23 giugno 2012 – Il cammino di Santiago 3

2 giugno, secondo giorno (b) – San Sebastian (in basco Donostia)– Pamplona (in basco Iruña)

In prossimità dell’oceano un po’ alto sulla costa si vede un palazzo, incongruo per il nostro gusto così com’è goticheggiante e oscuro dove oggi apriremmo spazi alla luce. Fu fatto costruire  da Isabella II regina di Spagna (1833–1868) , o meglio da sua madre, la reggente Maria Cristina, dato che Isabella abbisognava di cure di acqua di mare. L’origine reale e la moda della talassoterapia resero San Sebastian un luogo di villeggiatura già famoso nella belle époque.

 

 

 

 

Dopo la telegrafica esperienza marina (o meglio oceanica anche se su una deliziosa baia interna) arriviamo a Pamplona, il che ci rimette sulla via del Cammino di Santiago.
Io però non sono ancora in sintonia con un pellegrinaggio. Sono ancora disorientata a parte la mia prevenzione nei confronti dei pellegrinaggi, non più antiche avventure sia pure con un sostrato religioso ma percorsi oscillanti fra pietà religiosa e turismo che spesso se ne approfitta. Non mi libererò mai dell’orribile immagine dei pellegrinaggi organizzati in Israele e soprattutto nei Territori Occupati.
A Pamplona, sede dell’Università dell’Opus Dei (brr), sfioriamo antiche mura che mi sembrano interessanti … ma non c’è tempo di occuparsene.
Naturalmente non mancano una grande chiesa, un enorme convento ma per ora la mia attenzione è attratta da quello che manca e che mi interrogherà per buona parte del viaggio: la presenza di strutture che siano testimonianza di vita civile organizzata.
Che faceva la borghesia in Spagna, se c’era?
Continua – precedenti puntate 18 e 21 giugno

23 Giugno 2012Permalink