7 novembre 2026- Non è una bella novità

 

 

Decine di falsi allarmi bomba hanno mandato in tilt il traffico aereo europeo. C’è una mail di rivendicazione inviata a varie testate europee di cui ancora non è verificata l’autenticità. La Commissione: attivato meccanismo di condivisione informazioni, ma le indagini spettano agli Stati membri

 

7 Novembre 2026Permalink

1 novembre 2026 — calendario

 

.1 novembre 1911 –Primo bombardamento aereo italiano in Libia e
………………………………primo .bombardamento aereo della storia.
1 novembre 2009 – Morte della poetessa Alda Merini.
1 novembre 2016 –  Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro
………………………………….nella storia della Repubblica        [Nota 1].
2 novembre 1975  -Assassinio di Pier Paolo Pasolini
3 novembre 1970   Salvador Allende diventa presidente del Cile.
4 novembre 1966  Alluvione di Firenze
4 novembre 1995  Assassinio di Yitzhak Rabin
4 novembre 2025  Morte di Giorgio Forattini
6 novembre 1962  Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica
6 novembre 2024  Donald Trump vince le elezioni.47mo presidente USA
7 novembre 1917     Rivoluzione d’Ottobre
8 novembre 1960    USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy
8 novembre 2016    USA: prima elezione alla presidenza di D. Trump
9 novembre 1989    Germania: abbattimento del muro di Berlino
9 novembre 1993    Distruzione del ponte di Mostar
10 novembre 1483…Nascita di Martin Lutero
10 novembre 1938  Germania: “notte dei cristalli”               [Nota 2]
11 novembre 1821   Nascita di Dostoevskij
11 novembre 1992  La chiesa anglicana inglese ammette le donne
………………………………….pastore                                               [Nota 3]
11 novembre 2021  Morte di Frederick de Klerk                    [Nota 4]
13 novembre 354…Nascita di Agostino di Ippona
13 novembre 2015  Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan
15 novembre 1988  L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese
16 novembre 1989  Salvador – strage dell’UCA –
…………………………….(Universidad centroamericana Simeón Cañas)
17 Novembre 1938 REGIO DECRETO LEGGE n. 1728
…………………………. Provvedimenti per la difesa della razza italiana
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,[Nota 5]
18 novembre 1626  Consacrazione della basilica di San Pietro.
19 novembre 1975   Spagna: morte del dittatore Francisco Franco
20 novembre 1945   Inizio del processo di Norimberga
20 novembre 1989   L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
…………………………….approva la Convenzione internazionale dei
…………………………….diritti dell’infanzia e dell’adolescenza  [Nota 6]
23 novembre 1971     La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio dell’ONU.
23 novembre 2023  .Inizio restituzione ostaggi presi  dopo l’attacco
………………        ………terroristico Hamas – Israele

25 novembre           ONU: giornata internazionale l’eliminazione.
………………………..  della violenza contro le donne
25 novembre 1973  Grecia: golpe militare
25 novembre 1992 Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica
………………………      .Ceca e Slovacca
25 novembre 2016   Morte di Fidel Castro
26 novembre 1915    Einstein presenta la teoria della relatività generale
26 novembre 1954   Ritorno di Trieste all’Italia
27 novembre 1941    Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa orientale.
29 novembre            ONU: giornata internazionale di solidarietà con
……………………………il popolo palestinese                                    [Nota 7]
29 novembre 2024  Siria, offensiva lampo dei ribelli filo-turchi ad Aleppo
30 novembre 1780  Muore Maria Teresa d’Austria
30 novembre 1786   Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte
30 novembre 1943      Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz
30 novembre 1999   Seattle: prima mobilitazione del movimento no-global

NOTE:

[Nota 1] Il 29 luglio del 1976 Tina Anselmi viene nominata ministro:
è la prima donna in Italia.
Occuperà il dicastero del Lavoro e delle previdenza sociale  fino all’11 marzo 1978, data in cui passerà al ministero della Sanità
rimanendovi fino al 4 agosto dell’anno successivo e contribuendo a far approvare tre leggi che rivoluzionarono la sanità italiana:
– la legge 180, per la riforma dell’assistenza psichiatrica,
-la legge che istitutiva  il Servizio Sanitario Nazionale
– la legge 194 per l’interruzione volontaria della gravidanza..
Firmò il testo della legge 194 da ministra perché questo imponeva
la sua carica, nonostante le fortissime pressioni contrarie dalle gerarchie ecclesiastiche

