2 marzo 2020 – A proposito di covid 19 (alias corona virus)

Cerco informazioni su ciò che si può fare e non fare in Friuli Venezia Giulia e mi imbatto nel sito della protezione civile che propone un interessante commento all’ordinanza del 24 febbraio, firmata dal ministro della salute e dal governatore della regione.        [link in calce]
Il commento, evidentemente per dare più incisività alla lettura, è strutturato in forma di intervista e contiene una domanda e risposta interessanti, capaci di offrire chiarezza all’uso del linguaggio anche se quel linguaggio appartiene al ‘governatore’ della regione, assicurato nei media nell’esprimere la sua opinione per il ruolo che è suo anche ordinanza a prescindere.

Il passaggio dell’intervista che ho richiamato sopra non fa rifermento al governatore ma pone un problema per me di grande interesse.

«Domanda: Le attività economiche, agricole, produttive commerciali e di servizio rientrano nell’ordinanza per il contenimento e prevenzione di COVID-19?
Risposta: Le attività economiche, agricole, produttive commerciali e di servizio non rientrano nell’ordinanza per il contenimento e prevenzione di COVID-19, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense. »

Le parole chiave per proseguire «non rientrano nell’ordinanza».

Quindi ciò che non rientra nell’ordinanza non ha significato né persuasivo né, tantomeno, prescrittivo.

Invece.
Il 29 febbraio ho ricordato nel mio blog alcune parole del presidente Fedriga, come diffuse dai sistemi di informazione.  Trascrivo di nuovo:                                                                  [collegamento in calce]

Udine, 24 feb. -«I migranti irregolari che venissero rintracciati sul territorio del Friuli Venezia Giulia verranno messi in quarantena in via precauzionale come richiesto dalla Regione Friuli Venezia Giulia».
Lo ha dichiarato il governatore Massimiliano Fedriga a margine di un incontro con i sindaci della Regione a Udine. Questa richiesta « ha ricevuto l’ok dal Governo» ha aggiunto il presidente del FVG.
Ho cercato l’evocato ok del governo e non l’ho trovato.

Mi sono chiesta allora la congruità nell’uso della parola ‘irregolari’ che non sono solidi geometrici mal costruiti ma esseri umani.
La parola ‘irregolari’ nell’ordinanza non c’è .
Indica una definizione burocratica appiccicata a categoria che quella definizione crea e che si annida in un modulo.
Non è nemmeno il timbro di un codice sul corpo, già noto nell’Europa del secolo breve, un riferimento visibile che i migranti irregolari si portino addosso come la campanella che nel Medio Evo suonava dal collo dei lebbrosi che, cacciati dalla città perché portatori di contagio, non dovevano essere avvicinati.
E’ una parola che il mio blog ha tante volte citato a proposito dei genitori dissuasi dalla paura indotta da quella parola a registrare la dichiarazione di nascita in Italia di un loro figlio, immeritevole del certificato di nascita, per essere appunto figlio di una persona ‘irregolare’.

Il governatore del FVG ha una visione olistica del problema

E in nome di questa visione il Presidente Fedriga si è impegnato, con l’appoggio di tutta la maggioranza che lo sostiene, a chiudere alla diffusione di un testo che, se noto, avrebbe potuto richiamare concetti precisi, il loro uso, il rischio della contrapposizione che si faccia ‘parola d’odio’, veicolata dal lessico più consueto e non per questo meno efficace.
In quadro culturalmente devastato dalla forza ammorbante del pregiudizio l’odio trova il terreno per diffondersi – e diventare se possibile operativo – anche nella banalità della vita di tutti i giorni.

Chi ha paura di una signora quasi novantenne, pur se senatrice a vita?
Ecco il documento che aveva impaurito il Presidente governatore e la sua maggioranza.
Il documento, sotto forma di mozione, era stato presentato dal consigliere regionale Furio Honsell il 19 febbraio dello scorso anno per essere respinto nella seduta N° 83 del 26 giugno scorso.

Mozione 55 Sulla necessità di completare l’iter e approvare al più presto il Ddl nazionale S. 362

VISTO il Disegno di legge nazionale S. 362 “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, presentato in data 14 maggio 2018;
APPURATO che il suddetto disegno di legge non ha ancora iniziato l’esame presso la prima Commissione permanente a cui è stato assegnato in data 26 giugno 2018;
RAVVISATO che recentemente l’ODIHR (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo), istituito dall’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ente che si occupa di censire gli hate crimes in diversi Paesi del mondo, ha aggiornato i dati relativi al censimento dei crimini d’odio, intolleranza o razzismo, perpetrati in Italia nel 2017, rilevando che i crimini sono aumentati di circa il 30% rispetto al 2016 e quasi del 60% rispetto al 2013;
CONSIDERATO che i suddetti dati, su stessa specificazione dell’ODIHR, potrebbero rappresentare una stima a ribasso in quanto basata su crimini riconosciuti come tali dallo Stato italiano, il quale riconosce quali crimini d’odio i reati previsti dalla legge Mancino del 1993, che però si limita a punire l’odio razziale;
RILEVATO che il Codice Penale italiano non prevede una definizione di “crimine d’odio” e di conseguenza una legislazione specifica dedicata ai crimini d’odio verso altre categorie a rischio come ad esempio persone con disabilità, LGBTQ o appartenenti a minoranze, quale che sia la connotazione;
ATTESO che numerosi sono i casi di cronaca che testimoniano crimini d’odio perpetrati anche nel territorio regionale;
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
1. ad attivarsi con le Presidenze di Camera e Senato e con la Presidenza del Consiglio affinché si inizi al più presto l’esame del Disegno di Legge citato al fine di velocizzare e rendere il più possibile condiviso il testo della legge e l’iter di approvazione;
2. ad attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale

Link:
https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi/ordinanza-coronavirus-e-criteri-interpretativi

Collegamento a diariealtro del 29 febbraio:
https://diariealtro.it/?p=7138

 

2 Marzo 2020Permalink

7 febbraio 2020 – NASCITE INVISIBILI per legge

Nascite Invisibili,  resistenti nonostante l’UNICEF
(Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia)

Il rapporto “Birth Registration for Every Child by 2030: Are we on track?”
(Registrare alla nascita ogni bambino entro il 2030: siamo sulla strada giusta?)
analizza i dati di 174 Stati e mostra che a livello globale, negli ultimi dieci anni,
la percentuale di bambini sotto i 5 anni regolarmente registrati all’anagrafe nazionale
è aumentata di circa del 20% passando dal 63% al 75%.

