30 maggio 2010 – Contraddizioni.

Riapro il mio sito dopo un periodo difficile che mi ha tolto per un po’ il piacere della scrittura.
Riprenderò l’argomento, di cui in questo scritto offro la documentazione, in un prossimo intervento.

Parole sagge e confortanti

Riprendo questo testo di Giancarla Codrignani dalla newsletter ‘Centro di ricerca per la pace’ (nbawac@tin.it)

“Credo che per le persone amiche della nonviolenza sia tornato il tempo della disobbedienza civile: “dovremo disobbedire alle leggi inique e associarci alla responsabilità di coloro che, magistrati o giornalisti, “seguiranno il dovere professionale, la correttezza morale e la coscienza”.

Così il Centro presenta Codrignani:
Giancarla Codrignani, presidente della Loc (Lega degli obiettori di coscienza al servizio militare), gia’ parlamentare, saggista, impegnata nei movimenti di liberazione, di solidarieta’ e per la pace, e’ tra le figure piu’ rappresentative della cultura e dell’impegno per la pace e la nonviolenza. Tra le opere di Giancarla Codrignani: L’odissea intorno ai telai, Thema, Bologna 1989; Amerindiana, Terra Nuova, Roma 1992; Ecuba e le altre, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1994; L’amore ordinato, Edizioni Com nuovi tempi, Roma 2005]

Disobbedienza e altro.
Purtroppo non basta disobbedire a chi viene percepito come avversario.
Riporto quanto ricevuto da altra newsletter e le mie risposte (inutili)

Primo messaggio ricevuto (cancello i nomi dei mittenti. Mi sembra più decente)

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere …
XX segnala (n.d.r.: la censura del nome è mia):

Il 1984 di Orwell non è così lontano…

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della”Casta”.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in> Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

Servirà???? diffondiamo…..finché si può

(n.d.r.: prima dello sciagurato invito alla diffusione veniva indicata la fonte della falsa notizia. Bastava verificare e il falso, come riferirò più avanti, sarebbe stato dimostrabile).

Prima mia risposta (24 maggio) che ho inviato alla mittente e a tutta la lista in chiaro che accompagnava il messaggio. Non è seguito alcun riscontro.

Il pacchetto sicurezza è diventato legge quasi un anno fa ed è in vigore dall’8 agosto 2009. Quindi non è più ‘pacchetto’ ma legge 15 luglio 2009, n. 94, recante ‘Disposizioni in materia di sicurezza pubblica’, pubblicata sul supplemento della Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2009.

Il pacchetto portava il numero 733 (Senato) fra il 2008 e il febbraio 2009.
Poi ha cambiato numerazione nel passaggio fra i rami del Parlamento, fino a diventare la legge 94.

La legge 94 è composta di tre articoli perché molti articoli della numerazione precedente sono diventati commi rispettivamente dell’articolo 1, 2 e 3 nel corso delle votazioni per blocchi, così organizzate per rendere possibile il voto di fiducia.
Quindi l’art. 60 e 50 bis non esistono nella numerazione della legge in vigore.
L’emendamento D’Alia esisteva (due anni fa o giù di lì), ma è stato bocciato in corso di dibattito.

Quindi il messaggio che avete ricevuto, ed é stato diffuso in una delle catene irresponsabili che purtroppo si creano su internet, o è vecchio e circola ancora in rete o fa un minestrone con l’altro
provvedimento in dibattito, il Disegno di Legge presentato dal Ministro della giustizia (ALFANO) e approvato dalla Camera dei deputati l’11 giugno 2009.
Il disegno, com’è noto, si intitola:
Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche

Che la legge 94/2009 e il disegno in discussione siano schifezze pensate da menti sciagurate e irresponsabilmente votate da chi non rappresenta il popolo italiano (deputati e sentori escono
da liste prefabbricate dai partiti e malamente blindate, anche dall’attuale opposizione) è, per me, un dato di fatto.
E’ altrettanto, sempre secondo la mia opinione, dato di fatto costruire informazioni scorrette.

A me sembra faccia il gioco dei berluscon-leghisti.
Il fatto che sia inconsapevole non limita il danno
augusta (Augusta De Piero – Udine)

Seconda mia risposta
Il 28 maggio, indignata da una spedizione identica alla prima, nonostante le informazioni che avevo procurato, per mio scrupolo sono andata alla fonte dal messaggio indicata come diffusore della notizia (www.perlapace.it) e ho trovato quanto segue:

25.05.2010 Quel testo non è nostro. Ed è anche falso
Articolo di: La redazione
Su segnalazione di un nostro lettore,
abbiamo scoperto che sta girando in rete un testo intitolato “Nessun telegiornale ha avuto il permesso di diffondere questa notizia” (in allegato) ed in calce è stato scritto: documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, http://www.perlapace.it/.
Abbiamo potuto verificare che la notizia è falsa, che il D.d.l. 733 è stato approvato al Senato come legge n. 94 nel luglio 2009 e che l’emendamento D’Alia, di cui si parla nel testo, è nato e morto in commissione senza mai andare in aula. Il Coordinamento degli Enti Locali per la pace e i diritti umani e la redazione del sito www.perlapace.it smentiscono di essere autori del testo e di averlo diffuso.
Diffidiamo chiunque dall’usare impropriamente le nostre sigle.
Coordinamento degli Enti Locali per la pace e i diritti umani
Redazione del sito www.perlapace.it 25 maggio 2010

Per chi volesse verificare alla fonte
http://www.perlapace.it/index.php?id_article=4405&PHPSESSID=a53c4fd66d14ea2aaf16c9f892109e52

30 Maggio 2010Permalink