[Nota 2] La Notte dei Cristalli | Enciclopedia dell’Olocausto
[Nota 3] Dicembre 2014: consacrazione della prima vescova
[Nota 4] muore Frederick de Klerk – Il presidente del Sudafrica che liberò Nelson Mandela.  Premio Nobel per la pace 1993.insieme e a Mandela
[Nota 5] vedi anche 18 settembre 2018 – LEGGI RAZZIALI, 1938-2018. (diariealtro.it)
[Nota 6] Legge 27 maggio 1991, n. 176. Ratifica ed esecuzione della Convenzione  sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989.
[Nota 7] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con   https://unric.org/it/calendario-giornate-internazionali/

Numerazione anni altri
Anno ebraico 5785 2 ottobre a venerdì 4 ottobre:
Capodanno Rosh Ha ShanàAnno islamico 1445/46
Capodanno islamico  1 di Muharram 1446 7 luglio 2024

3 Novembre 2026Permalink

3 novembre 2016 A margine delle elezioni in Israele

d  Pagine  Ebraiche

Trump annuncia lo stop agli aiuti militari

Mentre i partiti israeliani cercano un accordo per uscire dallo stallo delle elezioni, dagli Stati Uniti arriva un annuncio che apre un nuovo fronte di incertezza. Il presidente Donald Trump ha affermato di aver concordato con il primo ministro Benjamin Netanyahu l’interruzione degli aiuti militari americani a Israele entro la fine del 2026. Una scadenza molto più ravvicinata rispetto al percorso di graduale rinuncia ai finanziamenti prospettato finora dal premier israeliano, e che ha colto di sorpresa gli stessi vertici della difesa.
«Per quanto riguarda i finanziamenti a Israele, Bibi Netanyahu e io abbiamo raggiunto un accordo: diamo a Israele quattro miliardi di dollari all’anno, ma abbiamo deciso mesi fa di smettere», ha affermato Trump in un’intervista telefonica a Fox News. «Per loro va bene, perché sono diventati un Paese di grande successo. Non ne hanno bisogno». Il presidente Usa ha aggiunto: «Aiuteremo Israele se ne avrà bisogno. Sono stati un grande alleato e noi siamo stati il più grande degli alleati».
L’annuncio è arrivato mentre a Herzliya i leader del blocco del cambiamento si sono riuniti per cercare di tradurre il risultato elettorale in una maggioranza di governo. Gadi Eisenkot, Naftali Bennett, Yair Lapid, Yair Golan e Avigdor Lieberman hanno concordato di indicare Eisenkot al presidente dello Stato per il primo incarico di formare l’esecutivo. Restano però da sciogliere i nodi delle alleanze e della presidenza della Knesset. Il rifiuto di Bennett e Lieberman di collaborare con i partiti arabi restringe le possibilità di costruire una maggioranza alternativa a Netanyahu, mentre rimane aperta l’ipotesi di un’intesa con i partiti haredim.
Su questi negoziati si sono inserite le dichiarazioni del presidente americano. Secondo quanto riferito da Kan, funzionari del ministero della Difesa e delle Idf non erano stati informati di uno stop imminente. «Non ci aspettavamo questo annuncio, certamente non oggi», ha spiegato all’emittente pubblica un alto esponente della difesa. «C’è un dialogo costante con gli americani, possiamo dire di essere rimasti sorpresi. Studieremo le implicazioni della decisione, che non è ancora stata comunicata agli organismi tecnici».
Il memorandum vigente tra Washington e Gerusalemme, firmato nel 2016 durante la presidenza di Barack Obama ed entrato in vigore nell’ottobre 2018, prevede aiuti per 38 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni: 3,8 miliardi annui, destinati in gran parte all’acquisto di armamenti prodotti negli Stati Uniti. Le testate israeliane sottolineano la distanza tra gli impegni esistenti e le parole di Trump.
Netanyahu ha più volte evocato una maggiore autonomia dagli aiuti americani, ma con tempi diversi. In un’intervista all’Economist di gennaio il primo ministro ha affermato di voler «ridurre gli aiuti militari nei prossimi dieci anni», fino ad azzerare la dipendenza. Secondo Ynet, Washington e Gerusalemme hanno avviato un negoziato su una nuova intesa che potrebbe assumere la forma di un accordo di cooperazione, con risorse destinate alla ricerca e allo sviluppo congiunti nel settore della difesa. Una trasformazione del rapporto, il cui calendario non coincide con quello annunciato da Trump.
Le dichiarazioni sono arrivate nella giornata delle elezioni americane di metà mandato, in un clima di crescente contestazione degli aiuti a Israele, sottolinea il Times of Israel. Le critiche attraversano schieramenti diversi: nella sinistra democratica riguardano l’impiego delle armi americane e la politica israeliana verso i palestinesi; nella corrente «America First» del movimento Maga prevale l’opposizione alla spesa per la sicurezza di altri Paesi.
Per Israele la questione investe anche la tenuta del sostegno politico e diplomatico americano. L’ex ambasciatore a Washington Michael Oren, intervistato da Kan, ha avvertito che le conseguenze potrebbero andare oltre i finanziamenti militari: «Alcuni democratici affermano che interromperanno la cooperazione di intelligence. Potrebbero inoltre non porre il veto alle risoluzioni dell’Onu contro Israele».
È uno scenario con cui dovrà confrontarsi il prossimo governo israeliano, qualunque maggioranza avrà.

