2 febbraio – Donne responsabilmente pensanti

Due NO importanti all’indecenza

Riporto con piacere un’iniziativa della consigliera comunale di Udine, Chiara Gallo.
Chiara ha constatato che non è stata inserita nel calendario dei lavori parlamentari la proposta di legge 740, finalizzata a reintrodurre il riconoscimento anagrafico ai figli dei sans papier (di cui ho scritto innumerevoli volte in questo blog dove potete leggerne la trascrizione il 17 giugno).
Di conseguenza ha pensato di scrivere al capogruppo del Pd, alla presidente della Camera Boldrini, del Senato Grasso e al presidente della I commissione (affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni)  cui la proposta è stata assegnata. Ne ha dato informazione anche al primo firmatario della proposta stessa.
Così ha dato il secondo scossone a una proposta di legge che tenta di correggere la mostruosità introdotta nel 2009 nella legislazione italiana. Con quella norma si è negato il principio di uguaglianza per alcuni neonati cui è rifiutato il riconoscimento di un’esistenza giuridicamente riconosciuta.
Il primo scossone lo aveva dato – era il 2010 – l’allora consigliera provinciale Paola Schiratti che aveva convinto l’allora deputato Leoluca Orlando a presentare una proposta di legge che decadde nell’indifferenza anche dei tre firmatari con la fine della legislatura.
Ora i firmatari della proposta sono 104 (maggioranza Pd, una deputata SEL, due di ‘per l’Italia’).
C’è da sperare che lo scossone di Chiara solleciti il loro interesse ad assicurare la discussione della legge.
In calce alla lettera con cui Chiara si è rivolta ai suoi interlocutori ho lasciato le sigle di associazioni firmatarie e di persone presenti in istituzioni (consiglio regionale FVG e comunale di Udine) perché è giusto sapere di cosa si occupano le associazioni e cosa pensano i nostri rappresentanti, mentre non  pubblico i nomi delle singole persone che hanno voluto sostenere l’iniziativa (fra cui ci sono anch’io), non essendo questa una formale raccolta.
Cercherò di avvertire direttamente quelli che conosco.
Chi volesse ripercorrere la storia di questa vicenda potrà leggere l’articolo di Tommaso Canetta e Pietro Pruneddu  , riportato in questo blog il 21 dicembre 2013   

La lettera di Chiara

Gentilissimo On. Roberto Speranza

Associazioni, rappresentanti delle Istituzioni, cittadine e cittadini del Friuli Venezia Giulia (e non solo) intendono sottoporre alla Sua attenzione la problematica della registrazione anagrafica dei bambini nati in Italia da genitori stranieri “irregolari”, questione segnalata anche all’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora nel corso dell’illustrazione della seconda relazione annuale presentata il 10 giugno 2013.

La Legge 94/2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica – art. 1, comma 22, lettera g) prevede che gli stranieri debbano esibire agli uffici della pubblica amministrazione “i documenti inerenti al soggiorno” per una serie di obiettivi fra cui la registrazione degli atti di stato civile.

E’ evidente che i cittadini extracomunitari in situazione di irregolarità non dispongono del permesso di soggiorno e se tale documento fosse loro richiesto, per evitare il rischio di espulsione, potrebbero privare il nuovo nato del certificato di nascita, un documento indispensabile per la vita e per la dignità di ogni persona.

Il Ministero dell’interno ha emanato a suo tempo la circolare del 7 agosto 2009, n.19 del Dipartimento per gli Affari interni eTerritoriali, nella quale si precisa che «per le attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti il soggiorno».

Sebbene la circolare ministeriale abbia contribuito a dirimere il dubbio iniziale circa l’interpretazione dell’articolo 6 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, poi modificato dalla legge 94/ 2009, va considerato che la stessa potrebbe essere disapplicata essendo di rango inferiore alla legge per cui per evitare ciò sarebbe necessaria una modifica normativa.

In mancanza del certificato di nascita il bambino non risulta esistere quale persona e quale individuo destinatario delle regole dell’ordinamento giuridico. In mancanza del certificato di nascita, che testimonia l’identità della madre e del padre, al bambino non viene assicurata la tutela da parte dei genitori, è condannato ad essere un apolide ed è invisibile agli occhi dello Stato.

All’inizio della legislatura è stata presentata la proposta di legge n. 740, primo firmatario On. Rosato, sottoscritta da 104 deputati, per la quasi totalità del Partito Democratico, che purtroppo, ad oggi non è stata calendarizzata. E’ per questo che siamo a chiedere, nella sua funzione di capogruppo del PD alla Camera dei Deputati, un autorevole e risolutivo intervento perché la proposta di legge prosegua il suo iter.

Siamo certi del Suo impegno per una battaglia di civiltà che da troppo tempo stiamo portando avanti con l’esclusivo fine di riconoscere un diritto negato.

Alleghiamo la p.d.l. n. 740 e l’elenco dei firmatari della presente.

Auspicando un sollecito avvio dell’iter parlamentare della proposta restiamo in attesa di un cortese riscontro e la salutiamo cordialmente.

CHIARA GALLO

FIRMATARI

Associazione “Centro di accoglienza e di promozione culturale E. Balducci” (referente don Pierluigi Di Piazza)
Associazione “Vicini di Casa” Onlus (referente don Franco Saccavino)
Fondazione “Casa dell’Immacolata di don Emilio de Roja” (referente don Gianni Arduini)
Associazione Libertà e giustizia (referente Loredana Alajmo)
Associazione “Le donne resistenti” (referente Paola Schiratti)
Associazione “Nuovi Cittadini” Onlus  (referente Silvia De Lotto)
Associazione “SeNonOraQuando? comitato territoriale di Udine” (referente Andreina Baruffini)
Associazione “Centro Solidarietà Giovani Giovanni Micesio” Onlus (referente don Davide Larice)
GrIS del FVG (Gruppo Immigrazione e salute della Società Italiana Medicina delle Migrazioni – referente Guglielmo Pitzalis)
Nascente soc. coop. a r.l. (referente Flavio Sialino)

I e le consigliere regionali del Friuli Venezia Giulia Chiara Da Giau, Emiliano Edera, Pietro Paviotti,  Stefano Pustetto, Gino Gregoris, Silvana Cremaschi, Armando Zecchinon, Alessio Gratton
I e le consigliere comunali di Udine Chiara Gallo, Monica Paviotti, Eleonora Meloni, Marilena Motta, Claudio Freschi, Hosam Aziz, Federico Filauri
L’Assessora ai diritti di cittadinanza e all’inclusione sociale del Comune di Udine Antonella Nonino

 

2 Febbraio 2014Permalink