24 novembre 2017 – L’Unione europea e la tutela della salute dei bambini

Quando il pregiudizio diventa moda

Ue: “I no vax responsabili morali per la morte di diversi bambini”

Durissimo il commissario europeo alla Sanità alla presentazione del rapporto sullo stato della salute nell’Unione. In Italia la qualità della salute è da promuovere: l’aspettativa di vita è tra le più alte Ue, consumo di tabacco e alcol inferiore alla media europea, ma cresce l’obesità infantile e troppa disparità tra i servizi sanitari regionali    dal nostro corrispondente ALBERTO D’ARGENIO

BRUXELLES. “I movimenti no vax hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini”. La sentenza senza appello arriva dal Commissario europeo alla Sanità, Vytenis Andriukaitis, rispondendo a una domanda sulle posizioni del Movimento 5 Stelle sui vaccini. Presentando il rapporto di Bruxelles sullo stato della salute nell’Unione, ha aggiunto: “Le famiglie che seguono le raccomandazioni dei movimenti no-vax sono costrette a seppellire i loro bambini”. Per poi consigliare loro di “fare il giro dei cimiteri europei, dove ci sono ancora tombe di persone morte all’inizio del 19esimo secolo perché non c’erano vaccini” e capire che questi movimenti “ci riportano decenni indietro, agli anni dell’oscurantismo, all’età della pietra”.
Per questa ragione Andriukaitis ha chiesto ai governi di “sostituirsi” ai genitori che non vaccinano i figli. Per “proteggere il loro diritto alla vita” imponendo la vaccinazione obbligatoria: “I bambini non possono scegliere”, noi sì. D’altra parte, sottolinea Bruxelles, in Italia “la riduzione delle vaccinazioni ha portato a un’epidemia preoccupante di casi di morbillo nel 2016 e 2017”.
In generale, secondo la Commissione Ue, nel nostro Paese la qualità della salute è da promuovere. L’aspettativa di vita è tra le più alte dell’Ue, consumo di tabacco e alcolici è inferiore della media europea, ma l’obesità infantile è in aumento. Dallo studio di Bruxelles emerge poi che in Italia la spesa sanitaria pro-capite è più bassa del 10% rispetto agli altri paesi ma che, sebbene molti servizi siano gratuiti, le spese vive sono più alte soprattutto a causa di farmaci e cure dentistiche.
Il rapporto evidenzia infine le disparità tra i servizi sanitari regionali e l’impatto delle crescenti diseguaglianze sociali sulla salute dei cittadini, ma anche le misure in corso per risolvere la situazione.

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/11/23/news/ue_i_no_vax_responsabili_morali_per_la_morte_di_diversi_bambini_-181921208/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1

 

24 Novembre 2017Permalink

20 novembre 2017 – Provo a costruire un piccolo testo per FB

Il 20 novembre è l’anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (UNCRC), approvata nel 1989.
L’adozione della convenzione internazionale è stata una pietra miliare per i diritti dei bambini. Per la prima volta i bambini non sono stati visti come oggetti passivi che devono essere assistiti, ma piuttosto come persone che partecipano attivamente alle decisioni che li riguardano.
Non so più quanti ragazzini in questi anni hanno consapevolmente partecipato alla campagna l’Italia sono anch’io. Quella campagna ha portato alla formulazione di una proposta di legge che, approvata alla camera, si giace al senato – fra indifferenza e momenti di turbolenza- dal 2015
Chiedevano e chiedono sia riconosciuta la possibilità di facilitare il loro accesso alla cittadinanza italiana, richiesta maturata anche sui banchi di scuola.
Vi è stato inserito un articolo (comma 3 art.2) che rimedierebbe, se approvato, alla ferita al diritto e alla dignità di tutti noi che dal 2009 accettiamo una legge che nega la registrazione della nascita dei figli dei migranti non comunitari senza permesso di soggiorno.
La legge li vuole da sette anni senza certificato di nascita, fratelli e sorelle di quella Anna Frank che è diventata l’oggetto dello sberleffo simbolico, un nemico fragile e quindi aggredibile senza fatica.
E’ successo anche questa notte.
Se la proposta di legge,  Disposizioni in materia di cittadinanza, non sarà approvata  il governo Gentiloni, chiudendo la legislatura, affiderà al futuro ciò che oggi siamo: rigidi custodi della tutela esclusiva della nostra cittadinanza, nemici di minori che abbiamo identificato diversi e perciò priviamo del diritto fondamentale quello di esistere legalmente, il primo di cui fu privata Anna Frank. Poi venne il resto.

20 Novembre 2017Permalink

12 novembre 2017 – Fra clero e senato cerco uno spazio umanamente abitabile

Un parroco di Bologna (tale don Lorenzo) ha reso nota la sua posizione nei confronti del recente caso di stupro avvenuto nella sua città il 9 novembre e denunciato dalla vittima abbandonata dopo la violenza in un vagone ferroviario.
Non voglio entrare nella descrizione del fatto che potrei riprendere dalle tante, troppe dettagliate informazioni riportate dalla stampa con l’attenzione che viene data a ciò che dovrebbe turbare e indurre a pensare a come prevenire la violenza e invece suscita partecipazione anche morbosa.

Trascrivo invece la foto di una consistente parte della fotografia dell’intervento di don Lorenzo che sono riuscita a copiare.

 

Sulla porta della chiesa di cui don Lorenzo è parroco è stato affisso un comunicato del Vescovo di Bologna che si dissocia dalle posizioni del prete e, a mio parere in forma un po’ generica e un po’ sfuggente, almeno si esprime.
Diverso il senso delle espressioni proposte dall’on. Salvini e dal sen. Giovanardi.

Se l’è andata a cercare in vulgata aggiornata
Evidentemente c’è una attualizzazione del tradizionale “se l’è andata a cercare” che sta diventando pervasiva e, temo, corruttiva della razionalità e dell’etica.
Il sen. Giovanardi, che pur immagino affaticato dalla mobilità delle denominazioni del gruppo di cui fa parte (ne riporto in nota l’elenco limitatamente alla XVII legislatura che ho copiato alla sua scheda ufficiale), ha concesso una esaustiva, illuminante dichiarazione all’ANSA
(ANSA) – ROMA, 10 NOV – “Avrà pure usato una frase infelice Don Lorenzo Guidotti, della quale ha fatto bene a scusarsi, ma nella sostanza ha perfettamente ragione nel denunciare la cultura dello sballo e spiace che troppi abbiano cercato di fargli fare la fine del grillo parlante. Ricorderete infatti che il grillo parlante sgrida Pinocchio chiamandolo “povero grulloncello” e gli pronostica o “l’ospedale o la prigione” quando il burattino gli spiega di volere nella vita “mangiare, bere, dormire, divertirsi e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo”. Poi come racconta Collodi il povero grillo parlante rimane stecchito e appiccicato alla parete, colpito da un martello scagliato da un Pinocchio tutto infuriato per essere stato chiamato “testa di legno”. Morale della favola i veri amici di Pinocchio non erano i tanti Lucignolo, che lo spingevano verso la rovina, ma il fastidioso grillo parlante dalla cui parte mi schiero con convinzione“. Lo afferma il senatore Carlo Giovanardi. (ANSA). PH 10-NOV-17 12:33 NN

Fra crociati e improbabili difensori della morale e della religione
Forse l’on Salvini sta preparandosi alle tradizionali crociate pro presepio e pro crocifisso, crociate in cui la Lega ama esibirsi in una sorta di neocattolicesimo di propria ma ampiamente condivisa fabbricazione.
Ho ancora davanti agli occhi la gestualità disordinata e ancora sento il fastidio delle urla scomposte del sen Giovanardi durante il dibattito sulla legge Cirinnà (Legge 20 maggio 2016, n. 76 Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze).
Non a caso – e non senza il contributo del sunnominato senatore – il prezzo più grosso, secondo me, nelle modifiche subite dalla legge nel corso del dibattito è stato imposto ai minori per i quali non sussiste nessuna forma di protezione qualora il genitore legalmente riconosciuto venga a mancare. Anche se il loro legame con il partner fosse di lunga durata e profondo agli effetti di un possibile affido è del tutto irrilevante.
Il principio del superiore interesse dei minori, presente nella Convenzione di New York del 1989 che l’Italia ha ratificato, del tutto ignorato.
Se qualcuno deve pagare il prezzo di trattative per ignobili che siano questi sono i più deboli e nella normativa italiana i più deboli sono i bambini.

