3 maggio -Pietre di inciampo

TORINO – Otto pietre d’inciampo vandalizzate

Pubblicato in Italia il 03/05/2026

   

«La vandalizzazione delle otto pietre d’inciampo posate nello scorso mese di febbraio in piazza Santa Giulia in memoria delle anziane ospiti dell’Ospizio Israelitico deportate e assassinate al loro arrivo ad Auschwitz è un gesto vigliacco e ignobile di eccezionale gravità». Lo scrive in una nota il presidente della Comunità Ebraica di Torino, Dario Disegni. «Da tempo la Comunità Ebraica denuncia la crescita esponenziale di un antisemitismo sempre più diffuso e aggressivo in un clima di odio e di intolleranza che non può non preoccupare profondamente. Le istituzioni e la società civile sono chiamate a reagire con fermezza a questa deriva che mina le basi di una civile convivenza tra tutti i cittadini della Repubblica».

5 Maggio 2026Permalink

1 maggio. Una lettera da Giancarla

 

Ho  ricevuto  dall’on . Giancarla  Codrignani  una   lettera  che  registro  e  cercherò  di  diffondere

 

VOTARE NO.
Come dice Dacia Maraini, “Vedo una voglia di punire le toghe e limitare la loro libertà”.
Le toghe disturbano il  governo perché sono troppi i parlamentari inquisiti e,
come succede solo in Italia, troppi i Comuni sciolti da un  magistrato per infiltrazione mafiosa
(dal 1991al 2024 sono stati 268). La libertà del magistrato si chiama
autonomia: significa che dipende solo dalla Costituzione.
Falcone e Borsellino non la mandavano a dire ai  governi: facevano il loro mestiere
“nonostante” i governi non avessero contrastato abbastanza la criminalità
organizzata. E così governanti, Parlamenti e ciascun singolo cittadino hanno bisogno
del buon funzionamento della giustizia e di giudici o di inquirenti “a prescindere”.
Quindi, serve la separazione delle carriere? No, in primo luogo perché la riforma Carabia
consente, per “una sola volta”, il passaggio dalla magistratura inquirente alla giudicante.
In secondo luogo la separazione delle carriere è questione di scuole di pensiero accettate
indifferentemente da giuristi affidabili di destra o di sinistra senza grandi differenze per un profano.
Quello che oggi spinge l’accademia a cedere il passo alla coscienza politica è l contesto.
L’Italia non aveva mai avuto la destra reazionaria al governo (fino al 2019 il Msi aveva poco più del 4%),
per giunta un governo maggioritario la cui premier mostra di voler comandare più che governare.
Chiara la sua ignoranza dell’indipendenza costituzionale della magistratura,
se non perde occasione di criticare, offendere e dileggiare i magistrati abusando del suo potere.
Se in questo Parlamento ci sono 34 parlamentari condannati o imputati e indagati, ma
indiscutibilmente eletti (10 leghisti, 8 FdI, 6 Forza Italia, 4 Pd, 3 Italia Viva, 2 Moderati, 1 M5S),
risulta evidente che il governo teme la magistratura, di cui ha bisogno.
Proprio l’aggressività con cui esprime la sua volontà nel voto referendario dimostra l’ansia
per il referendum e per i provvedimenti che verranno subito dopo.
E’ già pronta una riforma che sottrarrà la Polizia giudiziaria al magistrato inquirente
(l’art. 327 Cpp garantisce che “il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente
della Polizia giudiziaria”) ripristinando il codice Rocco.
Altra tappa – prevista a breve, prima della fine legislatura – la riforma del premierato
e l’ombra dell’influenza nella nomina del futuro Capo dello Stato.
Prospettive che non rassicurano la stabilità dei valori democratici, lo stato di diritto,
il bilanciamento delle garanzie, l’uguaglianza del cittadino davanti alla legge
(i condannati per la strage della stazione di Bologna sono dei tuoi).
Poi, cara Meloni, sarai brava a far teatro, ma non ti si può assolvere dell’aver mentito troppo.
GIANCARLA CODRIGNANI

