16 settembre 2026_ Un ricordo

ACON) Trieste, 14 apr – “Il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, i gruppi Pd, Patto per l’Autonomia e Cittadini, i consiglieri Ilaria Dal Zovo e Cristian Sergo del M5S e il consigliere Walter Zalukar del Gruppo Misto hanno depositato una proposta di legge nazionale (Pdln) che intende modificare quanto previsto in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno”.

Lo ricorda con una nota lo stesso Honsell, che in qualità di primo firmatario spiega: “Riteniamo sia molto grave che l’Italia non abbia ancora raggiunto sul piano legislativo il target 16.9 dell’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’Onu, ovvero fornire l’identità giuridica per tutti, compresa la registrazione delle nascite. Vige ancora la legge 15 luglio 2009, n. 94 ‘Disposizioni in materia di sicurezza pubblica’, che nega di fatto il diritto dei bambini ad avere una certificazione anagrafica quando i genitori siano migranti privi del permesso di soggiorno. Anche se attualmente esiste una via d’uscita burocratica basata su una circolare ministeriale, c’è un grave rischio che nel nostro Paese ci siano bambini nascosti e bambini invisibili se non si modifica la legge.”

La consigliera regionale Mariagrazia Santoro, del Pd, dichiara: “La nostra proposta di legge nazionale vuole ripristinare la norma abrogata nel 2009. La normativa attuale viola l’art. 22 della Costituzione e la Convenzione sui diritti del fanciullo dell’Onu. Sono numerosi i motivi per i quali è importante che il Consiglio regionale del Fvg faccia una Pdln sulla tematica dei bambini invisibili”.

“Vi è una forte sensibilità da parte di varie personalità, associazioni e realtà culturali ed educative in regione – prosegue la nota dei due consiglieri di opposizione – sul tema dei diritti civili: Augusta De Piero (prima vicepresidente donna del Consiglio regionale della VI legislatura) ha promosso numerose campagne, l’università di Udine cura il portale equal sul diritto antidiscriminatorio, Rete Dasi, Movimento Focolarini Fvg, Gruppo Fvg-Società italiana di medicina delle migrazioni, e altri. Lo stesso Consiglio regionale del Fvg ha approvato all’unanimità, nel 2019, una mozione sul tema dell’ottenimento del certificato di nascita per figli nati in Italia da persone non comunitarie irregolari”.

“Il Fvg – conclude Honsell – ha un ruolo importante nei processi migratori che vedono come meta l’Italia. Molto alto è anche il numero di lavori stranieri temporanei in questa Regione, che dunque è più esposta di molte altre ai rischi di mancate registrazioni alla nascita”. ACON/COM/rcm

16 Settembre 2026Permalink

12 settembre 5787

Fra poche ore daremo il benvenuto al nuovo anno 5787.
«Si chiuda il vecchio anno con le sue maledizioni e si apra il nuovo anno con le sue benedizioni»
Riflettendo sul significato del tempo che ci attende e sulle responsabilità che esso ci affida, per quanto un periodo possa essere stato difficile, l’inizio di un nuovo ciclo porta sempre con sé la promessa di un cambiamento positivo.
L’anno che si conclude ci lascia una forte preoccupazione per l’aumento dei casi di antisemitismo e per il crescente senso di isolamento che ne deriva, soprattutto per i nostri giovani. Il dibattito su Israele e sul sionismo si è fatto più polarizzato, mentre in molti contesti si sono ridotti gli spazi per esprimere liberamente posizioni e identità.

Livia Ottolenghi
presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

12 Settembre 2026Permalink

12 settembre 2026 _ cercherò di saperne di più _

Stop al commercio con gli insediamenti illegali
Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri:
L’Italia non può continuare a guardare mentre in Cisgiordania sempre più famiglie palestinesi subiscono violenze da parte dei coloni e l’espansione degli insediamenti.Gli insediamenti sono illegali. L’Italia non dovrebbe contribuire a renderli redditizi.

Unitevi al gruppo crescente di Paesi che chiedono all’UE di vietare i prodotti provenienti dagli insediamenti.

