14 agosto 2026_ Avvenire UN VOLTO, UN NOME, UNA DATA “Non più bambini: lo erano” di Lucia Capuzzi

Tento  di copiare almeno qualche  tratto dell’articolo di Lucia  Capuzzi  «   »

«Corpi  ostinati.  Corpi immobili.  Corpi silenti .  Corpi  trasformati in pannelli espositivi per  mostrare  ciò che gran parte  della società  rifiutava  di vedere .  I visi di Ahalan,  Maron ,  Firas,  Juwan  e gli altri bimbi che “erano e  non sono più” .  Sono  stati uccisi a Gaza .  A  PARTIRE  DA MARZO 2025 FINO AL  CESSATE IL FUOCO, IN VIGORE DAL 10 OTTOBRE  SCORSO. ,  GRUPPI DI CITTADII ISRAELIANI LI HANNO PORTATI  – A VOLTE  DECINE, ALTRE CENTINAIA – LI HANNO  PORTATI NEL CUORE DI TEL  AVIV.  Iniziative  analoghe   si  sono svolte  davanti alle basi d dell’aeronautica di Rehovot,  Hatzor,  Palmachim. Gli  attivisti non proferivano parola.  Non rispondevano agli insulti o alle  provocazioni.    Semplicemente  restavano là.,  con le gigantografie  dei  volti dei piccoli gazawi.  otto il nome, l’età,  la data di morte  e  la  scritta: “ea  e nn è più”.
”  Un   atto  radicale  di resistenza”, lo  definisce  la  regista israeliana  Hilla  Medaliache ne è  rimasta  folgorata  »
….
Per  mesi ha  seguito le dimostrazioni e le ha ritratte  con la  telecamera .  E’ nato  così   Children  no  more.: were  and are gone   che  ha ottenuto la nomination all’Oscar  come   miglior  cortometraggio documentario »

Avvenire  14  agosto pag. 5

Tema  ripreso da La  Stampa a pag  12
segnalo in particolare l’articolo  dello scrittore  di  origini israeliane  Ahron  Bergman   “Crimini orribili.  E’  in corso una pulizia  etnia.  La  comunità  internazionale  deve intervenire”.

e  ancora  a pag. 21

Anna  Foa.  Il  fuoco dei coloni che incendia la Cisgiordania

 

18 Agosto 2026Permalink

14 agosto 2026 – Gli USA contro i coloni scrivo il 18_ da aggiornare

lo  scrive La  Repubblica   a pag6-7 ma la notizia è diffusa
Soldati  dell’esercito pregano assieme ai coloni che  avrebbero  dovuto allontanare
Le Idf  annunciano punizioni   (foto)
Parla  uno  dei cinque  italiani  ancora  presenti  per  solidarietà

AVVENIRE
Taybeh,  soldati  nel  monastero.
assedio  dei coloni alle  famiglie
l’esercito interviene dopo  pressioni  USA
“quello  che  sta  avvenendo è  grave  e con  rispecchia il nostro  modo di agire” ,  ha  dichiarato Israele  Gantz,  capo  del  consiglio Yesha  l’organizzazione ombrello he riunisce  gli insediamenti israeliani  in Cisgiordania.
Parallelamente  ,  ha  aggiunto  Gantz ,  “chiedo al  governo  israeliano  di annullare  gli  accordi di Oslo e di consentire insediamenti ebraici  e  regolamentati in tutte le aree libere”.
“Siamo  contrari ai disordini violenti,  lo dico senza mezzi termini”,  ha  affermato il  ministro della  Difesa Israele Katz ,  pronto però  ad  aggiungere che  “la  violenza  dei coloni non esiste, è  un fenomeno marginale”.  autore:  Luca  Foschi

 

18 Agosto 2026Permalink

8 agosto 2016 Ricordare Marcinelle . Oggi non è un caso

8 agosto 1956: l’Italia dei migranti travolta da Marcinelle di Gianni Santamaria     Due libri rievocano il disastro minerario di settant’anni fa. Ricciardi: «La tragedia fu uno spartiacque». Di Stefano: «Dare voce ai testimoni è non farli morire di nuovo».

4 agosto 2026     La miniera di carbone Bois du Cazier, a Marcinelle, il giorno del disastro, l’8 agosto 1956 / WikiCommons