30 Aprile 2026Permalink

1 marzo 2026 _ CALENDARIO marzo 2026

.1 marzo1968 –  La “Battaglia di Valle Giulia” dà inizio al ’68 italiano
.2 marzo 1956 – Il Marocco dichiara l’indipendenza dalla Francia
.4 marzo 2005 – Iraq. Soldati Usa uccidono Nicola Calipari……….[Nota 1]
.6 marzo 1975 –  Italia: La maggiore età viene abbassata da 21 a 18 anni.
.6 marzo 2012 – Giornata europea dei Giusti istituita dal
…………………………Parlamento  europeo…………………………[Nota 2]
.7 marzo 1991 –  Arrivo a Brindisi della prima immigrazione di albanesi
.8 marzo – ………. Giornata mondiale della donna
10 marzo 1946 –  In Italia le donne votano per la prima volta ……[Nota 3]
10 marzo 1987 – L’ONU riconosce il diritto di obiezione di coscienza
…………………………..alle armi ……………………………      …….       [Nota 4]
11 marzo 2011 – Fukushima, Giappone. Terremoto e incidente
……………………….alla centrale nucleare.
12 marzo 2013 – Morte di Teresa Mattei…… ………………………..……[Nota 5]
13 marzo 1983 – Assassinio di Marianella. Garcia Villas in Salvador  [Nota 6
13 marzo 2013     e lezione papa Francesco
14 marzo 1879 – ascita di Albert Einstein
14 marzo 1883 – Morte di Karl Marx
14 marzo 2018 – Morte di Stephen Hawking
15 marzo 1545 – Apertura del Concilio di Trento
15 marzo 1976 – Nasce la trasmissione Prima Pagina.
…..………………  Ideata da Enzo Forcella, il primo giornalista che
…………………… la condusse fu Ruggero Orlando
15 marzo 1990 – Michail Gorbačëv viene eletto presidente
…………………………..dell’URSS
15 marzo 2011 – Primi segnali del conflitto siriano
16 marzo 1978 – Rapimento di Aldo Moro
16 marzo 2003 –Morte di Rachel Corrie, schiacciata da una ruspa
…………………………..israeliana a Rafah, striscia di Gaza
17 marzo 1981 – Ritrovamento della lista dei membri della P2 [Nota 7]
18 marzo 1871 –  Inizia la Comune di Parigi
18 marzo 1962 – Termina la guerra d’Algeria
18 marzo 2015 – Attentato al  Bardo – Tunisi
18 marzo 2021 – Prima giornata nazionale in memoria delle vittime
…………………………della epidemia da coronavirus
19 marzo 1994 – Assassinio don Peppino Diana, vittima della
…………………………camorra a .Casal di Principe
19 marzo 2002 – Bologna_ Assassinio di Marco Biagi (giuslavorista
…………………………dell’Università di Modena).20 marzo 1994 –
20 marzo 1944….Omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
21 marzo –………   Nowruz – Capodanno persiano
21 marzo –………   Giornata mondiale della poesia                [Nota 8]
21 marzo –……   …Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo
……………………  delle vittime delle mafie, celebrata da  Libera.
21 marzo – ………Giornata contro la discriminazioni razziale,
………………………istituita nel 1966  in ricordo del Massacro di
………………………….Sharpeville  Sud Africa
21 marzo 1960 – Massacro di Sharpeville – Sud Africa
21 marzo 2014 – Putin firma l’annessione della Crimea alla Russia
22 marzo………….Giornata mondiale dell’acqua………. [Nota 9]
23 marzo 2018 – Inizio XVIII legislatura  (termine 12 ottobre 2022)
24 marzo 1944 – Strage delle Fosse Ardeatine.
24 marzo 1976 – Golpe in Argentina
24 marzo 1980 – Assassino di mons. Oscar Romero in Salvador
24 marzo 1999 – Bombardamento di Belgrado. Operazione Alied
Force…………………………………..[Nota 10]

IO RESTITUISCO LA TESSERA DEL PCI

25 marzo 1957 – Firma dei Trattati di Roma istitutivi della CEE
………………………………………………………………………..[Nota 11]
26 marzo 1996 – Notte 26/27 marzo, rapimento monaci trappisti di
………………………….Tibhirine………        …….. …………[Nota 12]
27 marzo 2025  – Fine del mese di Ramadan anno islamico 1446
27 marzo 1958 – Nikita Kruscev diventa primo ministro dell’URSS
27 marzo 1985 – Assassinio di Ezio Tarantelli, economista e
……………………accademico italiano, ucciso dalle Brigate Rosse
27 marzo 2018 – Morte di Linda Brown , cittadina del Kansas.
…..………………….Lottò contro la segregazione razziale nelle scuole
……………………  americane.
28 marzo 1958 – La Cina scioglie il governo del Tibet
29 marzo 1973 – Fuga dei soldati americani dal Vietnam
29 marzo 2013 – Morte di Enzo Jannacci
29 marzo 2017 – La Camera approva la legge “Disposizioni in
……………………materia di misure di protezione dei minori
……………………stranieri non accompagnati”.
30 marzo 2016 – Il male del mondo. Conferenza stampa dei genitori
…………………… di  Giulio Regeni nella Aula Nassiriya del Senato
……………………(ucciso fra gennaio e febbraio 2016)
31 marzo 2005 – USA morte di Terry Schiavo, in coma vegetativo
………………………….   da  15 anni
31 marzo 2015 – Morte di Franz Jose Mǖller, ultimo superstite del
…………………………..gruppo  de La Rosa Bianca

NOTE:

[Nota 1]Era la notte del 4 marzo del 2005 quando il dirigente del Sismi Nicola Calipari veniva ucciso a Baghdad ad un posto di blocco allestito da truppe statunitensi nel corso dell’operazione che avrebbe portò alla liberazione della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.

[Nota 2] Con Dichiarazione Scritta n. 3/2012 il Parlamento Europeo ha istituito la Giornata europea dei Giusti  (Gariwo), da celebrare il 6 marzo, per ricordare tutti gli uomini e le donne che hanno operato per salvare vite umane nei genocidi e nelle diverse situazioni di conflitto, violenza ed ingiustizia, tutelando la dignità umana e i diritti umani.
Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide.

[Nota 3] Era il 10 marzo del 1946 e alle elezioni amministrative per rinnovare 436 co3uni anche le italiane che avevano compiuto i 21 anni poterono esprimere il loro voto.
Si trattò delle prime elezioni amministrative libere dopo il fascismo.
In quello stesso giorno un decreto introduceva anche il diritto all’elettorato passivo e un gruppo di donne veniva eletto all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno dello stesso anno le donne furono chiamate al voto per il referendum che avrebbe sancito la fine della monarchia e l’inizio della Repubblica.

[Nota 4] 10 marzo 1987 La Commissione per i Diritti Umani dell’Onu riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare come diritto dell’uomo.
Legge 15 dicembre 1972, n. 772 “Norme per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza” (abrogata dall’art. 23 della Legge 8 luglio 1998, n. 230)

[Nota 5] Terminata la guerra Teresa Mattei è eletta all’Assemblea Costituente con il PCI: con i suoi 25 anni è la più giovane deputata dell’Aula.
Tra i suoi contributi l’introduzione della mimosa come simbolo dell’8 marzo e la firma dell’articolo 3 della Costituzione.

