una serie di temi che ben poco hanno a che fare con le sole definizioni astratte, rimandando semmai ad una pluralit\u00e0 di problemi concreti che accompagnano l\u2019evoluzione del legame tra libert\u00e0 e giustizia nelle nostre societ\u00e0. Il catalogo \u00e8 ampio, per capirci. Nel 2016 l\u2019<strong>International Holocaust Remembrance Alliance<\/strong>, organizzazione di rango intergovernativo, aveva dato origine ad una\u00a0<strong>definizione operativa<\/strong>\u00a0(<em>working definition<\/em>) di\u00a0<strong>antisemitismo<\/strong>, adottata poi dal Parlamento europeo e, come tale, indirizzata a tutti gli Stati membri dell\u2019Unione europea.<br \/>\nUno dei fuochi di tale documento era costituito dall\u2019<strong>accostamento critico tra antisemitismo e antisionismo.<\/strong>\u00a0In realt\u00e0, tra i due fenomeni non veniva stabilita nessuna diretta sovrapposizione. Semmai si identificavano alcune complesse similitudini.\u00a0<strong>Il testo dell\u2019IHRA, infatti, denuncia le forme di demonizzazione di Israele<\/strong>, ovvero \u00abla sua trasformazione in uno Stato paria perennemente messo in discussione e giudicato secondo standard che non si applicherebbero a nessun altro Stato\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.mosaico-cem.it\/attualita-e-news\/italia\/la-dichiarazione-ihra-deve-diventare-legge\">David Meghnagi<\/a>). La\u00a0<em>working definition<\/em>\u00a0non interviene nel merito del conflitto politico e territoriale che contrappone israeliani a palestinesi. Semmai raccoglie gli echi antisemitici che possono annidarsi in quell\u2019antisionismo secondo il quale Israele, per il fatto stesso di esistere come prodotto storico, sarebbe di per s\u00e9 non solo una forzatura ma soprattutto un obbrobrio morale ed un esercizio di abusivismo politico da emendare con la sua cancellazione fisica.<br \/>\nCi\u00f2 che l\u2019<strong>IHRA<\/strong>\u00a0licenzi\u00f2 a suo tempo non era comunque una formula \u201cscientifica\u201d, valida in qualsiasi contesto, bens\u00ec un\u2019ipotesi di lavoro intesa come\u00a0<strong>strumento di indirizzo culturale e politico fruibile in pi\u00f9 contesti nazionali<\/strong>. Non un testo di legge, quindi, ma una cornice interpretativa. Come tale, soprattutto in grado di squarciare l\u2019ipocrisia che separa ancora oggi la condanna del pregiudizio contro gli ebrei da quello contro il sionismo (laddove quest\u2019ultimo sia equiparato in tutto e per tutto, come dottrina politica, al \u00abcolonialismo\u00bb, all\u2019\u00abimperialismo\u00bb, al \u00absuprematismo\u00bb, al medesimo \u00abrazzismo\u00bb).<br \/>\nSuddiviso in due parti, la prima, in quanto preambolo molto generico \u2013 in s\u00e9 da molti giudicato ancora insufficiente \u2013 dedicato alla \u00abpercezione\u00bb negativa degli ebrei e la seconda, invece, ad\u00a0<strong>undici indicatori di merito del pregiudizio<\/strong>\u00a0(che richiamano, indirettamente, anche certe devianze di un antirazzismo identitario che ricorre a formulazioni universaliste per esaltare invece le appartenenze di gruppo e non di cittadinanza), ha raccolto diversi plausi ma anche alcuni dissensi. In ci\u00f2 conta senz\u2019altro il fatto che la dichiarazione rimanga il frutto di un lungo lavoro di mediazione diplomatica.