30 marzo 2019 – La Chiesa e gli abusi: non ci sono più intoccabili


7 MARZO 2019 La condanna di Barbarin un’altra prova della fine del privilegio cardinalizio. Ora verità sull’omertà dei vescovi
di ALBERTO MELLONI

Fine degli intoccabili. I sei mesi di carcere con sospensione inflitti al cardinale Barbarin, arcivescovo di Lione, condannato per omissione di soccorso davanti agli abusi di padre Bernard Preynat, assistente e molestatore degli scout fra il 1986 e il 1996, dicono questo: fine degli intoccabili. Nessuno può più sperare che la giustizia rinunci a denunciare gli abusi di potere (quelli di cui era accusato McCarrick), gli abusi sessuali (quelli di cui era accusato Pell) e il favoreggiamento degli uni e degli altri delitti (di cui è accusato Barbarin) per riguardo ad una dignità ecclesiastica o alla porpora cardinalizia.

È la conclusione di un ciclo storico assai lungo, che per i cardinali era iniziato nel 1577.
Allora quando il potere politico e quello giudiziario erano nelle mani del sovrano pontefice, Sisto IV, stabilì che i cardinali erano esonerati da tutte le norme penali che non li menzionavano esplicitamente, perché solo il Papa avrebbe potuto giudicarli. Un privilegio che li metteva al riparo della curia e che, violato una sola volta in oltre quattro secoli, era diventato quasi un istinto. Gli ecclesiastici che grazie al cardinalato diventavano parte del clero romano e guadagnavano il diritto di eleggerne il vescovo, sapevano di essere stati scelti per una funzione altissima, che implicava in loro un surplus di rigore e di virtù. Ma avevano anche assorbito l’idea che quel collegio di porpore godeva di diritti: e quando il Papa negava la porpora a un potente (si pensi a monsignor Marcinkus) era per tenerlo a una distanza eloquente. Continue reading

31 Marzo 2019Permalink

21 marzo 2019 – Samir e Rami non sono mai entrati in Parlamento

Modifica del 24 marzo. Quando ho scritto questo post conoscevo solo il nome di Samir. Ora modifico e a Samir aggiungo Rami. 

Oggi si chiacchiera molto dei ragazzini, dei bambini (e dei loro insegnanti) salvati dall’essere bruciati vivi da Samir e da Rami, due  ragazzini intelligenti e coraggiosi.

Se quei bambini fossero nati dopo il 2009 quando per lego volontà (allora espressa dal Ministro dell’interno Maroni) con voto di fiducia fu approvata la legge che ostacola la garanzia del diritto al certificato di nascita dei nati in Italia, figlio di migranti non comunitari irregolari.
Se fossero nati dopo il 2009, figli ‘degli altri’ -non avrebbero nemmeno un nome. Privi di tutela genitoriale (come riconoscere madre e padre di chi non c’è?) potrebbero essere carne indifesa per pedofili.

Riferimento legislativo: legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g –
presente nel Testo Unico sull’ immigrazione – testo coordinato dl 286/1998 art. 6/2.

La situazione che nasce dalla legge 94 cd pacchetto sicurezza è segnalata anche dal Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1): «Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

Adesso c’è tutto un agitarsi attorno alla notizia del pullman minacciato, dimenticando che chi ha voluto la legge 94, chi ancora la sostiene, chi ritiene di non doversene occupare, chi addirittura sceglie di non nominarla mai si pone sullo stesso piamo dell’autista che voleva distruggere quei piccoli con il fuoco, mentre i nostri parlamentari – presenti al senato e alla camera – nel corso dei governi Berlusconi 4, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni , Conte hanno e hanno avuto per fare la stessa operazione distruttiva con meno clamore – gli strumenti della burocrazia confortati da una legge che nessuno vuole abolire, per odio, per intolleranza, per conformismo, per indifferenza e rassicurati dal silenzio che si esprime fra il ghigno e lo sbadiglio di molte organizzazioni della società civile.

In quelle nobili sedi e in parlamento  Samir e Rami non sono mai entrati

https://tg24.sky.it/cronaca/2019/03/21/rahmi-samir-bambino-eroe-autobus-milano.html?intcmp=hp-tg24_hero_box1-title_null

 

 

21 Marzo 2019Permalink

19 marzo 2019 – Girovagando fra i paradossi e una lettera aperta

Il Prefetto di Gorizia mette il veto sulla presenza di Serena Pellegrino perché contraria alla linea di governo. Salta il convegno di Agende Rosse a Monfalcone .

Cara Serena,
Leggo nell’articolo di Fabio Folisi –opportunamente ricco di numerose citazioni:
“La relatrice Pellegrino, che non ho il piacere di conoscere personalmente, mi risulta specializzata nella trattazione e conoscenza dei risvolti ambientali della materia “mafia”, non ho fatto riferimento a precedenti giudiziari, che non mi risultano sul suo conto, ma solo a valutazioni politiche che la stessa ha fatto nel passato nei confronti delle strutture governative anche di Gradisca”.
Così scrive il prefetto di Gorizia

Serena mia, ti ho sempre pensato come una professionista nel tuo lavoro, una normale signora. una donna che da parlamentare ha rappresentato anche me.
Mai ti avrei immaginato tale da far paura persino a un prefetto. Il che di questi tempi mi sembra un riconoscimento sul tuo impegno in materia di ambiente.
Però la tua pericolosità è successo e, trasecolando, ti chiedo rispettosamente : “Devo darti del lei?”
In attesa di un tuo chiarimento sul problema leggo con te il comma 1 dell’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“.
Il link alla fonte della mia informazione è in calce dopo un altro paradosso che ancora una volta segnalo
Un abbraccio
augusta

Il paradosso del Comma 22 grossolanamente rielaborato e aggiornato al 2009
*1 Ogni nato in Italia ha il diritto al certificato di nascita e a vivere con i suoi genitori –
*2 ma se nel momento di richiedercene la registrazione della nascita la sua mamma e il suo papà si scoprono privi del certificato di soggiorno vengono legalmente espulsi –
*3 Lo stato in questione deve assicurare l’attuazione di questo diritto –
*4 Necessità di perfezionare lo status dei nati in Italia, figli di irregolari (vulgo clandestini) come soggetti nel percorso dell’espulsione.