[Nota 6]  Marianella García Villas è stata una attivista  politica e avvocata salvadoregna.
Membro dell’Associazione Cattolica Universitaria Salvadoregna, fondò la Commissione per i diritti umani del Salvador, partecipò attivamente alla Democrazia cristiana salvadoregna e fu collaboratrice di monsignor Oscar Romero.
Fu catturata il mattino del 12 marzo 1983.
La sua morte sopraggiunse nella notte fra il 13 ed il 14 marzo

[Nota 7]
17 marzo 1981 nella villa di Gelli viene ritrovata la lista dei membri della P2.
Della questione si occuperà l’on. Tina Anselmi a partire dal 1981nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2,che terminò i lavori nel 1985.
La relazione finale fu approvata dalla stessa commissione il 3 luglio

[Nota 8]  La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della  Conferenza Generale UNESCO nel 1999 ed è celebrata il 21 marzo, che segna anche il primo giorno di primavera.

[Nota 9] La Giornata Mondiale dell’Acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza  istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all’interno dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell’acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi.

[Nota 10] KOSOVO, FU UN ERRORE BOMBARDARE BELGRADO
l 24 marzo 1999, poco dopo le ore 20, i bombardieri Nato colpivano i primi obiettivi serbi  a Pristina, Pogdorica  e alla periferia di Belgrado.
Cominciò così la guerra del Kosovo. La dichiararono i paesi dell’Alleanza atlantica alla Serbia, per fermare la pulizia etnica praticata dal regime di Slobodan Milosevic nella regione a maggioranza albanese.
Per la seconda volta dal 1945 – la prima era stata la guerra del Golfo -nel 1991 l’Italia partecipò con propri mezzi e truppe a una operazione militare offensiva. E lo fece per decisione di un governo di centrosinistra.

IO RESTITUISCO LA TESSERA DEL PCI

[Nota 11]  Trattati istitutivi della Comunità economica Europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (TCEEA).
Firme: Sua Maestà il re dei belgi, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, il Presidente della Repubblica Francese, il Presidente della Repubblica Italiana, sua altezza reale la Granduchessa del Lussemburgo, sua maestà la Regina dei Paesi Bassi.

[Nota 12] Il testamento del priore Christian De Chergé :
Pietro Ichino | IL TESTAMENTO DI CHRISTIAN DE CHERGE’

 

 

 

1 Marzo 2026Permalink

Bachelet 25 febbraio da Messaggero

Bachelet : SE  CONOSCI LA RIFORMA LA EVITI. l’UNICO OBIETTIVO E  CONTROLLARE I PM

Ecco i punti chiave delle critiche mosse da Bachelet:
  • Controllo dei PM: L’obiettivo di fondo è ridurre l’autonomia della magistratura, in particolare quella requirente, rendendo i pm più esposti a influenze esterne.
  • Demolizione del CSM: Viene contestata la separazione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti, considerata un’azione che smantella l’unità dell’ordine giudiziario prevista dai padri costituenti.
  • Il Sorteggio: Bachelet critica il sistema di sorteggio per i componenti dei consigli, ritenendolo un meccanismo che non migliora la qualità, ma indebolisce le istituzioni.
  • Rischi per l’Indipendenza: La riforma creerebbe, secondo Bachelet, un sistema in cui la magistratura rischia di essere “debole con i forti e forte con i deboli”.
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In sintesi, Bachelet sostiene che se si conosce profondamente la riforma, la si evita, poiché non risolverebbe le vere inefficienze della giustizia, creando invece le premesse per un sistema più difficile da gestire e meno garantista.
25 Febbraio 2026Permalink

13 febbraio 2026 – L’ICE e la tutela dei diritti fondamentali

 

Minneapolis   Le Chiese protestanti di fronte all’Ice

Webinar

martedì 24 febbraio 2026  ore 18.00

(Piattaforma Zoom)

 

Roma, 13 febbraio 2026 – Promosso dalla rivista e Centro Studi Confronti e dal Centro culturale protestante “Pier Martire Vermigli” di Firenze, il webinar Minneapolis. Le Chiese protestanti di fronte all’Ice, in programma martedì 24 febbraio 2026 alle ore 18.00 su Zoom, nasce dall’esigenza di riflettere su quanto sta accadendo nel Minnesota a seguito dell’intensificazione delle operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) e del clima di forte tensione sociale che ne è derivato.

 

Le proteste che hanno attraversato Minneapolis hanno visto un’ampia mobilitazione della società civile, con la partecipazione di magistrati, governatori, rappresentanti politici e leader religiosi. In questo contesto, le Chiese protestanti stanno assumendo un ruolo significativo di testimonianza pubblica e di impegno attivo, in particolare laddove le politiche migratorie incidono sulla libertà religiosa, sull’accoglienza e sui diritti delle persone immigrate.

 

L’esperienza di Minneapolis diventa così un caso emblematico per interrogarsi sul rapporto tra comunità religiose, istituzioni democratiche e tutela dei diritti fondamentali, e sul ruolo delle Chiese cristiane in una fase storica segnata da politiche che mettono in discussione libertà civili consolidate.