Il vostro governo afferma di voler fermare l’espansione degli insediamenti, ma sta bloccando a Bruxelles una proposta che potrebbe renderlo possibile. È giunto il momento di agire di conseguenza.

***

Per anni l’Europa ha condannato gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Ma i prodotti provenienti dalle colonie continuano ad arrivare regolarmente sul mercato nazionale.

Qualcosa sta cambiando. Regno Unito, Francia e Canada, insieme ad altri nove Paesi europei, hanno finalmente deciso di vietare i prodotti degli insediamenti. Ma il governo Meloni si rifiuta, ignorando completamente la volontà della maggioranza degli italiani.

Diciamo al nostro Governo chiaro e tondo che questo è il momento di agire! Firma e condividi ora per chiedere ai nostri politici di smettere di proteggere il commercio con gli insediamenti e sostenere un divieto in tutta l’UE!

12 Settembre 2026Permalink

14 agosto 2026_ Avvenire UN VOLTO, UN NOME, UNA DATA “Non più bambini: lo erano” di Lucia Capuzzi

Tento  di copiare almeno qualche  tratto dell’articolo di Lucia  Capuzzi  «   »

«Corpi  ostinati.  Corpi immobili.  Corpi silenti .  Corpi  trasformati in pannelli espositivi per  mostrare  ciò che gran parte  della società  rifiutava  di vedere .  I visi di Ahalan,  Maron ,  Firas,  Juwan  e gli altri bimbi che “erano e  non sono più” .  Sono  stati uccisi a Gaza .  A  PARTIRE  DA MARZO 2025 FINO AL  CESSATE IL FUOCO, IN VIGORE DAL 10 OTTOBRE  SCORSO. ,  GRUPPI DI CITTADII ISRAELIANI LI HANNO PORTATI  – A VOLTE  DECINE, ALTRE CENTINAIA – LI HANNO  PORTATI NEL CUORE DI TEL  AVIV.  Iniziative  analoghe   si  sono svolte  davanti alle basi d dell’aeronautica di Rehovot,  Hatzor,  Palmachim. Gli  attivisti non proferivano parola.  Non rispondevano agli insulti o alle  provocazioni.    Semplicemente  restavano là.,  con le gigantografie  dei  volti dei piccoli gazawi.  otto il nome, l’età,  la data di morte  e  la  scritta: “ea  e nn è più”.
”  Un   atto  radicale  di resistenza”, lo  definisce  la  regista israeliana  Hilla  Medaliache ne è  rimasta  folgorata  »
….
Per  mesi ha  seguito le dimostrazioni e le ha ritratte  con la  telecamera .  E’ nato  così   Children  no  more.: were  and are gone   che  ha ottenuto la nomination all’Oscar  come   miglior  cortometraggio documentario »

Avvenire  14  agosto pag. 5

Tema  ripreso da La  Stampa a pag  12
segnalo in particolare l’articolo  dello scrittore  di  origini israeliane  Ahron  Bergman   “Crimini orribili.  E’  in corso una pulizia  etnia.  La  comunità  internazionale  deve intervenire”.

e  ancora  a pag. 21

Anna  Foa.  Il  fuoco dei coloni che incendia la Cisgiordania

 

18 Agosto 2026Permalink

8 agosto 2016 Ricordare Marcinelle . Oggi non è un caso

8 agosto 1956: l’Italia dei migranti travolta da Marcinelle di Gianni Santamaria     Due libri rievocano il disastro minerario di settant’anni fa. Ricciardi: «La tragedia fu uno spartiacque». Di Stefano: «Dare voce ai testimoni è non farli morire di nuovo».

4 agosto 2026     La miniera di carbone Bois du Cazier, a Marcinelle, il giorno del disastro, l’8 agosto 1956 / WikiCommons