«Abbiamo fatto molti progressi, ma ancora troppi bambini non vengono registrati»
ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF.

«Un bambino non registrato alla nascita è invisibile:
non esiste per il governo o per la legge.
Senza prove che ne attestino l’identità, i bambini restano
spesso esclusi dall’accesso all’istruzione, alle cure mediche
o da altri servizi di prima necessità,
e sono più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi.»

Nel mese di settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto

«l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,
un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità».

Questo programma si struttura per obiettivi.
L’obiettivo 16 propone di
«Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile ,
garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci,
responsabili ed inclusive a tutti i livelli».

E, più specificatamente , il punto 9 recita
«Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti ,
inclusa la registrazione delle nascite».

Tutto chiaro? E in Italia siamo tranquilli ?   Purtroppo no

Italia controcorrente

Per rendersene conto è bene leggere la nota agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
che rimanda alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019 e anche qui
proviamo a scegliere un punto specifico di particolare interesse
perché la legislazione italiana si oppone all’obiettivo 16.9 delle NU,
seguendo un percorso inverso almeno per una determinata categoria di persone
.
Leggiamo infatti nel 10mo Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio
della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (nota al cap.3.1):

«Si evidenzia come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno
potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili)
a causa della legge 94/2009, che ha introdotto il reato di ingresso e soggiorno irregolare
e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.
Nonostante la circolare esplicativa n.19/2009 del Ministero dell’Interno,
nonché la successiva legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato
il reato di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo
a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa,
la Legge 94/2009 continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori
in posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione alla nascita
dei figli per paura di essere identificati».

Un nodo gordiano.
A questo punto è chiaro che se un genitore non denuncia un figlio nato in Italia manca
al suo dovere ed è suscettibile di sanzione se lo denuncia rischia una sanzione
e in ogni caso la piccola spia, ignara ma efficace, vede violato il suo diritto fondamentale
che il Codice Civile, all’art. 1, così chiarisce
“la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”.
E’ ben vero che di recente una circolare del Ministero dell’Interno ha affermato che
«per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita …
non devono essere esibiti documenti di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese,
anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza della situazione di fatto»
.

E fermo restando che è necessario dare una informazione corretta, con attenzione particolare
ai soggetti minacciati, la direttiva precisa che
«alla corretta applicazione della direttiva appena enunciata
esercitano i loro poteri di vigilanza i Prefetti,
dal momento che gli ufficiali di stato civile sono tenuti ad uniformarsi alle istruzioni
che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’Interno».

Svelando odio e indifferenza. Ripensare con la senatrice Segre
Solo una politica mirata a costruire il disprezzo per ‘l’altro’ , se non l’odio,
può aver garantito il permanere di una norma mostruosa
come quella che inutilmente da dieci anni minaccia.
E non minaccia solo chi è nato da genitori che la legge italiana
vuole siano “sbagliati” ma ci minaccia tutti perché apre una crepa
che diventerà voragine nella trasformazione dei diritti umani in privilegi per categorie esclusive
..
Dice la ministra Lamorgese associandosi a parole della senatrice Segre che l’odio
«è un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi.
Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi».
Non è giusto ma molti ci riescono.

7 Febbraio 2020Permalink

1 gennaio 2020 – Calendario con premessa

PREMESSA. Come ogni mese mi ostino a pubblicare un mio personale calendario: nel mio blog ci sta bene e tanto mi dovrebbe bastare. In questo primo gennaio però mi sento di segnalare la data di una assenza obbligatoria per legge: quella dei nati in Italia cui è negato il certificato di nascita perché figli di migranti senza permesso di soggiorno.
La procedura è un po’ tortuosa ma il principio c’è ed è ben fermo da dieci anni.
Confermo la mia ammirazione a chi, faticosamente e pagando di persona , si adopera per salvare vite, a chi cerca di garantire spazi di accoglienza e di segnalare l’orrore di ciò che può accadere a chi fugge dalla guerra e dalla tortura (penso in particolare al dr. Bartolo, medico di Lampedusa e oggi parlamentare Europeo) .
Per questi piccoli che vogliamo inesistenti basterebbe una parola che riporti la norma presente nella legge 94/2009 (art. 1 comma 22 lettera g) allo stato precedente quella riforma che hanno chiamato “sicurezza pubblica”.
La parola non c’è e non c’è chi spinga a pronunciarla là dove ha da essere: in parlamento.
Nella nostra legge abbiamo aperto una crepa : abbiamo il diritto di negare a nati in Italia la registrazione nei registri di stato civile.
I corpi di questi piccoli sono infilati dentro quella crepa come un cuneo e la crepa si allargherà.
Quando il papa parla di ‘scarti’ li nomina ma di questo scarto non ha detto parola .
Il presidente della Repubblica ieri sera ha parlato di responsabilità: ricordi anche questa che appartiene alla necessità di rompere il silenzio che circonda l’obbrobrio di chi dice a un essere che nasce: “tu ci sei ma non esisti”.