 

Intervengono:
Paolo Naso (politologo, Centro Studi Confronti)
Ilaria Valenzi (avvocata, Sapienza Università di Roma)

Moderano:
Debora Spini (Centro culturale protestante “Vermigli” di Firenze)
Claudio Paravati (direttore Confronti)

👉 Accesso al webinar (Zoom):
https://us02web.zoom.us/j/88671827962

📩 Info: info@confronti.net

13 Febbraio 2026Permalink

1 novembre 2025_ Dobbiamo ricordare Yitzhak Rabin

ISRAELE – “Ritorno alla piazza”, nel nome di Yitzhak Rabin

Pubblicato in Israele il 30/10/2025

Nelle piazze, nelle scuole, nelle istituzioni, Israele si prepara a ricordare Yitzhak Rabin. A trent’anni dal suo assassinio a Tel Aviv per mano di un giovane fanatico al termine di un’affollata iniziativa a sostegno del processo di pace, l’eredità morale e politica del due volte primo ministro e firmatario degli Accordi di Oslo, sarà al centro di varie iniziative. Lunedì 3 novembre alle 15, nella data ebraica della sua uccisione, è in programma una cerimonia di stato promossa dal governo al cimitero nazionale sul Monte Herzl a Gerusalemme, dove Rabin è sepolto accanto alla moglie Leah. Nel 2024, su richiesta dei familiari, quella e le altre onoranze annuali alla Knesset e nella casa del presidente d’Israele non si tennero per via della guerra. Dopo cinque anni di sospensione causa Covid, lavori di ristrutturazione, il protrarsi del conflitto, tornerà anche a svolgersi l’annuale commemorazione in quella che un tempo si chiamava piazza Re d’Israele e che dopo quella notte di sangue ha preso il nome di piazza Yitzhak Rabin. La cerimonia promossa dall’organizzazione Hozrim LeKikar (Ritorno alla piazza), in raccordo con la municipalità di Tel Aviv, inizierà sabato 1 novembre alle 19.30, al termine dello Shabbat. Come la grande manifestazione del 4 novembre di 30 anni fa, che sarà rievocata trasmettendo l’ultimo intervento di Rabin. Leggenda dell’esercito, principale artefice della vittoria di Israele nella Guerra dei sei giorni, Rabin aveva dichiarato di credere «in una possibilità di pace» con i palestinesi, perché «ho sempre pensato che la maggior parte delle persone desideri la pace e sia pronta a correre rischi per la pace». Rabin aveva anche ammonito sulla violenza che «erode le basi della democrazia israeliana: deve essere condannata e isolata, questa non è la via dello Stato di Israele». Il timore delle forze di sicurezza è che entrasse in azione un terrorista palestinese, anche perché in quei mesi molti attentati avevano insanguinato Israele. A colpire a morte il primo ministro fu invece un ebreo fondamentalista, che riteneva Rabin un “traditore”.
Gli organizzatori hanno diffuso una prima lista di partecipanti all’evento: troviamo il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, il leader dei Democratici Yair Golan, l’ex ministra degli Esteri Tzipi Livni. Ci saranno anche il rabbino Benny Lau e l’ex ostaggio Gadi Mozes. E tra gli altri l’artista Dana International, vincitrice dell’Eurovision Song Contest nel 1998. Alle 21.42, l’ora in cui Yigal Amir sparò quei tre colpi, si terrà un minuto di silenzio. Concluderà la cerimonia l’esecuzione di Shir LaShalom, brano simbolo del movimento pacifista che Rabin intonò in quell’ultima sera di vita. In una nota, Hozrim LeKikar definisce quello attuale «un momento di prova per la società israeliana, che deve tornare in piazza e restare unita, nella speranza e nella riconciliazione». Secondo un sondaggio del Jewish People Policy Institute (JPPI) pubblicato mercoledì, il 52% degli israeliani ritiene che vi sia una alta probabilità che un altro primo ministro o un personaggio pubblico di alto livello venga assassinato in Israele, il 29% considera la possibilità bassa, mentre il 12% pensa che il rischio non sussista

ISRAELE – “Ritorno alla piazza”, nel nome di Yitzhak Rabin – Moked

 

Prima di lasciare Israele nel 2005  andai a salutare quel monumento nella piazza Rabin a Tel Aviv
Sapevo che sarebbe stata la mia  ultima visita . Non potevo pensare di ripetere il mio impegno di volontariato in Palestina, un’esperienza entusiasmante  in un ambiente generosamente  organizzato per lavorare bene. Avevo un ufficio, una scrivania attrezzata : una meraviglia ma dovevo ricordare che tutto il resto era a mio carico e soprattutto la continuità avrebbe richiesto altre competenze da parte mia, a partire da quelle linguistiche. Avevo imparato quello che avrei potuto fare … con qualche anno di meno.

 

1 Novembre 2025Permalink

1 ottobre 2025 _ Calendario di ottobre

01 ottobre 2017 –      Muore il poeta friulano Pierluigi Cappello

02 ottobre – ……        Giornata internazionale della nonviolenza

02 ottobre 1868 –      Nascita di Gandhi

02  ottobre  2025 –     Patatrac Flotilla

03 ottobre-                  Giornata del Migrante

02 ottobre 2025        Yom  Kippur 5786              [nota 1]

03 ottobre 1935 – .    L’Italia invade l’Etiopia…… [nota 2]

03 ottobre 1990 – ..   Riunificazione della Germania

03 ottobre 2013 – .     Strage di 366 migranti  a Lampedusa.

06 ottobre 1973 – .     Guerra del Kippur

06  ottobre 2023  –     Premio Nobel per la pace a Narges Mohammadi
…………………………………………………………..……[nota 3  ]

06  ottobre 2024-    Sukkot  (festa delle capanne)   [nota 4  ]

07 ottobre 2001 -…   Inizio guerra USA contro l’Afghanistan

07 ottobre 2006 – … Assassinio della giornalista Anna Politkovska

07 ottobre 2023 –     Attacco terrorista di Hamas al confine di Israele –
………………………….-  striscia di Gaza
……………………… Operazione diluvio al-Aqṣā            [nota  5]

08 ottobre 1963 -…. Nella notte catastrofe del Vajont

09 ottobre 1967 -….  Uccisione di Ernesto ‘Che’ Guevara in Bolivia

10 ottobre   – ………….Giornata mondiale contro la pena di morte

10 ottobre 2015 – … Strage ad Ankara. Bombe su corteo pacifista

10 ottobre 2019 -.     Premio Nobel per la pace 2019: Abiy Ahmed Ali,
…………………..……….primo ministro dell’Etiopia.               [nota  6]

