8 giugno 2016 – Ho spedito una lettera

La legge del contrappasso (di dantesca memoria) mi costringa a pensare alla mia permanenza all’inferno sotto una montagna di appiccicosi francobolli. 

Cari amici
parecchi di voi riceveranno questa lettera in continuità con una serie di analoghe spedizioni cui mi ero dedicata in passato in maniera massiccia,  ripetitiva e, penso, irritante. Alcuni invece sono nuovi a questo tipo di comunicazione che mi impegno a non ripetere se non in maniera più mirata e discreta.
E’ successo però un fatto nuovo che voglio comunicare dato che immagino non avrà conveniente spazio sui media. Il consiglio comunale di Udine ha approvato all’unanimità la mozione che impegna : “Il Sindaco e la Giunta a richiedere alla Commissione 1^ Affari Costituzionali del Senato il completamento dell’iter legislativo di esame del ddl 2092 ai fini della successiva definitiva approvazione da parte del Senato, onde ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità.”.
Quando sette anni fa mi resi conto che il cd. pacchetto sicurezza violava il dovere dei Sindaci di riconoscere l’esistenza di tutti i bambini nati nel loro territorio, assicurando a tutti loro il certificato di nascita, ne fui inorridita.
Si era introdotto  – senza che ciò implicasse problemi di risparmio nella spesa – un principio che discriminava e ancora discrimina alla nascita in Italia i figli di stranieri non comunitari amministrativamente irregolari. Era ed è un principio sostanzialmente razzista più leggibile nel contesto culturale delle leggi razziali del 1938 che nella Costituzione della Repubblica.
In un primo momento concentrai la mia attenzione su quei bambini voluti inesistenti, senza identità, senza genitori, senza famiglia. Poi ho sempre più ragionato anche sull’umiliazione inferta appunto ai ‘primi cittadini’.
Quella norma infatti li riduce a podestà con l’illusione (che per alcuni è un oscuro convincimento profondo) di essere una specie di sovrano assoluto con potere di vita e di morte, se non sul piano fisico almeno civile.
Forte sostegno a costoro sono i sondaggi, adoperati come garanzia per una politica pedissequamente al seguito di cifre, viste ma non ‘lette’, in sostanza una politica ‘senza qualità’.
Purtroppo ho dovuto constatare l’indifferenza ai nuovi nati che la legge vuole invisibili anche nei programmi (almeno a quelli a me noti) proposti in occasione delle recenti elezioni comunali. Così la mozione del comune di Udine, che potete leggere in allegato, è stata per me una consolante sorpresa in un clima di mortificazione che dura ormai da sette anni
Cordialmente
augusta

PS: per altri aspetti ne ho scritto ieri nel mio blog, Non voglio abusare del vostro tempo, ma, se qualcuno fosse curioso, http://diariealtro.it/?p=4424

giugno 8, 2016Permalink

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