L’Europa, e con essa l’Italia, conserva nel suo passato un buco nero, come il carbone, che può essere monito per ripartire e capire più a fondo anche i fenomeni migratori odierni. L’anniversario, il settantesimo, del disastro accaduto la mattina dell’8 agosto del 1956 nel Bois du Caziere, l’impianto situato a Marcinelle, nel distretto minerario belga di Charleroi, sarà sabato l’occasione per commemorazioni e iniziative intese a tenerne alta la memoria. Ma quale il senso di tale memoria e cosa dice all’Europa e all’Italia di oggi? Due libri aiutano ad andare al cuore storico, politico, economico e sociale di quella che è stata la più grande tragedia della nostra emigrazione: 136 furono gli italiani sul totale di 262 morti nei cunicoli andati in fiamme a causa di un banale errore nel richiamo di un carrello che aveva sprigionato le fatali scintille.
Sul significato che quell’evento riveste per l’identità italiana ed europea, di allora e di oggi, riflette Toni Ricciardi – storico delle migrazioni dell’Università di Ginevra e deputato dem al Parlamento italiano, eletto nella circoscrizione Europa – nel volume Una Repubblica fondata sull’emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo, uscito da Donzelli (pagine 154, euro 16,00), editore per il quale Ricciardi dirige l’opera in quattro volumi sulla Storia dell’emigrazione italiana in Europa. In vista dell’anniversario, poi, torna in libreria, con una nuova prefazione, il racconto-reportage di Paolo Di Stefano, uscito in prima edizione nel 2011, nel quale il giornalista del “Corriere della sera”, ha scavato tra testimonianze, documenti e ricostruzioni di quella che chi ne ha subìto le conseguenze – perdendovi un padre, un marito, un figlio o un fratello – ha chiamato La catastròfa (Sellerio, pagine 328, euro 16,00). Due libri che, dai rispettivi punti di vista, non sono solo ricostruzioni della tragedia belga, ma aprono più ampi scenari di comprensione della posta in gioco ancora oggi: lavoro, democrazia, integrazione.
Ricciardi parte da una tesi esplicita sin dal titolo del libro: «L’emigrazione non fu soltanto una conseguenza della povertà e della disoccupazione del dopoguerra, bensì una componente strutturale del progetto politico, economico e internazionale della nuova Repubblica». Non è un caso che il settantesimo di Marcinelle si intrecci con l’ottantesimo del referendum del 2 giugno 1946 – e della contemporanea elezione dell’Assemblea costituente – nonché con quello dell’accordo italo-belga sullo scambio tra manodopera e carbone, stipulato pochi giorni dopo, il 23 giugno. Se la si legge a partire dall’interconnessione di questi eventi, allora la sostituzione della parola “emigrazione” a “lavoro”, di cui lo stesso autore ammette il carattere apparentemente provocatorio, assume invece tutt’altro spessore.
Sulla scorta dei lavori della Costituente Ricciardi ricostruisce, infatti, come il celebre articolo 1 dia linfa e venga strutturato dall’articolo 35, sulla tutela del lavoro, sulla promozione degli accordi internazionali a questo scopo e sulla libertà di emigrazione. «Di fatto, e fu chiaro già durante le sedute dell’Assemblea costituente, l’Italia repubblicana si stava incamminando verso un sistema del mercato del lavoro sempre più interdipendente nel contesto dell’Europa del secondo dopoguerra». E dal canto suo l’Europa, «che qualche anno dopo, agli inizi degli anni Cinquanta. Si sarebbe avviata verso decenni di crescita sostenuta, fu rimodellata anche in funzione dei, e soprattutto grazie ai, tanti migranti che svolsero un ruolo fondamentale in quella trasformazione». Tra loro gli