1 febbraio 2024 – Ilaria Salis, un nome che non dobbiamo dimenticare

Mozione n.     Oggetto: << Per la cessazione immediata delle gravi violazioni dei diritti umani nel caso Ilaria Salis>>
Proponenti: HONSELL

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia
PREMESSA la vicenda che coinvolge la cittadina italiana Ilaria Salis, detenuta da undici mesi in condizioni disumane in un carcere di massima sicurezza in Ungheria, accusata di aggressione nei confronti di due nostalgici di estrema destra avvenuta a Budapest nel febbraio 2023 in occasione di una contromanifestazione al “Giorno dell’onore”, un raduno sovranazionale al quale partecipano neonazisti dell’estrema destra europea;
PRESO ATTO che Ilaria Salis si è dichiarata non colpevole e che secondo il suo avvocato l’atto di rinvio a giudizio è privo di fondamento in quanto non ci sono prove della presenza della sua assistita durante l’aggressione; CONSIDERATO che Ilaria Salis ha dichiarato di non aver mai potuto leggere gli atti del processo, che non le sono stati tradotti in lingua italiana, di non aver ancora visto le immagini sulle quali si fonda l’accusa e di non aver potuto presentare alcuna memoria difensiva;
CONSIDERATO che le sono stati impediti i contatti per lungo tempo con la sua famiglia e con le autorità italiane;
PRESO ATTO che all’udienza l’imputata è stata condotta in tribunale con mani e piedi legati e una sorta di guinzaglio;
RICORDATO che l’ONU ha elaborato le Standard minimum rules for the treatment of prisoners (Regole Mandela), nonché i Basic principles for the treatment of prisoners;
CONSIDERATO che il Consiglio d’Europa ha approvato numerose risoluzioni e raccomandazioni sui principali aspetti della detenzione per la salvaguardia dei diritti umani;
RICORDATO che l’art.3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che proibisce la tortura e il trattamento o pena disumana o degradante, costituisce uno dei traguardi più importanti delle società moderne e rappresenta un elemento costante di tutela presente nella maggioranza delle Costituzioni;
RICORDATO l’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che sancisce le norme in tema di giusto processo, che comprendono il tema della presunzione d’innocenza e delle garanzie processuali dell’imputato;
RICORDATO da ultimo l’art. 2 della Costituzione italiana, il quale afferma che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”;

Tutto ciò premesso impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale 1) ad esprimere chiaramente e senza riserve la condanna della Regione Friuli Venezia Giulia, regione   fondamentale nell’area mitteleuropea, nei confronti di tali violazioni di diritti;
2) ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché cessino le gravi violazioni dei diritti dell’imputata e le venga accordato al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse le misure alternative alla detenzione in carcere.

Firma/e Presentata alla Presidenza il giorno 31/01/2024

1 Febbraio 2024Permalink