{"id":9559,"date":"2026-06-07T09:18:35","date_gmt":"2026-06-07T09:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9559"},"modified":"2026-06-07T09:19:04","modified_gmt":"2026-06-07T09:19:04","slug":"7-giugno-2026-da-pagine-ebraiche-leredita-di-morin-leterno-marrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=9559","title":{"rendered":"7  giugno  2026  da  Pagine  ebraiche:  L&#8217;eredit\u00e0  di Morin, l&#8217;eterno  marrano."},"content":{"rendered":"<p>Pagine Ebraiche \/ L&#8217;Unione Informa 7 giugno 2026 &#8211; 22 Sivan 578<br \/>\nL\u2019eredit\u00e0 di Morin, l\u2019eterno marrano<\/p>\n<p>il 7 Giugno 2026\u00a0 in\u00a0<a href=\"https:\/\/moked.it\/category\/cultura\/\">Cultura<\/a><\/p>\n<p>Il sociologo e filosofo Edgar Morin, figura di primo piano della vita intellettuale francese, \u00e8 morto il 29 maggio all\u2019et\u00e0 di 104 anni. Non ha mai fatto dell\u2019ebraismo una bandiera n\u00e9 una cornice esplicita del proprio lavoro, eppure nella sua opera \u00e8 forte la traccia di una forma mentis in cui la sedimentazione ebraica non \u00e8 marginale: \u00e8 uno stile dello sguardo, una resistenza a chiudere il reale dentro forme semplificate che ne eliminano le contraddizioni. Nato a Parigi come Edgar Nahoum, da una famiglia ebrea sefardita di origine livornese (gli antenati spagnoli erano approdati a Livorno dopo il 1492, poi si erano stabiliti a Salonicco, dove il padre Vidal era commerciante) Morin arriva in Francia gi\u00e0 figlio di una stratificazione che non si lascia riassumere. Rimasto orfano di madre a dieci anni, entra nella Resistenza nei primi anni Quaranta, adotta il nome di battaglia Morin e lo mantiene per tutta la vita. Raccontava di essere diventato ebreo \u00absuccessivamente, nel pericolo\u00bb, quando il rischio di morte aveva reso concreta un\u2019identit\u00e0 fino ad allora percepita solo come formalit\u00e0 rituale. Dopoguerra, CNRS, dissidenza dallo stalinismo: Morin attraversa il Novecento francese passando per una serie di rotture politiche e teoriche La produzione teorica converge nel ciclo de\u00a0<em>La M\u00e9thode<\/em>\u00a0(1977\u20132004), dove la filosofia della conoscenza diventa resistenza alla semplificazione, al rischio di un mondo reso leggibile proprio perch\u00e9 impoverito. Il \u201cpensiero complesso\u201d, formulato in\u00a0<em>Introduzione al pensiero complesso<\/em>\u00a0(Sperling &amp; Kupfer, 1993; orig. 1990), invece di aggiungersi al repertorio delle scienze ne sposta il punto di equilibrio: conoscere significa separare, ma ogni separazione produce una perdita che il sapere tende a rimuovere per funzionare. La modernit\u00e0 epistemologica si regge proprio su questa rimozione del legame: rende visibile ci\u00f2 che isola, e invisibile ci\u00f2 che collega. La \u201cdialogica\u201d, categoria centrale de\u00a0<em>La M\u00e9thode<\/em>, ne \u00e8 il punto pi\u00f9 netto: ordine e disordine, unit\u00e0 e molteplicit\u00e0, individuo e sistema non vengono ricondotti a sintesi, vengono mantenuti in tensione attiva. L\u2019ebraismo implicito nella sua forma mentis era per\u00f2 qualcosa che Morin riconosceva e chiamava con una formula precisa: si definiva \u00abpost-marrano\u00bb, figlio di Montaigne e dello Spinoza escluso dell\u2019ortodossia. Una soglia identitaria instabile, non una radice unica. Nei testi autobiografici\u00a0<em>Mon chemin<\/em>\u00a0(Fayard, 2010) e\u00a0<em>Il mondo moderno e la questione ebraica<\/em>\u00a0(Cortina, 2007; orig. Seuil, 2006) \u2013 scritto anche come risposta alla vicenda giudiziaria del 2002 quando, dopo la pubblicazione su\u00a0<em>Le<\/em>\u00a0<em>Monde<\/em>\u00a0di un intervento intitolato \u201cIsra\u00ebl-Palestine: le cancer\u201d, firmato insieme a Dani\u00e8le Sallenave e Sami Na\u00efr, Avocats sans fronti\u00e8res e France-Isra\u00ebl intentarono una causa per antisemitismo (la condanna di Morin per diffamazione razziale venne annullata dalla Corte di Cassazione) \u2013 la figura del post-marrano designa una coabitazione tra appartenenze diverse senza risoluzione: ebreo e laico, francese e mediterraneo, critico di Israele e nemico dell\u2019antisemitismo senza che nessuna di queste posizioni annulli le altre. La contraddizione \u00e8 metodo, condizione per il pensiero. Nei\u00a0<em>Sette saperi necessari all\u2019educazione del futuro<\/em>\u00a0(Cortina, 2001) Morin dichiara che ogni conoscenza \u00e8 traduzione e ricostruzione, che conoscere significa accettare la deformazione come condizione del vero. Salonicco \u2013 lingue, imperi, comunit\u00e0 che non si fondono \u2013 \u00e8 l\u2019immagine di questa sovrapposizione: un processo instabile di trasformazione reciproca, sempre accompagnato dalla perdita. Su questo crinale si colloca anche la genealogia con cui Morin stesso si misurava: Spinoza, Montaigne, Cervantes, figure in posizione eccentrica rispetto ai centri della razionalit\u00e0 europea. Il suo sguardo separa senza recidere i legami che la separazione lascia aperti: il pensiero complesso, in Morin, rifiuta la tentazione di rendere il mondo pi\u00f9 ordinato semplificandolo fino a cancellarne le contraddizioni. \u00c8 una posizione difficile perch\u00e9 impedisce di trasformare la complessit\u00e0 in appartenenze nette, e proprio per questo \u00e8 un lascito scomodo, e prezioso.<\/p>\n<p>Ada Treves<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pagine Ebraiche \/ L&#8217;Unione Informa 7 giugno 2026 &#8211; 22 Sivan 578 L\u2019eredit\u00e0 di Morin, l\u2019eterno marrano il 7 Giugno 2026\u00a0 in\u00a0Cultura Il sociologo e filosofo Edgar Morin, figura di primo piano della vita intellettuale francese, \u00e8 morto il 29 maggio all\u2019et\u00e0 di 104 anni. 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