E sembra che anche la ‘scienza’ aderisca alle crociate
Trovo un passo tratto da un blog collegato a Il Fatto Quotidiano (condivido pienamente e ricopio: fonte Vincenzo Puppo | 9 novembre 2017). Vi è trascritta la citazione di Raffaele Morelli, citato come “famoso psichiatra”, che avrebbe pronunciato le seguenti parole: ” che in ogni donna sono presenti entrambi i volti la donna pura e la prostituta, che la classica santarellina prima o poi si prostituirà, che la donna santa non esiste e se esiste santa è una grave malattia, che in molte di queste attrici che parlano c’è molto esibizionismo, che devono imparare a stare con tutto questo da sole e tacere, che soltanto il silenzio, soltanto l’oblio, soltanto stando con la prostituta che hai scoperto che c’era in te, tu potrai conoscere la maturità completamente ”

La continuità affettiva, diritto del minore
Ritorno al capoverso “Fra crociati e improbabili difensori …” che impone di non trascurare il problema della continuità affettiva.
Ne avevo trattato nel mio blog dello scorso 4 aprile. Il tema è suddiviso in due testi che si possono rileggere. Ora ho trovato un testo molto interessante che si può raggiungere con il link in nota.
Si tratta di “L’affidamento del minore e la continuità affettiva: rivisitazione dell’adozione mite e nuove prospettive in tema di adozione di Valeria Montaruli Presidente del Tribunale per i minorenni di Potenza” Viene pubblicata la relazione a Catania il 13 giugno 2017
Merita veramente una lettura integrale

FONTI:
Articolo che contiene posizione vescovo Zuffi
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/11/10/news/bologna_frasi_choc_sullo_stupro_giovanardi_e_salvini_con_don_lorenzo-180752970/

Articolo che alla fine contiene posizioni favorevoli al parroco dei suoi seguaci parrocchiani:
http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_10/ragazza-stuprata-bologna-mamma-incontrero-don-lorenzo-guidotti-basta-giudizi-03e22676-c641-11e7-831f-15bae6a1a312.shtml
foto intervento parroco
https://immagini.quotidiano.net/?url=http://p1014p.quotidiano.net:80/polopoly_fs/1.3522188.1510235328!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/wide_680/image.jpg&h=350&w=606

Opinioni del sindaco di Bologna e posizioni on. Salvini e on Giovanardi:
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/prete-stupro-merola-giovanardi-1.3524302

Qualche spostamento e modifiche dei nomi del gruppo senatoriale di appartenenza dell’on. Giovanardi nella XVII legislatura (si leggono nella sua scheda nel sito del senato)
– Gruppo Il Popolo della Libertà : Membro dal 19 marzo 2013 al 14 novembre 2013
– Gruppo Nuovo Centrodestra: Membro dal 15 novembre 2013 al 20 dicembre 2015 (dall’11 dicembre 2014 il Gruppo assume la denominazione Area Popolare (NCD-UDC))
– Gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Federazione dei Verdi, Moderati, Movimento Base Italia, Idea
– Gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Federazione dei Verdi, Moderati, Movimento Base Italia, Idea) :
– Membro dal 21 dicembre 2015 al 24 maggio 2017 (dal 14 gennaio 2016 il Gruppo assume la  denominazione Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Movimento Base Italia, Idea, Euro-Exit))
– (dal 16 febbraio 2016 il Gruppo assume la denominazione Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Euro-Exit, M.P.L.-Movimento politico Libertas) )
– (dal 10 maggio 2016 il Gruppo assume la denominazione Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Alternativa per l’Italia, Euro-Exit, M.P.L. – Movimento politico Libertas))
(dal 22 novembre 2016 il Gruppo assume la denominazione Grandi Autonomie e – Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Euro-Exit, M.P.L. – Movimento politico Libertas))
– (dal 1 febbraio 2017 il Gruppo assume la denominazione Grandi Autonomie e Libertà (Grande -Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Euro-Exit, M.P.L. – Movimento politico Libertas, – Riscossa Italia))
(- dal 16 maggio 2017 il Gruppo assume la denominazione Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Idea, Grande Sud, Moderati, M.P.L. – Movimento politico Libertas, Riscossa Italia, Euro Exit))
– Gruppo Federazione della libertà (Idea Popolo e Libertà, PLI Membro dal 25 maggio 2017.

Lega e presepio
http://www.corriere.it/scuola/medie/15_dicembre_11/no-presepe-no-ferie-proposta-lega-presidi-obiettori-7400f646-a021-11e5-9e42-3aa7b5e47d96.shtml
Lega e crocifisso
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/09/06/news/lega-crocifisso-obbligatorio-per-legge-nei-luoghi-pubblici-1.282041

Il fatto quotidiano – psichiatra
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/09/raffaele-morelli-in-ogni-donna-ce-una-prostituta-sbagliato-lo-stupro-e-sempre-un-crimine/3968718/

Affidamento e continuità affettiva
http://www.questionegiustizia.it/articolo/l-affidamento-del-minore-e-la-continuita-affettiva_06-10-2017.php

 

12 Novembre 2017Permalink

6 novembre 2017 – Ho il diritto ad avere paura

 .PREMESSA  Ho deciso di non passare questo testo a facebook ma, poiché contiene una scommessa con me stessa, di farlo dopo che avremo conosciuto i risultati delle elezioni nazionali (che se non erro avranno luogo il 3 marzo). Lo faccio invece questa mattina perché ancora non si conoscono i risultati delle elezioni siciliane che probabilmente, una volta noti, mi consentirebbero una impietosa risataccia. Intanto la pubblicazione nel blog mi assicura la certezza della data e dell’ora.

 

Paura di che? del dibattito parlamentare sulla legge ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’ che si giace in senato nel testo approvato dalla camera, dal mese di ottobre 2015  (duemilaequindici!) senza che nessuno in parlamento abbia messo in moto iniziative efficaci per farlo votare. Da poco tempo sembra essersi manifestata una imprevedibile scossa. Veramente c’era stato già in giugno un tentativo del Presidente del senato via via franato. Qualche giorno fa il senatore Luigi Zanda, capigruppo Pd al Senato, lo ha rilanciato con una convinzione che ha lasciato l’aula quasi attonita: “Non appena avremo la certezza di avere i voti necessari, accoglierei con molto favore una decisione del governo di mettere la fiducia sullo Ius soli prima della fine di questa legislatura”. Poi ci si è messo anche il ministro dell’interno “Un grande partito si batte, decide e convince: non rinunciamo”, ha detto il ministro dell’Interno

Un grande partito, appunto ma dov’è?… Nel 2009 (XVI legislatura) l’allora ministro Maroni, protetto dal nido sicuro del quarto governo Berlusconi, aveva fatto approvare con voto di fiducia il pacchetto sicurezza che all’art. 1 comma 22 lettera g imponeva la presentazione del permesso di soggiorno anche per la registrazione della dichiarazione di nascita e per le pratiche relative alla pubblicazione di matrimonio. Si accorse dell’assurdità della situazione l’allora deputato Leoluca Orlando che presentò un’interrogazione che val la pena ricordare soprattutto corredata dalla risposta ipocrita fino al ridicolo di un sottosegretario, uomo della Lega Nord allora al governo.