CALENDARIO

.1 gennaio 1948 – Italia, entra in vigore la Costituzione
.1 gennaio 1959 – Inizio della rivoluzione cubana
.2 gennaio 1979 – Brasile, assassinio di Francisco Jentel, difensore dei contadini indios
.2 gennaio 2016 – Entra in vigore l’accordo fra la Santa Sede e lo stato di Palestina,
…………………………….     firmato il 26 giugno 2015
.3 gennaio 1964 – New York, 500mila studenti in piazza contro l’apartheid
.3 gennaio 2020-   Morte Qasem Soleimani _ attacco aereo
.4 gennaio 2005 – La Corte Suprema del Cile autorizza il processo a Pinochet
.5 gennaio 1942 – Morte di Tina Modotti.
.5 gennaio 1948 – Nasce Peppino Impastato.
…………………….     Cosa Nostra lo eliminerà  quando avrà preso il coraggio della  parola
.5 gennaio 1968 – Inizio della primavera di Praga [nota 1]
.5 gennaio 1984 – Cosa nostra’ uccide il giornalista Giuseppe Fava.
.5 gennaio 2017 – Muore Tullio De Mauro
.6 gennaio 1907 – Maria Montessori apre la prima casa dei bambini
.6 gennaio 1980 – Assassinio del presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella
.6 gennaio 1992 – Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna all’unanimità Israele
………………………..        per la deportazione  di Palestinesi (risoluzione n. 726)
.7 gennaio – …… Natale ortodosso e copto
.7 gennaio 2015 – Parigi, strage alla redazione di Charlie Hebdo
.8 gennaio 1642 – Morte di Galileo
.8 gennaio 1913 – Sudafrica: Nasce l’African National Congress (Anc)
.8 gennaio 2015 – Romero è riconosciuto ‘martire’ dalla chiesa cattolica
…………………….  (era stato assassinato il 24 marzo 1980). [ Nota 2]
10 gennaio 1948 – Prima assemblea generale delle Nazioni Unite a Londra
11 gennaio 1947 – Scissione di Palazzo Barberini (nascita Psdi)
11 gennaio 2014 – Morte di Ariel Sharon
12 gennaio 1948 – La Corte Suprema USA dichiara l’uguaglianza fra neri e bianchi
14 gennaio – …… Capodanno ortodosso e copto
14 gennaio 2011 – Tunisia, cade il regime di Ben Alì
14 gennaio 2019 – Il parlamentare Calderoli è condannato per le offese alla on. Kyenge.
……………………         Riconosciuta l’aggravante razziale
15 gennaio 1919 – Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht
15 gennaio 1929 – Nascita di Martin Luther King
15 gennaio 1993 – Arresto di Totò Riina
16 gennaio 1992 – Accordi di pace in El Salvador
17 gennaio 1961 – Congo, assassinio di Patrice Lumumba
17 gennaio 1991 – Inizia la prima Guerra del Golfo
18 gennaio 1919 – Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano
18 gennaio 2017 – Valanga a Rigopiano – distruzione albergo
19 gennaio 1969 – Praga, Jan Palach si dà fuoco in piazza San Venceslao
20 gennaio 1996 – Arafat eletto presidente dell’Anp
21 gennaio 1924 – Morte di Lenin
21 gennaio 1984 – Brasile: nasce il Movimento Sem Terra
24 gennaio 1979 – Assassinio di Guido Rossa
25 gennaio 2015 – Rapimento di Giulio Regeni
26 gennaio 1564 – Pubblicazione delle conclusioni del Concilio di Trento
27 gennaio -………. Giornata mondiale in memoria delle vittime della Shoa
29 gennaio 1895 – José Martì inizia la guerra per l’indipendenza di Cuba
30 gennaio 1948 – Assassinio di Gandhi a Nuova Delhi
31 gennaio 1929 – L’Urss esilia Lev Trotsky
31 gennaio 2015 – Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della Repubblica
31 gennaio 2018 – Entra in vigore la legge 22 dicembre 2017, n. 219
……… …Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.

[nota 1] La Primavera di Praga: iniziò quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, proseguendo fino al 20 agosto 1968.

[nota 2] Dopo una latenza della questione durata qualche anno, il 14 ottobre 2018 papa Francesco proclama santo Oscar Romero

1 Gennaio 2020Permalink

24 dicembre 2019 – Natale?

Il coraggio della responsabilità
Questa mattina ho inserito nel mio blog la notizia dell’assoluzione di Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio, “perché il fatto non sussiste”.
Cappato aveva accompagnato il dj Fabo a morire in Svizzera. Sapeva che sarebbe potuto incorrere in conseguenze  anche pesanti ma poiché credeva in ciò che faceva si era assunto la sua consapevole responsabilità fino in fondo.
Condivido totalmente le ragioni di Cappato e vorrei poter essere certa che il Parlamento si decida ad affrontare il tema, importantissimo, del ‘fine vita’ per cui mi piace riprendere una breve citazione che ho trovato nel comunicato dell’Ansa. Precedentemente al processo c’era stata una sentenza della Corte Costituzionale che, come ha detto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, al “principio di sacralità della vita (…) sostituisce la tutela della fragilità umana”.

La fragilità umana
E proprio quel richiamo alla “fragilità” mi richiama un annoso problema, quello dei nati in Italia cui è negato il certificato di nascita per essere i loro genitori, migranti non comunitari, privi del permesso di soggiorno.
Qui la fragilità, una condizione personale evidente e naturalmente riconoscibile, diventa condanna perché si accompagna all’opportunismo che si gloria di produrre un danno irrimediabile al nemico, usando ferocemente del ricatto che, per il danno irrimediabile al figlio, nei genitori può tradursi in paura, il primo limite della libertà .
La tutela della fragilità umana in questo caso dovrebbe essere sostenuta dalla volontà espressa della richiesta della modifica della legge e da un appello ai sindaci perché assicurino pubblicamente e nonostante tutto il diritto fondate ogni altro alla registrazione della propria nascita.
Se singole persone capiscono, le associazioni che si dicono impegnate (e spesso lo sono) alla tutela di precisi soggetti fingono di non capire la necessità di proteggere questi piccoli senza nome

Intanto ho trovato una fotografia che gira sui social e allego.
Non so se abbia un significato storico.
Certamente ha un forte valore simbolico e perciò la riproduco mentre non dimentico altre
     situazioni nel mondo ricordate da Bansky con il “muro di Betlemme” in questo terribile
Natale.

24 Dicembre 2019Permalink

4 dicembre 2019 – Squali d’acqua e squali di terra

Acquario di Cattolica, presepe con brivido: i sub portano il Bambin Gesù nella vasca degli squali
Una stella marina come cometa, una conchiglia per mangiatoia e un San Giuseppe marinaio: il “Presepe del Mare”, opera della maestra d’arte e ceramista faentina Maria Cristina Sintoni, è la novità 2019 all’Acquario di Cattolica. Unica è la sua straordinaria ambientazione nella grande vasca degli enormi squali toro e nutrice. Per mettere a dimora l’opera sono state necessarie sette persone: quattro subacquei in vasca, muniti di pertiche di dissuasione e muta da alta visibilità, e tre colleghi fuori dall’acqua
Il link è in calce.