L’Europa, e con essa l’Italia, conserva nel suo passato un buco nero, come il carbone, che può essere monito per ripartire e capire più a fondo anche i fenomeni migratori odierni. L’anniversario, il settantesimo, del disastro accaduto la mattina dell’8 agosto del 1956 nel Bois du Caziere, l’impianto situato a Marcinelle, nel distretto minerario belga di Charleroi, sarà sabato l’occasione per commemorazioni e iniziative intese a tenerne alta la memoria. Ma quale il senso di tale memoria e cosa dice all’Europa e all’Italia di oggi? Due libri aiutano ad andare al cuore storico, politico, economico e sociale di quella che è stata la più grande tragedia della nostra emigrazione: 136 furono gli italiani sul totale di 262 morti nei cunicoli andati in fiamme a causa di un banale errore nel richiamo di un carrello che aveva sprigionato le fatali scintille.
Sul significato che quell’evento riveste per l’identità italiana ed europea, di allora e di oggi, riflette Toni Ricciardi – storico delle migrazioni dell’Università di Ginevra e deputato dem al Parlamento italiano, eletto nella circoscrizione Europa – nel volume Una Repubblica fondata sull’emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo, uscito da Donzelli (pagine 154, euro 16,00), editore per il quale Ricciardi dirige l’opera in quattro volumi sulla Storia dell’emigrazione italiana in Europa. In vista dell’anniversario, poi, torna in libreria, con una nuova prefazione, il racconto-reportage di Paolo Di Stefano, uscito in prima edizione nel 2011, nel quale il giornalista del “Corriere della sera”, ha scavato tra testimonianze, documenti e ricostruzioni di quella che chi ne ha subìto le conseguenze – perdendovi un padre, un marito, un figlio o un fratello – ha chiamato La catastròfa (Sellerio, pagine 328, euro 16,00). Due libri che, dai rispettivi punti di vista, non sono solo ricostruzioni della tragedia belga, ma aprono più ampi scenari di comprensione della posta in gioco ancora oggi: lavoro, democrazia, integrazione.
Ricciardi parte da una tesi esplicita sin dal titolo del libro: «L’emigrazione non fu soltanto una conseguenza della povertà e della disoccupazione del dopoguerra, bensì una componente strutturale del progetto politico, economico e internazionale della nuova Repubblica». Non è un caso che il settantesimo di Marcinelle si intrecci con l’ottantesimo del referendum del 2 giugno 1946 – e della contemporanea elezione dell’Assemblea costituente – nonché con quello dell’accordo italo-belga sullo scambio tra manodopera e carbone, stipulato pochi giorni dopo, il 23 giugno. Se la si legge a partire dall’interconnessione di questi eventi, allora la sostituzione della parola “emigrazione” a “lavoro”, di cui lo stesso autore ammette il carattere apparentemente provocatorio, assume invece tutt’altro spessore.
Sulla scorta dei lavori della Costituente Ricciardi ricostruisce, infatti, come il celebre articolo 1 dia linfa e venga strutturato dall’articolo 35, sulla tutela del lavoro, sulla promozione degli accordi internazionali a questo scopo e sulla libertà di emigrazione. «Di fatto, e fu chiaro già durante le sedute dell’Assemblea costituente, l’Italia repubblicana si stava incamminando verso un sistema del mercato del lavoro sempre più interdipendente nel contesto dell’Europa del secondo dopoguerra». E dal canto suo l’Europa, «che qualche anno dopo, agli inizi degli anni Cinquanta. Si sarebbe avviata verso decenni di crescita sostenuta, fu rimodellata anche in funzione dei, e soprattutto grazie ai, tanti migranti che svolsero un ruolo fondamentale in quella trasformazione». Tra loro gli italiani, che insieme a tanti altri di varie nazionalità si mossero al grido “Belgìc, Belgìc”. Ricciardi nelle pagine centrali del libro analizza le modalità attraverso le quali la nascente compagine repubblicana definì la propria identità promuovendo l’emigrazione, fenomeno riflesso da stampa e cinema dell’epoca. L’impegno di inviare 50mila lavoratori per le miniere (almeno 2mila a settimana recitava l’accordo) forniva ai belgi persone pronte a scendere nelle viscere della terra, sgravando al tempo stesso la Penisola dall’esubero di braccianti agricoli.
Marcinelle fu una sveglia rispetto a questo do ut des. La tragedia, scrive Ricciardi, fu uno «spartiacque» che modificò in maniera decisiva quella che oggi si chiamerebbe narrazione sulle sorti dell’Europa, fece porre l’accento sulla sicurezza nel lavoro, ma anche mise in luce l’importanza della comunità italiana e unificò nel dolore le varie nazionalità colpite nella miniera belga. Mattoni di questa convivenza nella memoria sono stati nel tempo gli orfani, che furono 417 (224 italiani). Ricciardi ricorda come dal 1990 (dopo l’ipotesi di farne un centro commerciale) il sito del Bois du Caziere sia divenuto un monumento e dal 2002 sia patrimonio dell’umanità Unesco. Chiude il libro l’elenco dei morti e la loro provenienza. Sessanta erano abruzzesi, provenienti da paesi del Chietino e del Pescarese: Farindola, Turrivalignani, Lettomanoppello e Manoppello, già paese minerario (ben 23 morti), i luoghi più colpiti.
Orfani, vedove, parenti, soccorritori, luoghi, documenti e diari sono le voci che Di Stefano registra nel suo reportage. “Registra” nel vero senso della parola, visto che il giornalista riporta in modo preciso le vivaci imperfezioni dell’italiano popolare degli interlocutori e i francesismi adattati come “grillaggio”, da grillage, cancello o “comondì”, comme on dit. C’è chi, dopo il trauma, è rimasto in Belgio: come Assunta che dapprima parla francese con l’ospite venuto a casa sua a rivangare il passato, ma poi si scioglie, ricostruendo quella mattina di dolore e lo sconvolgimento che attanagliò maman e loro, i bambini fissi davanti al cancello della miniera: «Ogni volta che si avvicinava una bicicletta dicevamo “Ecco papà nostro che sta arrivando sulla sua bicicletta, ecco che sta arrivando papà nostro”, finché abbiamo compreso che papà nostro non tornava più». Di Stefano mette in fila anche le deposizioni dell’inchiesta come quella dell’ingabbiatore Antonio Iannetta , addetto al carrello richiamato in superficie prematuramente per errore e che ha innescato l’inferno. Testimone diretto, fatto partire subito per il Canada. Il cronista ascolta voci rassegnate, ancora traumatizzate, ma anche combattive. Come Peppe, minatore siciliano che a Marcinelle ha perso un fratello e tutti i compagni della “mina”. Lui viveva in una baracca a 500 metri dal luogo del disastro e ha ancora nell’anima l’orrore: «Noi italiani abbiamo lavorato come schiavi, inquantoché quello che interessava nella mina era la mina e il carbone, non la persona umana. Vere bestie, se pensate che dopo la catastròfa solo il direttore dei lavori, Monsieur Calicis, fu condannato e gli altri tutti liberi come uccelli», si sfoga l’uomo nel capitolo a lui dedicato, dal titolo significativo; “La gioventù nostra è stata venduta dal governo”. Il libro è, dunque, un coro di voci, con il tempo sempre più esiguo, che – rimarca nella nuova prefazione Di Stefano – «ambisce a farsi memoria collettiva. Agli storici il compito di vagliare e semmai di giudicare, ma ai testimoni l’ascolto e la dignità che meritano per non farli morire di nuovo».