italiani, che insieme a tanti altri di varie nazionalità si mossero al grido “Belgìc, Belgìc”. Ricciardi nelle pagine centrali del libro analizza le modalità attraverso le quali la nascente compagine repubblicana definì la propria identità promuovendo l’emigrazione, fenomeno riflesso da stampa e cinema dell’epoca. L’impegno di inviare 50mila lavoratori per le miniere (almeno 2mila a settimana recitava l’accordo) forniva ai belgi persone pronte a scendere nelle viscere della terra, sgravando al tempo stesso la Penisola dall’esubero di braccianti agricoli.
Marcinelle fu una sveglia rispetto a questo do ut des. La tragedia, scrive Ricciardi, fu uno «spartiacque» che modificò in maniera decisiva quella che oggi si chiamerebbe narrazione sulle sorti dell’Europa, fece porre l’accento sulla sicurezza nel lavoro, ma anche mise in luce l’importanza della comunità italiana e unificò nel dolore le varie nazionalità colpite nella miniera belga. Mattoni di questa convivenza nella memoria sono stati nel tempo gli orfani, che furono 417 (224 italiani). Ricciardi ricorda come dal 1990 (dopo l’ipotesi di farne un centro commerciale) il sito del Bois du Caziere sia divenuto un monumento e dal 2002 sia patrimonio dell’umanità Unesco. Chiude il libro l’elenco dei morti e la loro provenienza. Sessanta erano abruzzesi, provenienti da paesi del Chietino e del Pescarese: Farindola, Turrivalignani, Lettomanoppello e Manoppello, già paese minerario (ben 23 morti), i luoghi più colpiti.
Orfani, vedove, parenti, soccorritori, luoghi, documenti e diari sono le voci che Di Stefano registra nel suo reportage. “Registra” nel vero senso della parola, visto che il giornalista riporta in modo preciso le vivaci imperfezioni dell’italiano popolare degli interlocutori e i francesismi adattati come “grillaggio”, da grillage, cancello o “comondì”, comme on dit. C’è chi, dopo il trauma, è rimasto in Belgio: come Assunta che dapprima parla francese con l’ospite venuto a casa sua a rivangare il passato, ma poi si scioglie, ricostruendo quella mattina di dolore e lo sconvolgimento che attanagliò maman e loro, i bambini fissi davanti al cancello della miniera: «Ogni volta che si avvicinava una bicicletta dicevamo “Ecco papà nostro che sta arrivando sulla sua bicicletta, ecco che sta arrivando papà nostro”, finché abbiamo compreso che papà nostro non tornava più». Di Stefano mette in fila anche le deposizioni dell’inchiesta come quella dell’ingabbiatore Antonio Iannetta , addetto al carrello richiamato in superficie prematuramente per errore e che ha innescato l’inferno. Testimone diretto, fatto partire subito per il Canada. Il cronista ascolta voci rassegnate, ancora traumatizzate, ma anche combattive. Come Peppe, minatore siciliano che a Marcinelle ha perso un fratello e tutti i compagni della “mina”. Lui viveva in una baracca a 500 metri dal luogo del disastro e ha ancora nell’anima l’orrore: «Noi italiani abbiamo lavorato come schiavi, inquantoché quello che interessava nella mina era la mina e il carbone, non la persona umana. Vere bestie, se pensate che dopo la catastròfa solo il direttore dei lavori, Monsieur Calicis, fu condannato e gli altri tutti liberi come uccelli», si sfoga l’uomo nel capitolo a lui dedicato, dal titolo significativo; “La gioventù nostra è stata venduta dal governo”. Il libro è, dunque, un coro di voci, con il tempo sempre più esiguo, che – rimarca nella nuova prefazione Di Stefano – «ambisce a farsi memoria collettiva. Agli storici il compito di vagliare e semmai di giudicare, ma ai testimoni l’ascolto e la dignità che meritano per non farli morire di nuovo».

