{"id":962,"date":"2012-01-08T17:27:08","date_gmt":"2012-01-08T16:27:08","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=962"},"modified":"2012-01-08T17:27:08","modified_gmt":"2012-01-08T16:27:08","slug":"8-gennaio-2012-il-futile-ci-puo-annientare-prima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=962","title":{"rendered":"8 gennaio 2012  &#8211; Il futile ci pu\u00f2 annientare (prima puntata)"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0\u201cIl <em>futile <\/em>ci pu\u00f2 annientare\u201d cos\u00ec Barbara Spinelli in \u201cUna parola ha detto Dio, due ne ho udite\u201d\u00a0 ( pag. 56 &#8211; editori Laterza seconda edizione 2011) . Leggo volentieri Spinelli perch\u00e9 riesce a dare parole appropriate a tanti pensieri che o fatico ad esprimere o non oso perch\u00e9 mi sembrano bizzarri e, in questo periodo in cui il dialogo sembra impossibile,\u00a0 riesce difficile misurarsi con la propria stravaganza non verificabile.<br \/>\nNon tento un confronto su facebook \u2013 dove \u00e8 facile ricevere numerose \u2018futili\u2019 risposte \u00a0&#8211; \u00a0perch\u00e9 non vorrei ritrovarmi vittima di quello sciagurato consenso prefabbricato &#8216;mi piace&#8217;, un&#8217;espressione certamente inventata da qualche mente banale che pensa, ad esempio, che l&#8217;interesse per le relazioni di un processo alla corte del L&#8217;Aia \u2013 se mai facebook le pubblicasse- possano essere oggetto non di una dolente curiosit\u00e0 ma del conforto di un disgustoso, dichiarato piacere, lo stesso che si dimostra per il pierino squittente di turno che informa di aver cucinato la minestra.<br \/>\nIn realt\u00e0 mi sento proprio cos\u00ec, non tanto annientata quanto a rischio di soffocamento da banalit\u00e0 che invadono anche spazi che pensavo affidati e da affidare a tutt&#8217;altro.<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>La pi\u00f9 grande delusione del 2011<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Da anni \u2013 e lo sa questo blog e poco pi\u00f9- mi occupo della questione della registrazione anagrafica dei neonati figli di immigrati irregolari.<br \/>\nComunicare ad altri questo problema \u2013 e verificarne la reazione \u2013 \u00e8 stata la mia cartina al tornasole per\u00a0 misurare il livello di inconsapevolezza, a volte frutto di coscienze vinte se non dalla banalit\u00e0 dalla coazione a ripetere luoghi comuni cui la diffusione della cultura padan-belusconico-leghista ha dato nuova vitalit\u00e0, a volte determinato da un progetto di vita in\u00a0 cui \u00e8 precipitata senza riserve e senza cautele la nostra democrazia.<br \/>\nIn questi miei tentativi ci\u00f2 che pi\u00f9 mi ha sgomentato \u00e8 stata l&#8217;impossibilit\u00e0 a comunicare l&#8217;essenza del problema. Il &#8216;pacchetto sicurezza&#8217; aveva trasferito anche la registrazione degli atti di stato civile dallo spazio dell&#8217;uguaglianza a quello del privilegio e quindi ne aveva negato la natura di diritti \u2026\u2019 per loro, non per noi\u2019 sentivo sghignazzare e non erano solo gli adepti all&#8217;ammucchiata\u00a0 padan-belusconico-leghista, ma un insieme molto pi\u00f9 ampio dello spazio politico che pu\u00f2 occupare.<br \/>\nMi ero fissata sulla questione nascite perch\u00e9 mi sembrava la conseguenza pi\u00f9 ripugnante della diffusione del Bossi-pensiero e comunque un indizio che, per averlo approfondito, mi aiutava a capire molto altro.<br \/>\nPensavo che avrebbe offeso i sindaci, privati del loro compito costituzionale e storico di avere l&#8217;evidenza della popolazione esistente sul loro territorio \u2026 e non era cos\u00ec.<br \/>\nO non\u00a0 capivano o se ne infischiavano e se qualcuno sembrava capire si diceva troppo debole per opporsi alla deriva da cui forse (ma non ne sono sicura) cercheremo di risalire.<br \/>\nPensavo avrebbe sconvolto i parlamentari che dovrebbero rappresentarci senza vincolo di mandato e invece sono nella maggior parte subordinati alle scelte di partiti determinanti nello stabilire chi dei clan che le singole segreterie controllano debba occupare i seggi parlamentari avendo a solo parametro di riferimento il consenso dell&#8217;opinione pubblica, cos\u00ec come si presenta, precostituito al di fuori dei loro programmi che forse neppure esistono.<br \/>\nE proprio qui sta il nodo del disastro: nell&#8217;opinione pubblica.\u00a0<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opinione pubblica fondamento della corruzione politica<\/strong>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Rubo ancora la parola a Barbara<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2011\/12\/28\/news\/commento_spinelli-27290892\/index.html?ref=search\"> Spinelli<\/a>, sottolineando con il grassetto le espressioni che mi interessano. Il titolo dell&#8217;articolo dello scorso 18 dicembre \u00e8 &#8216;Abolire la miseria&#8217; e, rifacendosi agli anni 1946-1948 \u2026.<br \/>\n\u201c&#8230;.<em>La sfida oggi \u00e8 identica, e sono le pubbliche istituzioni nazionali e europee a doversi assumere il compito. Affidarlo a chiese o filantropi vuol dire regredire a tempi in cui solo la carit\u00e0 era il soccorso. In molti paesi arabi sono gli estremismi musulmani a occuparsi del Welfare, confessionalizzandolo. Non \u00e8 davvero il modello da imitare: gli Stati europei si sono sostituiti alle chiese fin dal &#8216;200, creando istituzioni laiche aperte a tutti. Anche l&#8217;Europa unitaria investe su organismi comuni perch\u00e9\u00a0 &#8211;\u00a0 sono parole di Jean Monnet\u00a0 &#8211;\u00a0 &#8220;<strong>gli uomini sono necessari al cambiamento, ma le istituzioni servono a farlo vivere<\/strong>&#8220;.