8 Agosto 2026Permalink

21 luglio 2026, Massimiliano Panarari Il Colosseo dll’odio

 

Vannacci  supera  i liniti  della  decenza

Ambientato in un anfiteatro dell’antica Roma, il video realizzato con l’intelligenza artificiale, e condiviso sui canali social di Roberto Vannacci, mostra il fondatore di Futuro Nazionale vestito da condottiero romano, seduto accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, anch’essi in abiti d’epoca. Nell’arena, legati, vi sono la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte, l’ex premier Romano Prodi e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Il pubblico ne chiede l’esecuzione.

«Incito alla violenza nel video? Non reggono la satira, si prendano un antistaminico e staranno meglio», è il commento di Vannacci. «Le proteste per il video? Chi si arrabbia sono quelli dei diritti e delle libertà, soprattutto della libertà di espressione, che si scompisciano di risate di fronte a Crozza e a Luca e Paolo ma non reggono la satira quando a riproporla è Vannacci…». Al Giuseppe Conte che lo attacca accusandolo di ordinare la sua morte, parlando con l’AdnKronos Vannacci ribatte: «Siamo di fronte alla seconda supercazzola di Giuseppe Conte, poiché la prima è quella in cui ha detto che non vota l’emendamento Vannacci sulle preferenze ‘perché è inaccettabile in un contesto inaccettabile. Io -sottolinea – altro non ho fatto che ripubblicare un bellissimo video “fantascientifico e chiaramente irreale” presente sul web». Il leader di Futuro nazionale si chiede: «Dove sarebbe la violenza? Non c’è una goccia di sangue, una lotta, una zuffa, uno scapigliamento. Dove sarebbe la morte? Tutto lasciato alla fantasia, al pensiero, alle idee, quelle che Orwell voleva controllare e che forse Conte vorrebbe proibire», replica a chi lo attacca, a partire da Conte. «Prima bisognava stare attenti a salutare un amico perché si rischiava di essere accusati di aver fatto il saluto romano. Ora dobbiamo nascondere i pollici, non si può escludere che anche per questo si arrivi ad approvare magari una nuova legge Scelba-Mancino», ironizza. Poi rivolto a chi se l’è presa per le immagini rilanciate rivolge un invito: «Si prendano un antistaminico e staranno meglio».

21 Luglio 2026Permalink

1 luglio 2026 _ Calendario di luglio

 

1 luglio 2002 –   Entra in vigore il tribunale Penale Internazionale . .[nota 1].
.2 luglio 2016 –   Morte di Elie Wiesel
.3 luglio 1883–    Nascita di Franz Kafka
.3 luglio 1995 –    Morte di Alexander Langer
.3 luglio 2022_    Crollo del ghiacciaio della Marmolada
.4 luglio 1976 –    Dichiarazione dei Diritti dei Popoli del
………………………….. Tribunale Russel
.5 luglio 1963        Algeria: Indipendenza dalla Francia .
……………………… ….Festa nazionale
.6 luglio 1415 –     Morte sul rogo di Jan Hus
.6 luglio 1967 –….Inizio della guerra civile nigeriana (o guerra del
…………………………..Biafra).
.7 luglio 1535 –     Morte di Tommaso Moro
.8 luglio 1978 –     Sandro Pertini Presidente della Repubblica
.9 luglio 2002 –    Nasce a Durban l’Unione Africana.
10 luglio 1940 –    Nascita del governo collaborazionista di Vichy
10 luglio 1976 –     Nube tossica a Seveso
11 luglio 1979 –     Assassinio Ambrosoli – Milano            [nota 2]
11 luglio 1995 –     Caduta di Srebrenica                           [nota 3]
12 luglio 1973 –     Giovanni Franzoni si dimette da abate di  San Paolo
13 luglio 1920 –     Incendio della Narodi Dom, casa del popolo.
………………………….Era la sede delle organizzazioni slovene a Trieste.
………………………….L’incendio fu appiccato dalle camicie nere.
13 luglio 1936 –      Inizio della guerra civile spagnola
13 luglio 2014 –      Muore  la scrittrice Nadine Gordimer,
……………………………sudafricana, attivista contro l’apartheid..
……………………………Nobel per la Letteratura nel 1991
13 luglio 2017 –….. Muoiono Giovanni Franzoni
………………………….. e Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010
13 luglio 2024 -……Attentato a Trump in Pennsylvania
14 luglio 1789 –      Parigi – presa della Bastiglia
14 luglio 2022 _…..Morte di Eugenio Scalfari
14 luglio 2022_……Dimissioni di Draghi respinte da Mattarella
15 luglio 1938 – …..Pubblicazione del Manifesto della razza
15  luglio 2009 –      LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 ……..[.nota 4]
16 luglio 1945 – …..New Mexico. primo esperimento nucleare USA
16 luglio 2023 -….Morte di mons. Luigi Bettazzi, ultimo testimone
…………………………..del .Concilio Vaticano II
17 luglio 1566 –     Morte di Bartolomeo de Las Casas
17 luglio 2019 –      Morte di Camilleri
18 luglio 1546 – …Morte di Martin Lutero
18 luglio 1918 – …Nascita di Nelson Mandela (morte 2013)
19 luglio 1943 – …Primo bombardamento anglo-americano su  Roma
19 luglio 1992 – …Strage del giudice Borsellino e della scorta
20 luglio 1944 –…Attentato militare fallito vs Hitler        [nota 5]
20 luglio 1969 –    Allunaggio Apollo 11
20 luglio 2001 –   Genova- Uccisione di Carlo Giuliani durante il G8
20 luglio 2001 –   Genova – Assalto alla scuola Diaz durante il G8
22 luglio 2011 –    Utoeya – Norvegia.
………………………….Il neonazista Breivik uccide 76  persone.
22 luglio 2016 –   Strage di Monaco
23 luglio 1929 –   Il fascismo bandisce l’uso delle parole straniere
23 luglio 2016 –  Strage di Kabul durante manifestazione di Hazara
……………………….. .(sciiti)
24 luglio 2014 –  Gaza – bombardamento e strage scuola Unrwa
24 luglio 1783 –   Nascita di Simon Bolivar
25 luglio 1943 –   Caduta del fascismo – Arresto Mussolini
……………………………Governo Badoglio
25 luglio 1968 –   Paolo VI pubblica l’enciclica Humanae vitae
26 luglio 1960 –   Fine del governo Tambroni
27 marzo 1993 –  Attentati mafiosi a Milano e Roma – 5 morti
28 luglio 1914 – .. L’Austria dichiara guerra alla Serbia
29 luglio 1976 – ..Tina Anselmi diventa ministro del lavoro
…………………………Prima donna in Italia ad assumere un incarico
…………………………di governo..
29 luglio 1983 –…Omicidio del giudice Rocco Chinnici – Palermo
29 luglio 2013 –.. Scomparsa di p. Paolo Dall’Oglio            [nota 6]
31 luglio 1919 –      Nasce Primo Levi.                                 [nota  7]
31 luglio 1941 – …Hermann Göring inizia a pianificare la
…………………………..soluzione  finale