8 Agosto 2026Permalink

21 luglio 2026, Massimiliano Panarari Il Colosseo dll’odio

 

Vannacci  supera  i liniti  della  decenza

Ambientato in un anfiteatro dell’antica Roma, il video realizzato con l’intelligenza artificiale, e condiviso sui canali social di Roberto Vannacci, mostra il fondatore di Futuro Nazionale vestito da condottiero romano, seduto accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, anch’essi in abiti d’epoca. Nell’arena, legati, vi sono la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte, l’ex premier Romano Prodi e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Il pubblico ne chiede l’esecuzione.

«Incito alla violenza nel video? Non reggono la satira, si prendano un antistaminico e staranno meglio», è il commento di Vannacci. «Le proteste per il video? Chi si arrabbia sono quelli dei diritti e delle libertà, soprattutto della libertà di espressione, che si scompisciano di risate di fronte a Crozza e a Luca e Paolo ma non reggono la satira quando a riproporla è Vannacci…». Al Giuseppe Conte che lo attacca accusandolo di ordinare la sua morte, parlando con l’AdnKronos Vannacci ribatte: «Siamo di fronte alla seconda supercazzola di Giuseppe Conte, poiché la prima è quella in cui ha detto che non vota l’emendamento Vannacci sulle preferenze ‘perché è inaccettabile in un contesto inaccettabile. Io -sottolinea – altro non ho fatto che ripubblicare un bellissimo video “fantascientifico e chiaramente irreale” presente sul web». Il leader di Futuro nazionale si chiede: «Dove sarebbe la violenza? Non c’è una goccia di sangue, una lotta, una zuffa, uno scapigliamento. Dove sarebbe la morte? Tutto lasciato alla fantasia, al pensiero, alle idee, quelle che Orwell voleva controllare e che forse Conte vorrebbe proibire», replica a chi lo attacca, a partire da Conte. «Prima bisognava stare attenti a salutare un amico perché si rischiava di essere accusati di aver fatto il saluto romano. Ora dobbiamo nascondere i pollici, non si può escludere che anche per questo si arrivi ad approvare magari una nuova legge Scelba-Mancino», ironizza. Poi rivolto a chi se l’è presa per le immagini rilanciate rivolge un invito: «Si prendano un antistaminico e staranno meglio».

21 Luglio 2026Permalink

26 giugno 2026_ Articolo La Repubblica pag. 25

No a Basaglia come patrimonio UNESCO: la figlia respinge la proposta

Il 26 giugno 2026 è tornato d’attualità il dibattito sul possibile riconoscimento legato alla figura di Franco Basaglia. In un’intervista la figlia ha espresso una netta contrarietà: secondo lei, il padre non deve essere “imbalsamato” come simbolo statico del passato, ma la sua eredità va mantenuta come pratica viva e aggiornata.

La vicenda solleva punti rilevanti per chi segue i Siti UNESCO in Italia e le candidature legate a memorie, pratiche e patrimoni immateriali. Prima di qualsiasi proposta formale occorre valutare non solo il valore storico, ma anche l’impatto sulle comunità e la possibilità di conservare modalità operative e di ascolto che siano ancora efficaci oggi.

  • Contenuto centrale: opposizione familiare al riconoscimento come patrimonio UNESCO della figura o dell’opera di Basaglia.
  • Per i siti e le candidature UNESCO: ricordare l’importanza di contestualizzare le proposte e di coinvolgere le comunità interessate.
  • Consiglio pratico: consultare le fonti ufficiali del Ministero della Cultura e i documenti UNESCO per seguire aggiornamenti e decisioni formali.

Questo episodio evidenzia come le candidature relative a figure o pratiche storiche in Italia richiedano una valutazione attenta: il riconoscimento UNESCO può valorizzare la memoria, ma deve essere progettato in modo da non trasformare persone o pratiche viventi in semplici simboli museificati. Per aggiornamenti su eventuali sviluppi, monitorare i canali istituzionali competent

27 Giugno 2026Permalink

3 maggio -Pietre di inciampo

TORINO – Otto pietre d’inciampo vandalizzate

Pubblicato in Italia il 03/05/2026

   

«La vandalizzazione delle otto pietre d’inciampo posate nello scorso mese di febbraio in piazza Santa Giulia in memoria delle anziane ospiti dell’Ospizio Israelitico deportate e assassinate al loro arrivo ad Auschwitz è un gesto vigliacco e ignobile di eccezionale gravità». Lo scrive in una nota il presidente della Comunità Ebraica di Torino, Dario Disegni. «Da tempo la Comunità Ebraica denuncia la crescita esponenziale di un antisemitismo sempre più diffuso e aggressivo in un clima di odio e di intolleranza che non può non preoccupare profondamente. Le istituzioni e la società civile sono chiamate a reagire con fermezza a questa deriva che mina le basi di una civile convivenza tra tutti i cittadini della Repubblica».

