11 novembre 2022 , a Palermo – 20 novembre 2008, a Udine.

Quando il rispetto della propria professione  si fa civiltà condivisa

 

Il Comitato Etico Palermo 1 di fronte alle critiche sollevate dal Governo nei confronti dell’operato di medici e psicologi che hanno consentito lo sbarco di tutti i migranti pervenuti in Sicilia sente di dover affermare quanto segue:

– I concetti di vulnerabilità e fragilità, ben evidenziati dagli operatori che hanno constatato le condizioni dei migranti, non si applicano solo a patologie organiche o funzionali ma anche a condizioni di forte disagio psichico qual è quello sperimentato da tutti i migranti (non solo donne e bambini) col forte vissuto di perdita che li caratterizza (affetti, patria, lavoro, relazioni). Il pervenire a un “porto sicuro”, anche se solo momentaneamente in vista di future destinazioni, costituisce un’importante riposta umana a tale condizione che gli operatori hanno saputo ben comprendere.

– Esiste un obbligo etico e deontologico da parte dei medici (e collateralmente anche degli psicologi) di intervenire in aiuto della vita umana in qualunque condizione politica, etnica, religiosa, sessuale, si trovi. Non farlo significherebbe contraddire il mandato specifico della propria professione per cui nessuno è autorizzato a criticare chi svolge al meglio tale compito, nel rispetto dei principi etici universali e delle propria professione in particolare.

– La relazione d’aiuto che si esplicita nel comportamento assunto dai suddetti operatori non può essere fatta oggetto di critiche soprattutto se velate da una certa ironia del tutto fuori luogo (“bizzarra decisione” è stata definita) o di espressioni offensive per la dignità umana quali “carico residuale” applicato a persone che in un modo o nell’altro soffrono. Operare per il bene dell’altro non può essere mai oggetto di biasimo e se questo dovesse confliggere con precise scelte politiche, queste andranno discusse in altra sede non interferendo con l’aiuto da dare a chi si trova in condizione di bisogno. E, in ogni caso, nel rispetto dei principi e valori etici universali, quelli stessi che medici, psicologici, volontari hanno messo in atto.

– Condannare un comportamento di forte valenza etica significa al tempo stesso ampliare il campo alla critica di altri comportamenti umanitari che in condizione di precarietà esistenziale siamo chiamati a mettere in atto. Questo potrebbe avere un forte impatto sulle nuove generazioni e sugli stessi assetti legislativi ove si considerino le valenze pedagogiche dell’esemplarità sui giovani e della stessa legislazione.

Palermo 10 novembre 2022

Comitato Etico Palermo 1

Dr. Salvino Leone Presidente

 

Al documento del comitato  etico di Palermo1  associo una pagina del mio blog

3 febbraio 2017 – Anche il mio blog ricorda il dr. Luigi Conte

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11 Novembre 2022Permalink