[nota 1]
ICC: International Criminal Court, Corte penale Internazionale Permanente
Pattuita a Roma il 17 luglio 1998 è entrata in vigore il 1º luglio 2002.
Si occupa di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, crimine di aggressione
La Corte penale internazionale non è un organo dell’Onu e non va confusa con la   Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, anch’essa con sede all’Aia
https://www.icc-cpi.int/
https://www.hrw.org/topic/international-justice/international-criminal-court

[nota 2]
Giorgio Ambrosoli è stato un avvocato italiano. Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere Michele Sindona, fu assassinato l’11 luglio 1979 da un sicario

[nota 3]
GENOCIDIO DI SREBRENICA 11 luglio 1995
“non chiedetemi dov’ero l’11 luglio quando cadde Sebrenica e iniziò l’ultimo massacro del secolo. Non me lo ricordo. Fu il triplo dei morti rispetto a New York, ma non ci fu nessuna diretta TV e nessuno se ne accorse. Sebrenica, che roba era? Un buco tra le montagne dal nome impronunciabile” (P.Rumiz “Maschere per un massacro”)

[nota 4]
LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 .Disposizioni in   materia di sicurezza pubblica

[nota 5]
L‘attentato del 20 luglio 1944 fu un tentativo fallito di assassinare Adolf Hitler e rovesciare il regime nazista, noto come Operazione Valchiria.

L’attentato fu organizzato da un gruppo di ufficiali militari, politici e membri della nobiltà tedesca contrari al nazismo, tra cui il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, con l’obiettivo di eliminare Hitler e instaurare un nuovo governo capace di negoziare una pace separata con gli Alleati, evitando la disfatta militare della Germania e continuando la guerra contro l’Unione Sovietica sul fronte orientale
All’operazione Walkiria partecipò anche il pastore e teologo Dietrich Bonhoeffer che, dopo la lunga prigionia a Berlino fu  impiccato a Flossemburg il 9 aprile 1945 per ordine diretto di Hitler

[nota 6] 
Gesuita, cacciato dalla Siria vi è rientrato e probabilmente è stato eliminato

1 Luglio 2026Permalink

1 luglio 2926 Lucio Caracciolo. Il papa americano che pratica la pace

La  Repubblica  29  giugno  2026    pag  15
Deviazioni  di  Lucio  Caracciolo

Il  papa  americano  che  pratica  la pace
Per i credenti  sarà  Provvidenza,  per  laici o miscredenti astuzia della  storia.  Resta  che mentre  il  mondo rischia  la guerra totale sulla  cattedra  di Pietro siede  un papa. americano  che  predica e pratica   pace  Più  papa  americano o americano papa?  Chi v iene
prima: il  capo della Chiesa  cattolica di origine  statunitense,  sia pur  meticciata  per esperienza  di missione, oppure  il  cittadino americano  elevato  a  riferimento universale d’una  religione  di traiettoria  romana,  europea  e occidentale?  Dovunque  si voglia  porre  l’accento,  colpisce  questa  faconda contraddizione in termini.  Contraddizione perché   Leone  XIV in  quanto papa  fa della pace  il cuore  del suo  magistero  proprio mentre il suo impero d’origine  in implosione  esporta  in armi  la sua crisi nel  mondo.
Feconda  perché è pur  sempre  un cittadino di quell’impero impazzito  a  tentar  di frenarne ,  con calma fermezza, la compulsione  bellicista.  Da  americani  vero,  come conferma l’esortazione ai compatrioti di  rivolgersi  ai rispettivi congressmen  perché  di oppongano alla deriva  trumpiana.