5 Maggio 2026Permalink

1 maggio. Una lettera da Giancarla

 

Ho  ricevuto  dall’on . Giancarla  Codrignani  una   lettera  che  registro  e  cercherò  di  diffondere

 

VOTARE NO.
Come dice Dacia Maraini, “Vedo una voglia di punire le toghe e limitare la loro libertà”.
Le toghe disturbano il  governo perché sono troppi i parlamentari inquisiti e,
come succede solo in Italia, troppi i Comuni sciolti da un  magistrato per infiltrazione mafiosa
(dal 1991al 2024 sono stati 268). La libertà del magistrato si chiama
autonomia: significa che dipende solo dalla Costituzione.
Falcone e Borsellino non la mandavano a dire ai  governi: facevano il loro mestiere
“nonostante” i governi non avessero contrastato abbastanza la criminalità
organizzata. E così governanti, Parlamenti e ciascun singolo cittadino hanno bisogno
del buon funzionamento della giustizia e di giudici o di inquirenti “a prescindere”.
Quindi, serve la separazione delle carriere? No, in primo luogo perché la riforma Carabia
consente, per “una sola volta”, il passaggio dalla magistratura inquirente alla giudicante.
In secondo luogo la separazione delle carriere è questione di scuole di pensiero accettate
indifferentemente da giuristi affidabili di destra o di sinistra senza grandi differenze per un profano.
Quello che oggi spinge l’accademia a cedere il passo alla coscienza politica è l contesto.
L’Italia non aveva mai avuto la destra reazionaria al governo (fino al 2019 il Msi aveva poco più del 4%),
per giunta un governo maggioritario la cui premier mostra di voler comandare più che governare.
Chiara la sua ignoranza dell’indipendenza costituzionale della magistratura,
se non perde occasione di criticare, offendere e dileggiare i magistrati abusando del suo potere.
Se in questo Parlamento ci sono 34 parlamentari condannati o imputati e indagati, ma
indiscutibilmente eletti (10 leghisti, 8 FdI, 6 Forza Italia, 4 Pd, 3 Italia Viva, 2 Moderati, 1 M5S),
risulta evidente che il governo teme la magistratura, di cui ha bisogno.
Proprio l’aggressività con cui esprime la sua volontà nel voto referendario dimostra l’ansia
per il referendum e per i provvedimenti che verranno subito dopo.
E’ già pronta una riforma che sottrarrà la Polizia giudiziaria al magistrato inquirente
(l’art. 327 Cpp garantisce che “il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente
della Polizia giudiziaria”) ripristinando il codice Rocco.
Altra tappa – prevista a breve, prima della fine legislatura – la riforma del premierato
e l’ombra dell’influenza nella nomina del futuro Capo dello Stato.
Prospettive che non rassicurano la stabilità dei valori democratici, lo stato di diritto,
il bilanciamento delle garanzie, l’uguaglianza del cittadino davanti alla legge
(i condannati per la strage della stazione di Bologna sono dei tuoi).
Poi, cara Meloni, sarai brava a far teatro, ma non ti si può assolvere dell’aver mentito troppo.
GIANCARLA CODRIGNANI