NOTE per precisare
Riferimento alla fonte storica: Joseph Heller Catch-22 Tradotto Comma 22, romanzo 1961 – film 1970

1. Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi.
(Fonte: Art. 7/1 della Legge 27 maggio 1991, n. 176
Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989)

2. “l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, con Legge n. 94/2009, in combinato disposto con gli ex artt. 361-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza della situazione di irregolarità di un migranti”
Fonte : http://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2012/08/PAR1_capIII.pdf

Fonte del riferimento di legge:
n.94/2009 art. 1 comma 22 lettera g –
presente nel Testo Unico sull’ immigrazione – testo coordinato dl 286/1998 art. 6/2

Segnalazione di augusta: la dizione comma 22 dell’art. 1 del cd ‘pacchetto sicurezza’ non dipende dal romanzo di Heller ma è solo uno scherzo dovuto all’ironia della storia.

Capita, signore e signori i parlamentari e donne e uomini di governo, capita … nell’approvare la legge non ve ne siete accorti. Se aveste consuetudine alla letteratura avreste avuto la meglio sull’ironia che la storia si consente, invece…..

3. Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide
Fonte: Art. 7/2 della Legge 27 maggio 1991, n. 176

*4. Se si volesse precisare lo statura dei nati in Italia figli di ‘sans papier’ basterebbe togliere l’obbligo di presentazione del permesso di soggiorno al momento della richiesta di dichiarazione di nascita che ha luogo all’apposito sportello del comune, cosa che non  viene fatta e non è stata fatta nel corso di dieci anni perché la modifica di legge non è problema che sfiori la società civile.
Che meglio dell’indifferenza per non  occuparsi di soggetti fragili, indifesi che non contano nulla e non assicurano ammirazione e consenso?

https://friulisera.it/il-prefetto-di-gorizia-mette-il-veto-sulla-presenza-di-serena-pellegrino-perche-contraria-alla-linea-di-governo-salta-il-convegno-di-agende-rosse-a-monfalcone/

19 Marzo 2019Permalink

11 marzo 2019 — Apprezzamento della mozione Cirinnà ma …

Esprimo il mio apprezzamento alla mozione Cirinnà che impegna il Governo a revocare ogni forma di patrocinio al World congress of families, che si svolgerà a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019, a causa delle discriminazioni che l’ideologia del “World congress of families” impone a precisi soggetti.
Preciso che non si tratta di misure censorie ma solo di revoca del patrocinio.
In calce a queste mie brevi considerazioni, che tenterò di diffondere con i mezzi di cui dispongo perché credo che questi siano tempi in cui il nascondimento non è consentito, trascrivo il testo integrale della mozione proposta dalla senatrice Cirinnà e firmata da senatori di diversi partiti.

Poiché pubblicherò su facebook, e invierò a un sito che tiene conto di ciò che una persona cerca di comunicare, faccio mio tutto ciò che la senatrice scrive, aggiungendo di mio una considerazione che vuole segnalare una trascuratezza consueta.
Nella mozione non sono nominati i minori con le loro peculiarità in altre situazioni segnalate per soggetti adulti (punti 2 e 3 Mozione).

Ricordo che ai i minori le Nazioni Unite hanno assicurato il riconoscimento della “Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989”, in Italia, ratificata con legge 176/1991. In tali documenti vien riconosciuto il principio della tutela del “superiore interesse del fanciullo” che trova solenne proclamazione nell’art. 3 dalla Convenzione che recita testualmente: In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.
Che io consideri (e non solo io) orrenda la traduzione di child in ‘fanciullo’ l’ho già scritto l’8 gennaio 2018 riportando un articolo di ben più autorevole fonte  [nota 1]

Ricordo due tradimenti dei minori che considero feroci:

1. Nella legge sulle Unioni Civili la mancata possibilità della adozione del figlio del partner riconosciuto come genitore.
Non ne faccio carico alla senatrice Cirinnà che – saggiamente – si adeguò a questa dichiarata trascuratezza perché quanto accettato sulle Unioni Civili passasse. A lei soprattutto dobbiamo quella legge che si può sempre migliorare ma stabilisce principi irrinunciabili.

2. Gli ostacoli alla garanzia del certificato di nascita ai nati in Italia, figli dei migranti senza permesso di soggiorno, una misura che fa violenza ad esseri umani senza proprie difese e disprezza gli articoli 3 e 10 della Costituzione             [nota 2]

