ISRAELE – Eisenkot incaricato cerca la quadra fra i veti incrociati
il 8 Novembre 2026 in Israele
L’appuntamento è per oggi alle 17 in Israele, le 16 in Italia, quando il presidente israeliano Isaac Herzog conferirà al leader di Yashar, Gadi Eisenkot, l’incarico di formare il governo. La decisione del capo dello Stato fa seguito alle sue consultazioni con le forze politiche rappresentate alla Knesset. Numeri alla mano, l’ex capo di stato maggiore delle Idf Eisenkot ha ricevuto le raccomandazioni di 67 deputati contro 48 per il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu.
Alle recenti elezioni, il blocco del “Cambiamento sionista” dell’ex generale – una coalizione con il suo Yashar, con Beyachad di Naftali Bennett, Yisrael Beitenu di Avigdor Lieberman e i Democratici di Yair Golan – ha conquistato 48 seggi alla Knesset, meno dei 53 ottenuti dal fronte guidato da Benjamin Netanyahu, composto da Likud, partiti ortodossi e liste ultranazionaliste. Un risultato senza un chiaro vincitore che ha spinto il capo dello Stato a esprimersi a favore di un governo di larghe intese con il Likud e con Yashar.
L’esito delle consultazioni ha tuttavia spinto il presidente a conferire l’incarico a Eisenkot. Sebbene a titolo diverso – chi dicendosi pronto a coalizzarsi con il blocco del Cambiamento sionista, chi dichiarandosi disponibile a sostenere dall’esterno un governo Eisenkot e chi non ha espresso preferenze – la maggioranza dei deputati ha fatto il nome dell’ex generale.
A fare la differenza sono stati soprattutto gli ortodossi askenaziti di United Torah Judaism, forti di sette seggi, e la lista islamica Ra’am, che ne ha otto. Anche la Lista unita araba, con 11 seggi e composta da diverse sigle antisioniste, ha fatto sapere che non voterebbe contro Eisenkot, pur di impedire a Netanyahu di restare al potere.
L’ex generale ha 28 giorni per riuscire a formare un governo, con una possibile estensione di altre due settimane, ma la sua strada non è in discesa. Il suo alleato laico e russofono Lieberman, che nei giorni scorsi ha ritirato il precedente veto a cooperare con i partiti religiosi, continua a escludere un governo che dipenda dal sostegno dei partiti arabi.
Sabato sera, intanto, Netanyahu ha aperto per la prima volta a un governo di larghe intese, affermando: “Questo è il momento dell’unità. Questa è la volontà del popolo; questo è il bisogno dell’ora. Un governo che si basa sui sostenitori del terrore non combatterà il terrore”. Bibi ha aggiunto che Israele “non sopravviverebbe” a un governo formato dall’opposizione insieme agli “islamisti”, sostenendo che un simile esecutivo “distruggerebbe Israele dall’interno”.
In occasione di una cerimonia commemorativa in onore dei soldati caduti nella guerra di Suez (1956), domenica mattina anche il ministro della Difesa israeliano Israel Katz (dello stesso partito di Netanyahu) ha invocato l’unità nazionale, sottolineando che i disaccordi politici interni non devono compromettere una risposta unitaria alle minacce contro Israele. Katz ha avvertito che l’Iran sta cercando di riprendere i propri sforzi per dotarsi di armi nucleari e ha sollecitato il Paese a essere unito contro tale minaccia.
In passato Eisenkot si è detto indisponibile a collaborare con Netanyahu.
