Tento di copiare almeno qualche tratto dell’articolo di Lucia Capuzzi « »
«Corpi ostinati. Corpi immobili. Corpi silenti . Corpi trasformati in pannelli espositivi per mostrare ciò che gran parte della società rifiutava di vedere . I visi di Ahalan, Maron , Firas, Juwan e gli altri bimbi che “erano e non sono più” . Sono stati uccisi a Gaza . A PARTIRE DA MARZO 2025 FINO AL CESSATE IL FUOCO, IN VIGORE DAL 10 OTTOBRE SCORSO. , GRUPPI DI CITTADII ISRAELIANI LI HANNO PORTATI – A VOLTE DECINE, ALTRE CENTINAIA – LI HANNO PORTATI NEL CUORE DI TEL AVIV. Iniziative analoghe si sono svolte davanti alle basi d dell’aeronautica di Rehovot, Hatzor, Palmachim. Gli attivisti non proferivano parola. Non rispondevano agli insulti o alle provocazioni. Semplicemente restavano là., con le gigantografie dei volti dei piccoli gazawi. otto il nome, l’età, la data di morte e la scritta: “ea e nn è più”.
” Un atto radicale di resistenza”, lo definisce la regista israeliana Hilla Medaliache ne è rimasta folgorata »
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Per mesi ha seguito le dimostrazioni e le ha ritratte con la telecamera . E’ nato così Children no more.: were and are gone che ha ottenuto la nomination all’Oscar come miglior cortometraggio documentario »
Avvenire 14 agosto pag. 5
Tema ripreso da La Stampa a pag 12
segnalo in particolare l’articolo dello scrittore di origini israeliane Ahron Bergman “Crimini orribili. E’ in corso una pulizia etnia. La comunità internazionale deve intervenire”.
e ancora a pag. 21
Anna Foa. Il fuoco dei coloni che incendia la Cisgiordania