Testo della mozione e firme espresse

Il Senato, premesso che:
il 29, 30 e 31 marzo 2019 si svolgerà a Verona il “World congress of families” (WCF), con il patrocinio del Ministro per la famiglia e le disabilità, con il previsto intervento di autorevoli esponenti del Governo in carica, tra cui il Ministro dell’interno, lo stesso Ministro per la famiglia e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
il WCF è stato segnalato da organizzazioni per i diritti civili come il “Southern poverty law center” (SPLC) e lo “Human rights campaign” con la dicitura di “hate group”;
tra gli obiettivi del WCF non rientra soltanto la difesa della “famiglia naturale”, ma anche la promozione di una concezione delle relazioni familiari basate sulla subordinazione della donna all’uomo e su una decisa compressione dell’autodeterminazione femminile, ad esempio per ciò che riguarda la conciliazione tra vita familiare e lavoro;
come ampiamente riportato dagli organi di stampa, tra i soggetti organizzatori del WCF figurano associazioni e gruppi, anche stranieri, che si distinguono per un messaggio gravemente omofobo e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell’omosessualità, oltre che alla limitazione dell’autodeterminazione in materia affettiva e familiare;
secondo il programma ufficiale dell’evento, al congresso interverranno alcune personalità di spicco dell’antiabortismo e dei sostenitori della famiglia tradizionale come il russo Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità che ha lo scopo di influenzare il parlamento russo, la Duma, e di aiutare il presidente russo Vladimir Putin a sviluppare politiche in linea con le indicazioni della chiesa ortodossa; il ministro per la famiglia del Governo ungherese, Katalin Novak, e il presidente moldavo Igor Dodon, che ha spesso espresso posizioni omofobe;
all’evento interverranno inoltre anche Theresa Okafor, un’attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso, e Lucy Akello, Ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che nel 2017 ha presentato al Parlamento ugandese una legge contro le coppie omosessuali, già proposta nel 2014, che prevedeva originariamente la pena di morte per “omosessualità aggravata”;
considerato che:
l’articolo 3 della Costituzione riconosce il principio della pari dignità sociale di tutti i cittadini e il divieto di discriminazione sulla base, tra l’altro, delle “condizioni personali e sociali”;
l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sancisce espressamente il divieto di discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere;
la consolidata giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, anche in fattispecie riguardanti condotte poste in essere dalle istituzioni italiane, ha da tempo riconosciuto che alle coppie formate da persone dello stesso sesso spetta il pieno riconoscimento del diritto alla vita familiare ivi compreso il riconoscimento della possibilità di adottare il figlio del partner (in tal senso si vedano i casi Schalk and Kopf c. Austria, 24 giugno 2010; X. c. Austria, 19 febbraio 2013; Oliari v. Italia, 21 luglio 2015; Taddeucci v. Italia, 30 giugno 2016; Orlandi c. Italia, 14 dicembre 2017);
la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo ha sancito la contrarietà alla Convenzione di qualunque discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, così come delle condotte discriminatorie veicolate da discorsi d’odio e volte ad incidere sulla libertà di espressione delle persone LGBT+ (al riguardo i casi Bayev e altri c. Russia, 20 giugno 2017; Vejdeland e altri c. Svezia, 9 febbraio 2012);
il diritto italiano si è da tempo aperto alla pluralità delle formazioni familiari, sulla base di una cospicua giurisprudenza costituzionale e di legittimità, culminata nella nota pronuncia n. 138 del 2010 della Corte costituzionale;
la legge 20 aprile 2016, n. 76, recante “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, all’articolo 1 definisce: “l’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione” e ai successivi commi 11 e 12 stabilisce rispettivamente che: “le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni”, nonché: “Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune”;
rilevato che:
il Presidente del Consiglio dei ministri, come riportato dagli organi di stampa, ha smentito il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri al WCF, sottolineando come la partecipazione del Ministro per la famiglia e le disabilità sia da ricondursi ad autonoma iniziativa politica di quest’ultimo;
tuttavia, ad oggi sul sito del WCF, così come sul materiale informativo relativo al congresso, continua a comparire il logo della Presidenza del Consiglio dei ministri, seppure con la dicitura Ministro per la famiglia e le disabilità;
appare pertanto oltremodo grave, nonché lesivo dei principi costituzionali e convenzionali su richiamati, che il Governo della Repubblica e la Presidenza del Consiglio dei ministri, sia pure per il tramite di un Ministro senza portafoglio, concedano il proprio patrocinio ad un evento che si pone in aperto contrasto con detti principi, e che punta a diffondere una cultura di odio e discriminazione verso le persone LGBT+, oltre a promuovere una concezione delle relazioni familiari astorica e fondata sulla subordinazione femminile, in aperto contrasto con l’art. 29 della Costituzione,
impegna il Governo:
1) a revocare ogni forma di patrocinio al World congress of families, che si svolgerà a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019;
2) a porre in essere politiche di contrasto all’omotransfobia, con strumenti culturali e specificamente giuridici;
3) a sostenere attivamente la condizione femminile, in particolare attraverso una tutela adeguata delle lavoratrici madri e la salvaguardia del modello italiano di diritto di famiglia, solidamente basato, come impone la Costituzione, sull’eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi.
Pubblicato il 7 marzo 2019, nella seduta n. 98

Firmatari:
CIRINNA’ , MARCUCCI , D’ARIENZO , BONINO , DE PETRIS , GRASSO , ERRANI , BRESSA , NENCINI , NUGNES , MALPEZZI , MIRABELLI , VALENTE , STEFANO , FERRARI , COLLINA , BINI , ROSSOMANDO , ALFIERI , ASTORRE , BELLANOVA , BITI , BOLDRINI , BONIFAZI , COMINCINI , CUCCA , D’ALFONSO , FARAONE , FEDELI , FERRAZZI , GARAVINI , GIACOBBE , GINETTI , GRIMANI , IORI , LAUS , MAGORNO , MANCA , MARGIOTTA , MARINO , MESSINA Assuntela , MISIANI , NANNICINI , PARENTE , PARRINI , PATRIARCA , PINOTTI , PITTELLA , RAMPI , RICHETTI , RENZI , ROJC , SBROLLINI , SUDANO , TARICCO , VATTUONE , VERDUCCI , ZANDA

Oltre il merito della mozione voglio segnalare che qualcuno ritiene l’ipotesi della proposta Segre (e mi dispiace che il rilievo mi sia venuto da amici di cui ho grande stima) lesiva del diritto di ognuno di esprimere le proprie opinioni.
Recita il titolo della proposta Segre (ddl S 362) – che tratta esplicitamente delle ‘hate speech’ (termine internazionale relativo alle ‘parole d’odio’) –“Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Non è un richiamo a censure ma alla responsabilità nell’uso della parola che se imprudentemente proposta (o proposta proprio intenzionalmente ) può creare disprezzo e violenza contro determinati soggetti, un percorso ben noto nella storia europea del secolo scorso che a mio parere sta nuovamente dilagando.