Un’interrogazione puntuale e una risposta governativa ipocrita. Spunta la circolare 19

LEOLUCA ORLANDO. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che: in data 8 agosto 2009 è entrata in vigore la legge 15 luglio 2009, n. 94 «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»; alla lettera g del comma 22 dell’articolo 1 della predetta legge si modificava il comma 2 dell’articolo 6 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sostituendone una parte, con la frase «, per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui ali ‘articolo 35 e per quelli attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie»; questa modifica è stata di fondamentale importanza per la tutela della maternità, della salute e dell’istruzione di tutte le persone extracomunitarie che si trovano, anche illegalmente, nel nostro Paese, in quanto non obbliga le persone in situazione di bisogno sanitario urgente alla presentazione del permesso di soggiorno per ottenere le giuste cure; in data 7 agosto 2009 è stata emanata, dal dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno, una circolare (prot. 0008899) con oggetto: «Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Indicazioni in materia di anagrafe e stato civile», ed è stata inviata a tutti i prefetti della Repubblica italiana; con questa circolare il Ministero dell’interno andava a sanare una situazione di interpretazione dubbia della suddetta legge, su alcuni temi, tra cui quello importantissimo delle dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione; al punto 3 della predetta circolare si chiariva che «Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita-stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto. L’atto di stato civile ha natura diversa e non assimilabile a quella dei provvedimenti menzionati nel citato articolo 6»; a parere dell’interrogante, molti punti della circolare stessa sono fondamentali per la struttura e per la funzionale applicazione della legge n. 94 del 2009, ma il metodo applicato dell’uso della circolare stessa appare di indicazione troppo lieve e sicuramente meno impegnativa dell’uso di una legge nell’applicazione della stessa -: se il Ministro non ritenga opportuno assumere iniziative che attribuiscano valore normativo alla circolare del 7 agosto 2009 prot. 0008899 fornendo così strumenti sicuramente più incisivi a chi la stessa debba applicare        (4-08314) .                                                                                            

Risposta. – Il ministero dell’interno, con la circolare n. 19 del 7 agosto 2009, ha inteso fornire indicazioni mirate a tutti gli operatori dello stato civile e di anagrafe, che quotidianamente si trovano a dover intervenire riguardo ai casi concreti, alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 94 del 2009 (entrata in vigore in data 8 agosto 2009), volta a consentire la verifica della regolarità del soggiorno dello straniero che intende sposarsi e ad arginare il noto fenomeno dei matrimoni «fittizi» o di «comodo». È stato chiarito che l’eventuale situazione di irregolarità riguarda il genitore e non può andare ad incidere sul minore, il quale ha diritto al riconoscimento del suo status di figlio, legittimo o naturale, indipendentemente dalla situazione di irregolarità di uno o di entrambi i genitori stessi. La mancata iscrizione nei registri dello stato civile, pertanto, andrebbe a ledere un diritto assoluto del figlio, che nulla ha a che fare con la situazione di irregolarità di colui che lo ha generato. Se dovesse mancare l’atto di nascita, infatti, il bambino non risulterebbe esistere quale persona destinataria delle regole dell’ordinamento giuridico. Il principio della inviolabilità del diritto del nato è coerente con i diritti garantiti dalla Costituzione italiana a tutti i soggetti, senza alcuna distinzione di sorta (articoli 2, 3, 30 eccetera), nonché con la tutela del minore sancita dalla convenzione di New York del 20 novembre 1989 (Legge di ratifica n. 176 del 27 maggio 1991), in particolare agli articoli 1 e 7 della stessa, e da diverse norme comunitarie. Considerato che a un anno dall’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009 non risultano essere pervenute segnalazioni e/o richieste di ulteriori chiarimenti, si ritiene che le deposizioni contenute nella predetta circolare siano state chiare ed esaustive, per cui non si è ravvisata sinora la necessità di prospettare interventi normativi in materia. Il Sottosegretario di Stato per l’interno: Michelino Davico.

E arriviamo alla XVII legislatura

Il presidente del consiglio Berlusconi, entrato in carica nel 2008, si dimise il 16 novembre 2011. Subentrò il governo Monti le cui dimissioni (dicembre 2012), seguite da elezioni, segnarono la fine della XVI legislatura e insieme la decadenza della proposta di legge presentata da Leoluca Orlando con l’intento di risolvere il problema delle registrazioni delle dichiarazioni di nascita. Per le pubblicazioni di matrimonio il problema era stato risolto dalla Corte Costituzionale, formalmente interpellata. Infatti con sentenza n. 245 del mese di luglio 2011 l’Alta Corte escludeva il permesso di soggiorno dai documenti da presentarsi per registrare le pubblicazioni di matrimonio. I nati in Italia, figli di migranti irregolari, restavano invece penalizzati dalla permanente necessità della presentazione del permesso di soggiorno dei genitori che era ed  è legge dello stato italiano. Solo la politica avrebbe potuto tutelarli cancellando l’articolo che li condannava – e li condanna – a non esistere.

Anche nella XVII legislatura il nemico pesante tre chili o poco più o anche meno resta come un macigno inamovibile nella nostra legislazione e il parlamento, nel succedersi degli imperturbabili governi Letta, Renzi, Gentiloni, non osa affrontare la situazione della registrazione di nascita negata ai figli dei sans papier anche se, durante la presidenza Letta, qualcuno fu così audace da presentare due proposte di legge (740/2013 alla Camera e 1562/2014 al Senato) per risolvere – senza onere di spesa – il problema. La governativa fermezza (sostenuta non solo a livello parlamentare ma anche dal silenzio della società in-civile) assicurò che le due proposte non fossero prese in considerazione fino al 2015 quando la soppressione della richiesta del permesso di soggiorno al fine di registrare la nascita di un figlio fu inserita nella proposta “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” (nota come ius soli). Era ed è  il comma 3 dell’articolo 2 che, se fosse approvato, ripristinerebbe la garanzia del certificato di nascita negato dal 2009 ai figli dei sans papier. Ma anche “lo ius soli” ora è sul filo del rasoio e rischia seriamente di non essere approvato.

Due storie si intrecciano agli sgoccioli della legislatura
La questione si riapre fra un’indicazione particolarmente deresponsabilizzante dovuta all’indifferenza della sottosegretaria Boschi (non ci sono i numeri!) e un  soprassalto del ministro dell’interno e del sen. Zanda (capogruppo del Pd al senato).
Come si chiuderà? Alla fine della XVII legislatura manca poco e, scommettendo con me stessa, faccio tre ipotesi (ritengo vincente la prima)
1. o non sarà possibile percorrere la strada di una normale procedura di voto né concedersi un voto di fiducia e la norma decadrà per essere affidata – secondo una banale espressione dell’improvvida sottosegretaria di cui sopra, (“Speriamo nella prossima legislatura”) – a quel che succederà (après moi le déluge, diceva il re di Francia);
2. o con normale procedura o con voto di fiducia sarà approvato il testo licenziato due anni fa dalla camera (ipotesi da richiami miracolistici e perciò la più improbabile);
3. o la norma uscita dalla camera potrebbe tornarvi mutilata dal senato per un’ulteriore approvazione (e per questo non mi sembra ci siano i tempi tecnici, senza contare le migliaia di emendamenti presentati dal solito senatore Calderoli all’art. 1).
La mutilazione, la cui stessa proposta mi spaventa per il suo peso culturale in un’etica che sta affermandosi condivisa, potrebbe intervenire con l’accettazione dell’emendamento soppressivo del comma 3 dell’art. 2, uno dei più squallidi, ignobili passaggi parlamentari che io abbia registrato in questa vicenda ripugnante fin dalle sue lontane origini.
Questa soppressione infatti è stata proposta da otto senatori di FI PdL eroicamente associati, per assicurare continuità alla grottesca sempre presente trovata di Maroni. Ricordiamone i nomi (della serie se li conosci li eviti) Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’alì, Malan, Pelino, Floris, Fazzone.  [NOTA]

Ferma restante l’ideologia fondante («Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale» aveva proclamato Mussolini a Trieste il 18 settembre 1938) io continuo a chiedermi: quale vantaggio traggono questi signori dal consentire a una matta bestialità che vede un nemico da annullare in un essere appena nato cui si dichiara di non volerlo  come proprio concittadino? Inorridisco pensare che questi otto alfabetizzati signori abbiano scelto di distruggere l’esistenza di neonati – identificati a seguito della irregolarità amministrativa dei loro genitori – per qualche loro personale vantaggio o per la soddisfazione amorale di fare un  danno al ‘nemico’ attraverso i suoi figli e che insieme rispondano, con un silenzio che equivale a un ghigno, agli appelli di ragazze e ragazzi che, dai banchi di scuola, chiedono di diventare cittadini italiani. E’ così? Lo sapremo entro due mesi.

