7 ottobre 1943 / 7 ottobre 2023 _ Un ricordo nella pagina de l’Unione informa

Da Pagine Ebraiche 24  ‘Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

L’Unione informa 6 ottobre 2023 – 21 Tishrì 5784

L’ANNIVERSARIO

7 ottobre 1943, la Rsi si scatena contro l’Arma

L’ordine di disarmo fu firmato dal criminale fascista Rodolfo Graziani, ministro delle Difesa e delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Poche ore dopo, il 7 ottobre del ’43, paracadutisti tedeschi e SS entrarono in azione nelle caserme romane, cercando di arrestare il maggior numero possibile di carabinieri. Il timore dei nazisti era che, fedeli al loro codice di onore, molti di loro avrebbero costituito un inciampo rispetto ad alcuni progetti di prossima attuazione in città, tra cui il rastrellamento degli ebrei poi avviato casa per casa all’alba del 16 ottobre. Nei giorni successivi al fermo, oltre duemila carabinieri saranno deportati nei campi di concentramento e 600 di loro, entrati a far parte dei cosiddetti IMI (gli Internati Militari Italiani), perderanno la vita tra gli stenti. Ad Affile (RM), invece, nella “sua” valle dell’Aniene, un mausoleo celebra dal 2012 la figura del “maresciallo d’Italia”.

“L’arresto dei carabinieri romani fu la più grossa operazione contro una forza armata, che era anche una forza di polizia: aveva pertanto l’obbligo per legge di svolgere la propria attività anche in un regime di occupazione”, sottolinea a Pagine Ebraiche lo storico Antonio Parisella, presidente del Museo Storico della Liberazione di via Tasso e promotore della ricerca che ha portato nel 2008 alla pubblicazione del libro 7 ottobre 1943. La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti a cura di Anna Maria Casavola. Lo studio “ha fatto sì che, almeno l’Arma dei Carabinieri, facesse sua la necessità di ricordare quel che era accaduto”.

Un approfondimento poi allargatosi alla ricostruzione degli arresti e delle deportazioni avvenute nel ’44, in particolare tra quanti scelsero di prendere parte attiva alla Resistenza. Fa notare al riguardo Parisella: “I carabinieri coinvolti nelle operazioni di Resistenza al nazifascismo furono un numero considerevole, andando a costituire forze di polizia partigiane di fondamentale importanza, anche nel proteggere i contadini da ricatti e tentativi di estorsione”. Storie che meritano di essere conosciute, ma di cui non c’è forse sufficiente consapevolezza. “Nei circuiti ‘Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.scolastici l’argomento inizia ad essere presente. Non è purtroppo così, a parte l’Arma con le sue iniziative, in quelli istituzionali. Non credo che questi fatti si sappiano, c’è una rilevante ignoranza dei dati”, il pensiero dello storico.

Il mausoleo di Affile per il carnefice Graziani, stigmatizzato più volte anche dall’Ucei, che in passato ne ha chiesto la demolizione, resta intanto in piedi. “Per noi della Valle Aniene”, disse l’assessore regionale del Lazio e oggi ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, partecipando alla sua inaugurazione, “l’affetto per il generale Rodolfo Graziani è stato sempre un punto di riferimento”. Diverso il parere Parisella: “Oggi, per fortuna, è un rudere che nessuno si fila più”

L’ordine di disarmo fu firmato dal criminale fascista Rodolfo Graziani, ministro delle Difesa e delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Poche ore dopo, il 7 ottobre del ’43, paracadutisti tedeschi e SS entrarono in azione nelle caserme romane, cercando di arrestare il maggior numero possibile di carabinieri. Il timore dei nazisti era che, fedeli al loro codice di onore, molti di loro avrebbero costituito un inciampo rispetto ad alcuni progetti di prossima attuazione in città, tra cui il rastrellamento degli ebrei poi avviato casa per casa all’alba del 16 ottobre. Nei giorni successivi al fermo, oltre duemila carabinieri saranno deportati nei campi di concentramento e 600 di loro, entrati a far parte dei cosiddetti IMI (gli Internati Militari Italiani), perderanno la vita tra gli stenti. Ad Affile (RM), invece, nella “sua” valle dell’Aniene, un mausoleo celebra dal 2012 la figura del “maresciallo d’Italia”.

“L’arresto dei carabinieri romani fu la più grossa operazione contro una forza armata, che era anche una forza di polizia: aveva pertanto l’obbligo per legge di svolgere la propria attività anche in un regime di occupazione”, sottolinea a Pagine Ebraiche lo storico Antonio Parisella, presidente del Museo Storico della Liberazione di via Tasso e promotore della ricerca che ha portato nel 2008 alla pubblicazione del libro 7 ottobre 1943. La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti a cura di Anna Maria Casavola. Lo studio “ha fatto sì che, almeno l’Arma dei Carabinieri, facesse sua la necessità di ricordare quel che era accaduto”.

Un approfondimento poi allargatosi alla ricostruzione degli arresti e delle deportazioni avvenute nel ’44, in particolare tra quanti scelsero di prendere parte attiva alla Resistenza. Fa notare al riguardo Parisella: “I carabinieri coinvolti nelle operazioni di Resistenza al nazifascismo furono un numero considerevole, andando a costituire forze di polizia partigiane di fondamentale importanza, anche nel proteggere i contadini da ricatti e tentativi di estorsione”. Storie che meritano di essere conosciute, ma di cui non c’è forse sufficiente consapevolezza. “Nei circuiti scolastici l’argomento inizia ad essere presente. Non è purtroppo così, a parte l’Arma con le sue iniziative, in quelli istituzionali. Non credo che questi fatti si sappiano, c’è una rilevante ignoranza dei dati”, il pensiero dello storico.

Il mausoleo di Affile per il carnefice Graziani, stigmatizzato più volte anche dall’Ucei, che in passato ne ha chiesto la demolizione, resta intanto in piedi. “Per noi della Valle Aniene”, disse l’assessore regionale del Lazio e oggi ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, partecipando alla sua inaugurazione, “l’affetto per il generale Rodolfo Graziani è stato sempre un punto di riferimento”. Diverso il parere Parisella: “Oggi, per fortuna, è un rudere che nessuno si fila più”

7 Ottobre 2023Permalink