NOTE
[Nota 1] LUIGI FADIGA : DA FIGLIO A BAMBINO. Il fanciullo come persona titolare di diritti
Pubblicato nella rivista: Jura Gentium, Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale, ISSN 1826-8269

[Nota 2] Legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g – testo coordinato dl 286/1998 art. 6/2.
Vedi anche: Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1): «Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

11 Marzo 2019Permalink

10 marzo 2019 – Nascere in Italia e non esistere

Chiedo rispetto per i nati in Italia cui la legge nega il certificato di nascita

Dieci anni fa cominciava questa vergognosa gara aperta dalla decisione dell’allora ministro Maroni (quarto governo Berlusconi) a chi voltava le spalle con maggior convincimento a pericolosi esseri del peso medio di tre Kg.
Sembrava una gara fra nuovi eroi contro una minaccia alla nostra società.
Riuscivano a tacerne anche i vescovi italiani nel 2015 riuniti in  Sinodo sulla famiglia: uno dei pochi cori omogenei nella società politica e (in)civile.
Ho scoperto che una deputata del pd, oggi Vice Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, è anche componente della  Commissione Affari Costituzionali perché a mio parere questo è il livello della questione che ho posto.
Le ho scritto nella sua ufficiale casella di posta e ho ricevuto il riscontro della recezione del messaggio.

Gentile on. Pollastrini
giro a lei la lettera che ho inviato al neosegretario del  Pd Zingaretti per cui temo di  non aver trovato un indirizzo adeguato.
Conto su una risposta quale che sia. E’  un argomento che mi tormenta da dieci anni e su cui mai ho trovato risposte pertinenti.
Le ricordo soltanto che 2009 il trattamento, ora riservato solo ai nati in Italia come identificati da legge, apparteneva anche a chi chiedesse di registrare le ‘pubblicazioni di matrimonio’ (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g – testo coordinato dl 286/1998 art. 6/2). Con sentenza 245/2011 la Corte Costituzionale modificò la situazione relativamente a questo aspetto. I neonati non  hanno trovato rispetto alcuno. Perché? E nella svolta promessa dal segretario Zingaretti ci sarà finalmente posto anche per costoro?
Glielo chiedo anche come componente della Commissione Affari Costituzionali perché a mio parere questo è il livello della questione che ho posto.
La prego mi risponda anche se il suo parere fosse negativo: attendo da dieci anni di capire
Augusta De Piero     Udine

oggetto. Lettera aperta – 8 marzo 2019
Monsieur le Président
Je vous fais une letter
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Boris Vian Le Deserteur 1954

Gentile segretario Zingaretti,
nel 1954 avevo 16 anni ma quel testo – che amai moltissimo per il suo radicale rifiuto della guerra – mi gira per la mente ogni volta che mi rivolgo a un ‘presidente’ che … non so se leggerà.
Però scrivo … chissà!
Non sono iscritta al Pd (pur avendo avuto una antica militanza nel PCI e anche – in tempi lontani – una presenza istituzionale), non ho votato per il segretario perché voglio mantenere la possibilità di dire dall’esterno ciò che all’interno del Pd non ha significativo riscontro.
Da dieci anni sto tentando di far emergere il problema dei piccoli che, nati in Italia, restano per legge senza certificato di nascita.
Lo vuole la legge che un inconsapevole ossimoro chiama ‘pacchetto sicurezza’ (n.94/2009 art. 1 comma 22 lettera g – presente nel Testo Unico sull’ immigrazione – testo coordinato dl 286/1998 art. 6/2).
La norma, costruita attraverso un perverso intreccio di geografia e burocrazia, sostanzialmente è, mi sembra di poter dire, una misura razzista:
– geografia: i genitori o un genitore di un nato in Italia non sono comunitari,
– burocrazia: i genitori o un genitore non hanno il permesso di soggiorno e, dichiarandolo come la legge vuole per registrare la nascita in Italia del loro bambino,- si espongono al rischio di espulsione.
Ce lo segnala anche il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1): «Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».
Soltanto il fragile contributo di una circolare consente ai genitori di aggirare questo vincolo mentre la norma, introdotta nel 2009, permane nella soddisfazione di chi, confortato dall’indifferenza dei più, vuole costruire la politica sul ‘nemico’, a non dimenticato modello schmittiano, e quale nemico più facile da vincere e gloriarsene di un nato dalla fragilità assoluta? .
La modifica non impone onere di spesa, non si scontra con interessi forti, finanziari o altro che siano (non è il TAV!), ma chiede soltanto di sapersi disonorati da una misura che l’indifferenza e l’incompetenza fanno sembrare inaffondabile.
Ci sono di mezzo gli articoli 3 e 10 della Costituzione.
Mi piacerebbe conoscere un parere – quale che sia – del neopresidente del Pd.
Cordialmente
Augusta De Piero
Udine –

Nella lettera inviata c’erano anche i miei riferimenti telefonici, oltre la mail

10 Marzo 2019Permalink

25 febbraio 2019 – Il diluvio del razzismo si è fatto tanto invasivo e pervasivo che potrei considerare inutile la narrazione sul mio blog .

Invece no.
Radio, tv, giornali grondano di narrazioni in cui cerco di cogliere alcuni elementi che mi consentano di capire, capire di più se mai è possibile.

Affidiamo la scuola al dominio della politica politicante?
La scuola è stata sbandierata come luogo di integrazione mentre sentiamo di allontanamenti dalla mensa per ragioni di costi tanto onerosi da essere insostenibili per parecchi genitori autoctoni e non, di allontanamenti dalla scuola dell’infanzia per ragioni di percentuali ‘etnicamente’ calcolate che devono essere rispettate classe per classe (e i ‘fuori norma’ –che se l’aspettava?- sono gli stranieri, pur se nati in Italia), di insulti proposti in classi della scuola dell’obbligo ,

Si comincia così

fondati sull’aspetto fisico di alcuni alunni esposti alle beffe dei loro compagni per volontà dell’insegnante (che non sempre riesce a provocarle perché evidentemente ci sono bambini forniti di anticorpi [Nota 1] ), di provvedimenti discriminanti a livello di nidi che sembrano di particolare interesse per la radicalità della decisione dove la politica soffoca completamente l’esigenza educativa e si fa portatrice di un decisionismo dominante ancorché sostanzialmente ridicolo [Nota 2].