11 ottobre 1962 – … .Apertura del Concilio Vaticano II

11 ottobre 2011 -….. Giornata internazionale  delle bambine .[nota 7]

12 ottobre – ………..Columbus day – Giornata della resistenza
……………………………….indigena

13 ottobre ……………Giornata nazionale delle vittime   degli
…………………………….Incidenti sul lavoro –istituita nel 1950

13 ottobre 2022-     Inizio  XIX legislatura della Repubblica Italiana

14 ottobre 1964        Premio Nobel per la pace a Martin Luther King
……………………………assassinato il 4 aprile 1968

14 ottobre 1979 – ……Prima marcia per i diritti dei gay negli USA

15 ottobre 1582 -.. ….Entra in vigore il calendario gregoriano

16 ottobre 1943 – ……Rastrellamento nazista nel ghetto di Roma

18 ottobre 1964 -…….Muore il card. Lercaro

19 ottobre 1968 – …  Muore Aldo Capitini

19 ottobre 1960 -……La Mauritania ottiene l’indipendenza dalla
……………………………..Francia

20 ottobre 2011 – ……Spagna: l’ETA depone le armi…      [nota 8]

20 0ttobre 2011 – …….Libia: uccisione di Ghedaffi

21 ottobre 1945 – ……..Francia: le donne votano per la prima volta

22 ottobre 2024 –         Muore Gustavo  Gutierrez

23 ottobre 1915 -……   A New York 30.000 donne chiedono il diritto
……………………………… di voto

24 ottobre 1945 -……. Nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite

24 0ttobre 2005 – ….. .Morte di Rosa Parks

25 ottobre 1936 – …… Hitler e Mussolini creano l’Asse Roma-Berlino

25 ottobre 1996 -……..Irlanda. Chiusura dell’ultima lavanderia
……………………………….Magdalene

26 ottobre 1954 – ….. .Ritorno di Trieste all’Italia…………     [nota 9]

27 ottobre 1479 – ….. Nascita di Erasmo da Rotterdam

27 ottobre 2020 – …… Diciannovesima giornata del dialogo
………………………………cristiano-islamico

28 ottobre 1922 -…….. Marcia su Roma

29 ottobre 1923 -…….. La Turchia diventa Repubblica indipendente

30 ottobre 2016 –          Nuova scossa terremoto.   Norcia: crollo della
……………………………….cattedrale di san Benedetto

31 ottobre – …………… Le chiese protestanti celebrano la festa della
……………………………..Riforma

31 ottobre 1517 -…….. Lutero affigge le sue 95 tesi sulla porta del
………………………………duomo di  Wittemberg

31 ottobre 1967 – …….Primo numero di Adista dal cui calendario
……………………………….nasce il  primo nucleo di questo calendario.

 

NOTE

 [nota 1 ]    Yom Kippur: il giorno dell’espiazione  5786
Si celebra nel mese di Tishri    Considerata la festività più solenne del calendario ebraico, Yom Kippur è un giorno di digiuno e preghiera dedicato alla riflessione, al pentimento e alla riconciliazione con Dio e con il prossimo.
È un momento di introspezione e di preghiera, in cui si suona lo shofar (corno di montone) per richiamare i fedeli al rinnovamento spirituale

[nota 2]  3 ottobre 1935 L’Italia invade l’Etiopia
Un breve promemoria in Enciclopedia-Italiana
https://ww.treccani.it/enciclopedia/guerra-italo-abissina_(Enciclopedia-Italiana)/

[nota 3] “La sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e per la promozione dei diritti umani e di libertà“, con questa motivazione è stato assegnato a Oslo il premio Nobel per la Pace a all’attivista iraniana per i diritti umani Narges Mohammadi.

[ nota 4 ]  Sukkot  (festa delle capanne)
La festa di Sukkot ricorda la vita del popolo di Israele nel deserto durante il lungo viaggio verso la terra promessa, pellegrinaggio durante il quale gli ebrei vivevano in capanne, le “sukkah” (“capanna” in ebraico).

[nota 5]  L’ attacco di Hamas a Israele del 2023, ovvero Operazione Diluvio اal-Aqṣā, è consistito in una serie di attacchi di gruppi armati, provenienti dalla Striscia di Gaza, con conseguente uccisione di 1200 civili e militari israeliani, e nel rapimento di circa 250 di questi, avvenuto il 7 ottobre 2023 nel territorio di Israele, pianificato e operato da Ḥamās, con il sostegno di altre milizie palestinesi.

[nota  6] …Il premio Nobel per la Pace 2019 è stato assegnato Abiy Ahmed Ali,
primo ministro dell’Etiopia, “per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e
la cooperazione internazionale, e in particolare per le sue iniziative decisive
per risolvere i conflitti lungo il confine con l’Eritrea”

[nota 7] …Giornata internazionale delle bambine
Istituita dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 66/170 del 19 dicembre 2011

[nota  8]  ETA  Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertà )
è l’acronimo di Euskadi Ta Askatasuna, che in basco significa “Paese basco e libertà”.
Era un’organizzazione armata terrorista basca e nazionalista con scopi indipendentisti e ispirazione marxista-leninista, che mirava all’indipendenza del popolo basco. Nata nel 1959, si sciolse nel 2018 dopo aver cessato l’attività armata nel 2011 ed è stata responsabile della morte di oltre 800 persone.