\u00a0<br \/>\n<\/em><\/p>\n<div>\u00a0E aggiunge, citando il filosofo svizzero Amiel<em>: &#8220;L&#8217;esperienza d&#8217;ogni uomo ricomincia sempre; solo <strong>le istituzioni diventano pi\u00f9 sagge: accumulano l&#8217;esperienza collettiva e da quest&#8217;esperienza e saggezza, gli uomini sottomessi alle stesse regole vedranno cambiare non gi\u00e0 la loro natura, ma trasformarsi gradualmente il loro comportamento<\/strong>&#8220;.<br \/>\n<\/em>E finalmente <em>\u201c<strong>\u00c8 laico anche questo: voler cambiare i comportamenti, non la natura dell&#8217;uomo<\/strong>\u201d.<\/em><\/div>\n<p><em><strong>La deriva locale che ho sperimentato negli ultimi anni.<\/strong>\u00a0<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Non so se la mia regione sia un microcosmo. Forse ogni luogo lo \u00e8.<br \/>\nComunque la cultura dominante nel territorio in cui vivo mi fa paura.<br \/>\nUn politica che si \u00e8 sottratta alle sue responsabilit\u00e0, che ne rifugge quando non le pu\u00f2 agganciare al populismo acchiappavoti, che adegua il suo linguaggio a quello che nella sua insipienza considera ineliminabile, l&#8217;ululato o il brontolio del becerume dell&#8217;ammucchiata padan-belusconico-leghista, che ha dimenticato che lo spazio in cui, se volesse e sapesse, potrebbe operare le \u00e8 stato consegnato da una storia di raggiungimento e tentata crescita di una democrazia giovane e traballante, ha\u00a0affidato la solidariet\u00e0 (quella che la Costituzione ancora dice &#8216;politica e sociale&#8217; art. 2) al moralismo di quella cultura che si proclama\u00a0 cattolica e che ha debordato ben oltre lo spazio della chiesa da cui prende il nome.<br \/>\nNel mio linguaggio privato io lo chiamo &#8216;effetto collaterale caritas&#8217;, dove per caritas non\u00a0 intendo l&#8217;ottimo lavoro che l&#8217;organizzazione promuove a livello alto ma ci\u00f2 che ha trasmesso alla rete di base di organizzazioni e parrocchie, convincendole che lo spazio della solidariet\u00e0 si manifesta nelle anime intenzionalmente buone\u00a0mentre sfugge al dovere di promuovere regole pi\u00f9 alte nel vivere associato, chiudendosi nell&#8217;orizzonte esclusivo e perci\u00f2 angusto della famiglia che un tempo era stata indicata come istituzione amorale.<br \/>\nAvevo sentito i primi campanelli d&#8217;allarme anni fa, quando non c&#8217;era discorso, predica domenicale, esternazione estemporanea in cui qualcuno -dai preti ai loro imitatori- non si assumesse la banale irresponsabilit\u00e0 di pronunciare il termine Illuminismo come categoria da condannare, come sinonimo di ci\u00f2 che non doveva essere.<br \/>\nDimentichi di ci\u00f2 che il Concilio Vaticano II\u00a0 aveva detto in fatto di &#8216;segni dei tempi&#8217;, spregiatori della storia d&#8217;Europa (povero presidente Monti che afferma di crederci!) volevano secondo me rimuovere l&#8217;affermazione di Kant (1784): \u201c<em> L&#8217; illuminismo \u00e8 l&#8217; uscita dell&#8217; uomo dallo stato di minorit\u00e0 che egli deve imputare a se stesso. Minorit\u00e0 \u00e8 l&#8217; incapacit\u00e0 di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi \u00e9 questa minorit\u00e0 se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro<\/em>\u201d<br \/>\nQui potrei riprendere un discorso su una, negativamente diffusa proposta di legge regionale che gode di ampia e autorevole accettazione, su cui mi riservo di tornare molto presto. Infatti comincio a prepararmi, documentandomi e ragionando, alle prossime elezioni nazionali, regionali e comunali.<br \/>\n<strong><br \/>\nSenza commento, perch\u00e9 non lo richiede<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>&#8230; voglio far memoria di una citazione di Beatrice Manetti (che ho tratto da L&#8217;indice n. 12 -2011. Sentieri per capre \u2013 riferimento a Scorciatoie e racconti di Umberto Saba).<br \/>\nL&#8217;articolista ci ricorda che il poeta Umberto Saba, dopo aver definito Mussolini \u201c<em>due terzi boia e un terzo pover&#8217;omo<\/em>\u201d, ne scrisse ancora come il padre <em>carcerario <\/em>che ha assecondato la congenita disposizione degli italiani al fratricidio\u00a0 e precisamente \u201c<em>Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli<\/em>\u201d.<br \/>\nOggi, nella politica nazionale, chi legge riconosce un analogo padre, uso al linguaggio gestuale e ispiratore di altri simili padri? Io s\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizio il nuovo anno (a proposito AUGURI a tutti!) con la prima puntata delle mie considerazioni su quello appena trascorso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,9],"tags":[29,33,34],"class_list":["post-962","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-razzismo","tag-informazione","tag-lega-nord","tag-letture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=962"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/962\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}