Uno schema che ha almeno 10 anni ma forse più

Per me questo episodio è il segnale del peggio che si è fatto obiettivo: un peggio iniziato dieci anni fa – sul solido piedestallo della cultura razzista degli anni ’30 – forte del perdurante antisemitismo garantito da radici lontane, profonde e robuste.
Dieci anni fa infatti una legge imposta con voto di fiducia dall’antenato ministro Maroni stabilì che i nati in Italia, figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno potessero essere privati del certificato di nascita. Gli andò bene, assicurato nella sua proposta dal consenso del quarto governo Berlusconi, fu confortato infatti dall’indifferenza (credo consapevolmente irresponsabile) dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni che, sostenuti dalla varie maggioranze loro consone, hanno offerto questo scempio di civiltà, bello e sicuro come un pacchetto regalo coi fiocchi, al governo Conte.
E ciò che una volta si è fatto si può fare e via via estendere nella sua dimensione peggiorativa politica e culturale, ampliando il consenso dai complici consapevoli ai complici e alle complici, trasognati quasi fossero sotto l’effetto di una droga soporifera   [Nota 3].

Bakary, suo fratello e i suoi genitori

Una famiglia lombarda (mamma, papà, un figlio grande) adotta legalmente Bakary Dandio, un ragazzo senegalese che ha attraversato l’inferno libico ed è sopravvissuto al passaggio del Mediterraneo.
Dopo le elezioni del mese di marzo 2018 in Italia si assume apertamente e senza vergogna il linguaggio dell’odio che si materializza in scritte insultanti davanti alla casa della famiglia di Melegnano fino a farsi minaccia dal sapore ormai apertamente razzista.
Per persone succubi del martellamento del pregiudizio – e vittime dei propri limiti intellettuali gratificati da pesante ignoranza – la connessione fra il colore della pelle e la cittadinanza italiana è una soltanto.
La mamma di Bakery si appella al Ministro dell’Interno perché – nell’esercizio della sua funzione – esprima una doverosa condanna del fatto.
La risposta del Ministro lascia senza parole a partire dalla sconnessione logica che è impossibile non rilevare: non pronuncia – in questo caso – parole d’odio ma parole fra ,loro incoerenti che chiunque può usare e copertura di eventuale espressione dell’odio ormai diffuso.
Dice: «Rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni episodio di razzismo. Ma la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani: bloccare gli scafisti e fermare l’immigrazione clandestina non è razzismo o tantomeno fascismo».
Un figlio, con una storia terribile alle spalle che da richiedente asilo ospite di un Centro si inserisce nella normalità di una famiglia che diventa la sua famiglia con lo strumento pienamente legale dell’adozione, rappresenta una minaccia a fronte della richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani. Che dire ? Meglio non dire ciò che le governative parole suscitano ma un piccolo excursus storico non me lo voglio negare.

Quando i cittadini italiani divennero nemici dei loro concittadini.
Era il 18 settembre 1938. Il 5 settembre la scuola italiana era stata liberata dalla presenza di alunni e insegnanti ebrei, cittadini italiani elevati a nemici dei propri concittadini.
Qualche anno dopo diligenti funzionari italiani avrebbero organizzato il percorso per consegnarli ai lager di gestione tedesca.
Il ‘duce’ (ma non gli veniva da ridere sentendosi così definito? Certamente no: i dittatori fanno ridere ma non sanno ridere: è un tratto comune ovunque siano collocati) aveva comunque proclamato: «il problema di scottante attualità è quello razziale, e in relazione con la conquista dell’Impero, poiché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio, occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorità nettissime. Il problema ebraico è dunque un aspetto di questo fenomeno. »
Quindi gli ebrei, facilmente identificati attraverso il censimento del 1938 e la sottrazione degli elenchi custoditi negli archivi delle loro comunità, subirono – a partire dalla negazione della scuola – una serie di limitazioni e privazioni di beni e diritti che la martellante propaganda fascista rese accettabile . Residui di quella cultura si trovano ancora in certe forme di linguaggio non solo popolare ma anche istituzionale.

L’8 dicembre 2018 per esempio il presidente della Giunta del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato al Messaggero Veneto che «per integrare bambini che vengono da paesi lontani non bisogna dar loro materiale ludico-didattico del paese d’origine. Questi bambini devono conoscere tradizione e cultura del territorio in cui si sono trasferiti a vivere. Questo è fare integrazione»                          [Nota 2]
Ne ho scritto nel mio blog del 14 dicembre 2018 (Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine) stordita dal fatto che il riferimento fosse al nido dove si trovano bimbi dai tre mesi ai tra anni , cui non capisco come si possano riferire le parole del presidente della regione .
Mi aiutano a suggerirne l’insostenibilità le indimenticabili immagini di Charles Monroe Schulz attraverso la sua invenzione della coperta di Linus. [Nota 5]

Concludendo
Persone che siano di origine geograficamente diversa da quella che si può collocare entro i confini dell’Italia (quando la Lega si connotava come Lega Nord forse la questione sarebbe stata più complessa), ancorché diventate legalmente cittadine italiane, costituiscono un pericolo costante alla nostra sicurezza.
Se poi le stesse persone, provenienti da paesi non comunitari non dispongono del permesso di soggiorno, l’intreccio geografico-burocratico le rende indegne, come abbiamo visto,  di denunciare la nascita di un figlio in Italia che, non per ciò che abbia fatto ma per ciò che è, nel lego immaginario rappresenta una minaccia alla sicurezza di ognuna e ognuno di noi.
Persino Linus e Snoopy, condividendo la coperta, ci dicono che così non va.