[NOTA]  Ho scelto questo sito – fra i tanti possibili – perché riporta varie citazioni dalla pubblicazione linkata e a pag. 116 si trova l’affermazione che ho citato
“Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale”
Mettendo nel motore di ricerca la frase virgolettata emerge la citazione che ritengo importante per il termine ancora attuale “politica interna”

https://books.google.it/books?id=X7FfCgAAQBAJ&pg=PA116&lpg=PA116&dq=nei+riguardi+della+politica+interna+il+problema+di+scottante+attualit%C3%A0+%C3%A8+quello+razziale&source=bl&ots=SjnOZHXmf6&sig=15ctvWUmvzk6IFmiMOBNtbfXUG4&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjCvuXxnqnXAhXnD8AKHYHHASQQ6AEIJzAA#v=onepage&q=nei%20riguardi%20della%20politica%20interna%20il%20problema%20di%20scottante%20attualit%C3%A0%20%C3%A8%20quello%20razziale&f=false

 

6 Novembre 2017Permalink

21 ottobre 2017 – Con mamma e papà per imparare a dire no alla solidarietà

Qualche giorno fa i quotidiani del Friuli Venezia Giulia davano ampio spazio alle proteste di cittadini di Grado (GO) di fronte al fatto che il sindaco della cittadina aveva accolto la quota di richiedenti asilo che gli era stata proposta (18 persone).
La convocazione dei protestatari in occasione della riunione del consiglio comunale veniva diffusa da una aggregazione non a caso denominata ‘comitato 18’ che rivolgeva una poco commendevole sollecitazione, quella di presentarsi con i figli all’evento-protesta.
Riporto il volantino – invito.

Manifesto del 16 ottobre 2017
“Un giorno per mio figlio”
Sei invitato “accompagnato” da tuo figlio/a, al
Consiglio Comunale che si terrà
Lunedì 16 ottobre alle ore 9
per dire NO ai “migranti”.
Grado è e deve rimanere
un’isola felice
Comitato 18

Per fortuna reazioni di dissenso facevano sì che la piazzata organizzata avesse la presenza di soli adulti turbolenti
Qualcuno ha voluto opportunamente sottolineare la gravità della scelta del coinvolgimento di minori. Ho trovato sul sito de Il FriuliSera la lettera inviata a numerosi organi di informazione e, per conoscenza, al Sindaco, alla Giunta e ai componenti tutti del Consiglio comunale.
La trascrivo sperando che trovi sui media lo stesso ampio spazio che è stato assicurato alle proteste e che altre voci si esprimano pubblicamente in termini di civiltà.

MIGRANTI, BAMBINI E SCUOLA

Alla stampa, al Sindaco ed all’amministrazione del Comune di Grado

Il Movimento di Cooperazione Educativa è un’associazione di insegnanti che segue una linea di pedagogia popolare e che, di conseguenza, si schiera nettamente a favore di tutte le forme di inclusione ed accoglienza, non solo nella scuola ma nella società nel suo insieme, di tutti coloro, immigrati compresi, che, per ragioni diverse, chiedono aiuto e protezione.
Noi siamo un gruppo di insegnanti ed ex insegnanti che si riconoscono in questa associazione e perciò in questo momento ci uniamo nella denuncia e nella condanna delle iniziative prese nel Comune di Grado contro l’accoglienza di alcuni immigrati che dovrebbero insediarsi nel territorio comunale. In particolare esprimiamo il ns dissenso verso quelle forme che intendono coinvolgere direttamente anche i bambini.
Pur ritenendo molto gravi tutte le forme di esclusione aprioristicamente ostili, consideriamo particolarmente riprovevole una scelta volta ad instillare nei bambini e nei ragazzi sentimenti contrari a principi di autentica democrazia, quali l’eliminazione delle barriere socio-culturali e la solidarietà. Siamo convinte che questi principi non possano mai venir meno di fronte alle situazioni di pericolo e di bisogno che riguardano chiunque vi si trovi coinvolto, indipendentemente dalle caratteristiche etniche e dal luogo di provenienza.
Pur nel rispetto delle linee educative proprie di ogni famiglia, invitiamo ciascuno/a a riflettere sulle responsabilità che l’aiuto alla crescita dei giovani comporta e sui diritti e i doveri sanciti nella nostra Carta Costituzionale.

Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)
Udine, 20.10.2017 Gruppo territoriale di Udine e provincia

FONTI
La notizia della manifestazione
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/10/16/news/a-grado-la-rivolta-anti-migranti-con-i-bimbi-1.15996506?ref=hfpitsec-4

Il testo della lettera del Movimento dio Cooperazione Educativa.
http://friulisera.it/lettera-del-movimento-cooperazione-educativa-al-sindaco-amministrazione-comunale-grado/

21 Ottobre 2017Permalink

16 ottobre 2017 -Il coraggio di due donne e l’invito di un comitato ad adeguarsi al purtroppo senso comune.

La prima delle due donne che mi è capitato di incontrare ha scritto in un pezzo che mi è capitato di leggere su fb, mentre ho conosciuto l’altra molti anni fa

Prima di parlare di loro devo mettere in ordine nella mia testa frammenti di storia che improvvisamente (chissà perché!) l’hanno occupata e che hanno come comune riferimento il 16 ottobre, oggi

16 ottobre 1922 il gruppo dirigente fascista decise di passare all’azione. Il 28 ottobre ci sarebbe stata la marcia su Roma e il 30 ottobre il re avrebbe affidato il governo a Benito Mussolini.
Per quelle curiose coincidenze che la storia ci impone il 16 ottobre 1943 ricorre l’anniversario del rastrellamento nazista nel ghetto di Roma.
Fra il 1922 e il 1943 si colloca – il luogo questa volta è Trieste – il 18 settembre 1938 l’annuncio delle prime leggi razziali italiane. Il 5 settembre erano già stati cacciati dalle scuole del regno insegnanti e alunni ebrei. Mi piace sottolineare anche i bimbi piccoli già allora identificati come pericolo. Non era stato un atto di aggressione ma un legale decreto a provvedere a tanto, precipitosamente perché l’anno scolastico 1938-39 doveva iniziare a scuola ‘ripulita’. Il 17 novembre 1938 il Regio Decreto Legge n. 1728 Provvedimenti per la difesa della razza italiana- avrebbe reso note ed esecutive le norme organiche in materia.
E adesso che ho soddisfatto l’insistenza della mia testa testarda (ma forse è solo un fatto di sclerosi dovuto all’età) torno a noi.