Aggiungo la vignetta che ricorda il bambino con la pagella, la sua immagine e l’immagine del suo documento sono state proposte da Cristina Cattaneo, anatomopatologo

 

Copio da facebook
Gianluca Fanti 28 novembre alle ore 13:40
Grazie a Michela Piovan per averlo condiviso e a Cinzia Pennati per averlo scritto.
“Succede che sali su un autobus con la tua classe per un’uscita didattica, succede che il viaggio è abbastanza lungo, succede che cerchi di sistemare i bambini in modo di averli tutti sotto controllo. Loro sono diciannove, noi insegnanti in tre. Succede che uno di loro finisca vicino a una signora, lui non è bianco, non è italiano, ha una disabilità, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti. Guarda fuori dal finestrino, è felice di essere con la sua classe, noi che lo conosciamo lo sappiamo. La mamma ci racconta che la domenica si sveglia spesso alle cinque e dice: “Io scuola, io scuola” e lei prova a spiegarle che non c’è scuola la domenica e non ci sono i suoi compagni, ma lui si dispera, si veste, vuole uscire.
La signora vicino a lui contorce la bocca e inizia a lamentarsi. “Poi non pagano nemmeno il biglietto!” esclama. Io e le mie colleghe la guardiamo incredule, non vogliamo credere che stia succedendo, lei continua, borbotta, è davvero infastidita. Così, per farla tacere, una di noi le risponde che il biglietto i bambini ce l’hanno e l’hanno pagato tutti.
La signora, se così si può chiamare, a un certo punto guarda il nostro piccolo con disprezzo, e ci chiede: “Me lo potete togliere?”. Non è infastidita dalla sua disabilità, perché, a volte, succede anche questo, ma dal colore della sua pelle.
La mia collega le risponde pronta: “Lui non si alza, se vuole si sposti lei”.
I bambini ci guardano, è difficile essere insegnanti in quel momento, devi proteggerli, non esporli, ma come? Stando zitte, facendo finta di niente per non urtargli l’animo?
Poi pensi allo spazio che il silenzio può lasciare al razzismo, a quello che è successo nel passato dentro a questo spazio, e tu sei un’educatrice, pensi a Rosa Park e pensi che era il 1955 e queste cose accadevano tanto tempo fa (Perché Rosa Parks non è un’eroina, ndr), non oggi a Genova, nella tua città, con i tuoi bambini.
La signora si alza, si siede vicino ad un’altra nostra bambina e le sorride, lei va bene perché è bianca, è bionda, parla italiano. Forse pensa che le assomigli, ma non è così. Noi tre ci guardiamo, siamo provate, avevamo appena finito di vedere uno spettacolo meraviglioso e profondo intitolato Luce di Aline Nari che parlava delle domande importanti che sanno farsi i bambini e dell’unicità di ognuno di loro, vaglielo a spiegare che tutta quella bellezza è svanita in un attimo dentro alla discriminazione di quella signora.
Lui, il nostro bambino guarda fuori, legge i cartelli con quella voce metallica a noi tanto cara, ora è contornato dai suoi compagni, sono in tre in due sedili, si stringono come fossero una cosa sola.
A me sale la rabbia, è giusto stare zitte? Così, ritorno dalla signora, faccio spostare la nostra bambina “bianca2 in un altro posto e le dico: “Lei merita di stare da sola, qui i diritti sono di tutti, il mondo non è suo!” e mi sposto al centro dell’autobus. Lei continua a lamentarsi, inveisce contro di me, le mie colleghe le rispondono a tono, finché non tace. Prima di scendere mi passa davanti, mi picchietta il braccio tre volte con forza: “Non mi hai fatto paura” mi dice come se il problema fosse chi è più forte tra me e lei. “Non ha capito niente, nessuno voleva farle paura, solo farla ragionare che il mondo è di tutti, soprattutto dei bambini e lei non ha più diritti degli altri”. Ha alzato le spalle ed è scesa, sguardo dritto e sicuro. Legittimata anche dallo schifo di questi politicanti che non s’indignano abbastanza, questa è la verità.
Io e le mie colleghe ci siamo guardate, avevamo gli occhi lucidi. Siamo state in silenzio fino a scuola.
Ovviamente in classe abbiamo parlato con i nostri alunni, perché erano lì, ci hanno visto, uno di loro aveva le idee molto chiare su quello che era successo a un suo fratello, suo fratello, in questo caso, il fragile dei più fragili. “Quella signora era razzista” ha detto. Ed è proprio così, perché è importante che, almeno loro, sappiano dare il nome alle cose e capiscano da che parte stare prima che sia troppo tardi.
Stasera una delle mie colleghe mi ha chiamato. “È stata una brutta giornata” ci siamo dette. Un mondo in cui degli adulti se la prendono con dei bambini è un mondo che fa paura. Dobbiamo parlarne. Ancora e ancora, non lasciare spazio alle discriminazioni, non lasciare terreno fertile alle ingiustizie, è stato un attimo che i bambini ebrei non sono più andati a scuola e sono saliti su un treno dritti verso l’inferno. Un attimo di silenzi e collusione. Questi atti gravi hanno trovato lo spazio di esistere non solo grazie alle politiche contro i migranti ma anche a quelle tiepide e non coraggiose di quei governi che si chiamano di “sinistra”.
Dobbiamo denunciare ogni atto razzista, dobbiamo proteggere i nostri piccoli e il loro futuro, ci siamo ribadite io e lei dentro a quella telefonata, forse per farci coraggio, forse per sentirci vicine e allontanare la rabbia. La mia collega mi ha detto: ”Dovevano fermare l’autobus!”. “Già”, le ho risposto io. Una cosa è certa, i nostri bambini hanno ben chiaro che sono fratelli. Siamo noi che, spesso, non siamo alla loro altezza e non impariamo nulla dalla storia, dai nostri morti, dall’odio. E non sappiamo insegnare la Pace, perché avere un nemico porta consensi, canalizza la rabbia, è utile per il potere.
Un nemico, appunto. E vennero a prendere anche i bambini.
Genova 2019.
https://video.repubblica.it/cronaca/acquario-di-cattolica-presepe-con-brivido-i-sub-portano-il-bambin-gesu-nella-vasca-degli-squali/349385/349963?ref=RHRD-BS-I0-C6-P3-S1.6-T1

4 Dicembre 2019Permalink

5 novembre 2019 La senatrice Segre parla ai medici

Liliana Segre, l’appello ai giovani medici: «Rispettate il giuramento, siate uomini e donne di buona volontà» – Il video
4 Novembre 2019 – 14:54 di Cristin Cappelletti