<\/p>\n<p><strong>La\u00a0<\/strong><em><strong>Jerusalem Declaration on Antisemitism<br \/>\n<\/strong><\/em><strong>Nel mese di marzo di quest\u2019anno<\/strong>, a ricalco \u2013 sia pure critico \u2013 di tale lavoro<strong>\u00a0si \u00e8 affiancata, dopo circa un anno di discussioni, la Dichiarazione di Gerusalemme sull\u2019antisemitismo<\/strong>\u00a0(<em>The Jerusalem Declaration on Antisemitism-JDA<\/em>), firmata da pi\u00f9 di duecento studiosi, tra cui alcuni italiani, in calce al documento prodotto dal Van Leer Institute di Gerusalemme. Rispetto al documento dell\u2019IHRA \u00e8 netta la presa di posizione critica contro agli accostamenti ritenuti indebiti.<br \/>\nUn esempio tra i diversi: \u00abnon \u00e8 antisemita sottolineare la discriminazione razziale sistematica. In generale, le stesse norme di dibattito che si applicano ad altri Stati e ad altri conflitti sull\u2019autodeterminazione nazionale si applicano nel caso di Israele e Palestina. Quindi, anche se controverso,\u00a0<strong>non \u00e8 antisemita, di per s\u00e9, confrontare Israele con altri casi storici<\/strong>, incluso il colonialismo dei coloni o l\u2019apartheid\u00bb.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Leggi anche:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/world-news\/.premium-a-new-definition-of-antisemitism-is-out-and-the-antisemites-love-it-1.9685765?fbclid=IwAR3Ms2zvcGha_vZAZwhTVt1Cn3s1ADFDp6kdphq5dPoGcS1b6Y7g8DhRchQ\">Una definizione di antisemitismo che gli antisemiti amano<\/a>\u00a0<\/strong><em><strong>(Haaretz)<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Se la\u00a0<strong>JDA<\/strong>\u00a0(<a href=\"https:\/\/jerusalemdeclaration.org\/\">Qui la Dichiarazione<\/a>) contiene una definizione di antisemitismo che riprende alcuni aspetti del documento dell\u2019IHRA, di fatto dettagliandola in pi\u00f9 punti, vi aggiunge l\u2019affermazione per cui \u00abc\u2019\u00e8 un bisogno ampiamente sentito di chiarezza sui limiti del discorso e dell\u2019azione politica legittima riguardo al sionismo, ad Israele e alla Palestina\u00bb. \u00c8 infatti nelle\u00a0<strong>quindici linee guida<\/strong>\u00a0del documento che si manifesta la sua intelaiatura culturale di fondo.<br \/>\nI sottoscrittori argomentano sulla natura dell\u2019antisemitismo, definito come \u00abl\u2019idea che gli ebrei siano legati alle forze del male. Questo [pensiero] \u00e8 al centro di molte idealizzazioni antiebraiche, come la fantasia di una cospirazione ebraica in cui \u201cgli ebrei\u201d possiedono un potere nascosto che usano per promuovere la propria agenda collettiva a spese di altre persone\u00bb. Non di meno,\u00a0<strong>inseriscono il fenomeno antisemitico dentro le pi\u00f9 ampie dinamiche razziste<\/strong>\u00a0delle societ\u00e0 contemporanee, offrendo di queste ultime alcuni lineamenti interpretativi di fondo. Dell\u2019antisemitismo forniscono quindi una pluralit\u00e0 di esempi, richiamandosi a manifestazioni \u00abdirette o indirette, esplicite o codificate\u00bb, sia attraverso la violenza fisica, l\u2019invettiva e gli insulti che per il tramite di simbolismi di senso comune.<br \/>\n<strong>Il fuoco della Dichiarazione \u00e8 tuttavia l\u2019attenzione posta alle ricadute dell\u2019antisemitismo<\/strong>\u00a0all\u2019interno del groviglio mediorientale ed, in immediato riflesso, nel dibattito pubblico. Si denuncia senz\u2019altro la pericolosa traslazione degli stereotipi antigiudaici in pi\u00f9 aspetti del confronto in corso tra israeliani e palestinesi ma l\u2019attenzione \u00e8 accentuata verso la necessit\u00e0 di scindere le dinamiche ritenute propriamente razziste da quanto \u00e8 da ascriversi alla libera discussione.