Mi è capitato di leggere su fb il testo di un manifesto promosso da un – a me ignoto se non per questa produzione – ‘comitato 18’.
Non riesco (imperizia digitale!) a riprodurne l’immagine nel mio blog (immagine che ho comunque nell’archivio di mio PC) ma riesco a copiarlo

Manifesto del 16 ottobre 2017 (ma cos’ha questa data, la calamita!?)
“Un giorno per mio figlio”
Sei invitato “accompagnato” da tuo figlio/a, al
Consiglio Comunale che si terrà
Lunedì 16 ottobre alle ore 9
per dire NO ai “migranti”.
Grado è e deve rimanere
un’isola felice
Comitato 18

E finalmente arrivo alla prima delle mie donne.
Si chiama Ilaria Cecot, ha aperto un dialogo su facebook facendo riferimento a un articolo piuttosto pesante che illustrava il manifesto che ho copiato sopra (di cui le devo la conoscenza) e che si riferiva anche a lei in forma anonima.
Ilaria non ha accettato l’anonimato e ha risposto con il testo che ricopio, da cui si evince il significato del’articolo contestato (che si può trovare su internet scrivendo comitato 18  Grado. Preavviso che il riferimento del giornalista è un termine volgare che potrebbe dare fastidiò ai miei lettori)

Scrive Ilaria
Ho pensato per un attimo di fare finta di nulla, ma fare finta di nulla non è nella mia natura. Io ci metto la faccia sempre, anche quando non è comodo, anche quando non conviene. In questo caso, quando ho letto questo “articolo” non ho tardato a riconoscermi, nonostante il sedicente giornalista abbia accuratamente evitato i nomi per non incorrere in una sicura querela. Eh si, sono io la “goriziana aspirante suicida” (in cerca di visibilità non direi, ne ho avuta anche troppa negli ultimi quattro anni, molta più di quanta , questa sanguisuga del sistema ne avrà mai, molta più di quanta i potenti amici della sua pupilla potranno garantire alla stessa). Dovrei vergognarmi? Pensa di avere svelato un segreto pruriginoso? Non ho mai nascosto, anzi, di aver sofferto di depressione due anni fa, e di aver pensato che questo mondo non era il mio mondo (ogni tanto quando penso che devo dividere l’ossigeno con gente del genere ci penso ancora a dire il vero). Comunque, capita nella vita di avere bisogno di un fegato nuovo oppure di rompersi una gamba, e capita anche di lacerare la propria anima. La differenza ? Per curare l’anima non esistono pezzi di ricambio come il fegato di un generoso donatore, non basta mettere un gesso , per ricomporre l’animo ci vuole tenacia, forza, motivazione e soprattutto amore, Amore verso di se ed amore che gli altri, i nostri cari, ti donano. Il percorso è lungo, forse non si conclude mai la continua ricerca dell’equilibrio tra sè ed il mondo, perché chi ha sofferto del “male di vivere” sente in modo diverso, più forte, vive senza pelle. Si cade e ci si rialza, si soffre il doppio e si è felici il triplo. Siamo dei privilegiati perché il nostro cuore è puro, è vero , è fragile e forte come quello dei bambini. Si, i bambini che il signor “sedicente blogger” voleva strumentalizzare politicamente contro l’arrivo di 18 esseri umani, come il cuore dei bambini in cui, il sedicente “comitato 18” voleva coltivare l’odio per il diverso. Ci siamo messe di traverso e lo rifarei mille volte, non pensi il signore di avermi intimorito, come credo non abbia intimorito Silvana Cremaschi, che ringrazio per essersi prontamente attivata, segnalando la cosa al Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Io vado a testa alta , ho vinto la mia partita con la vita due anni fa e non mi vergogno a dire di averla giocata.

La mia seconda donna si chiama Franca Viola
Mi è venuta in mente leggendo delle signore che raccontano nei passaggi della loro carriere una violenza subita parecchi anni fa da un importante produttore cinematografico, tale Weinstein (anche su di lui internet fornirà informazioni).
Si sono mosse tutte ora, quasi incoraggiandosi a vicenda. Dicono di aver taciuto per vergogna e paura
Invece Franca Viola a 17 anni (era il 1965) rifiutò il matrimonio riparatore e aprì la strada alla legge sulla violenza sessuale.
Le Norme contro la violenza sessuale divennero legge il 15 febbraio 1996 n. 66 .
Il dibattito richiese determinazione, costanza e coraggio: l’onore è tutto di Franca Viola.
Per chi volesse saperne di più.
https://diariealtro.it/?p=650
E ora la mia testa bizzarra si è un po’ calmata.

16 Ottobre 2017Permalink

15 ottobre 2017 – Lettera aperta al Presidente Paolo Gentiloni

Egregio Presidente
ho letto la Sua dichiarazione «Spero che saremo orgogliosi di poter dire che il diritto dei bambini che frequentano le nostre scuole ma sono nati da genitori stranieri possono avere il diritto alla cittadinanza. Stiamo lavorando per approvare la legge entro questa legislatura».
Me lo auguro anch’io e spero ci riusciate senza dimenticare il comma 3 dell’art. 2.
Poiché nessuno ne parla mi permetta una piccola nota.
Nel 2009 la legge 94 (art. 1 comma 22 lettera g) impose la presentazione del permesso di soggiorno ai genitori che doverosamente chiedessero la registrazione della dichiarazione di nascita di un figlio/a nato/a in Italia. Ovviamente la paura della conseguente espulsione diventa un deterrente che impedisce di assicurare il certificato di nascita a questi piccoli discriminati dalla nascita.
I neonati infatti assumevano la funzione di spie dell’irregolarità dei genitori, funzione ancora loro spietatamente attribuita perché la legge è ancora in vigore.
Nelle “Disposizioni in materia di cittadinanza”, note come “ius soli”, il comma 3 dell’art. 2 prevede l’abolizione della norma introdotta nel 2009 e quindi ripristina il diritto all’esistenza legale da quella legge per la prima volta compromesso.
Otto senatori di FI PdL (sono Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’alì, Malan, Pelino, Floris, Fazzone) hanno però proposto un emendamento inteso ad abolire quel comma, assicurando quindi per i piccoli discriminati il mantenimento della condizione di legali fantasmi.
E’ mia – spero infondata – paura che quell’emendamento sia il prezzo da accettare per far passare lo ‘ius soli’. Così quei piccoli che la legge ha voluto otto anni fa fantasmi, tali resterebbero come capri espiatori in un mito antico la cui conoscenza può essere strumento di interpretazione ma non di conforto.
Grazie per l’attenzione
lettera firmata

NOTA
Riscontro automatico ricevuto a seguito della spedizione:

Il messaggio
A: Gentiloni
Oggetto: Lettera aperta al Presidente Paolo Gentiloni
Inviato: domenica 15 ottobre 2017 10:37:52 ((UTC + 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma, Stoccolma, Vienna
è stato letto in data domenica 15 ottobre 2017 10:38:23 ((UTC + 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma, Stoccolma, Vienna.
15 Ottobre 2017Permalink

9 ottobre 2017 – Può succedere di incontrare competenza, professionalità, dimensione umana consapevole

09 ottobre 2017 Renzo Piano: “Ius soli, il no è crudele, quei bimbi sono italiani. Lo dicono i loro amici”

L’archistar e senatore a vita aderisce allo sciopero della fame. “Invito i miei colleghi di ogni partito a parlarne con figli e nipoti, a superare i calcoli elettorali” di FRANCESCO MERLO