Impresa  tanto più rimarchevole  trattandosi di atlantista  confesso. Fautore  di una  «vera alleanza  tra l’Europa e gli Stati  Uniti (…) un’alleanza molto importante  oggi e in  futuro».  Auspicio doppiamente  rivelatore della  fedeltà  ai principi  della  geopolitica  americana del secondo  Novecento,  fondata  sulla creazione  via  Nato/Ue di un Occidente  strategico garante  del  primato a stelle e strisce ;   e  di un pontefice  disposto a sporcarsi le mani in  quella  forma di speciale  carità che è ai suoi occhi la politica. Nell’accezione  cattolica,  s’intende. In permanente cerca  di equilibrio nel  triangolo tra  ecumenismo, soggettività  della Santa  Sede e fedeltà  al precetto di Gesù: «Rendete  a Cesare  quel che è di Cesare, a  Dio  quel che è di Dio »  (Matteo  22, 20).  Quest’ultimo spesso malinteso come invito a schivare  l’impegno nel  mondo,  mentre  significa  il perfetto contrario.

Dobbiamo  a  Massimo Faggioli,  storico   del cristianesimo  e professore all’agostiniana Villanova   University  dove  Robert  Francis  Prévost,  di formazione  canonista,  frequentò  un corso di filosofia  tedesca prima  di laurearsi in matematica,  una  nitida  ricostruzione  del progetto leonino : unità della chiesa  e pace nel mondo  (Leone XIV  e la Chiesa  globale.  Morcelliana).
Visione  asintotica.. L’una  e  l’altra visione  fungono da obiettivi  limite  da  avvicinare  nella coscienza  di non poterli  raggiungere  –  mens  matematica  aiuta.  Però  entrambe  esistenziali. E intrecciate

….Più  si espande  la guerra  meno probabile è suturare le  ferite che lacerano  il popolo di Dio.  Concepito da  Prevost  nella accezione  larga  del  Vaticano  II, enfatizzata  con toni spericolati da papa Francesco contro il neoclericalismo dei  tradizionalisti  (aziendalisti, in teoria  delle  organizzazioni).  Altrettanto improbabile che una Chiesa ridotta  a collezione di sétte possa  pacificare  gli animi e disarmare  gli armati. Qualche  concreta  idea si quest’ultima tabe Prevost se l’è  fatta  nel 2020 -21  da amministratore  apostolico  della  diocesi peruviana di Callao.  «Contesto ecclesiopatico  caratterizzato da  diversi tipi  di abusi  –  di autorità,  di potere,  economici »  spesso  risolti  armi in pugno,  stando alla biografia  papale di  Elise  Am Allen  (Leon  XIV,  Ciudadano  del  mando,  misionero  del  siglo  XXI,  Penguin)- L’insofferenza  tra  esponenti  della  gerarchia  cattolica amplificata  vai media durante il  pontificato  di Francesco  pare ora  meglio controllata.  Sotto  questo  profilo il primo anno  di Leone  è  senz’altro un successo.  Ma  la mitigazione  dei modi non  basta  a ridurre le  profonde  diversità  di  cultura nel  corpo ecclesiastico.  L’altra  faccia  della  globalizzazione  cattolica.

…Gli  Stati  Uniti sono  epicentro  della  doppia  ricerca  di unità e pace. Quanto  all’unità,  difficile  immaginare qualcosa  di più eterogeneo  del  cattolicesimo americano,  specie con l’emergere  della  tecno-destra trumpiana che ambisce  a nazionalizzare  Gesù Cristo. Lo  vediamo nella  stessa  amministrazione presidenziale,  dove  rivaleggiano due  cattolici che più  diversi non potrebbero –
JD Vance  e Marco  Rubio. –  sotto un  “presidente”  papa   (virgolette d’obbligo  in  entrambi  i casi) che festeggia  il suo ottantesimo  imbandendo un festival  casalingo di  lotta  libera,  evocazione  gladiatoria.  Quanto  alla pace.  Tutto  dovrebbe spingere  Washington  all’autocontenimento , visto  che in ogni  guerra  finisce per  lasciarci penne e credibilità. L’umiliazione nell’improbabile  sfida  fra  regime  trumpiano e impero persiano,  dovrebbe  insegnare,  It’s  a long way  to  Tipperary . Ma  Prevost,  tignoso (romano  per  tosto),  persegue.

1 Luglio 2026Permalink

26 giugno 2026_ Articolo La Repubblica pag. 25

No a Basaglia come patrimonio UNESCO: la figlia respinge la proposta

Il 26 giugno 2026 è tornato d’attualità il dibattito sul possibile riconoscimento legato alla figura di Franco Basaglia. In un’intervista la figlia ha espresso una netta contrarietà: secondo lei, il padre non deve essere “imbalsamato” come simbolo statico del passato, ma la sua eredità va mantenuta come pratica viva e aggiornata.

La vicenda solleva punti rilevanti per chi segue i Siti UNESCO in Italia e le candidature legate a memorie, pratiche e patrimoni immateriali. Prima di qualsiasi proposta formale occorre valutare non solo il valore storico, ma anche l’impatto sulle comunità e la possibilità di conservare modalità operative e di ascolto che siano ancora efficaci oggi.

  • Contenuto centrale: opposizione familiare al riconoscimento come patrimonio UNESCO della figura o dell’opera di Basaglia.
  • Per i siti e le candidature UNESCO: ricordare l’importanza di contestualizzare le proposte e di coinvolgere le comunità interessate.
  • Consiglio pratico: consultare le fonti ufficiali del Ministero della Cultura e i documenti UNESCO per seguire aggiornamenti e decisioni formali.