<br \/>\nAd esempio,\u00a0<strong>non \u00e8 reputato antisemitismo il \u00abcriticare o [l\u2019] opporsi al sionismo come forma di nazionalismo<\/strong>, o sostenere una variet\u00e0 di accordi costituzionali per ebrei e palestinesi nell\u2019area tra il fiume Giordano e il Mediterraneo\u00bb. Cos\u00ec com\u2019\u00e8 reputata legittima la \u00abcritica basata sull\u2019evidenza di Israele come Stato. Ci\u00f2 include le sue istituzioni e i principi fondanti. Include anche le sue politiche e le pratiche, nazionali e internazionali, come la condotta di Israele in Cisgiordania e Gaza, il ruolo che Israele gioca nella regione o qualsiasi altro modo in cui, come Stato, influenza gli eventi nel mondo\u00bb. Il senso di questo passaggio va peraltro chiarito: si possono opinare le azioni politiche d\u2019Israele, non solo attraverso le scelte dei suoi governi ma per l\u2019insieme delle funzioni che vengono assunte dalle sue istituzioni rispetto alle dinamiche di quadro, ossia a livello mediorientale. Fare ci\u00f2, dicono i firmatari dell\u2019JDA, in linea di principio non comporta alcuna intenzione antisemitica (la stessa cosa vale per \u00ab<strong>boicottaggio, disinvestimento e sanzioni<\/strong>\u00a0[che] sono forme comuni e non violente di protesta politica contro gli Stati\u00bb).<br \/>\nIn altre parole ancora, \u00abil discorso politico non deve essere misurato, proporzionato, moderato o ragionevole per essere protetto [\u2026]. Le critiche che alcuni potrebbero considerare eccessive o controverse, o che riflettono un \u201cdoppio standard\u201d, non sono, di per s\u00e9, antisemite. In generale, la linea tra discorso antisemita e non antisemita \u00e8 diversa dalla linea tra discorso irragionevole e ragionevole\u00bb. Per i firmatari del documento si tratta di \u00abrafforzare la lotta contro l\u2019antisemitismo chiarendo cos\u2019\u00e8 e come si manifesta\u00bb, al pari del \u00ab<strong>proteggere uno spazio per un dibattito aperto<\/strong>\u00a0sull\u2019annosa questione del futuro di Israele-Palestina\u00bb<br \/>\nAl di l\u00e0 degli auspici, cos\u00ec come dei distinti contenuti,\u00a0<strong>sono forse due gli elementi pi\u00f9 importanti che separano il testo dell\u2019IHRA da quello dell\u2019JDA<\/strong>. Il primo di essi \u00e8 l\u2019impatto istituzionale; nel primo caso \u00e8 rilevante, trattandosi del prodotto di un lungo percorso di lavoro intergovernativo contro l\u2019antisemitismo; nel secondo, invece, si \u00e8 in presenza di una dichiarazione di studiosi che interviene nel dibattito alimentatosi nel corso di questi ultimi due decenni. Allo stesso tempo, ed \u00e8 l\u2019elemento successivo,<strong>\u00a0l\u2019IHRA genera documenti e pratiche operative<\/strong>\u00a0che implicano la mediazione tra figure politiche e civili, mentre\u00a0<strong>l\u2019JDA esprime delle posizioni<\/strong>\u00a0sui punti pi\u00f9 critici dell\u2019analisi dell\u2019antisemitismo, tuttavia in base ad un approccio prevalentemente culturale ed intellettuale. Anche per questo, se ne pu\u00f2 stare certi, la parte pi\u00f9 rilevante della Dichiarazione di Gerusalemme, quella che ancora una volta\u00a0<strong>slega il pregiudizio antiebraico dall\u2019arcipelago antisionista<\/strong>, sar\u00e0 fonte di molte discussioni se non di rinnovate polemiche, soprattutto in campo ebraico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna Foa: \u00abNo a una legge per punire chi critica Israele\u00bb Andrea Carugati Intervista\u00a0La storica: \u00abL\u2019antisemitismo va combattuto insieme al razzismo, non serve una norma ad hoc\u00bb. \u00abIl ddl Delrio? 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