NOTE

[Nota 1] e non si tratta di anticorpi solo culturali ma anche di anticorpi fisici negati dalla elevato livello di scientificità dei no vax che, per aver iscritto a scuola figli non vaccinati ne impediscono l’ingresso a un bambino che ha superato la leucemia ma è immunodepresso
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_febbraio_23/roma-bimbo-immunodepresso-leucemia-mamma-se-matteo-prende-morbillo-finisce-sotto-terra-ca5d9442-3734-11e9-8878-6501931868b1.shtm

[Nota 2]
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Foligno-la-famiglia-denuncia-maestro.-Il-padre-Altro-che-esperimento-didattico-razzismo-02d5d726-bf56-492b-a8cc-f1f21689c352.html

Blog 14 dicembre ”Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine” https://diariealtro.it/?p=6278

[Nota 3].
Il Movimento di Cooperazione Educativa prende atto del nefasto percorso che si apre con la richiesta del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita
Il testo del documento in diariealtro 5 febbraio 2019 ” La politica determina le modalità di esercizio della professione medica – Bambini invisibili in Italia“. https://diariealtro.it/?p=6424

[Nota 4].
https://www.corriere.it/video-articoli/2019/02/20/melegnano-un-altra-scritta-razzista-contro-bakary-papa-vorrei-parlare-la-persona-che-ha-fatte/aca2b748-3545-11e9-9316-3a96070c5354.shtml

[Nota 5]
Blog 14 dicembre ”Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine” https://diariealtro.it/?p=6278

24 Febbraio 2019Permalink

14 febbraio 2019 – Sull’uso delle armi improprie: dopo l’imposizione dell’inesistenza e la mensa proibita, la guerra delle frittelle

Frittelle solo ai bambini italiani
A Mantova sta creando molto scalpore un’iniziativa annunciata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Luca De Marchi. Come riporta la Gazzetta di Mantova, per il prossimo 15 febbraio, De Marchi ha proposto di distribuire al luna park frittelle gratis ai bambini, ma solamente a quelli italiani. Ebbene sì, pare che l’iniziativa non sia affatto stata equivocata perché lo stesso consigliere comunale ha ribadito con una nota che sarà presente allo stand presso il luna park per la distribuzione di frittelle, dolce tipico della tradizione mantovana, «destinate solo ai bambini italiani».
Secondo De Marchi, l’iniziativa non sarebbe discriminatoria in quanto «puntiamo lo sguardo sulle famiglie extracomunitarie che, in realtà, godono, per quanto riguarda l’infanzia, di numerose agevolazioni, mentre le famiglie mantovane troppo spesso devono rinunciare ai momenti di svago con i figli perché subissate di pensieri riguardanti le difficoltà finanziarie».                                                                                                                                                                                  [Nota 1]
Un mio dubbio sull’operatività del provvedimento dichiarato.
Considerato che ci sono persone di pelle scura che hanno ottenuto la cittadinanza italiana e che ci sono anche bambini adottati, pure loro di pelle scura (chi ha visto la fotografia del corazziere nero lo sa)   come farà il consigliere Luca De Marchi a garantirsi che le frittelle che pagherà vadano a bambini italiani?
Un mio consiglio: assuma un vigilante che controlli i passaporti di cui si muniranno i bambini di Mantova per mangiare le frittelle del patriota consigliere.

 

 

Mensa solo a chi può pagare. Copio la più autorevole delle parole.
Caso Lodi, Liliana Segre: “Chi ha scartato quei bambini come fa poi a tornare dai propri figli?”
Nell’anniversario della deportazione nazista degli ebrei dal ghetto di Roma, la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, ai microfoni di Circo Massim, su Radio Capital, commenta i fatti di Lodi e l’esclusione dei bimbi dalla mensa scolastica: “I bambini che si vedono scartati ne risentono tutta la vita. Ma quelli che li mettono da parte perché manca un timbro, poi come vanno a casa dai loro figli? Vanno curate le menti e i cuori”. E annuncia: “Presenterò un disegno di legge contro l’odio perché le parole dell’odio, che oggi viaggiano più di quelle dell’amore, sono quelle che fanno sì che un bambino non possa mangiare con gli altri”             [Nota 2]

Fra le due foto della senatrice Segre c’è il lager

Nel 2009 la guerra è cominciata in alto loco con una battaglia incastrata fra politica e burocrazia
Allora infatti si è dichiarato per legge che chi registri la dichiarazione di nascita dei propri figli nati in Italia deve presentarsi al comune di competenza con il permesso di soggiorno.
Se non ne dispone quale occasione migliore per trasformare lo sportello del comune in un terreno di caccia per il non comunitario irregolare?
Chi volesse riprendere contatto adeguato con la notizia può andare al mio blog del 5 febbraio dove ho copiato un’autorevole descrizione del problema da un blog del Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) del 19 gennaio
MCE ha espresso la sua preoccupazione per la negazione del certificato di nascita a nati in Italia, presente in legge dal 2009 in un blog dal nome programmatico ma non solenne: Saltamuri.
MCE ha sottolineato anche il ruolo dei comuni che possono farsi responsabili attori per salvare l’esistenza giuridica di questi piccoli che la legge 94/2009 mette a rischio.
Partiti, società civile, grandi mezzi di informazione hanno invece espresso con il loro silenzio beffardo sul problema il disprezzo nazionale per questi nati in Italia che, attraverso la registrazione resa problematica dal documento richiesto, sono promossi a spie dei loro genitori da cacciare e persino esclusi dalla consumazione delle frittelle mantovane.
Nulla è trascurato per salvarci da questa minaccia invasiva.

Una volta raggiunta la fonte il testo MCE si trova alla voce Bambini invisibili in Italia –
Il diritto alla registrazione alla nascita                                                                                            [Nota 3]

L’Europarlamento non ha assicurato comprensione al Presidente del Consiglio italiano , che pur si è presentato privo di minacciosi neonati.     

Per capire il senso dell’incontro di Strasburgo è opportuno seguire il percorso suggeritomi da un’amica solidale che ieri mi ha inviato il link per ascoltare la registrazione di quell’incontro
AMICHE E AMICI, PER PIACERE ASCOLTATE VERHOFSTADT
Mi associo all’intensità di quell’invito e trascrivo il link in nota.                                                                       [Nota 4]

E infine, fra frittelle, armi viventi e improprie, relazioni di incontri spiacevoli in terra europea scrivo al Presidente del Consiglio
Uso la formula della lettera aperta, la invio a vari giornali ma, insistendo nel realismo della speranza che almeno qualcuno la legga, ne trascrivo qui la copia