30 Aprile 2026Permalink

1 marzo 2026 _ CALENDARIO marzo 2026

.1 marzo1968 –  La “Battaglia di Valle Giulia” dà inizio al ’68 italiano
.2 marzo 1956 – Il Marocco dichiara l’indipendenza dalla Francia
.4 marzo 2005 – Iraq. Soldati Usa uccidono Nicola Calipari……….[Nota 1]
.6 marzo 1975 –  Italia: La maggiore età viene abbassata da 21 a 18 anni.
.6 marzo 2012 – Giornata europea dei Giusti istituita dal
…………………………Parlamento  europeo…………………………[Nota 2]
.7 marzo 1991 –  Arrivo a Brindisi della prima immigrazione di albanesi
.8 marzo – ………. Giornata mondiale della donna
10 marzo 1946 –  In Italia le donne votano per la prima volta ……[Nota 3]
10 marzo 1987 – L’ONU riconosce il diritto di obiezione di coscienza
…………………………..alle armi ……………………………      …….       [Nota 4]
11 marzo 2011 – Fukushima, Giappone. Terremoto e incidente
……………………….alla centrale nucleare.
12 marzo 2013 – Morte di Teresa Mattei…… ………………………..……[Nota 5]
13 marzo 1983 – Assassinio di Marianella. Garcia Villas in Salvador  [Nota 6
13 marzo 2013     e lezione papa Francesco
14 marzo 1879 – ascita di Albert Einstein
14 marzo 1883 – Morte di Karl Marx
14 marzo 2018 – Morte di Stephen Hawking
15 marzo 1545 – Apertura del Concilio di Trento
15 marzo 1976 – Nasce la trasmissione Prima Pagina.
…..………………  Ideata da Enzo Forcella, il primo giornalista che
…………………… la condusse fu Ruggero Orlando
15 marzo 1990 – Michail Gorbačëv viene eletto presidente
…………………………..dell’URSS
15 marzo 2011 – Primi segnali del conflitto siriano
16 marzo 1978 – Rapimento di Aldo Moro
16 marzo 2003 –Morte di Rachel Corrie, schiacciata da una ruspa
…………………………..israeliana a Rafah, striscia di Gaza
17 marzo 1981 – Ritrovamento della lista dei membri della P2 [Nota 7]
18 marzo 1871 –  Inizia la Comune di Parigi
18 marzo 1962 – Termina la guerra d’Algeria
18 marzo 2015 – Attentato al  Bardo – Tunisi
18 marzo 2021 – Prima giornata nazionale in memoria delle vittime
…………………………della epidemia da coronavirus
19 marzo 1994 – Assassinio don Peppino Diana, vittima della
…………………………camorra a .Casal di Principe
19 marzo 2002 – Bologna_ Assassinio di Marco Biagi (giuslavorista
…………………………dell’Università di Modena).20 marzo 1994 –
20 marzo 1944….Omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
21 marzo –………   Nowruz – Capodanno persiano
21 marzo –………   Giornata mondiale della poesia                [Nota 8]
21 marzo –……   …Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo
……………………  delle vittime delle mafie, celebrata da  Libera.
21 marzo – ………Giornata contro la discriminazioni razziale,
………………………istituita nel 1966  in ricordo del Massacro di
………………………….Sharpeville  Sud Africa
21 marzo 1960 – Massacro di Sharpeville – Sud Africa
21 marzo 2014 – Putin firma l’annessione della Crimea alla Russia
22 marzo………….Giornata mondiale dell’acqua………. [Nota 9]
23 marzo 2018 – Inizio XVIII legislatura  (termine 12 ottobre 2022)
24 marzo 1944 – Strage delle Fosse Ardeatine.
24 marzo 1976 – Golpe in Argentina
24 marzo 1980 – Assassino di mons. Oscar Romero in Salvador
24 marzo 1999 – Bombardamento di Belgrado. Operazione Alied
Force…………………………………..[Nota 10]

IO RESTITUISCO LA TESSERA DEL PCI

25 marzo 1957 – Firma dei Trattati di Roma istitutivi della CEE
………………………………………………………………………..[Nota 11]
26 marzo 1996 – Notte 26/27 marzo, rapimento monaci trappisti di
………………………….Tibhirine………        …….. …………[Nota 12]
27 marzo 2025  – Fine del mese di Ramadan anno islamico 1446
27 marzo 1958 – Nikita Kruscev diventa primo ministro dell’URSS
27 marzo 1985 – Assassinio di Ezio Tarantelli, economista e
……………………accademico italiano, ucciso dalle Brigate Rosse
27 marzo 2018 – Morte di Linda Brown , cittadina del Kansas.
…..………………….Lottò contro la segregazione razziale nelle scuole
……………………  americane.
28 marzo 1958 – La Cina scioglie il governo del Tibet
29 marzo 1973 – Fuga dei soldati americani dal Vietnam
29 marzo 2013 – Morte di Enzo Jannacci
29 marzo 2017 – La Camera approva la legge “Disposizioni in
……………………materia di misure di protezione dei minori
……………………stranieri non accompagnati”.
30 marzo 2016 – Il male del mondo. Conferenza stampa dei genitori
…………………… di  Giulio Regeni nella Aula Nassiriya del Senato
……………………(ucciso fra gennaio e febbraio 2016)
31 marzo 2005 – USA morte di Terry Schiavo, in coma vegetativo
………………………….   da  15 anni
31 marzo 2015 – Morte di Franz Jose Mǖller, ultimo superstite del
…………………………..gruppo  de La Rosa Bianca

NOTE:

[Nota 1]Era la notte del 4 marzo del 2005 quando il dirigente del Sismi Nicola Calipari veniva ucciso a Baghdad ad un posto di blocco allestito da truppe statunitensi nel corso dell’operazione che avrebbe portò alla liberazione della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.

