1 luglio 2926 Lucio Caracciolo. Il papa americano che pratica la pace

La  Repubblica  29  giugno  2026    pag  15
Deviazioni  di  Lucio  Caracciolo

Il  papa  americano  che  pratica  la pace
Per i credenti  sarà  Provvidenza,  per  laici o miscredenti astuzia della  storia.  Resta  che mentre  il  mondo rischia  la guerra totale sulla  cattedra  di Pietro siede  un papa. americano  che  predica e pratica   pace  Più  papa  americano o americano papa?  Chi v iene
prima: il  capo della Chiesa  cattolica di origine  statunitense,  sia pur  meticciata  per esperienza  di missione, oppure  il  cittadino americano  elevato  a  riferimento universale d’una  religione  di traiettoria  romana,  europea  e occidentale?  Dovunque  si voglia  porre  l’accento,  colpisce  questa  faconda contraddizione in termini.  Contraddizione perché   Leone  XIV in  quanto papa  fa della pace  il cuore  del suo  magistero  proprio mentre il suo impero d’origine  in implosione  esporta  in armi  la sua crisi nel  mondo.
Feconda  perché è pur  sempre  un cittadino di quell’impero impazzito  a  tentar  di frenarne ,  con calma fermezza, la compulsione  bellicista.  Da  americani  vero,  come conferma l’esortazione ai compatrioti di  rivolgersi  ai rispettivi congressmen  perché  di oppongano alla deriva  trumpiana.

Impresa  tanto più rimarchevole  trattandosi di atlantista  confesso. Fautore  di una  «vera alleanza  tra l’Europa e gli Stati  Uniti (…) un’alleanza molto importante  oggi e in  futuro».  Auspicio doppiamente  rivelatore della  fedeltà  ai principi  della  geopolitica  americana del secondo  Novecento,  fondata  sulla creazione  via  Nato/Ue di un Occidente  strategico garante  del  primato a stelle e strisce ;   e  di un pontefice  disposto a sporcarsi le mani in  quella  forma di speciale  carità che è ai suoi occhi la politica. Nell’accezione  cattolica,  s’intende. In permanente cerca  di equilibrio nel  triangolo tra  ecumenismo, soggettività  della Santa  Sede e fedeltà  al precetto di Gesù: «Rendete  a Cesare  quel che è di Cesare, a  Dio  quel che è di Dio »  (Matteo  22, 20).  Quest’ultimo spesso malinteso come invito a schivare  l’impegno nel  mondo,  mentre  significa  il perfetto contrario.

Dobbiamo  a  Massimo Faggioli,  storico   del cristianesimo  e professore all’agostiniana Villanova   University  dove  Robert  Francis  Prévost,  di formazione  canonista,  frequentò  un corso di filosofia  tedesca prima  di laurearsi in matematica,  una  nitida  ricostruzione  del progetto leonino : unità della chiesa  e pace nel mondo  (Leone XIV  e la Chiesa  globale.  Morcelliana).
Visione  asintotica.. L’una  e  l’altra visione  fungono da obiettivi  limite  da  avvicinare  nella coscienza  di non poterli  raggiungere  –  mens  matematica  aiuta.  Però  entrambe  esistenziali. E intrecciate

….Più  si espande  la guerra  meno probabile è suturare le  ferite che lacerano  il popolo di Dio.  Concepito da  Prevost  nella accezione  larga  del  Vaticano  II, enfatizzata  con toni spericolati da papa Francesco contro il neoclericalismo dei  tradizionalisti  (aziendalisti, in teoria  delle  organizzazioni).  Altrettanto improbabile che una Chiesa ridotta  a collezione di sétte possa  pacificare  gli animi e disarmare  gli armati. Qualche  concreta  idea si quest’ultima tabe Prevost se l’è  fatta  nel 2020 -21  da amministratore  apostolico  della  diocesi peruviana di Callao.  «Contesto ecclesiopatico  caratterizzato da  diversi tipi  di abusi  –  di autorità,  di potere,  economici »  spesso  risolti  armi in pugno,  stando alla biografia  papale di  Elise  Am Allen  (Leon  XIV,  Ciudadano  del  mando,  misionero  del  siglo  XXI,  Penguin)- L’insofferenza  tra  esponenti  della  gerarchia  cattolica amplificata  vai media durante il  pontificato  di Francesco  pare ora  meglio controllata.  Sotto  questo  profilo il primo anno  di Leone  è  senz’altro un successo.  Ma  la mitigazione  dei modi non  basta  a ridurre le  profonde  diversità  di  cultura nel  corpo ecclesiastico.  L’altra  faccia  della  globalizzazione  cattolica.

…Gli  Stati  Uniti sono  epicentro  della  doppia  ricerca  di unità e pace. Quanto  all’unità,  difficile  immaginare qualcosa  di più eterogeneo  del  cattolicesimo americano,  specie con l’emergere  della  tecno-destra trumpiana che ambisce  a nazionalizzare  Gesù Cristo. Lo  vediamo nella  stessa  amministrazione presidenziale,  dove  rivaleggiano due  cattolici che più  diversi non potrebbero –
JD Vance  e Marco  Rubio. –  sotto un  “presidente”  papa   (virgolette d’obbligo  in  entrambi  i casi) che festeggia  il suo ottantesimo  imbandendo un festival  casalingo di  lotta  libera,  evocazione  gladiatoria.  Quanto  alla pace.  Tutto  dovrebbe spingere  Washington  all’autocontenimento , visto  che in ogni  guerra  finisce per  lasciarci penne e credibilità. L’umiliazione nell’improbabile  sfida  fra  regime  trumpiano e impero persiano,  dovrebbe  insegnare,  It’s  a long way  to  Tipperary . Ma  Prevost,  tignoso (romano  per  tosto),  persegue.

1 Luglio 2026Permalink