Questo episodio evidenzia come le candidature relative a figure o pratiche storiche in Italia richiedano una valutazione attenta: il riconoscimento UNESCO può valorizzare la memoria, ma deve essere progettato in modo da non trasformare persone o pratiche viventi in semplici simboli museificati. Per aggiornamenti su eventuali sviluppi, monitorare i canali istituzionali competent

27 Giugno 2026Permalink

1 giugno 2026 _ Calendario giugno

1 giugno 2018 –       Inizio XVIII legislatura
…………………………….Inizio  legislatura in corso 13 ottobre 2022
.1 giugno 2018 –      Spagna. Cade il governo Rajoy
.1 giugno 2021         Scarcerazione di Giovanni Brusca
.2 giugno –                Festa della Repubblica
.2 giugno 2016 –      Il parlamento tedesco riconosce il genocidio
…………………………..armeno
.3 giugno 1963 –      Muore papa Giovanni XXIII   (eletto nel 1958)
.3 giugno 2016 –       Muore il pugile Cassius Clay – Muhammad Ali
.3 giugno 2016 –       Corleone – La processione del santo  locale si
..…………………………..inchina .alla casa di Salvatore Riina
.4 giugno 1994 –       Muore Massimo Troisi
.4 giugno 2024         Muore  il teologo Jürgen Moltmann
.5 giugno             –     Giornata mondiale in difesa dell’ambiente
.5 giugno 1967   –      Israele – Inizio della guerra dei 6 giorni
.6 giugno 2025          Eid Al Adha dalla sera del 5 giugno al
…………………………….9 giugno 2025…………………………..[Nota 1]
.6 giugno 2015 –        Visita papa Francesco a Sarajevo
.7 giugno 1929 –        Il Vaticano pubblica la legge fondamentale che
……………………………ne fa uno stato   sovrano come previsto nel
…………………………… Trattato di febbraio …………………. [Nota 2]
10 giugno 1924 –       Assassinio di Giacomo Matteotti
10 giugno 1940 –       L’Italia dichiara guerra alla Francia e
…………………………….all’Inghilterra
11 giugno 1984 –        Morte di Enrico Berlinguer
12 giugno 1964 –        Condanna all’ergastolo di Nelson Mandela
…………………………………………………………………………….[Nota 3]
13 giugno 1960 –       Incontro  papa Giovanni XXIII e Juules Isaac
14 giugno 1966 –       Il concilio Vaticano annuncia l’abolizione
…………………………….dell’indice dei libri proibiti.
14 giugno 2022………Morte di Avraham Yehoshua
15 giugno 2007 –       Morte   Giuseppe Alberigo            [Nota 4]
16 giugno 1976 –        Sudafrica: strage di Soweto
16 giugno 2016 –        Assassinio della deputata laburista Jo Fox
………………………………………..………               ……………… [Nota 5]
16  giugno 2026          Muore  il cardinale  Ruini

17  giugno 2026-         Muore  Carlo Ginzburg
18 giugno 1982 –        Londra: ritrovamento del cadavere di Roberto
……………………………..Calvi
18 giugno 2015 –        Papa Francesco promulga l’Enciclica  Laudato
……………,,………………..sii
19 giugno1945 –         Birmania_ Nascita di Aung San Suu Kyi
……………………………………………………………             ……[Nota 6]
19 giugno 2013 –        Viene approvata la legge di ratifica della
……………………………..Convenzione .di Istanbul
20  giugno……………..Giornata  mondiale del rifugiato
20 giugno 1979 –         Nilde Jotti è eletta presidente della Camera
………………………………dei deputati, .prima donna  nella storia della
………………………..…… Repubblica.
22 giugno 1633 –        Galileo è costretto all’abiura
22 giugno 2022          Morte di Federico Carboni, primo  caso di
……………………………..suicidio assistito concluso in Italia
22 giugno 2015 –        Papa Francesco visita il Tempio valdese  di
……………………………..Torino
23 giugno 1858 –       Papa Pio IX fa rapire il bambino ebreo
………….……………….. Edgardo Mortara.                            [ Nota 7]
23 giugno 2016 –        Gran Bretagna: Il referendum decreta la Brexit
24 giugno 2013 –        Sentenza processo Ruby …………[Nota 8]
17 giugno 1991 –         Fine dell’apartheid in Sudafrica
25 giugno 1946 –        Inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente
26 giugno 1967 –        Morte di don Lorenzo Milani
27 giugno 1980 –        Ustica: esplosione del DC9 (Muoiono 81 persone)28 .2
8 giugno 1914 –         Sarajevo Assassinio di Francesco Ferdinando e
……………………………..della moglie.
28 giugno 1919 –        Trattato di Versailles. Fine della prima guerra
…………………………….. mondiale.
28 giugno 1969-         Moti di Stonewall                             .. [Nota 9]
29 giugno 1934 –         Germania: notte dei lunghi coltelli   [ Nota 10]
29 giugno 2013 –         Muore  la scienziata Margherita Hack
…………………………………………………………………  [Nota 11]
30 giugno 2005 –         Spagna: il Parlamento riconosce il
……………………………….matrimonio omosessuale
30 giugno 2017 –          Muore Simone  Weil………………… [Nota 12]
30 giugno 2017 –           Muore Ettore Masina

NOTE

[Nota 2]
https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html

[Nota 3]
L’ergastolo di Nelson Mandela si concluse dopo 27 anni di prigionia
l’11 febbraio 1990
Nelson Mandela fu eletto Presidente del Sud Africa il 27 aprile 1994.
Il 10 maggio 1994 pronunciò il discorso che segnò la fine dell’apartheid.
https://www.vita.it/il-discorso-di-mandela-che-ha-segnato-la-fine-dellapartheid/

[Nota 4]
ALBERIGO, Giuseppe – Enciclopedia – Treccani

[ Nota 5]
Helen Joanne Leadbeater, detta Jo e coniugata Cox (Batley22 giugno 1974 – Leeds16 giugno 2016), è stata una politica britannica, deputata laburista del collegio di Batley and Spen dal maggio 2015 sino al suo omicidio nel giugno 2016. Fervente europeista, fu uccisa con colpi d’arma da fuoco e pugnalata più volte per strada da un estremista di destra.