L’Italia- comincia Renzo Piano come sanno tutti, è il Paese dove si amano i bambini. Più ancora che per la chitarra e per il sole, gli stranieri ci identificano perché siamo i cocchi di mamma, il paese dove i bimbi vengono accolti e festeggiati dovunque. Nei ristoranti, per strada, nelle case, nelle scuole, i bambini sono la nostra allegria e la nostra consolazione. E infatti li coccoliamo e li proteggiamo, e questo ci risarcisce anche perché addolcisce e compensa i tanti difetti che abbiamo. I bambini sono insomma una benedizione del cielo perché sono lo “ius” che in latino vuol dire anche il succo, lo ius soli dunque, il succo della terra, l’essenza della nostra terra, il fertilizzante del futuro”.
E invece? “La parola ‘invece’ non è (ancora) da pronunziare. Io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia. Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti. Basterà ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità. Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti – lo ius appunto di ogni altro italiano, è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell’Italia “.
Renzo Piano, nella sua casa di Parigi, parla di getto, nel senso che “si getta” a capofitto dentro un argomento che lo tormenta sin da quando “insieme con Franco Lorenzoni sto progettando una scuola elementare da donare ad un piccolo comune del Lazio, in zona sismica”. Il luogo esatto lo dirà tra qualche giorno Paolo Gentiloni. “Sarà una scuola di legno, a due piani, attorno ad un cortile con un grande albero. Al piano terra si aprirà alla città: genitori, pensionati, la musica, l’arte … Al piano di sopra, sotto il tetto, dove c’è più aria e più luce, ci abbiamo messo i ragazzi – le otto classi dell’obbligo – che mentre studieranno vedranno l’albero e di fronte i bimbi delle altre classi. Useremo quattrocento metri cubi di legno che restituiremo alla natura piantando nel bosco più vicino 400 piccoli alberi: 5 euro ad albero”. E forse somiglierà alla scuola che nel 1988 Piano progettò per Pompei ma non fu mai realizzata: “Solo per quello – scrisse Umberto Eco che se ne era innamorato – avrebbe meritato di essere nominato già allora senatore a vita”.
E ora Piano racconta che li ha visti, nelle scuole che ha visitato, alcuni degli 800mila piccoli italiani senza Italia, “con i loro occhioni spalancati, che studiano la Costituzione che non li accoglie, parlano la lingua italiana che li chiama “diversi”, pensano e giocano “in italiano” ma non hanno il diritto di dire “sono italiano””. Gli sembra insomma un’ingiustizia che non capisce: “Anche perché, come è stato detto sino alla nausea, non ha nulla a che fare con il controllo dei flussi migratori, con la sicurezza, con l’orientamento politico, con i libri che abbiamo letto, con il partito per il quale abbiamo votato, con la corsa inarrestabile dell’umanità dai paesi dell’infelicità a quelli dell’abbondanza, con il Mediterraneo come campo di concentramento, e meno che mai con la criminalità e con gli stupri. Tutto questo materiale, che alimenta la paura, svanisce subito dinanzi alla fisicità e alla verità di quei bimbi. Ecco perché invito i miei colleghi ad andarli a cercare nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a “ingravidare” i loro mariti”.
Ovviamente Piano sa che la Boschi sostiene che “in Parlamento non ci sono i numeri”, che Alfano ha dichiarato che “la legge è giusta ma il momento è sbagliato “, e che dunque si rischia la crisi di governo. Ma gli pare molto importante che sia partita un’iniziativa trasversale, “un’alchimia di numeri, dove ci sarà pure il politichese, ma ne vale certamente la pena”. Perciò digiuna anche lui: “Sì, ma non mi pare un eroismo da esibire; è solo un piccolo segnale, un modo per dire a me stesso che ci sono anche io”. E sostiene di parlare da costruttore: “Quando cominci , prendi con le mani un pietra di 32 chili e sai che, se non la metti giù, ti cadrà sui piedi. Dunque la posi, la guardi e scopri che è imperfetta, e che forse non è messa nel modo migliore. Ma sai pure che hai cominciato, e allora ci posi accanto altre pietre. Io penso che costruire città e costruire civiltà sia la stessa cosa e non solo perché l’origine della parola è la stessa, ma perché, pietra su pietra, adatti le imperfezioni, e con una grande pazienza, nei limiti della legge di gravità. E non sto facendo l’elogio del compromesso, dell’inciucio e del pasticcio: le migliori leggi che abbiamo fatte erano imperfette e però hanno cambiato la nostra storia: il divorzio, la legge sui manicomi, l’aborto, il sistema sanitario nazionale, le unioni civili”. Dunque gli piacerebbe parlare con tutti i senatori uno per uno: “Siamo tutti cristiani, anche quelli laici come me. Siamo cresciuti, noi italiani, con un idea di Cristo che non è la Croce ma il Bambinello: la Madonna nella grotta, la natalità. Come può un cristiano buttare via questa occasione storica in nome di un calcolo elettorale, di una paura, di un voltastomaco, di un cattivo umore?”.
E poi ci sono i grillini: “Sento dire che si asterranno e mi dispiace per loro. Io non voglio sembrare ecumenico e non amo i tromboni, ma sono stato fatto senatore a vita e ho accettato. Non sono un eletto che ha il dovere di andare in aula per votare le leggi, ma frequento il Senato da architetto e provo, come sto facendo adesso, ad accendere qualche luce sui temi civili, appunto. Quelli che riguardano la costruzione della civiltà e della città. Ho ottant’anni e dunque anche per età so che è sempre molto saggio dubitare della saggezza dei saggi. E voglio dire che non sono qui a proporre accordi di scuola e mediazioni nella dottrina tra forze politiche con il pelo arruffato dalle nevrosi del paese e inseguite da plebeismi sempre più aggressivi. Dico però che mi fa paura tutto questo discutere di sangue e di terra, come nei libri che raccontano le guerre contro la Ragione. Molto più dolcemente si parla di bimbi e di ragazzi, di civiltà dei diritti, di una legge che non prevede che si diventi italiani, qualunque sia la nazionalità dei genitori, per il solo fatto di nascere in territorio italiano. I bambini sono segnali che mandiamo al mondo che non conosceremo, ad un futuro che non vedremo, ma che vorremmo aver contribuito a migliorare. Ecco, qui non si maneggia la politica, la casta, il sistema, siamo nel campo della libertà e della coscienza. Sarebbe davvero un peccato se nell’universo grillino non splendesse la sesta stella , quella dello ius soli”.

08 ottobre 2017 Torino assessora grillina controcorrente: si schiera a favore dello Ius Soli

Patti: come prof ho sempre considerato italiani tutti i miei alunni di CARLOTTA ROCCI

Parla come insegnante, come mamma e solo in ultima battuta come assessora all’istruzione del Comune di Torino. La sostanza, però, è che Federica Patti, esponente della giunta pentastellata di Chiara Appendino aderisce alla campagna che vuole dare nuovo slancio all’approvazione della legge sullo ius soli. L’adesione – come si addice ad un’esponente di una giunta del Movimento 5 Stelle – è social. Sulla sua pagina Facebook personale l’assessora, che ha un passato come professoressa di scuola media, ha pubblicato una sua foto con, appuntata sulla giacca, una coccarda tricolore, simbolo della campagna nazionale promossa proprio dal mondo della scuola che il 3 ottobre aveva indetto una giornata di sciopero della fame a cui avevano aderito un migliaio di insegnati in tutt’Italia. Patti non ammette di aver scioperato ma la sua immagine pubblicata proprio il 3 ottobre, lascia intendere che la sua adesione alla causa sia totale. Sulla sua pagina ufficiale, poi, spiega meglio la sua posizione che e, in apparenza, poco in linea con la posizione di un Movimento 5 Stelle che in occasione della votazione alla Camera aveva scelto l’astensione. «Io come prof ho sempre considerato i miei alunni e le mie alunne italiani e come madre considero italiani le compagne e i compagni dei miei figli che con loro sono cresciuti e hanno studiato», scrive la Patti insegnante che subito dopo torna ad indossare i panni istituzionali e prosegue: «Come assessora all’Istruzione considero l’integrazione il primo passo per una società sana e ricca, anche perché chi cresce e studia nel nostro paese si sente, naturalmente, parte della nostra comunità».
Il suo messaggio è stato subito ripreso e rilanciato da Franco Lorenzoni, il maestro elementare di Ferrara che ha promosso lo sciopero della fame della scorsa settimana e ora coordina la rete degli Insegnanti per la Cittadinanza. Quella prima mobilitazione aveva dato il via alla staffetta di digiuni a cui ora hanno aderito anche diversi esponenti della politica piemontese.
«Federica Patti è assessora alla scuola del Comune di Torino. La sua presa di posizione netta a favore della legge dello ius soli e ius culturae è di grande rilievo perché mostra che c’è spazio per prese di coscienza individuali – scrive Lorenzoni – Il Comune di Torino è retto dal Movimento 5 stelle, che osteggia la legge, ma ciò non toglie a Federica Patti la libertà di sostenere ciò che ritiene giusto, anche come insegnante. Sono posizione come la sua che ci aprono a qualche speranza. Al di là degli schieramenti, infatti, ci possono essere obiezioni di coscienza individuali alla non-cittadinanza e forse anche al Senato si può costruire una maggioranza capace di fare approvare una legge necessaria. Grazie Federica per il tuo coraggio».