All’università Statale di Milano la senatrice a vita ha ricordato i medici ebrei italiani deportati durante la seconda guerra mondiale
Davanti a laureandi e studenti in medicina dell’università Statale di Milano la senatrice a vita ha lanciato un appello, un monito ai giovani medici: «In qualunque professione così come nella vita bisogna fare una scelta, ma chi è medico una scelta l’ha già fatta e non potrà e non dovrà mai scegliere così come hanno fatto i medici nazisti: dovrà curare l’altro, dovrà essere uomo o donna di buona volontà».
Nell’aula magna Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha ricordato gli ultimi momenti del nonno malato di Parkinson, ucciso poi in un campo di concentramento perché considerato «un pericolo per il Terzo Reich».
«Venivano sempre dei medici in casa nostra. Molti vennero a salutare, molti vennero a dire: “noi andiamo via, non possiamo più esercitare qui”. Un capitale umano che fu perduto in quegli anni, pensiamo ai fisici, biologi, medici, persone che come Rita Levi Montalcini presero il premio Nobel ma che fecero le loro scoperte fuori dall’Italia», ricorda la senatrice a vita.
Un incontro, quello organizzato alla Statale, per ricordare cosa successe ai medici ebrei italiani durante la seconda guerra mondiale. «Al loro arrivo nei campi, tutti i medici vennero chiamati da parte e furono mandati per mesi – finché durarono – in quell’immondo ospedale chiamato “Revier” in cui molti entravano, perché le malattie erano tantissime, ma pochi uscivano. Quei medici erano crudelmente destinati anche a non curare più quelli che sarebbero andati nelle camere a gas, privilegiando quelli che se la sarebbero cavata con le poche medicine disponibili».
«A volte sembra di aver perduto, con la scelta di odiare invece che di amare, quei principi che devono invece condurre l’uomo e la donna nel proprio destino senza mai perdere di vista la scelta», ha concluso la senatrice, che al termine del suo intervento è stata a lungo applaudita dai partecipanti.

https://www.open.online/2019/11/04/liliana-segre-lappello-ai-giovani-medici-rispettate-il-giuramento-siate-uomini-e-donne-di-buona-volonta-il-video/

L’intervento che ho riportato sopra mi coinvolge particolarmente perché mi richiama un precedente di cui trascrivo la memoria dal mio blog.
Nel predisporre quella che sarebbe stata la legge la legge 94/2009 qualcuno aveva pensato alla figura del medico spia. Era il predecessore del ministro degli interni del governo da poco trascorso.

Era in discussione quello che l’anno successivo sarebbe diventato il “pacchetto sicurezza” (legge 94/2009). Fra le norme impronunciabili che conteneva e contiene c’era anche l’obbligo per i medici e gli operatori sanitari di denunciare chi si presentasse per cure (o vi capitasse dopo un incidente) a un qualsiasi servizio sanitario pubblico senza permesso di soggiorno. Il dr. Luigi Conte, allora Presidente dell’Ordine in Provincia di Udine, reagì col comunicato che riporto di seguito (come reagì l’ordine dei medici a livello nazionale) e la norma infame non arrivò nemmeno al dibattito parlamentare quando sarebbe stata blindata come la condanna dei figli dei sans papier a non esistere.
Fra tanta persistente barbarie fa piacere ricordare un gesto di civiltà

COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE
PREOCCUPAZIONE SU PROPOSTA EMENDAMENTO DEL C.D. “PACCHETTO SICUREZZA”
“Il Medico non è un delatore e risponde all’obbligo deontologico di garantire assistenza a tutti “senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Come da parecchi anni segnalo, senza che qualche sporadico segnale di interesse abbia mai prodotto una riforma legislativa, nella legge 94/2009 è rimasta intatta la condanna dei figli dei migranti irregolari a non avere il certificato di nascita che può essere loro concesso (la parola giusta sarebbe garantito ma in clima salviniano, benedetto dalle recenti parole del card. Ruini e dai silenzi sul punto dai tanto autorevoli vescovi italiani, mi attengo allo squallore del ‘concesso’) diventando per legge spie dei loro genitori burocraticamente irregolari (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g).
Quella condanna – resa tanto forte da farsi opinione comune – ha assicurato il mantenimento della norma infame durante il tempo dei governi ( si parte dal 4 Berlusconi quando fu votata con voto di fiducia) Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2 e delle variegate maggioranze che li hanno sostenuti e li sostengono.
Dopo anni di tentativi frustrati di suscitare interesse ne ho scritto a Pietro Ichino, un giurista già parlamentare di cui ricevo una newsletter interessante e, sorprendentemente , ho ricevuto risposta.
Per leggere la mia lettera e altro connesso trascrivo in calce il link ma qui copio la risposta pur questa dal mio interlocutore pubblicata.
Cara Augusta, la mia opinione su questo argomento è in tutto e per tutto coincidente con la sua. La ringrazio di questa occasione che mi dà per esprimerla pubblicamente, e anche dei riferimenti normativi, che metto qui a disposizione dei parlamentari che vorranno attivarsi per correggere il vero e proprio… mostro giuridico che la indigna. (p.i.)
https://www.pietroichino.it/?p=54020

5 Novembre 2019Permalink

7 settembre 2019 – Non conto nulla ma voglio che il mio blog ringrazi la ministra Lamorgese

Una circolare da strumento ‘fragile’ a elemento di forza a sostegno di soggetti fragili

Lo scorso mese di giugno il consigliere regionale Furio Honsell presentò al consiglio regionale una mozione che, se approvata, avrebbe impegnato la Giunta regionale
“ad attivare azioni per una più ampia promozione della circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”                         [fonte 1]

In questo passaggio c’è un riferimento alla ‘circolare 19’ che così descritto – fra le tante, rigorose citazioni di norme nell’ampia premessa della mozione n.92–
Segnalato che… la legge 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” all’art. 1, comma 22, lettera g), modifica l’art. 6, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, cancellando il riferimento all’eccezione che escludeva dalla presentazione del permesso di soggiorno la richiesta di atti di stato civile, ivi compresa evidentemente la domanda di registrazione di nascita”.
Il primo ottobre, nella seduta n.97, la proposta Honsell veniva affidata al dibattito del consiglio regionale che, avendola esaminata, l’approvava “all’unanimità .. con modifiche orali proposte dal Presidente della Regione Fedriga”
Le ‘modifiche orali’ nulla eccepivano del rigoroso elenco di norme in vigore.