[Nota 6]   https://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi
Non trovo notizie successive al 2022

[Nota 7]   David Kertzer, “Prigioniero del papa Re”    http://www.davidkertzer.com/it/biografia
Quando il sovrano regnante  dello stato pontificio rapì un bambino ebreo. (diariealtro.it)

[Nota 8* Il tribunale di Milano condanna in primo grado Silvio Berlusconi a 7 anni e alla interdizione perpetua  dai pubblici uffici per il reato di concussione e prostituzione minorile
hhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-24/processo-ruby-berlusconi-giudici-130213.shtml?uuid=AbNsGw7H

[Nota 9]     La notte del 27 giugno 1969 iniziava la protesta passata alla storia con il nome di Moti di Stonewall, con cui  si  inaugurava il movimento di liberazione omossessuale.
L’anno seguente la marcia dal Greenwich Village a Central Park in commemorazione dei Moti di Stonewall segnò il primo gay pride
[3Nota 10]      http://www.artspecialday.com/9art/2018/06/30/la-notte-dei-lunghi-coltelli/
[Nota 11]      https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack
[Nota 12]        https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Veil

17 Giugno 2026Permalink

14 giugno 2026 da pagine ebraiche

CULTURA

100 anni di un profeta antieroe

100 anni di un profeta antieroe

Allen Ginsberg rischia sempre di trasformarsi in una cartolina: il poeta beat, il ribelle, l’omosessuale militante, il viaggiatore in India, il cantore della controcultura. Tutto vero eppure, a cent’anni dalla nascita, vale la pena guardare altrove, ricordando per esempio la storia di Naomi Ginsberg, nata in una famiglia di immigrati dell’Impero russo, comunista, paranoica, internata più volte, sottoposta alle devastanti pratiche della psichiatria americana del Novecento. Molto più delle letture pubbliche di Howl, dei processi per oscenità, dei viaggi con Kerouac è lei il centro di gravità dell’opera di suo figlio. E quando Naomi muore, nel 1956, Allen non c’è, non riesce ad arrivare al funerale. Da quell’assenza nascerà Kaddish, uno dei grandi poemi americani del Dopoguerra. La cosa notevole è che in quel momento Ginsberg non sta tornando all’ebraismo, anzi, sta andando da tutt’altra parte, verso la controcultura, verso la liberazione sessuale, verso il buddhismo, verso una spiritualità che non passa né dalla sinagoga né dalla tradizione. Eppure il testo decisivo della sua vita prende il nome della preghiera ebraica per i morti. Non è un requiem, non è un’elegia. Scrive Kaddish.

È difficile non vedere in questa scelta qualcosa di più profondo di una semplice citazione culturale: al momento del lutto il figlio ribelle recupera quelle parole che non aveva mai perso. All’inizio del poema, rivolgendosi alla madre, scrive: «È strano pensarti adesso, andata via senza corsetto e senza occhi», non c’è nulla di edificante, nessuna consolazione religiosa, nessuna riconciliazione. Naomi appare nei corridoi degli ospedali psichiatrici, nelle sue ossessioni, nelle sue fughe, nella sua fragilità, Kaddish è un testo disturbante.

L’ebreo non identitario

In quegli stessi anni il mondo ebraico stava investendo le proprie energie in un’altra direzione: dopo la Shoah la figura che domina l’immaginario è quella dell’ebreo finalmente normalizzato, cittadino, soldato, padrone del proprio destino. Parte della memoria ebraica del Novecento si è costruita attorno a figure eroiche: leader politici, rabbini, sopravvissuti, fondatori di istituzioni, Ginsberg invece rappresenta quasi il contrario: nomade, irregolare, refrattario a ogni disciplina identitaria. Racconta invece una donna spezzata, senza proteggerla. Forse è anche per questo che continua a parlarci. Ma anche perché mentre gli ebrei inseguivano una normalità, l’integrazione, la cittadinanza piena, lo Stato e la rispettabilità, Ginsberg si sceglie un’altra famiglia spirituale. Quella degli irregolari, insieme a Kafka, Benjamin, Leonard Cohen, Bob Dylan, figure ai margini anche quando occupano il centro della scena. Figure che trasformano l’ebraismo in una forma di inquietudine, non solo in un’appartenenza.

Forse per questo Ginsberg assomiglia, più che ai leader e agli ideologi del suo secolo, a un profeta, una figura molto più antica. Non nel senso più propriamente religioso del termine ma nella sua funzione pubblica: i profeti biblici non erano custodi dell’ordine comunitario, erano quelli che disturbavano la comunità: Amos, Geremia, Isaia parlano quasi sempre contro qualcuno: il potere, il conformismo, la soddisfazione collettiva. Anche Ginsberg passa la vita a mettere a disagio la sua comunità, e che lo si consideri geniale o irritante, la sua voce non è mai banale. Non è un caso che abbia finito per definirsi “ebreo-buddhista”, con una formula che oggi sembra banale ma negli anni Sessanta appariva rivoluzionaria. E sarebbe un errore leggerla come una fuga, piuttosto è il tentativo di allargare lo spazio, senza abbandonare il luogo da cui si proviene.

