9 gennaio 2026 – Un appunto per me da non dimenticare: papa e ambasciatori

Leone XIV agli ambasciatori confessa la sua paura perché stanno saltando le regole comuni: «Multilateralismo e diritto umanitario»                                 di Franca  Giansoldati

Il quinto secolo Papa Leone non lo vede poi così distante rispetto a quello che sta succedendo oggi. Usa il De Civitate Dei scritto da Sant’Agostino per ricordare che come allora «siamo in un’epoca di profondi movimenti migratori, di profondo riassetto degli equilibri geopolitici e dei paradigmi culturali». Papa Prevost agli ambasciatori accreditati in Vaticano confida di essere assai preoccupato per l’indebolimento delle regole comuni, dal multileralismo al diritto umanitario, mentre cresce in parallelo una orwelliana omologazione culturale.

In un altro passaggio rammenta in cosa consiste l’obiezione di coscienza. «Non è una ribellione, ma un atto di fedeltà a sé stessi. In questo particolare momento storico, la libertà di coscienza sembra essere oggetto di un’accresciuta messa in discussione da parte degli Stati, anche da quelli che si dichiarano fondati sulla democrazia e i diritti umani. Tale libertà stabilisce, invece, un equilibrio tra l’interesse collettivo e la dignità individuale, sottolineando che una società autenticamente libera non impone uniformità, ma protegge la diversità delle coscienze, prevenendo derive autoritarie e promuovendo un dialogo etico che arricchisce il tessuto sociale».

9 Gennaio 2026Permalink