(Nell’immagine, l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e Netanyahu nel settembre 2025)

3 Novembre 2026Permalink

15 ottobre 2026_ TERRORE COLONIALE IN CISGIORDANIA

Si  può  leggere  su  Le  Monde diplomatique  di  ottobre   2026

15 Ottobre 2026Permalink

16 settembre 2026_ Un ricordo

ACON) Trieste, 14 apr – “Il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, i gruppi Pd, Patto per l’Autonomia e Cittadini, i consiglieri Ilaria Dal Zovo e Cristian Sergo del M5S e il consigliere Walter Zalukar del Gruppo Misto hanno depositato una proposta di legge nazionale (Pdln) che intende modificare quanto previsto in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno”.

Lo ricorda con una nota lo stesso Honsell, che in qualità di primo firmatario spiega: “Riteniamo sia molto grave che l’Italia non abbia ancora raggiunto sul piano legislativo il target 16.9 dell’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’Onu, ovvero fornire l’identità giuridica per tutti, compresa la registrazione delle nascite. Vige ancora la legge 15 luglio 2009, n. 94 ‘Disposizioni in materia di sicurezza pubblica’, che nega di fatto il diritto dei bambini ad avere una certificazione anagrafica quando i genitori siano migranti privi del permesso di soggiorno. Anche se attualmente esiste una via d’uscita burocratica basata su una circolare ministeriale, c’è un grave rischio che nel nostro Paese ci siano bambini nascosti e bambini invisibili se non si modifica la legge.”

La consigliera regionale Mariagrazia Santoro, del Pd, dichiara: “La nostra proposta di legge nazionale vuole ripristinare la norma abrogata nel 2009. La normativa attuale viola l’art. 22 della Costituzione e la Convenzione sui diritti del fanciullo dell’Onu. Sono numerosi i motivi per i quali è importante che il Consiglio regionale del Fvg faccia una Pdln sulla tematica dei bambini invisibili”.

“Vi è una forte sensibilità da parte di varie personalità, associazioni e realtà culturali ed educative in regione – prosegue la nota dei due consiglieri di opposizione – sul tema dei diritti civili: Augusta De Piero (prima vicepresidente donna del Consiglio regionale della VI legislatura) ha promosso numerose campagne, l’università di Udine cura il portale equal sul diritto antidiscriminatorio, Rete Dasi, Movimento Focolarini Fvg, Gruppo Fvg-Società italiana di medicina delle migrazioni, e altri. Lo stesso Consiglio regionale del Fvg ha approvato all’unanimità, nel 2019, una mozione sul tema dell’ottenimento del certificato di nascita per figli nati in Italia da persone non comunitarie irregolari”.

“Il Fvg – conclude Honsell – ha un ruolo importante nei processi migratori che vedono come meta l’Italia. Molto alto è anche il numero di lavori stranieri temporanei in questa Regione, che dunque è più esposta di molte altre ai rischi di mancate registrazioni alla nascita”. ACON/COM/rcm

16 Settembre 2026Permalink

12 settembre 5787

Fra poche ore daremo il benvenuto al nuovo anno 5787.
«Si chiuda il vecchio anno con le sue maledizioni e si apra il nuovo anno con le sue benedizioni»
Riflettendo sul significato del tempo che ci attende e sulle responsabilità che esso ci affida, per quanto un periodo possa essere stato difficile, l’inizio di un nuovo ciclo porta sempre con sé la promessa di un cambiamento positivo.
L’anno che si conclude ci lascia una forte preoccupazione per l’aumento dei casi di antisemitismo e per il crescente senso di isolamento che ne deriva, soprattutto per i nostri giovani. Il dibattito su Israele e sul sionismo si è fatto più polarizzato, mentre in molti contesti si sono ridotti gli spazi per esprimere liberamente posizioni e identità.