[Nota 2] Con Dichiarazione Scritta n. 3/2012 il Parlamento Europeo ha istituito la Giornata europea dei Giusti  (Gariwo), da celebrare il 6 marzo, per ricordare tutti gli uomini e le donne che hanno operato per salvare vite umane nei genocidi e nelle diverse situazioni di conflitto, violenza ed ingiustizia, tutelando la dignità umana e i diritti umani.
Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

[Nota 3] Era il 10 marzo del 1946 e alle elezioni amministrative per rinnovare 436 co3uni anche le italiane che avevano compiuto i 21 anni poterono esprimere il loro voto.
Si trattò delle prime elezioni amministrative libere dopo il fascismo.
In quello stesso giorno un decreto introduceva anche il diritto all’elettorato passivo e un gruppo di donne veniva eletto all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno dello stesso anno le donne furono chiamate al voto per il referendum che avrebbe sancito la fine della monarchia e l’inizio della Repubblica.

[Nota 4] 10 marzo 1987 La Commissione per i Diritti Umani dell’Onu riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare come diritto dell’uomo.
Legge 15 dicembre 1972, n. 772 “Norme per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza” (abrogata dall’art. 23 della Legge 8 luglio 1998, n. 230)

[Nota 5] Terminata la guerra Teresa Mattei è eletta all’Assemblea Costituente con il PCI: con i suoi 25 anni è la più giovane deputata dell’Aula.
Tra i suoi contributi l’introduzione della mimosa come simbolo dell’8 marzo e la firma dell’articolo 3 della Costituzione.

[Nota 6]  Marianella García Villas è stata una attivista  politica e avvocata salvadoregna.
Membro dell’Associazione Cattolica Universitaria Salvadoregna, fondò la Commissione per i diritti umani del Salvador, partecipò attivamente alla Democrazia cristiana salvadoregna e fu collaboratrice di monsignor Oscar Romero.
Fu catturata il mattino del 12 marzo 1983.
La sua morte sopraggiunse nella notte fra il 13 ed il 14 marzo

[Nota 7]
17 marzo 1981 nella villa di Gelli viene ritrovata la lista dei membri della P2.
Della questione si occuperà l’on. Tina Anselmi a partire dal 1981nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2,che terminò i lavori nel 1985.
La relazione finale fu approvata dalla stessa commissione il 3 luglio

[Nota 8]  La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della  Conferenza Generale UNESCO nel 1999 ed è celebrata il 21 marzo, che segna anche il primo giorno di primavera.

[Nota 9] La Giornata Mondiale dell’Acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza  istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all’interno dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell’acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi.

[Nota 10] KOSOVO, FU UN ERRORE BOMBARDARE BELGRADO
l 24 marzo 1999, poco dopo le ore 20, i bombardieri Nato colpivano i primi obiettivi serbi  a Pristina, Pogdorica  e alla periferia di Belgrado.
Cominciò così la guerra del Kosovo. La dichiararono i paesi dell’Alleanza atlantica alla Serbia, per fermare la pulizia etnica praticata dal regime di Slobodan Milosevic nella regione a maggioranza albanese.
Per la seconda volta dal 1945 – la prima era stata la guerra del Golfo -nel 1991 l’Italia partecipò con propri mezzi e truppe a una operazione militare offensiva. E lo fece per decisione di un governo di centrosinistra.

IO RESTITUISCO LA TESSERA DEL PCI

[Nota 11]  Trattati istitutivi della Comunità economica Europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (TCEEA).
Firme: Sua Maestà il re dei belgi, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, il Presidente della Repubblica Francese, il Presidente della Repubblica Italiana, sua altezza reale la Granduchessa del Lussemburgo, sua maestà la Regina dei Paesi Bassi.

[Nota 12] Il testamento del priore Christian De Chergé :
Pietro Ichino | IL TESTAMENTO DI CHRISTIAN DE CHERGE’

 

 

 

1 Marzo 2026Permalink