Egregio Presidente
prof. Giuseppe Conte
Sua Sede

Egregio Presidente
Il 12 febbraio 2019 nella sua veste di Presidente del Consiglio italiano lei ha parlato al Parlamento Europeo a Strasburgo e, nel contesto di un duro dibattito in cui è stata apertamente pronunciata la parola ‘burattino’ (senza dimenticare i nomi di chi sono, a mio parere opportunamente, considerati ‘burattinai’) e, accusato di crudeltà, ha affermato, “è di una gravità inaudita accusarci di lasciar morire i bambini nel Mediterraneo, DONNE E BAMBINI SONO SEMPRE STATI MESSI IN SICUREZZA”.
Per quel che io so le ONG non sono d’accordo e non lo sono nemmeno io anche per un punto particolare che voglio esporle a modo mio.
Quando lei dice che i “bambini sono stati messi in sicurezza” dice il falso e non si rende conto che negando un’esistenza giuridicamente riconosciuta ai figli nega anche la dignità dei genitori, di mamme e papà che non potranno mai dire “Questa è mia figlia! Questo è mio figlio!’ se non per l’amore che li lega a quegli esseri indifesi e vilipesi nella loro dignità di persone che non vengono riconosciute tali.
Lei, primo Presidente del consiglio della XVIII legislatura, è l’erede di una serie di governi sostenuti dalle varie e variabili maggioranze che li hanno tenuti in vita per il tempo necessario ad abbatterli.
Vogliamo elencarli?
XVI legislatura: quarto governo Berlusconi.
Il ministro Maroni (predecessore del suo Salvini) fece approvare con voto di fiducia il decreto sicurezza che (alla lettera g del comma 22 dell’art. 1 di quel decreto identificabile come legge 94/2009) afferma che i genitori non comunitari di un NUOVO NATO IN ITALIA devono presentare il permesso di soggiorno per registrarne la nascita e assicurargli così il certificato di nascita. Le parole di quel decreto sono criptiche ma il senso è questo.
Per il rischio che ne consegue, l’espulsione di chi è irregolare (tanto per intenderci i suoi sodali – con la grossolanità del linguaggio che li distingue – li chiamano clandestini), ci sono genitori che la paura di esporsi può indurre a nascondere il piccolo lasciandolo senza identità giuridicamente riconosciuta.
Ve lo dice anche il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1).
Con la fine del Governo Monti (indifferente pure lui ad essere creatore di fantasmi per il ruolo istituzionale che gli competeva) inizia la XVII legislatura in cui i vari governi – e le maggioranze parlamentari che li sostengono – sembrano soddisfatti del ruolo, ripeto, di creatori di fantasmi tanto da mantenerlo con la continuità di una non condivisibile determinazione.
Elenchiamoli per chiarezza: Letta, Renzi, Gentiloni.
Lei, primo Presidente del Consiglio della XVIII legislatura, è l’erede di questa scelta agghiacciante: ridurre nuovi nati in Italia al massimo di insicurezza, a non esistere, secondo il verbo già maroniano ora salviniano e, per nostra vergogna, diffusamente accettato anche a livello di società (in) civ ile.
Quindi dire che i “bambini sono stati messi al sicuro” è un falso, omaggio (penso utile) alla Lega, sodali e succubi siano quelli che ne sostengono, anche per questo aspetto, la teoria e la prassi.
Con quella cordialità che obbliga alla sincerità
Augusta De Piero

NOTE
[Nota 1] “Frittelle solo ai bambini italiani”
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/mantova-l-iniziativa-di-luca-de-marchi-fdi-frittelle-solo-ai-bambini-italiani-_3191491-201902a.shtml

[Nota 2]
http://m.iltirreno.gelocal.it/video/politica/caso-lodi-liliana-segre-chi-ha-scartato-quei-bambini-come-fa-poi-a-tornare-dai-propri-figli/110126/111720

https://www.ilpost.it/2018/10/13/lodi-bambini-stranieri-mensa-scolastica/

[Nota 3]    https://diariealtro.it/?p=6424

[Nota 4]    https://www.youtube.com/watch?v=rgyT4WtrHF8

14 Febbraio 2019Permalink

6 febbraio 2019 – Una chiesa olandese salva una famiglia condannata all’espulsione. I vescovi italiani invece …

1 febbraio 2019   –  La messa è finita: la preghiera non stop salva la famiglia armena . Non sarà espulsa dall’Olanda. (link in calce)

La celebrazione durata più di tre mesi è riuscita nel suo intento: la famiglia Tamrazym, nel Paese da 9 anni non verrà rimandata nel paese d’origine dal quale scappava.
La maratona religiosa della chiesa protestante di Bethel, all’Aia, è finita. Era stata una strategia per evitare il rimpatrio di una famiglia di profughi armeni, che si era vista rifiutare la richiesta di asilo, nonostante viva in Olanda da nove anni.
Il governo dell’Aia si è espresso positivamente nei confronti della famiglia: i due genitori e i tre figli potranno restare, soprattutto perché i ragazzi vanno ancora a scuola e all’università.
In Olanda la polizia non ha il diritto di entrare in un luogo di culto e interrompere una funzione religiosa. È proprio così che il parroco della chiesa è riuscito ad evitare il rimpatrio.La famiglia Tamrazyan, cristiana credente, ma con il permesso di soggiorno scaduto, si era vista rifiutare la richiesta d’asilo, e ha avuto l’idea di chiedere “asilo” in chiesa.
Giorno e notte. La cerimonia è durata oltre tre mesi, con quasi 650 pastori e fedeli, provenienti da tutto il Paese, ma anche da Francia, Germania e Belgio, che si sono dati il cambio per proteggere i cinque armeni, organizzando una messa a oltranza.
La costanza è servita: il governo olandese si è arreso e ha garantito alla coppia, con i suoi tre figli, di restare nel Paese.

Mio commento: Una chiesa ha sfidato il governo olandese e ha salvato una famiglia armena condannata all’espulsione con una continua preghiera che – per più di tre mesi – ha impedito alla forza pubblica di entrare nel luogo che era diventato il loro rifugio sicuro.
Ora è sicuro tutto il territorio dello stato.