LINK (nell’ordine dei testi)
http://www.repubblica.it/politica/2017/10/09/news/renzo_piano_ius_soli_il_no_e_crudele_quei_bimbi_sono_italiani_lo_dicono_i_loro_amici_-177735250/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/10/08/news/torino_assessora_grillina_controcorrente_si_schiera_a_favore_dello_ius_soli-177675628/

9 Ottobre 2017Permalink

29 settembre 2017 – Ancora una lettera inutile

Udine 29 settembre 2017
Gentile signora sottosegretaria Maria Elena Boschi,
le scrivo usando la formula della lettera aperta perché così potrò diffondere questa lettera che forse qualcuno leggerà.
Leggo questa sua non smentita dichiarazione a una coppia di immigrati: «So di avervi dato un dolore questa sera ma, purtroppo, le cose stanno così. I numeri non ci sono, mi spiace molto. Speriamo nella prossima legislatura».

Un po’ di esegesi: «Non ci sono i numeri. Mi dispiace.». E’ l’espressione di cortesia che si usa quando si urta inavvertitamente qualcuno in uno spazio affollato e capita frequentemente di sentirsi rispondere: «Non si preoccupi». Non credo che questa sarà la risposta che le daranno il 13 ottobre i promotori del “cittadinanza day”.
Con tutta la solidarietà purtroppo non posso assicurare la mia partecipazioni fisica, “non ho più l’età” per le manifestazioni che impongono una presenza in piazza.
Per chiarezza quando avevo nove mesi di vita, il 5 settembre 1938, accadde che venisse approvato il “Regio Decreto Legge 5 settembre 1938-XVI, n. 1390,.Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista. Convertito in legge senza modifiche con L 99/1939”.
Fu una porta sbattuta insieme ad altre porte, prima che si aprissero orrendi cancelli.
Oggi le porte non si sbattono si chiudono accompagnandole con cura e se fanno un po’ di rumore si dice “Mi dispiace”.

Sottopongo ancora ad esegesi il suo: «Speriamo nella prossima legislatura».
Forse quello “speriamo” indica un minimo di timore e tremore perché quel nos (che non mi sembra sia maiestatis) per lei può significare «Non so se io e i miei sodali ci saremo la prossima volta» e quindi fa attenzione al consenso dei ‘numeri’ che le assicurino una presenza anche dopo le prossime elezioni.

Comunque sia facciamo un po’ di storia perché abbiamo con noi il nostro passato; non ci capita di nascere ogni mattina, salvo che non siamo soggetti a dolorose patologie.
Tanti cittadini (italiani e non) tra il settembre 2011 e il marzo 2012 si erano adoperati nella bella campagna ‘L’Italia sono anch’io’ e avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri.
Il parlamento si adoperò per trasformare quelle proposte a iniziativa popolare in proposta a iniziativa parlamentare e il 13 ottobre 2015, la Camera licenziò in prima lettura le “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” che approdarono in Senato, note sbrigativamente come ius soli.
Il 15 giugno 2017 furono occasione di una indecorosa manifestazione orchestrata dalla accorta e accuratamente organizzata regia della Lega Nord (intramoenia) e Casa Pound (extramoenia) e così, con qualche altro penoso passaggio, si arriva al suo ineffabile «Speriamo nella prossima legislatura».

Cosa possiamo sperare nella prossima legislatura?
Anche qui avrei qualche cosa da dire, che dirò più avanti perché prima voglio ricordare l’intreccio con un’altra storia, un’altra storia che non vi fa onore.
Il 15 luglio 2009, fu approvata la legge n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” le cui norme vengono citate anche nel Testo Unificato “Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.
Quella legge (nota anche come ‘pacchetto sicurezza’) fu approvata con un articolo che imponeva la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione degli atti di stato civile, cioè chi volesse sposarsi e chi dovesse registrare la nascita del proprio figlio in Italia, era ed è obbligato a presentare il permesso di soggiorno, esponendosi quindi all’espulsione.
Lasciamo perdere la foglia di fico salvifica di una poco nota circolare (n.19/2009 – Ministero dell’interno).
Quindi i neonati diventavano spie dell’irregolarità dei loro genitori.
Per questa matta bestialità non posso riferirmi solo a voi perché ricordo che al quarto governo Berlusconi (cui si deve in prima battuta questa trovata sostenuta dall’allora ministro Maroni) hanno fatto seguito i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e su questo punto nulla è cambiato.

Anzi no qualche cosa cambiò. Nel 2011 la Corte Costituzionale intervenne (a seguito di regolare procedura promossa dal Tribunale di Catania) con la sentenza n. 245 che escludeva le registrazioni delle ‘pubblicazioni di matrimonio’ dalla presentazione del permesso di soggiorno.

E i neonati? I neonati sono spie silenti dei loro genitori e quindi tacciono, gli uni per naturale impossibilità, gli altri per paura.
E poi possono essere usati come una specie di linea del Piave o altro ¡No pasarán! di storica memoria o meglio come ossa da buttare a un cane per zittirne l’abbaiare.
A nome di chi si ricorda che le norme internazionali (da noi ratificate) impongono di considerare nel costruire leggi “il superiore interesse del minore”, nel 2013 alla Camera e nel 2014 al Senato furono presentate due proposte di legge (rispettivamente n. 740 e n. 1562) per escludere la presentazione del permesso di soggiorno in connessione alla richiesta del certificato di nascita.
Secondo la consuetudine di sornioni silenzi non se ne fece nulla (anche se i Presidenti delle due assemblee le avevano affidate alle rispettive commissioni di competenza) fino al 2015 quando la norma fu inserita nelle “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” e diventò il comma 3 dell’art. 2 nel testo che venne approvato alla Camera e inviato al Senato.
Qui accadde un qualche cosa di inaspettato (e tralascio le migliaia di emendamenti presentati dal costume beffardo dell’on. Calderoli) perché otto senatori del FI PdL chiesero co n proposta di emendamento l’abrogazione di quel comma facendoci assistere all’incredibile spettacolo di otto adulti che si uniscono per dire a un neonato «tu non devi avere esistenza legale». Penso a loro con le parole di Primo Levi «Voi che vivete sicuri // Nelle vostre tiepide case, // Voi che trovate tornando a sera //Il cibo caldo e visi amici: »…. Avranno gli otto eroi della guerra ai neonati il coraggio di dirci che il ‘superiore interesse del minore’ è compatibile con la loro inesistenza legale?.

E infine (last but not least) concludendo la mia esegesi torno al suo, gentile sottosegretaria, «Speriamo nella prossima legislatura».
Cosa lasciate all’attenzione della prossima legislatura, fermo restando che le leggi non approvate anche se presentate come proposte alla fine di un lavoro impegnativo scompaiono?
Resterà la proposta di legge a iniziativa popolare (se ben ricordo queste norme non vengano cancellate) e la lettera g, del comma 2 dell’art. 1 della legge 94/2o09 (o, se si preferisce questa modalità di citazione, il comma 2 dell’art. 6 del testo unico 286/1998), quella che impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazione di nascita (e solo di quelle grazie alla Corte Costituzionale che ha escluso sei anni fa le pubblicazioni di matrimonio).
Questa legge – che avete mantenuto ben salda per otto anni – è in vigore.