Livia Ottolenghi
presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

12 Settembre 2026Permalink

12 settembre 2026- I papi e l’11 settembre

Le riflessioni dei Pontefici sugli attacchi di 25 anni fa e i reiterati appelli alla pace e alla riconciliazione. Perché anche di fronte all’indicibile orrore, il male e la morte non hanno l’ultima parola

Isabella Piro – Città del Vaticano

È l’11 settembre 2001. Gli Stati Uniti d’America sono appena stati colpiti da quattro attacchi suicidi che, in diverse aree del Paese, hanno provocato quasi tremila vittime. Giovanni Paolo II si trova a Castel Gandolfo: informato telefonicamente dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls, rimane profondamente scosso dall’accaduto. Subito si raccoglie in preghiera nella cappellina del Palazzo Apostolico. Poi, invia un telegramma di cordoglio e vicinanza al presidente degli Usa, George W. Bush. Sei righe scritte a carattere stampatello, quello dell’ufficialità, ma le parole scelte da Papa Wojtyła sono profondamente umane ed esprimono il dolore del mondo intero: il Pontefice parla di “indicibile orrore”, definendo gli attentati terroristici “disumani” e quel momento storico come “buio e tragico”.

Un affronto alla dignità umana

Il giorno dopo è mercoledì e in piazza San Pietro si tiene l’udienza generale. Per desiderio del Vescovo di Roma, non si levano applausi, i fedeli restano in un silenzio composto. “Ieri è stato un giorno buio nella storia dell’umanità, un terribile affronto alla dignità dell’uomo”, dice Giovanni Paolo II, sollevando poi l’interrogativo che alberga nel cuore di tutti: “Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza?”. La risposta, prosegue, è in Cristo, fondamento della speranza, Colui che fa sì che “il male e la morte non abbiano l’ultima parola”.

Ascolta le parole di Giovanni Paolo II all’udienza generale del 12 settembre 2001

Non la vendetta, ma l’unità e il dialogo

Intanto, in quelle stesse ore, a Roma è in corso il 180° Capitolo generale ordinario dell’Ordine di Sant’Agostino. Vi prende parte anche padre Robert Francis Prevost, statunitense, futuro Leone XIV, che il 14 settembre, nel giorno del suo compleanno, viene eletto priore generale. Spetta a lui, dunque, presiedere il 21 settembre la messa conclusiva dei lavori, nella chiesa di Santa Maria del Popolo: “Non possiamo esimerci dal ricordare i tragici avvenimenti che l’11 settembre hanno scosso gli Stati Uniti — afferma all’omelia —. La violenza che il mondo ha visto agire la settimana scorsa negli Stati Uniti è una tragica espressione di una serie di problemi che si stanno ovunque acutizzando. L’odio e la violenza continueranno ad aumentare finché esisteranno tante persone obbligate a vivere in estrema povertà, oppresse da così tante forme di ingiustizia”. “Mentre molti cercano vendetta — conclude —, gli agostiniani devono dare testimonianza del Vangelo e dei suoi valori di unità, di dialogo, di pace e riconciliazione

La ferocia del terrorismo si vince con l’Amore

Trascorre un anno, gli appelli di Giovanni Paolo II alla pace si susseguono incessantemente. L’11 settembre 2002 è mercoledì e all’udienza generale il Papa ricorda “l’efferato attentato” di dodici mesi prima, il crollo delle Torri Gemelle, le vite di tanti innocenti inghiottite dalle macerie. Con forza, il Pontefice ribadisce che “il terrorismo è e sarà sempre una manifestazione di disumana ferocia” e che “la sopraffazione, la violenza armata, la guerra sono scelte che seminano e generano solo odio e morte”. “Soltanto la ragione e l’amore sono mezzi validi per superare e risolvere le contese tra le persone e i popoli”, conclude.

