4 luglio 2018 – Testimonianze di razzismo diffuso in Italia

Approfitto del testo che ho trovato su facebook per ricordare che prima dell’approvazione delle leggi razziali del 1938 i ‘non ariani’ venivano fatti oggetto di beffe, denigrazioni, minacce. A volte si manifestavano in pubblico e costruivano il punto di riferimento collettivo per italiche sghignazzate. Parecchi anni fa a Roma in una corposa mostra sull’argomento si potevano esaminare pagine ‘educative’ del famoso Corrierino dei piccoli a garanzia di un inizio precoce dell’operazione culturale. Lo sghignazzo avrebbe poi accompagnato l’affermazione delle leggi razziste: ormai era chiaro che c’erano persone che potevano essere denigrate, abusate nella loro dignità e non solo acquisendone merito e consenso. Nel 1938 il terreno era pronto e quelle leggi venero approvate; il discrimine ‘ di razza’ acquisì anche validità scientifica. Ne fu testimone la rivista di regime ‘La difesa della razza’.
Nel 1943 si aprì ufficialmente la shoah italiana (così la definisce la senatrice Segre) i cui primi carnefici erano di ‘razza ariana’, sudditi di una monarchia che era stata garanzia di affermazione del fascismo.
Ufficialmente la shoah italiana terminò con la fine della guerra ma qualche scoria ne resta nella cultura nazionale dove potrà crescere nel consenso diffuso. Tanto per cominciare i nostri robusti stomaci digeriscono mitridatizzati una legge che dal 2009 nega ad alcuni bambini nati in Italia il certificato di nascita. La decisione si fonda sulla classificazione burocratica dei loro genitori .

 

Chissà perché mi viene in mente Eichmann, ma è solo la confusione di una mente annebbiata dal recente risveglio. Meglio che mi beva un caffè. Poi tutto sarà chiaro, confortato dallo sventolio di rosari dell’onorevole Ministro dell’Interno (XVIII legislatura- presidente prof. Conte).

 

 

 

03 luglio 2018 “Hanno aizzato un cane contro un ambulante sulla spiaggia.
E tutti applaudivano e ridevano”
(per verificare: link in calce)

Un caso di razzismo quotidiano sul litorale della Liguria. “Quando ho chiesto a una signora perché esultava, mi ha insultato dandomi della buonista e puttana” di Mauro Munafò
“Ho visto un cagnolino scendere le scale di un bar che dà sulla spiaggia e rincorrere abbaiando un ragazzo dalla pelle scura che vende libri. Naturalmente il cane era stato incitato dal suo proprietario. Nel mentre i bagnanti applaudivano compiaciuti”.

Scene di razzismo balneare su una spiaggia ligure, sabato scorso. Ce le racconta Simona, che ci chiede però di non usare il suo vero nome. “Sono intervenuta e ho chiesto a una signora perché applaudiva e perché diceva che quel cane era il “Number One”. La signora mi ha risposto così: “Vaffanculo, puttana buonista del cazzo. Prenditeli tu i negri a casa tua, così ti scopano meglio di tuo marito”.

Un breve racconto che Simona ha consegnato al suo profilo Facebook ed è finito su centinaia di bacheche. Una diffusione che però le ha attirato contro decine di messaggi terribili, con minacce esplicite alla sua persona. E che l’hanno costretta a rimuovere quel post dai social network, per paura della propria incolumità e di quella della sua famiglia.
“Quei messaggi che mi sono arrivati erano orribili. Minacce esplicite o velate, dicevano “non intrometterti che è meglio per te”, “la prossima volta tira dritto e non guardare”. Ma io non riesco a non guardare, non riesco a ignorare queste cose”, spiega Simona all’Espresso. Non cerca di fare l’eroina, anzi. “In quella spiaggia, quando mi sono sentita rispondere così, mi sono messa a piangere. A consolarmi è stato proprio quel ragazzo, che mi ha abbracciato e mi ha detto:”Sono abituato, stai tranquilla”. E ora, dopo aver letto quello che mi hanno scritto, sono spaventata”.

Simona ci racconta però di essere andata a cercare la proprietaria del cane per chiederle come le fosse venuto in mente di aizzare il suo animale domestico contro quel ragazzo che vende libri. La risposta lascia senza parole: “Il mio cane, come me, odia i negri”. Più che la banalità del male, siamo di fronte alla stupidità del male.

Meglio chiudere questo articolo con le parole con cui si chiudeva il post su Facebook: “Io non ce la faccio ad accettare tutto questo. Non sono un’esperta di migrazioni, non sono una politica, non sono nulla di nulla. Sono solo una donna profondamente sconsolata e preoccupata da questo mondo in cui a volte mi sento come un pesce fuori d’acqua. Ma non ci sto. Io non lo accetto”.

Non avevo nemmeno finito di copiare il testo precedente che

3 luglio 2018 – Razzismo a Sassari: aggredita e picchiata una giovane di colore (link in calce)

“Negra torna in Africa”: così un uomo ha insultato la ragazza mentre inveiva contro di lei in via Bogino 

SASSARI. Grave episodio razzista a Sassari. Una giovane nigeriana è stata aggredita, malmenata e insultata con frasi razziste da un uomo. L’episodio, per il quale sta indagando la polizia, è avvenuto ieri 2 luglio in tarda mattinata davanti al bancomat delle poste di via Bogino.
Una donna di colore, che stava prelevando al bancomat è stata aggredita da un uomo perché la nigeriana non avrebbe rispettato la fila. Una lite che presto si è trasformata in aggressione ed episodio di intolleranza razzista, davanti a tanti testimoni, nessuno dei quali però è intervenuto. La giovane, di costituzione esile, è stata infatti gettata a terra, picchiata dal suo aggressore che le ha anche rotto il bancomat e spaccato il cellulare mentre nel frattempo urlava: “Ci sono prima io, vattene via negra, tornatene in Africa!”.
La ragazza è stata quindi soccorsa a accompagnata da un’ambulanza del 118 sotto choc al pronto soccorso dove le è stato assegnato un codice verde e successivamente cinque giorni di cura. I
Sul posto ieri era intervenuta una volante dlla polizia che al momento dell’arrivo davanti alle poste aveva trovato i due protagonisti della vicenda e iniziato a raccogliere le testimonianze.
In difesa della giovane donna sta intervenendo la rete delle associazioni operanti a Sassari. Si sta già organizzando un sit-in di protesta proprio in via Bogino, davanti alla sede delle poste dove è avvenuto il brutto episodio
Sit in in via Bogino a sostegno della ragazza nigeriana aggredita

SASSARI. Si è svolto stasera un sit-in a sostegno della ragazza nigeriana aggredita ieri mattina 2 luglio davanti alle poste di via Bogino. Semplici cittadini e rappresentanti della rete delle associazioni che hanno voluto testimoniare così la solidarietà alla ragazza e la condanna per l’episodio.

 

 

http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/03/news/hanno-aizzato-un-cane-contro-un-ambulante-nero-sulla-spiaggia-e-tutti-applaudivano-1.324543

http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/07/03/news/razzismo-a-sassari-aggredita-e-picchiata-una-giovane-di-colore-1.17026685

luglio 4, 2018Permalink

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