Una spregevole eredità gentile Sottosegretaria
Se lei ha o avrà figli (non conosco la sua biografia) avrà offerto loro un contributo a riconoscersi privilegiati che possono calpestare i ‘figli degli altri’.
Se ciò può rassicurarla è in compagnia della Conferenza Episcopale Italiana che, pubblicando il 24 ottobre 2015 la Relatio Synodi “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, si è fermamente (e correttamente) associata a proposte di attenzione alla famiglia e autorevolmente disinteressata di coloro che, pur se nascono in famiglia, non possono averne una perché non esistono.
Forse questa autorevole compagnia la consola, gentile signora, a me provoca solo disprezzo, sfiducia e dolore ma io conto solo uno: il mio voto che ci tengo ad esprimere per rispetto di me stessa, ché almeno quello mantengo.

Augusta De Piero

 

 

29 Settembre 2017Permalink

27 settembre 2017 – E’ aperta la strada per eliminarli, ma prima li usiamo come oggetto della raccolta differenziata in un nuovo cassonetto.

Salvini ha vinto, ma non da solo. I complici sono molti e parecchi occulti

Negli ultimi giorni di settembre il ministro Alfano (quello che si affida alla nostra memoria per non aver visto nel 2013– sempre in qualità di ministro – il sequestro della piccola Shalabayeva, deportata in Kazakistan assieme alla sua mamma e salvata poi da Emma Bonino) ha proclamato: «Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata».
Ha così sigillato la scomparsa delle “Disposizioni in materia di cittadinanza” dal quadro delle leggi che non saranno votate prima della fine della legislatura. Nella sua scomparsa trascina con sé il comma 3 dell’art. 2, che sarebbe stata la norma di salvezza dei piccoli nati e nascituri in Italia cui dal 2009 è negato il certificato di nascita.
Ancora una volta i minori sono diventati l’osso da buttare al cane per zittirne l’abbaiare e su di loro, siano ragazzini compagni di scuola dei nostri figli o neonati, si è giocato un patto di cui prima o poi conosceremo meglio il prezzo probabilmente infame.
Sarà più alto di quello che ora facciamo pagare a creature che si apprestano a venire al mondo e di cui non possiamo pronunciare il nome perché la legge glielo nega. Ora non hanno la possibilità di chiederci «perché?» ma più avanti, se non saranno stati distrutti da qualche organizzazione criminale che ora è facilitata nell’appropriarsene dal loro assoluto anonimato, ce lo chiederanno.
Il coordinatore di Alternativa Popolare, il già ministro Maurizio Lupi, ha affermato, riferendosi allo ius soli «Se ne potrà riparlare alla prossima legislatura». Se non sa di mentire può essere o per ignoranza, dato che le norme non votate scompaiono dai lavori parlamentari della nuova legislatura successiva alle elezioni, o, se mente consapevolmente, è perché suppone ignorante l’opinione pubblica. E questo è offensivo anche se lo suppone il coordinatore di un partito neonato, ammesso ad esistere anche se non si sa nulla di un pensiero progettuale che eventualmente lo caratterizzi.

27 settembre 2017 La legge sullo Ius soli e una resa senza nobiltà

Hanno vinto la propaganda della Lega, la furbizia di Grillo e Di Maio, le paure e le mistificazioni. Hanno perso ottocentomila ragazzi, la politica che ha il coraggio di scegliere e uno scampolo di idea che si poteva ritenere di sinistra, ma perfino di centro di MARIO CALABRESI

Chiamiamo le cose con il loro nome, senza giri di parole o finzioni: hanno vinto la propaganda della Lega, la furbizia di Grillo e Di Maio, le paure e le mistificazioni. Hanno perso ottocentomila ragazzi, la politica che ha il coraggio di scegliere e uno scampolo di idea che si poteva ritenere di sinistra, ma perfino di centro.
Certo la legge è stata affondata da Angelino Alfano e dal suo piccolo partito, in cerca di una casa che garantisca di poter sedere ancora al tavolo del potere nella prossima legislatura. Ma questo è successo anche perché il Partito democratico non è stato capace di indicare le proprie priorità a un alleato che ha incassato enormemente più di quanto valga (basti pensare alle poltrone ministeriali collezionate da Alfano, al cui confronto impallidiscono persino i big della Prima Repubblica).
La legge che dava la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri che avessero un regolare permesso di soggiorno (da almeno 5 anni) non verrà approvata in questa legislatura ed è rinviata a un futuro indefinito. Un futuro però che possa garantire ai politici la sicurezza di non indisporre nessuno e di non rischiare nulla.
Sfruttando l’occasione del voto tedesco, Alfano ha coniato una frase di cui pareva molto orgoglioso: «Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata». E allora meglio fare direttamente una cosa sbagliata: arrendersi alla Lega, nella convinzione di poter conquistare qualche voto. Un gigantesco abbaglio. Alfano, che pretenderebbe di rivolgersi a un elettorato cattolico, e il partito di Matteo Renzi non portano a casa un solo voto in più da questa vicenda, anzi perderanno quelli di chi si chiede dove sia finito il coraggio delle proprie idee e convinzioni.
A luglio, quando la legge venne rinviata, si disse che non la si poteva approvare in un momento in cui i migranti sbarcavano in massa sulle nostre coste (stabilendo un legame tra le due cose che non ha fondamento), così venne messa in campo la strategia di Marco Minniti per fermare i flussi dall’Africa e insieme paure e ansie. Gli sbarchi sono crollati, il ministro dell’Interno ha varato un piano di diritti e doveri per i rifugiati, ma ora crolla il patto politico che voleva tenere insieme sicurezza e integrazione. Integrazione, in questo caso, non di chi è arrivato con i gommoni degli scafisti ma di chi è nato e cresciuto in Italia.
Quello che è successo è il perfetto segno dei tempi, quello in cui le grida degli ultrà vincono sulla razionalità e il buon senso, quello in cui si mescolano i piani e ci si piega alle generalizzazioni. Come ha ben spiegato su questo giornale Ilvo Diamanti, il tema immigrazione sale in cima alle preoccupazioni degli italiani ogni volta che ci sono le elezioni, sarà un caso o il frutto di una propaganda elettorale avvelenata?
Ed è un segno dei tempi pensare anche di cancellare i problemi rimuovendoli. Domenica scorsa Ernesto Galli della Loggia ha messo in evidenza sul Corriere della Sera perplessità e dubbi sullo Ius soli, mettendo al centro le difficoltà culturali dell’integrazione dei musulmani — che sarebbero comunque solo un terzo dei beneficiati dalla legge — oltre che la possibilità di mantenere una doppia cittadinanza (non si capisce perché sia lecito e pacifico poter avere il passaporto italiano e quello statunitense ma sospetto mantenere quello marocchino o senegalese).
È chiaro che i problemi esistono, come sottolinea Galli della Loggia, di fronte a culture e comunità che non riconoscono alle donne gli stessi diritti degli uomini, ma allora la soluzione è negare la cittadinanza alle bambine che a 12 anni vengono rispedite nei loro Paesi per i matrimoni combinati o che non possono andare all’università anche se sono molto più brave dei loro fratelli? La soluzione è arrendersi di fronte a mentalità arretrate o difendere quelle bambine con una cittadinanza che permetta di integrarle e far progredire le loro comunità?
Arrendersi alla chiusura di quelle comunità, che vivono e continueranno a vivere nelle nostre città, è l’errore più grande che possiamo fare e che complicherà il nostro futuro. Abbiamo sprecato un’occasione gigantesca, reso inutile un finale di legislatura che poteva provare ad essere nobile e accettato di perdere la partita rinunciando a giocarla.

http://www.repubblica.it/politica/2017/09/27/news/la_legge_sullo_ius_soli_e_una_resa_senza_nobilta_-176601523/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P1-S1.4-T2

 

27 Settembre 2017Permalink