[nota 9]  Ritorno di Trieste all’Italia.
L’area fu divisa in due macro zone di influenza: la zona A controllata dagli anglo-americani e la zona B dagli jugoslavi. Dal 1947 Gorizia e Monfalcone tornarono all’Italia, mentre l’Istria divenne parte del territorio della Federazione Jugoslava. Anche la città di Trieste fu separata in due zone e posta sotto l’amministrazione anglo-americana (AMG-FTT) o Territorio libero di Trieste, e sotto l’amministrazione di Belgrado (zona B-TLT).
In seguito al Memorandum di Londra firmato il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste, si stabiliva che la Zona A passava dall’amministrazione militare alleata all’amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia con l’Operazione Giardinaggio) e quindi passavano all’amministrazione italiana i seguenti comuni della zona A: Duino, Aurisina, Muggia, Sgonico, Monrupino, San Dorligo

4 Ottobre 2025Permalink

25 settembre 2025_ Da questa terra .. un grido di pace

Avvenire  24 settembre  2025.
Chiese unite sul confine   « Da  questa terra ferita il nostro Grido di pace » di Giacomo Gambassi inviato a Gorizia

«A 80 anni dalla fine della seconda Guerra mondiale, in un tempo sempre più dilaniato da conflitti violenti, noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, leviamo insieme, con forza, il nostro grido di pace». Vescovi e giovani, gli uni accanto agli altri, di tre Paesi che per decenni anni la geopolitica con la sua cortina di ferro ha etichettato come “nemici” si ritrovano lungo il confine, figlio dell’ultima guerra mondiale, che ancora taglia a metà piazza Transalpina a Gorizia e che passa davanti alla stazione ferroviaria di Nova Gorica. Da una parte, l’Italia; dall’altra, le terre dell’ex Jugoslavia. Confine ormai soltanto sulla carta, dove fino a ventuno anni fa correva il filo spinato e poi il cemento e la recinzione che, in mezzo alle case e alle strade, avevano diviso la città e di fatto ne avevano create due: Gorizia e Nova Gorica. Di quella “linea del terrore” resta un’impronta circolare nel cuore della piazza che è oggi simbolo della riconciliazione oltre le ferite della storia. Ed è da qui che viene lanciato l’Appello per la pace nel mondo voluto dalle Chiese dei tre Paesi e firmato questa sera poco dopo le 8 di sera dai presidenti delle tre Conferenze episcopali: il cardinale Matteo Zuppi per quella italiana; il vescovo di Novo Mesto, Andrej Saje, per quella slovena; e l’arcivescovo di Zagabria, Drazen Kutlesa per quella croata. Con loro, i ragazzi «germogli di pace», come vengono definiti nel testo, «in questa terra di confine che porta ancora i segni di tragiche esperienze di guerra e di violenza, ma che è anche crocevia di dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso».

Il documento viene letto prima della veglia di preghiera che si tiene nella chiesa di Maria Santissima Regina, nei pressi del confine-non confine fra Italia e Slovenia. L’unica navata non riesce a contenere la folla. La pioggia costringe a spostare dalla piazza all’interno l’appuntamento che la Cei ha voluto proprio a Gorizia dove ha “trasferito” per tre giorni il Consiglio permanente. Una preghiera che «parte da questo territorio, si estende a tutti i Balcani e si allarga fino ad unire, in un unico abbraccio, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra», prosegue l’Appello. Perché «non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli. Il grido che sale da molte parti del Pianeta è straziante e non può restare inascoltato».
Le  tre Chiese si fanno interpreti del “sogno di fraternità” che sale dal basso e che le località dell’Isonzo hanno saputo trasformare in realtà. «Esprimiamo e incarniamo nel quotidiano questo anelito per superare frontiere e barriere, troviamo insieme la forza, il coraggio, la determinazione per spezzare ogni spirale di risentimento e di violenza – evidenzia il documento –. Guardando oltre i confini nazionali, non più linee di separazione, ma luoghi di amicizia e incontro, comprendiamo che le identità culturali e spirituali nazionali si fondono oggi in un più alto e condiviso patrimonio identitario europeo»  Come testimoniano Gorizia e Nova Gorica unite quest’anno dall’esperienza della Capitale europea della cultura: la prima Capitale transfrontaliera della cultura.   «   »
Tutto ciò, aggiungono i vescovi, «richiama ed esige coraggiose e feconde esperienze», per « perdonare e chiedere perdono, dalle quali può sorgere il bene assoluto della pace, secondo le intuizioni dei “padri fondatori” dell’Europa comunitaria.
Un’Europa di pace, aperta al mondo, capace di ispirare fratellanza e universalismo ben al di là della sua geografia». Visione che contrasta con un continente che ha appena varato un piano di riarmo e che è attraversato da venti bellicisti.
«Dio vuole la pace e noi siamo i suoi artigiani», è il compito che si assume il mondo cattolico. Poi il richiamo alle parole che Leone XIV aveva rivolto ai vescovi italiani nella prima udienza alla Cei lo scorso giugno.
«Ci impegniamo – assicura l’appello – a essere “case della pace” e a promuovere nei nostri territori, con i giovani, le famiglie, le scuole proposte di educazione alla nonviolenza, iniziative di accoglienza che aiutino a trasformare la paura dell’altro in occasioni di scambio».
A partire dalle bussole che sono antidoto a conflitti e soprusi: il «rispetto dell’inalienabile dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale»; la «vicinanza ai poveri, ai malati e agli anziani»; «la verità e la giustizia»; la «libertà religiosa, diritto umano fondamentale»; la «guarigione delle ferite storiche»; la «cura del Creato, che siamo chiamati a custodire e a consegnare alle nuove generazioni».
Infine l’invito ai «responsabili dei popoli» perché puntino sulla «nonviolenza, il dialogo, l’ascolto» e «favoriscano soluzioni capaci di garantire sicurezza e dignità per tutti».  «   »