La modifica conclusiva così recita (e, mi ripeto, accolta all’unanimità)
“il Consiglio Regionale … impegna la Giunta Regionale … a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
Da parte mia annoto che quel ‘dare evidenza’ è certamente più debole dell’ “attivare azioni” del testo originale ma poiché dipende dalle modifiche orali proposte dal Presidente Fedriga lo interpreto come impegno assunto dal Presidente della Regione, tale che sarebbe fellonia tradirlo.                                                C19_Honsell-consiglio- 2 colonne-tabella

A chi ‘dare evidenza’?
Ce lo dice un passaggio della accolta Mozione 92 : “RICORDATO che già nel 2009 fu emanata la circolare interpretativa n. 19 del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali che ha la funzione di tutelare il diritto del neonato in Italia ad avere un’esistenza legalmente riconosciuta …” il Consiglio regionale impegna la Giunta a dare evidenza, nel quadro sopra citato, alla responsabilità dei Sindaci cui è ben noto che il Codice Civile, all’art. 1, chiarisce che “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”, sindaci cui spetta l’onore di assicurare – con la correttezza del funzionamento dello sportello degli Uffici Anagrafe l’esistenza legale di tutti coloro che nascono in Italia.                                                                                                                                   [fonte 2]  [fonte 3]

Di passaggio – per evitare la paura dei tanti pavidi e dei troppi vigliacchi che abitano la nostra terra – trascrivo ancora un passaggio delle ipercitata Mozione 92: “RILEVATO che ottemperando al diritto del bambino ad avere il certificato di nascita gli sarà assicurata la cittadinanza dei genitori in conformità alla norma in vigore, Legge 5 febbraio 1992 n. 91”.
Sottolineo che l’impegno ben condivisibile, che presto si manifesterà per promuovere le modifiche alla LEGGE 5 febbraio 1992, n. 91 “Nuove norme sulla cittadinanza”, è cosa altra dall’impegno della corretta registrazione di chi nasce in Italia, registrazione che non implica assolutamente la concessione automatica della cittadinanza italiana.
Una domanda però me la consento: «Se una persona non esiste come si fa ad attribuirgli una qualsivoglia cittadinanza?»

La storia dei neonati fantasma non finisce in Regione ma si allarga
Mentre il Consiglio Regionale discuteva della mozione 92, l’on. Federico Fornaro presentava una interrogazione a risposta immediata in commissione affari Costituzionali, con cui “si chiede al Ministro dell’Interno , per quanto di sua competenza, se intenda intervenire , con le azioni necessarie, affinché venga garantita ai figli degli stranieri la registrazione della dichiarazione di nascita nel rispetto della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, eliminando la presentazione del permesso di soggiorno, dei genitori, evitando in questo modo che i bambini possano non venir iscritti all’anagrafe”.
Incredibilmente immediata era la risposta trasmessa dagli Uffici della Ministra Lamorgese C19_testi Ministra Lamorgese
che riprendono il testo della circolare 19 per chiarire che:
Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita- dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto”.
E ancora “per la corretta applicazione della direttiva appena enunciata, esercitano il loro potere i Prefetti dal momento che gli ufficiali di Stato civile sono tenuti a uniformarsi alle istruzioni che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’interno”.
E non mancano di indicare i Prefetti come referenti di eventuali segnalazioni di “difformità applicative”.
Ancora una precisazione: ho apprezzato molto la trascrizione della risposta data a una interrogazione dell’allora on. Leoluca Orlando il 31 gennaio 2011 (ma che bravo chi si è adoperato nella ricerca storica!) che si poneva precocemente nella linea oggi precisata e garantita dalla autorità del Ministro in carica, Luciana Lamorgese, solo per segnalare che i termini figlio legittimo o naturale (e simili aggettivazioni riconosciute allora) oggi non sono più in vigore. Di bambini parliamo, non di figli di …, cui la legge riconosce – con la ratifica della Convenzione di New York sopra citata il superiore interesse in ogni atto che , in quanto minori, li coinvolga.
E finalmente, a questo punto registro l’art. 7 comma della legge 176/1991, correttamente trascritto nelle premesse alla Mozione 92: “Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide”.

Un appello (tutto mio che invio nella speranza che qualche persona lo raccolga con l’autorevolezza che io non ho)

APPELLO               (N.B.: la tartarughina aquileiense sono io)

Ora il Presidente della regione e gli assessori di competenza si impegnino correttamente e con trasparenza a ciò che loro stessi hanno deciso – con il consenso unanime del Consiglio –
dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
e con altrettanta trasparenza lo facciano i Sindaci, primo argine contro una paura che paralizza e devasta coloro cui è impedito di dirsi padri e madri del loro bambino appena nato.

NOTE:

[fonte 1]
https://dait.interno.gov.it/servizi-demografici/circolari/circolare-n19-del-7-agosto-2009

[fonte 2]
http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Anagrafe/Un-po-di-storia/Storia-delle-anagrafi
Mi permetto di suggerire la lettura del testo che si raggiunge con il link trascritto sopra.
Ne trascrivo un passaggio
Storia delle anagrafi.
L’Anagrafe (dal greco anagraphé = registrazione, iscrizione) della Popolazione Residente ha la funzione di registrare nominativamente, secondo determinati caratteri naturali e sociali, gli abitanti residenti in un Comune, sia come singoli sia come componenti di una famiglia o componenti di una convivenza, nonché le successive variazioni che si verificano nella popolazione stessa.

[fonte 3]
Ufficiale dello stato civile è il sindaco in qualità di ufficiale del Governo o chi lo sostituisce (vicesindaco, assessore anziano, commissario prefettizio).

D.P.R. 396/2000TITOLO II Delle funzioni degli ufficiali dello stato civile
Il sindaco, il titolare della funzione di ufficiale dello stato civile, di norma la delega a consiglieri comunali o al segretario comunale. Il conferimento della delega, in ogni caso, non priva il sindaco della titolarità delle funzioni.
Anche altri soggetti possono esercitare la funzione di uff. dello stato civile, ad esempio: autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero; comandanti delle navi.
I compiti dell’ufficiale di stato civile sono disciplinati dall’art. 5 del D.P.R. 396/2000.

5. Compiti degli ufficiali dello stato civile.
1. L’ufficiale dello stato civile, nel dare attuazione ai princìpi generali sul servizio dello stato civile di cui agli articoli da 449 a 453 del codice civile e nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, espleta i seguenti compiti: a) omissis; b) omissis c) rilascia, nei casi previsti, gli estratti e i certificati che concernono lo stato civile, nonché le copie conformi dei documenti depositati presso l’ufficio dello stato civile

7 Ottobre 2019Permalink

3 ottobre 2019 – Un nuovo linguaggio per salvare i bambini fantasma?