Il coraggio di lavorare per la pace

La pace invocata da Karol Wojtyła si rafforza nella preghiera del suo successore, Benedetto XVI. È il 20 aprile 2008 e, durante il viaggio apostolico negli Usa, Joseph Ratzinger si reca a Ground Zero. Lì dove un tempo svettavano le Twin Towers, c’è una cavità profonda, quasi una metafora dell’abisso del male. Ma intorno, è tutto un cantiere, simbolo della speranza che rinasce e ricostruisce. In silenzio, il Pontefice accende una candela per commemorare le vittime; poi si inginocchia e chiede al Signore di “portare la pace in un mondo violento” e di concedere all’umanità “la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti

Ogni vita umana è preziosa

Tre anni più tardi, l’11 settembre 2011, nel decennale degli attacchi terroristici, Benedetto XVI invia una lettera al presidente della Conferenza episcopale statunitense, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan, creato cardinale nel febbraio successivo. Ricordando il “brutale attentato” di dieci anni prima, lo definisce una “tragedia…resa ancor più grave dalla rivendicazione dei suoi autori di agire in nome di Dio”. Con fermezza, dunque, invita ad “affermare senza equivoci che nessuna circostanza può mai giustificare atti di terrorismo. Ogni vita umana è preziosa allo sguardo di Dio e non bisognerebbe lesinare alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un rispetto autentico per i diritti inalienabili e la dignità degli individui e dei popoli ovunque

 

12 Settembre 2026Permalink

11 settembre 2026 – il sindacato dei medici dirigenti ricorda Paolo

Paolo Barbina ci ha lasciati in silenzio, come in silenzio era solito lavorare. Resta lo sconforto per non aver potuto rivolgergli un ultimo saluto. Negli ultimi anni la malattia lo aveva logorato, rendendo faticosa anche la sua amata attività di prevenzione nel CRUA, che ha continuato a svolgere con passione e dedizione fino all’ultimo giorno. Poi un inevitabile e breve ricovero, e Paolo se n’è andato. Lo ricorderemo per la sua splendida umanità nel lavoro ospedaliero, per l’attenzione agli aspetti sociali e per l’impegno con cui si è dedicato anche alla gestione sindacale dell’ANAAO ASSOMED aziendale. Ci fa ancora sorridere il ricordo della sua personalità eclettica, dei suoi viaggi nel mondo e dei racconti che condivideva al ritorno dall’Africa, a contatto con gli scimpanzé, o da villaggi di capanne sperdute nel cuore dell’Asia. Medico colto e generoso, desideroso di essere presente e di aiutare quanti si rivolgevano a lui. Grazie, Paolo, per tutto ciò che hai saputo e potuto fare per noi.

Enzo Hrovatin

12 Settembre 2026Permalink

11 settembre 2026_ Paolo medico

Paolo Barbina, venerdì 11 l’ultimo saluto al medico che si è battuto per gli ex esposti all’amianto

 

IL COMMIATO
Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 09 Set 2026

 

Copertina per Addio a Paolo Barbina, venerdì 11 l’ultimo saluto al medico che si è battuto per gli ex esposti all’amianto

La cerimonia alle 11.30 nella sala del Commiato della Casa Funeraria Marchetti di Udine. Domani, giovedì 10 settembre, sarà possibile rendergli omaggio dalle 14.30 alle 18.

Si terrà venerdì 11 settembre alle 11.30, nella sala del Commiato della Casa Funeraria Marchetti di Udine, in via Tavagnacco 150, la cerimonia per l’ultimo saluto al dottor Paolo Barbina, il medico di 63 anni scomparso improvvisamente nei giorni scorsi. La notizia della sua morte aveva suscitato profondo cordoglio nel mondo sanitario regionale e tra le tante persone che, nel corso della sua lunga attività professionale, avevano avuto modo di conoscerne competenza e impegno.

Specialista in Medicina del Lavoro, Barbina aveva dedicato una parte significativa della propria carriera alla tutela della salute dei lavoratori e, in particolare, degli ex esposti all’amianto. Per anni ha ricoperto ruoli di responsabilità nell’ambito della prevenzione e della diagnosi delle patologie asbesto-correlate, arrivando a dirigere il Centro di riferimento unico per l’amianto. Un impegno che aveva affiancato a una forte attenzione alla dimensione sociale e ai diritti delle persone colpite dalle conseguenze dell’esposizione professionale.