La serata si apre con i saluti dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli, padrone di casa, e del vescovo di Capodistria, Peter Stumpf, nel cui territorio si trova Nova Gorica. E con gli interventi dei sindaci delle due città, Rodolfo Ziberna e Samo Turel. Una presenza che dice come la politica «apprezzi i valori cristiani che costruiscono ponti di pace», sottolinea Stumpf. «Da Gorizia, con l’esperienza che ha reso le frontiere delle cerniere, diciamo a chi è nella disperazione: la pace è possibile – incoraggia il cardinale Zuppi nell’omelia -. Di fronte alla violenza che si profila come uno spettro apocalittico armato da inauditi strumenti di micidiali distruzioni, non vogliamo che la pace diventi di nuovo una tregua, quasi sia ineluttabile la guerra».
Da qui la richiesta di «pace per la Striscia di Gaza, pace per l’Ucraina, pace per tutti i conflitti che sono pezzi di quell’unica guerra mondiale».
Il presidente della Cei punta l’indice contro le «ideologie totalitarie» e i «nazionalismi che hanno reso l’altro solo un nemico». E sprona a superare il «senso di impotenza» e a «disarmare i cuori» praticando «l’amore del prossimo, la giustizia, il perdono cristiano» e «non rifiutando qualche sacrificio che, senza offendere la dignità di chi si fa generoso, renda la pace più rapida, cordiale e duratura».
Nella veglia vengono ripercorse le intuizioni profetiche degli ultimi Papi:
 dall’«inutile strage» di Benedetto XV all’urgenza di essere «artigiani» di pace «nei luoghi della vita quotidiana» di Leone XIV.
Parole che sono pronunciate in quattro lingue: italiano, sloveno, croato e friulano.
E alla fine il popolo della pace che raccoglie tre nazioni raggiunge piazza Transalpina, il punto della frontiera e dell’incontro, dove, dopo una processione nel cuore della notte ma illuminata dalla luce della candele, viene recitata la preghiera dell’unità: quella del “Padre nostro”.

 

 

 

Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’appello per la pace pronunciato questa sera in piazza Transalpina durante la Veglia di preghiera per la pace nel mondo, alla quale ha preso parte una rappresentanza di giovani italiani e sloveni.

A 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, in un tempo sempre più dilaniato da conflitti violenti, noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, leviamo insieme, con forza, il nostro grido di pace e il nostro appello, perché ogni comunità cristiana sia protagonista di speranza, vigile e attiva nel promuovere e sostenere cammini di riconciliazione.

Siamo qui con i giovani, “germogli di pace”, in questa terra di confine che porta ancorai segni di tragiche esperienze di guerra e di violenza, ma che è anche crocevia di dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso. Non a caso, san Giovanni Paolo II definì Gorizia «la porta dell’Italia, che pone in comunicazione il mondo latino con quello slavo: porta aperta sull’est euro- peo e sull’Europa centrale» (2 maggio 1992).

La nostra preghiera parte da questo territorio, si estende a tutti i Balcani e si allarga fino ad unire, in un unico abbraccio, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra. Non possiamo restare in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli. Il grido che sale da molte parti del Pianeta è straziante e non può restare inascoltato.

Dio vuole la pace e noi siamo i suoi artigiani. Esprimiamo e incarniamo nel quotidiano questo anelito per superare frontiere e barriere, troviamo insieme la forza, il coraggio, la determi- nazione per spezzare ogni spirale di risentimento e di violenza.

Guardando oltre i confini nazionali – non più linee di separazione, ma luoghi di amicizia e incontro fra i popoli – comprendiamo che le identità culturali e spirituali nazionali si fondono oggi in un più alto e condiviso patrimonio identitario europeo. Questo richiama ed esige coraggiose e feconde esperienze di riconciliazione, per perdonare e chiedere perdono, dalle quali può sorgere il bene assoluto della pace, secondo le intuizioni dei “padri fondatori” dell’Europa comunitaria. Un’Europa di pace, aperta al mondo, capace di ispirare fratellanza e universalismo ben al di là della sua geografia.

Noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, ci impegniamo a essere “case della pace” e a promuovere – nei nostri territori, con i giovani, le famiglie, le scuole – proposte di educazione alla nonviolenza, iniziative di accoglienza che aiutino a trasformare la paura dell’altro in occasioni di scambio, momenti di preghiera e attività che favoriscano la cultura dell’incontro, del dialogo ecumenico e interreligioso, del disarmo e della solidarietà.

Noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, ci impegniamo per il rispetto dell’inalienabile dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale; per la vicinanza ai poveri, ai malati e agli anziani; per la verità e la giustizia come cardini della vita comune; per la libertà religiosa, diritto umano fondamentale; per la riconciliazione e la guarigione delle ferite storiche; per la cura del Creato, che siamo chiamati a custodire e a consegnare alle nuove generazioni migliore di come lo abbiamo ricevuto.

Unite dall’unico anelito di pace, riaffermiamo la nonviolenza, il dialogo, l’ascolto e l’incontro come metodo e stile di fraternità, coinvolgendo tutti, a partire dai responsabili dei popoli e delle nazioni, perché favoriscano soluzioni capaci di garantire sicurezza e dignità per tutti. Per questo, offriamo la nostra testimonianza e la nostra azione.