Cari amici
l’altro ieri – 1 ottobre 2019 – il Consiglio Regionale del FVG ha approvato all’unanimità , modificandola senza stravolgerla, la mozione 92 presentata lo scorso 11 giugno dal consigliere Furio Honsell.
Mi viene comunicato che da domani (04/10) sarà pubblicata nel sito internet del consiglio regionale.
Comunque allego  i due testi della mozione originaria e di quella modificata incolonnati in tabella così che sia possibile ad ognuno verificare le modifiche proposte come tagli e – sottolineo – confrontare i due dispositivi finali –certamente ‘più debole’ quello della versione modificata di quanto non fosse nella proposta 92 originaria.              tabella mozioni_92
Così recita:
Il Consiglio regionale “impegna la Giunta regionale a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.   

E’ però la risposta, assicurata dalla ineccepibile serie di dispositivi in premessa nelle due mozioni, finalmente riferibile alla raccomandazione del Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

E il rapporto – che tante volte ho per anni, finora inutilmente, citato – non manca di sottolineare ciò che ora emerge nella mozione. Infatti contestualmente alla legge era stata emanata la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) che afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
E non basta perché quanto sapranno fare i Sindaci ora trova la sua garanzia nelle affermazioni del Ministro dell’Interno che si possono leggere nelle tre fotografie che allego: una interrogazione dell’on. Federico Fornaro cui il Ministro dell’interno ha risposto con un linguaggio nuovo rispetto al passato che quantomeno si fa garanzia della certezza della circolare 19.
Certamente, come ha dichiarato anche il consigliere Honsell, attendiamo la modifica della legge 94 ma lo facciamo in un clima di sicurezza e rispetto che da tempo non conoscevamo.
Contando sull’impegno dei sindaci a garantire il rispetto della circolare 19 e a pubblicizzarne il contenuto, primo antidoto alla paura indotta da chi dieci anni fa ha voluto umiliare i nuovi nati in Italia a spie dell’irregolarità dei genitori, vi saluto con qualche nuova non infondata speranza.
augusta

Allegati
La tabella con le due mozioni si apre in calce al paragrafo cui fa riferimento
I testi della interrogazione Fornaro e della risposta ministeriale sono qui di seguito
Ritengo molto importante  la coincidenza dell’interrogazione dell’on. Fornaro con la mozione Honsell approvata a Trieste.
Sembra riproporsi un principio di civiltà negato nel 2009 a proposito della garanzia del certificato di nascita a tutti coloro che nascono in Italia.
.


 

 

 

 

3 Ottobre 2019Permalink

28 settembre 2019 – Nelle piazze di tutto il mondo

Tanti e tante in piazza in tutto il mondo. Tanti, tante ma non tutti

Oggi a scuola con la consapevolezza che la giustificazione deve essere sincera: « Mio figlio non aveva mal di pancia, mia figlia non aveva il raffreddore: era in piazza ». In Italia questa scelta è suggerita dal ministro Lorenzo Fieramonti (Istruzione, Università e Ricerca – MIUR).                                                                                                                                                               Un magistrato lo aveva detto  in altro modo

Un ragazzino ha saputo dircelo da solo a Stornarella.
Oggi rispetto quei ragazzi consapevoli e coraggiosi, trovo ammirevole la consapevolezza che li ha portati in piazza ma voglio ricordare chi in piazza non c’è, coloro di cui la politica si è furbescamente, con cinico opportunismo, infischiata e ancora si infischia  – con un arco a 3600 .

Il superiore interesse del minore
Esponenti politici più che ecumenici tutti assieme hanno finto di non sapere che la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’ONU nel 1989 e da molti stati ratificata) afferma il superiore interesse del minore.
Quello di cui trascrivo il significato doveva essere il principio ispiratore di ogni atto della politica.
Probabilmente se un sistema di informazione responsabile ne avesse diffuso la conoscenza i ragazzi di Greta se ne sarebbero fatti carico. A me piace ricordarlo e spero che qualcuno di loro ne prenda consapevolezza per salvare i loro coetanei non dalla terra devastata e minacciosa ma dalla minaccia degli adulti.

      “Il best interests of the child rappresenta il principio informatore di tutta la normativa a tutela del fanciullo,   garantendo che in tutte le decisioni che lo riguardano il giudice deve tenere in considerazione il superiore interesse del minore. Ogni pronuncia giurisdizionale, pertanto, è finalizzata a promuovere il benessere psicofisico del bambino e a privilegiare l’assetto di interessi più favorevole a una sua crescita e maturazione equilibrata e sana. Corollario applicativo è che i diritti degli adulti cedono dinnanzi ai diritti del fanciullo, con l’ulteriore conseguenza che essi stessi trovano tutela solo nel caso in cui questa coincida con la protezione della prole”.                                                                              [fonte 1]

Chi in piazza non c’è

Non ci sono coloro che –pur se bambini – sono sfruttati in tutto il mondo con il lavoro nero esercitato in condizioni spietate.
Di loro si era occupato il pachistano Iqbal Masih (bambino operaio, attivista nella lotta contro il lavoro minorile e per questo ammazzato il 16 aprile 1995: aveva 13 anni).

 

Non ci sono le bambine cui l’appartenenza al loro sesso chiude le porte della scuola .
Di loro si era occupata e si occupa  Malala Yousafzai, pachistana, gravemente ferita da un talebano nel 2012, salvata dalla solidarietà internazionale che le ha garantito l’ingresso in Inghilterra e le cure necessarie.
Nata nel 1997, nel 2014 ha ricevuto il premio Nobel per la pace e ha creato la fondazione Malala Fund, che si occupa di raccogliere fondi per promuovere l’istruzione di bambini e donne in tutto il mondo.

 

Non c’è il bambino che il Mediterraneo ha accolto con la sua pagella cucita nel giubbotto.
Ci ha rivelato la sua storia una donne, medico legale consapevole del significato della sua professione. Ne ho scritto nel mio blog                   [fonte 2]


Potrei continuare ma voglio segnalare chi in Italia è condannato a non esistere.