L’ebreo sospeso

In molti hanno cercato di capire quanto fosse ebreo ma la domanda forse andrebbe rovesciata: quanto si può davvero smettere di esserlo? Una domanda che risuona oggi con una forza particolare. Per gran parte del Novecento la questione ebraica sembrava destinata a trovare una soluzione: dall’integrazione nelle società occidentali alla costruzione di uno Stato, all’accesso ai centri del potere culturale. Oggi molti ebrei si scoprono di nuovo sospesi in una posizione ambigua, contemporaneamente dentro e fuori, parte del paesaggio e corpo estraneo, in una condizione che Ginsberg avrebbe riconosciuto immediatamente. A cento anni dalla nascita, Ginsberg continua a interessare proprio perché incarna una tensione irrisolta, qualcuno che non si è mai conformato eppure e al centro della sua opera più personale ha messo una parola aramaica vecchia di secoli, qualcosa da cui evidentemente non gli era possibile separarsi.

Ada Treves

14 Giugno 2026Permalink

7 giugno 2026 da Pagine ebraiche: L’eredità di Morin, l’eterno marrano.

Pagine Ebraiche / L’Unione Informa 7 giugno 2026 – 22 Sivan 578
L’eredità di Morin, l’eterno marrano

il 7 Giugno 2026  in Cultura

Il sociologo e filosofo Edgar Morin, figura di primo piano della vita intellettuale francese, è morto il 29 maggio all’età di 104 anni. Non ha mai fatto dell’ebraismo una bandiera né una cornice esplicita del proprio lavoro, eppure nella sua opera è forte la traccia di una forma mentis in cui la sedimentazione ebraica non è marginale: è uno stile dello sguardo, una resistenza a chiudere il reale dentro forme semplificate che ne eliminano le contraddizioni. Nato a Parigi come Edgar Nahoum, da una famiglia ebrea sefardita di origine livornese (gli antenati spagnoli erano approdati a Livorno dopo il 1492, poi si erano stabiliti a Salonicco, dove il padre Vidal era commerciante) Morin arriva in Francia già figlio di una stratificazione che non si lascia riassumere. Rimasto orfano di madre a dieci anni, entra nella Resistenza nei primi anni Quaranta, adotta il nome di battaglia Morin e lo mantiene per tutta la vita. Raccontava di essere diventato ebreo «successivamente, nel pericolo», quando il rischio di morte aveva reso concreta un’identità fino ad allora percepita solo come formalità rituale. Dopoguerra, CNRS, dissidenza dallo stalinismo: Morin attraversa il Novecento francese passando per una serie di rotture politiche e teoriche La produzione teorica converge nel ciclo de La Méthode (1977–2004), dove la filosofia della conoscenza diventa resistenza alla semplificazione, al rischio di un mondo reso leggibile proprio perché impoverito. Il “pensiero complesso”, formulato in Introduzione al pensiero complesso (Sperling & Kupfer, 1993; orig. 1990), invece di aggiungersi al repertorio delle scienze ne sposta il punto di equilibrio: conoscere significa separare, ma ogni separazione produce una perdita che il sapere tende a rimuovere per funzionare. La modernità epistemologica si regge proprio su questa rimozione del legame: rende visibile ciò che isola, e invisibile ciò che collega. La “dialogica”, categoria centrale de La Méthode, ne è il punto più netto: ordine e disordine, unità e molteplicità, individuo e sistema non vengono ricondotti a sintesi, vengono mantenuti in tensione attiva. L’ebraismo implicito nella sua forma mentis era però qualcosa che Morin riconosceva e chiamava con una formula precisa: si definiva «post-marrano», figlio di Montaigne e dello Spinoza escluso dell’ortodossia. Una soglia identitaria instabile, non una radice unica. Nei testi autobiografici Mon chemin (Fayard, 2010) e Il mondo moderno e la questione ebraica (Cortina, 2007; orig. Seuil, 2006) – scritto anche come risposta alla vicenda giudiziaria del 2002 quando, dopo la pubblicazione su Le Monde di un intervento intitolato “Israël-Palestine: le cancer”, firmato insieme a Danièle Sallenave e Sami Naïr, Avocats sans frontières e France-Israël intentarono una causa per antisemitismo (la condanna di Morin per diffamazione razziale venne annullata dalla Corte di Cassazione) – la figura del post-marrano designa una coabitazione tra appartenenze diverse senza risoluzione: ebreo e laico, francese e mediterraneo, critico di Israele e nemico dell’antisemitismo senza che nessuna di queste posizioni annulli le altre. La contraddizione è metodo, condizione per il pensiero. Nei Sette saperi necessari all’educazione del futuro (Cortina, 2001) Morin dichiara che ogni conoscenza è traduzione e ricostruzione, che conoscere significa accettare la deformazione come condizione del vero. Salonicco – lingue, imperi, comunità che non si fondono – è l’immagine di questa sovrapposizione: un processo instabile di trasformazione reciproca, sempre accompagnato dalla perdita. Su questo crinale si colloca anche la genealogia con cui Morin stesso si misurava: Spinoza, Montaigne, Cervantes, figure in posizione eccentrica rispetto ai centri della razionalità europea. Il suo sguardo separa senza recidere i legami che la separazione lascia aperti: il pensiero complesso, in Morin, rifiuta la tentazione di rendere il mondo più ordinato semplificandolo fino a cancellarne le contraddizioni. È una posizione difficile perché impedisce di trasformare la complessità in appartenenze nette, e proprio per questo è un lascito scomodo, e prezioso.

Ada Treves

 

7 Giugno 2026Permalink