2 novembre 201 9 – Liliana Segre, una senatrice che si fa ostacolo all’indifferenza

Scrivo questa pagina nella forma con cui la pubblicherò successivamente su facebook sperando che qualcuno che può rendersi autorevole (io sono una ripetitiva noiosa) se ne faccia carico.

2 novembre 2019 – Gli applausi sono per i vincitori non si sprecano per le vittime.

Attenzione: non fermiamoci al 30 ottobre 2019 per considerare il significato di applausi attribuiti e negati.
Era già accaduto il 5 giugno del 2018. Liliana Segre era stata nominata senatrice a vita il 19 gennaio e quel giorno si presentava al Senato. L’omaggio alla senatrice già allora poteva significare per molti la richiesta di ‘perdono’ per essere stati, nella nostra storia di europei e di italiani, collaboratori di chi materialmente portò un treno partito dal binario 21 della stazione sotterranea di Milano ad Auschwitz .
Su quel treno viaggiavano una ragazzina e il suo papà.

Quella ragazzina oggi è una signora che ci offre non la rimozione del suo dolore ma la sapienza, nata dalla sua esperienza e dalla ragione che mai l’ha abbandonata , nell’organizzare la sua vita (sostenuta – come lei testimonia – dall’amore del marito) anche nei lunghi anni in cui ha voluto essere testimone soprattutto nelle scuole. Quando il Presidente della Repubblica glielo comunicò personalmente accolse il suo ruolo di senatrice a vita non come un onore dovutole ma con pienezza di responsabilità consapevole.
Ed è di questo che i suoi detrattori hanno paura, dai più volgari costruttori di offese ai parlamentari incapaci di renderle omaggio nel momenti in cui la Senatrice ci propone uno strumento per superare l’odio che impedisce di costruire e che per molti è sostanza di vita.
L’avere un nemico li aiuta ad essere se stessi

Che rifiutarsi alla necessità del nemico fosse la strada che  l’Europa avrebbe dovuto percorrere lo aveva capito
il cancelliere tedesco Willy Brandt che portò lentamente, attraverso la pratica dell’Ostpolitik, alla riunificazione tedesca, prima e dopo la distruzione del muro che, costruito nel 1961, fu abbattuto il 9 novembre 1989.

Non è questo mio blog il luogo per ‘fare storia’ ma vuole essere almeno un contributo a non dimenticare quanto fece Brandt a Varsavia il 7 dicembre 1970,un gesto che dà il significato di scelte

Willy-Brandt_davanti-al-monumento-che-ricorda-la-rivolta-del-Ghetto-di Varsavia

impraticabili dai meschinelli pericolosi
e nefasti che si aggirano nel vuoto
della memoria , nel loro spazio banale
ma non per questo meno pericoloso
dove, come ci ha insegnato Hannah Arendt,
si radica il male.

Dal piccolo osservatorio del Friuli Venezia Giulia non voglio trascurare il respingimento della mozione presentata al Consiglio Regionale per chiedere di « attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
Il mix dominante di odio, paura, ignoranza e indifferenza non ha escluso dal suo effetto il nord est del nostro paese.

Ha scritto Gad Lerner che « L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato» e mentre « al giorno d’oggi l’ostilità xenofoba si accanisce con maggiore sistematicità contro altre minoranze etniche e religiose , siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato »

Chi voglia verificare la continuità di una linea politica accostando l’astensione dagli applausi del 5 giugno del 2018 con quello che è accaduto pochi giorni fa può farlo con il link che segue

http://www.occhiodinapoli.it/commovente-intervento-liliana-segre-senato-testo-integrale-5-giugno-2018/

mentre l’articolo di Gad Lerner da cui ho tratto la breve citazione conclusiva, pubblicato su La Repubblica il 27 ottobre si può leggere in
http://www.gruppolaico.it/2019/10/28/senatrice-ora-diciamo-basta/

Novembre 2, 2019Permalink