A ricordarne la figura è anche la dottoressa Maria Cristina Carloni, Medico di Medicina Generale del Distretto Basso Isontino, che con Barbina ha condiviso anni di lavoro e di confronto professionale. «Era un collega speciale – ricorda Carloni – lui cercava la malattia per stanarla, era un segugio. Aveva uno spirito sociale notevole e faceva rete con tutti i colleghi, è stato tra i primi firmatari del protocollo diagnostico per sconfiggere le patologie asbesto correlate, una disgrazia del nostro tempo». E ancora la dottoressa Carloni: «La sua figura possente ed i modi a volte rudi, nascondevano un animo gentile ed una sensibile umanità. Si capiva che aveva una missione da compiere. Gli 11mila esposti odierni, sommati ai trapassati, parlano chiaro sulla tragedia monfalconese e regionale e ci dicono tutto sull’enorme lavoro svolto da lui e dai suoi collaboratori negli anni».

Parole che restituiscono il profilo di un medico particolarmente attento alla ricerca della diagnosi e alla presa in carico dei pazienti, ma anche capace di costruire una rete tra professionisti e servizi. Un approccio che aveva caratterizzato il suo percorso nel campo della Medicina del Lavoro e della prevenzione, contribuendo a rafforzare in Friuli Venezia Giulia l’attenzione verso le conseguenze dell’esposizione all’amianto. Barbina aveva conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Trieste nel 1989 e la specializzazione in Medicina del Lavoro nel 1993, con il massimo dei voti e la lode. Nel corso della carriera aveva ricoperto diversi incarichi dirigenziali, lavorando tra Trieste, Udine e il territorio isontino. Dal 2009 era stato alla guida della struttura di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’allora Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 “Isontina”, mentre dal 2014 aveva assunto la direzione del Centro di riferimento unico per l’amianto.

L’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, nei giorni scorsi, aveva ricordato il suo contributo alla diagnosi precoce delle patologie professionali asbesto-correlate e al riconoscimento dei diritti previdenziali degli ex lavoratori esposti. Un’attività svolta accanto alle associazioni e alle persone malate, con una costante attenzione anche agli aspetti umani e sociali della malattia. In occasione dell’ultimo saluto, la famiglia – Augusta, Luca con Paola, Giorgio con Fiorangela, Debora, gli zii e i cugini – ringrazia quanti vorranno stringersi al dolore dei suoi cari e rendere omaggio alla sua memoria.

Chi desiderasse dare un ultimo saluto a Paolo Barbina potrà farlo già giovedì 10 settembre, dalle 14.30 alle 18, presso la Casa Funeraria Marchetti di Udine. La camera ardente sarà nuovamente accessibile venerdì 11 settembre dalle 8.30, fino alla cerimonia delle 11.30. Sarà così l’occasione per salutare per l’ultima volta un professionista che ha lasciato un segno profondo nella sanità regionale e, soprattutto, nel lungo e difficile percorso di tutela delle persone colpite dalle patologie legate all’amianto.

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Luca
Lo’maggio  c’è  stato
12 Settembre 2026Permalink

12 settembre 2026 _ cercherò di saperne di più _

Stop al commercio con gli insediamenti illegali
Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri:
“L’Italia non può continuare a guardare mentre in Cisgiordania sempre più famiglie palestinesi subiscono violenze da parte dei coloni e l’espansione degli insediamenti.Gli insediamenti sono illegali. L’Italia non dovrebbe contribuire a renderli redditizi.

Unitevi al gruppo crescente di Paesi che chiedono all’UE di vietare i prodotti provenienti dagli insediamenti.

Il vostro governo afferma di voler fermare l’espansione degli insediamenti, ma sta bloccando a Bruxelles una proposta che potrebbe renderlo possibile. È giunto il momento di agire di conseguenza.

***

Per anni l’Europa ha condannato gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Ma i prodotti provenienti dalle colonie continuano ad arrivare regolarmente sul mercato nazionale.

Qualcosa sta cambiando. Regno Unito, Francia e Canada, insieme ad altri nove Paesi europei, hanno finalmente deciso di vietare i prodotti degli insediamenti. Ma il governo Meloni si rifiuta, ignorando completamente la volontà della maggioranza degli italiani.

Diciamo al nostro Governo chiaro e tondo che questo è il momento di agire! Firma e condividi ora per chiedere ai nostri politici di smettere di proteggere il commercio con gli insediamenti e sostenere un divieto in tutta l’UE!

12 Settembre 2026Permalink