Matteo Card. Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana

Andrej Mons. Saje, presidente della Conferenza episcopale slovena

Dražen Mons. Kutleša, presidente della Conferenza episcopale croata

E  non manca il richiamo alla tragedia che si consuma in Palestina

«Violenza inaccertabile contro un intero popolo». «Esilio forzato della popolazione palestinese». «Inutile strage». Sono parole inequivocabili quelle che arrivano dai vescovi italiani sulla tragedia di Gaza. Contenute nella Nota approvata dal Consiglio permanente che per tre giorni si è riunito a Gorizia, la terra che racconta una riconciliazione possibile oltre gli scontri, le guerre, i nazionalismi e le ideologie. Una Nota targata Cei che è prima di tutto una «denuncia», come si legge nel testo diffuso ieri. «Perché la vicinanza della Chiesa all’uomo di ogni tempo comporta anche la denuncia di situazioni incompatibili con la sua dignità», spiega il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo Giuseppe Baturi, nella conferenza stampa in cui presenta il documento. “Sia pace in Terra Santa”, il titolo. «Vogliamo essere desti di fronte agli eventi della storia e critici di fronte a scelte che provocano morte e distruzione», dicono i vescovi. Da qui il grido: «Chiediamo con forza che a Gaza cessi ogni forma di violenza». L’arcivescovo Baturi cita il cardinale presidente Matteo Zuppi che aveva già puntato l’indice contro le «sofferenze ingiustificabili, intollerabili, inconcepibili» che si vivono nella Striscia.

https://www.msn.com/it-it/notizie/other/il-grido-dei-vescovi-italiani-per-gaza-si-fermi-ogni-violenza/ar-AA1NdJT3?ocid=msedgdhp&pc=ENTPSP&cvid=68d554e9834b4f8c93d74565d64a707f&ei=14

 

25 Settembre 2025Permalink

2 giugno _ Discorso presidente Mattarella al Corpo Diplomatico

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Concerto in onore del Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato italiano in occasione della Festa della Repubblica

 Palazzo del Quirinale, 01/06/2025 (II mandato)

Ringrazio il Maestro Riccardo Frizza e l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli che, tra poco, ci offriranno un momento artistico coinvolgente.

Rivolgo un saluto anche a quanti ci seguono attraverso la radio, la tv, il web.

È per me un piacere – insieme con i Presidenti degli organi costituzionali della Repubblica Italiana – dare il benvenuto, in questa occasione di festa per l’Italia, agli Ambasciatori accreditati al Quirinale.

La vostra presenza manifesta i legami e l’intenso dialogo che uniscono i nostri rispettivi Paesi nell’ambito di un ordine internazionale basato su una rete di positive relazioni tra le nazioni nel mondo.

Domani, 2 giugno, si celebra la nascita della nostra Repubblica, frutto di una scelta di pace, di libertà, di indipendenza, all’insegna del ripudio della violenza tra le nazioni.

Da quel voto del popolo italiano è emersa la nostra Costituzione, “ambiziosa” nell’identificare nella pace e nella collaborazione la vocazione della Repubblica nei rapporti internazionali. Una scelta che il percorso di integrazione europea ha rafforzato e consolidato.

Il rifiuto della categoria del “nemico”, la vocazione al dialogo, il ripudio della guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, la promozione di organizzazioni internazionali rivolte a pace e giustizia, hanno contrassegnato e contrassegnano le scelte della Repubblica Italiana in questi 79 anni di vita.

Il tema della pace è al centro della nostra comune attenzione.

Tanti sono i tristi scenari di conflitto aperti.

Il pensiero si rivolge anzitutto all’Ucraina, che da più di tre anni sta opponendo una strenua resistenza all’aggressione della Federazione russa. Nel confermare il nostro fermo e convinto sostegno a Kiev, continuiamo a lavorare perché si possa giungere a una pace che sia giusta, complessiva e duratura.

Il Medio Oriente, dopo il sanguinario attacco di Hamas contro vittime israeliane inermi – con ostaggi odiosamente rapiti e ancora trattenuti, e che vanno immediatamente liberati – vive il dramma in atto nella striscia di Gaza.

È inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza.

Si impone, subito, il cessate il fuoco.

In qualunque caso, è indispensabile che l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali, rendendo possibile la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone. Che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, è disumano.

È grave l’erosione di territori attribuiti alla Autorità Nazionale Palestinese. I Palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi.

Questa prospettiva e la sicurezza di Israele – elementi imprescindibili – appaiono gravemente minacciate dalla semina di sofferenza e di rancore prodotta da quanto sta accadendo.

Vi si aggiunge l’alta preoccupazione per le manifestazioni di antisemitismo che si riaffacciano nel mondo.

Dal territorio d’Europa al Medio Oriente – come ovunque, in qualsiasi continente – l’occupazione illegale di territori di un altro Paese non può essere presentata come misura di sicurezza: si rischia di inoltrarsi sul terreno della volontà di dominio, della barbarie nella vita internazionale.

In tanti luoghi del mondo emergono teatri di instabilità agevolati dalla violenza e dallo scontro che sembrano, per taluno, essere divenuti la misura dei rapporti internazionali.

La pace non è un ideale per anime ingenue, stroncato poi dal severo giudizio della storia.

La pace è esperienza che statisti lungimiranti hanno saputo pazientemente costruire: occorre proseguirne l’opera. Non ci si deve – e non ci si può – limitare a evocarla.

È necessario impegnarsi perché prevalgano i principi della leale collaborazione internazionale, della convivenza pacifica, realizzati mediante il dialogo, la costruzione di misure crescenti di fiducia vicendevole.

L’ordine mondiale che abbiamo conosciuto per decenni appare compromesso. Le regole sono destinate a evolvere ma un quadro di riferimento, un ordine globale, basato sul rispetto e sul riconoscimento reciproco, è essenziale per scongiurare i conflitti e destinare, così, forze e risorse ad affrontare le grandi sfide epocali di fronte alle quali si trova l’umanità e a conseguire uno sviluppo sostenibile e condiviso.

In questa giornata di festa vorrei condividere l’auspicio che ciascuno dei nostri Paesi faccia la sua parte per restituire ai popoli del mondo un futuro di serenità, a beneficio soprattutto delle giovani generazioni.

Con questo impegno rivolgo a tutti gli auguri della Repubblica Italiana.

2 Giugno 2025Permalink