21 giugno 2012 – Il cammino di Santiago 2

Premessa. Poiché la presidente di Biblia, rivolgendosi ai partecipanti al viaggio in Spagna, ha segnalato il mio blog ripeto qualche nota che forse sarà utile 
                            a
i miei compagni di viaggio che volessero leggere diariealtro
Sarei molto lieta se aggiungeste le vostre note alle mie, approfittando dello spazio per i commenti che si trova alla fine di ogni pezzo.
Purtroppo il mio non è un sito ma un blog dove ogni testo che venga pubblicato seppellisce il precedente.
Per chi volesse seguire il percorso della mia memoria (e, spero, della vostra) senza prendere visione  di altri argomenti – di cui diariealtro si occupa da anni- identificherò le tappe del Cammino di Santiago nelle categorie Biblia, viaggi e nel tag viaggio Spagna 2012.
Al termine del diario del Cammino di Santiago (1-11 giugno) darò notizia dei i miei due giorni a Madrid.

2 giugno, secondo giorno (a) – Bilbao (in basco Bilbo)– Loyola (comune di Azpeitia)–

Si inizia con una visita veloce a Bilbao dopo una notte trascorsa in un albergo dal nome inusuale, Seminario. Penso che prima di essere albergo fosse proprio seminario. Enorme.
Ma quanti preti c’erano in Spagna?
In una piazza di Bilbao, mentre la guida ci illustra le caratteristiche della città, scopro in cima a un palazzo una grande scritta: Caja Laboral Popular. Non resisto al desiderio di fotografarla e ci riesco. Sono attratta dal richiamo al lavoro nel cui ambito molti in Europa cercano di realizzare di nuovo una dignità negata finché non mi rendo conto che Caja significa Cassa e che deve trattarsi di una specie di banca cooperativa. Poco so delle banche come istituiti finanziari in Italia e non mi azzardo oltre nel considerarne il significato in Spagna, anzi nei Paesi Baschi.
Silvano mi dice di aver scoperto (o forse è stato Francesco?) una scritta Abbasso il re.
Non l’ho vista ma la segnalo perché mi sembra la giusta risposta di chi lavora (o vorrebbe poter lavorare) a un sovrano impegnato – in un momento di crisi – a cacciare elefanti intrecciati con avventure erotico-senili. Mah!
Girando per la città scopro strutture che ero abituata a chiamare bovindo (bay window ossia finestre a golfo) finché non ho scoperto che in Alto Adige vengono chiamate ercher (trovo anche la grafia erker) e ora so che qui sono miradores. Il nome ‘miradores’ mi richiama gli spazi delle deliziose finestre che ho conosciuto in Palestina dove ci si può sedere su comodi davanzali trasformati in divanetti, per guardare ciò che accade all’esterno. Sembra che il desiderio di case luminose e nello stesso tempo protette dalla riservatezza sia stato comune a molti popoli.
Niente da dire sulla seconda tappa, Loyola, che propone la radicale modifica nella vita di Sant’Ignazio, fondatore della compagnia di Gesù. Mi riesce difficile collocare Loyola (che risale a un evento del XVI secolo) nel percorso di quella straordinaria avventura medievale che fu – e che ancora è- il pellegrinaggio a Santiago.
Scaccio dalla mente i frammenti di notizie che ancora vi si trovano relative alle Reducciones dell’America latina e penso Matteo Ricci, il gesuita mandarino che nulla ha a che fare con la presentazione retorica e un po’ melensa che l’edificio dove nacque Ignazio offre. In ogni caso mi sembra che il Sant’Ignazio che viene proposto a Loyola poco dica della complessità, delle contraddizioni, del bene e del male della Compagnia di Gesù.
E al di là della ovvia segnalazione del gesuita card Martini mi viene in mente  padre Dall’Oglio e il suo straordinario monastero di Mar Musa (Siria) che resta uno dei ricordi più alti di un mio viaggio in Siria di qualche anno fa. Non solo aveva curato il restauro dello splendido antico edificio ma ne aveva rinnovato il significato di luogo d’incontro delle popolazioni della zona creando uno spazio vivo  per il dialogo intereligioso. Pochi giorni fa p. Dall’Oglio è stato espulso dalla Siria pare in seguito a un appello da lui rivolto a Kofi Annan in occasione della sua visita nel paese.
Chi volesse saperne di più può navigare su internet usando il nome di Dall’Oglio e del suo monastero. Si trova anche la lettera aperta a Kofi Annan.        A fianco: Deir mar Musa

La presidente di Biblia manda un messaggio al pullman uno

Agnese, che viaggia sul pullman 2, ci regala un testo di Miguel de Unamuno che trascrivo.
Per me, che spesso mi sentirò soffocare dalla sacralità pesante delle immagini dorate, è un momento di respiro, come il ricordo di padre dall’Oglio. Ci sono situazioni in cui per dure che siano le scelte di libertà danno la sensazione della leggerezza e l’espressione del dubbio rassicura.

“LA PREGHIERA DI UN ATEO” [Bilbao, 2 giugno 2012]

Ascolta il mio pregare Tu, Dio che non esisti,
raccogli nel tuo nulla queste mie doglianze.
Tu che ai poveri uomini nulla consenti
senza consolazione di inganno. Non resisti
alla nostra supplica e di nostra brama ti adorni.
Quando più dalla mia mente ti allontani
più ricordo i placidi racconti
con cui mi addolcì le tristi notti l’amor mio.
Quanto sei grande mio Dio! Sei tanto grande
che non sei neppure Idea, e molto angusta
è la realtà per quanto a contenerti
la si espanda. Io soffro nel tuo costato
Dio inesistente, poiché se Tu esistessi
davvero esisterei pur io.

                                   Miguel de Unamuno y Jugo

Continua – precedente puntata 18 giugno

giugno 21, 2012Permalink

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