Nel 2009, quando fu approvato con voto di fiducia (fortemente voluto dal ministro verde/lega on. Maroni) un piccolo articolo che nega il certificato di nascita ai figli dei migranti privi di permesso di soggiorno. La dizione non è così diretta ma è un raggiro feroce. Se il genitore, irregolare a fronte della burocrazia che per una ragione o per l’altra gli ha negato il permesso di soggiorno, si rivela irregolare di fronte a un pubblico ufficiale crea le condizioni per la propria espulsione.
Il figlio è diventato la sua spia, piccolo 007 che non impone costi all’intelligence       [fonte 3]

La norma che mi prendo la responsabilità di definire infame ha retto con il sostegno silente e furbescamente opportunistico di tutte le variegate maggioranze parlamentari degli ultimi dieci anni: il tempo dei governi che, a partire dal quarto Berlusconi, il presidente del consiglio della sua creazione, ha retto nel tempo dei governi Monti, Lette, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e oggi Conte 2
Proprio oggi nel tempo del Conte 2 si rilancia lo jus culturae (che non è ius soli e per fortuna finalmente lo si dice: essere chiari è fondamentale, pasticci ne hanno già fatti abbastanza).
Ne farà parte la cancellazione della “lettera g” ? Non so.
Ricordo per l’innegabile autorevolezza che i Vescovi italiani quando nel 2015 celebrarono il Sinodo della famiglia, esclusero dalla lista delle criticità i bambini cui, con la negazione del certificato di nascita, è negata proprio la famiglia.
Un alibi prezioso alla malafede della politica italiana                                      [fonte 4]

Che dire? Lo ha detto la senatrice Segre
« Mi fa paura quella parola che mi faceva paura anche allora e che ho voluto fortissimamente scritta a caratteri cubitali al binario 21 del Memoriale della Shoah a Milano: INDIFFERENZA. L’indifferenza è stata colpevole allora perché non ci si può difendere da chi volta la faccia dall’altra parte, si cerca di difendersi da chi è violento, ma non da chi fa finta di non vederti e di non vedere. Ed è lo stesso pericolo che c’è anche oggi».

 

 

 

 

I sindaci possono salvare i bambini senza certificato di nascita

Glielo assicura la circolare 19/2009 che li esime dal chiedere il permesso di soggiorno a chi si presenti allo sportello del comune per registrare la dichiarazione di nascita di un figlio.
Lo fanno? Non si sa.
Se lo fanno lo rendano noto come un loro onore di garanti dell’esistenza di coloro che nel loro territorio nascono.
Antichi statuti di comuni medievali dicevano “l’aria delle città rende liberi”.
Oggi possono dire , se vogliono, “l’aria della mia città rende esistenti .. tutti”.

[Fonte 1]
http://www.cde.unict.it/sites/default/files/files/N_%20Di%20Lorenzo_%20Il%20principio%20del%20superiore%20interesse%20del%20minore%20all%27inetrno%20delle%20relazioni%20familiari.pdf

[fonte 2]             https://diariealtro.it/?p=6550

[fonte 3]          legge 94/2009 art. 1, comma 22, lettera g

[fonte 4]
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/10/24/0816/01825.html

28 Settembre 2019Permalink

25 settembre 2019 – Percorrere la strada del peggio non è obbligatorio

20 Settembre 2019 –    L’ostensione del bambino di Michele Serra                          [fonte 1]

La storia della bambina esibita dal Salvini alla folla di Pontida come testimonial (involontaria) della violenza dello Stato ai danni della Famiglia, ovvero del “caso Bibbiano” è così esemplarmente disgustosa da meritare un piccolo ripasso.
Appurato che non si trattava affatto di uno dei “bambini rubati dai comunisti“ in quel di Bibbiano, ora si sa anche (vedi la dettagliata ricostruzione di Giampaolo Visetti su questo giornale, ieri) che è uno dei tanti e dolorosi casi di figli contesi tra genitori in conflitto tra loro; che il Tribunale dei minori di Milano (non i famigerati “giudici di Bologna”), per ragioni giustamente non spiattellabili sui giornali e tantomeno nei comizi, aveva deciso di affidarla a una casa protetta, consentendo incontri “assistiti” con entrambi i genitori; che la bambina, durante uno di questi incontri, ha preferito allontanarsi e rifugiarsi dalla madre; che né la madre né la Lega, come è ovvio sul piano umano prima che su quello legale, avevano la potestà di consentire l’ostensione della piccola, manco fosse un rosario o la teca di San Gennaro, davanti a migliaia di persone disposte a credere qualunque cosa, anche che la piccola fosse appena stata eroicamente prelevata dal Salvini in persona in un gulag per minori.
È stata un’operazione talmente scorretta, talmente cinica, che il più scalcinato degli assistenti sociali, il più scadente degli psicologi, il più distratto dei genitori la considererebbe gravemente lesiva del diritto alla discrezione e alla protezione che una ragazzina già esposta agli sconquassi della vita avrebbe meritato.
La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci.

18 settembre – Una catena di indecenze                                                                  [fonte 2]
Ne avevo parlato il 18 settembre nel mio blog.
Il 21 ho poi trovato il prezioso articolo di Michele Serra che mi è stato di grande conforto e ne riprendo la conclusione: « La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci».
Purtroppo l’ostensione (bellissima scelta di una parola che richiama alla sacralità di una bambina, sbatacchiata come il rosario di non lontana memoria, baciata come il crocifisso di non lontana memoria) doveva e poteva essere evitata se il senatore protagonista della scena avesse ricordato il principio del “superiore interesse del minore” che riconosce al minore diritti propri (il primo in questo caso di non veder spiattellata la propria situazione privata in video e in voce).
I giornalisti (quasi tutti per quanto ho verificato) si sono buttati in una comprensibile operazione di espressa indignazione nei confronti del senatore che aveva occupato la scena enfatizzando purtroppo le informazioni sulla piccola.
Nel mio articolo del 18 settembre avevo ricordato la Carta di Treviso (il codice deontologico dei giornalisti quando si tratti di minori). Di là è possibile anche prenderne visione
Spero che in futuro ogni operatore d’ informazione ne faccia efficace memoria.
E segua la strada più difficile del rispetto a chi rispetto è dovuto e non ha difese.

[fonte 1]
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&ogbl#inbox/QgrcJHsHnPZxhZQdwlsClcgVqsgSpvQnskL?projector=1&messagePartId=0.1.1

[fonte 2]
https://diariealtro.it/?p=6871

25 Settembre 2019Permalink