Non posso non pensare ai bambini nati in Italia che la legge condanna a non avere esistenza giuridica riconosciuta come loro dovuto. Continuo a dirlo da dieci anni trovando incompetenza e cinismo nei partiti politici, indifferenza nell’opinione pubblica, fastidio in associazioni altrimenti rispettabili, rigetto del problema nelle chiese cristiane cui appartiene anche la chiesa cattolica..
Dal 2009 la legge 94 all’art. 1 comma 22 lettera g richiede il permesso di soggiorno per registrare la dichiarazione di nascita.
Ancora una volta affido il chiarimento del problema alle parole del Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».
E il rapporto ancora raccomanda «di intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini ad essere registrati alla nascita, indipendentemente dall’estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori».
Contestualmente alla legge era stata però emanata la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) che afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
Nella migliore delle ipotesi si affida la sicurezza dell’esistenza alla fragilità di una circolare, negando a chi richiede asilo la certezza della legge e umiliando tutti noi, quando accettiamo questo vulnus di civiltà, a cittadini che si beffano di umanità e, non a caso, degli art. 3 e 10 della Costituzione

La chiesa di Bethel e il Vaticano
Nel 2015 i vescovi italiani convocarono un Sinodo sulla famiglia in cui si occuparono di tutte le criticità che la caratterizzano e riuscirono ad identificare. E lo fecero con attenzione e competenza.
Non vollero però occuparsi dei bambini che nascevano ed erano condannati per legge a non avere famiglia.
Un omaggio a coloro che una decina di anni fa esercitarono la loro influenza sull’opinione pubblica come ‘atei devoti’?
Un salvagente lanciato a quei cattolici che votano Lega ormai debordata oltre il punto cardinale che le era caro? O direttamente a un tale che agita pubblicamente rosari e Vangeli mentre fa tutto ciò che gli riesce per cacciare i richiedenti asilo?

Sia chiaro che la garanzia del certificato di nascita a chi nasce in Italia (quale che ne sia la cittadinanza) non implica alcun aumento di spesa.
O … non so immaginare tutte le perversioni che possono sostenere questo silenzio vigliacco più che opportunistico. Lo mantengono mentre il papa in terra di Arabia invoca la pace.
Anche in questa situazione fingono di non sapere che dentro quel richiamo ognuno ha un ruolo, a partire dal rispetto dei diritti negati ai più deboli anche in Italia non solo in Arabia Saudita.

https://www.tpi.it/2019/01/31/messa-olanda-armeni-no-espulsione/?fbclid=IwAR3BBTg1HEelkEuq1_tdRZi862M0r3UEdjzPwPwsXnVJ-S_h_soNQx6W7xQ

6 Febbraio 2019Permalink

29 gennaio 2019 – Cronologia: quando il dito indica la luna e la luna non c’è più ma resta il dito

29 GENNAIO 2019 (Modifica il 29 GENNAIO 2019 | 07:04)   LA LETTERA

Migranti, Salvini: «Sulla Diciotti il processo non va fatto, ho agito nell’interesse pubblico»
Il ministro: «Ecco perché il Senato deve negare l’autorizzazione ai giudici»
di Matteo Salvini, ministro dell’Interno

Caro direttore, la mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all’attività di Ministro dell’Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale. Avevo detto che avrei contrastato l’immigrazione clandestina e difeso i confini nazionali. Faccio parlare i numeri. Nel 2018 ci sono stati meno morti, 23.370 sbarchi contro i 119.369 dell’anno precedente. Il trend è confermato anche dalle prime settimane del 2019. Dall’inizio dell’anno a ieri si sono registrati 155 arrivi sulle nostre coste. Nello stesso periodo di un anno fa gli sbarchi furono 3.176. Non solo. Per la prima volta dopo anni, i rimpatri (306) sono superiori agli arrivi. E ancora. Nel 2018 gli immigrati in accoglienza erano 183 mila, oggi scesi a 133 mila. Calano gli immigrati, aumentano i risparmi. Risultato: abbiamo liberato risorse significative, subito investite per un piano di assunzioni straordinario per circa 8 mila donne e uomini delle forze dell’ordine.
Detto questo, vorrei parlare della vicenda giudiziaria perché ritengo importante non siano date versioni distorte. Non intendo sottrarmi al giudizio. Il Tribunale dei ministri di Catania mi accusa di «sequestro di persona» perché avrei bloccato la procedura di sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti. Attenzione: non si tratta di un potenziale reato commesso da privato cittadino o da leader di partito. I giudici mi accusano di aver violato la legge imponendo lo stop allo sbarco, in virtù del mio ruolo di ministro dell’Interno. In altre parole, è una decisione che non sarebbe stata possibile se non avessi rivestito il ruolo di responsabile del Viminale.
Per questa ragione sono impropri paragoni con altre vicende e trova applicazione la speciale procedura di cui all’art. 96 della Costituzione.
Voglio anche sottolineare che, ai sensi dell’articolo 9, comma terzo, della legge costituzionale n. 1/1989, il Senato nega l’autorizzazione «ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo».
La valutazione del Senato è pertanto vincolata all’accertamento di due requisiti (ciascuno dei quali di per sé sufficiente a negare l’autorizzazione): la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Il Senato non è chiamato a giudicare se esista il cosiddetto fumus persecutionis nei miei confronti dal momento che in questa decisione non vi è nulla di personale. La Giunta prima, e l’Aula poi, sono chiamati a giudicare le azioni di un ministro. Altrettanto chiaro è che il Senato non si sostituisce all’autorità giudiziaria, bensì è chiamato esclusivamente a verificare la sussistenza di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o di un preminente interesse pubblico.
Dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni (si veda in particolare l’articolo 10-bis d.lgs. n. 286/1998, che punisce il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato) e riconosciuto dal diritto dell’Unione europea. Basti pensare che l’articolo 79 paragrafo primo, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea afferma: «L’Unione sviluppa una politica comune dell’immigrazione intesa ad assicurare, in ogni fase, la gestione efficace dei flussi migratori, l’equo trattamento dei cittadini dei paesi terzi regolarmente soggiornanti negli Stati membri e la prevenzione e il contrasto rafforzato dell’immigrazione illegale e della tratta degli esseri umani».
In secondo luogo, ma non per questo meno importante, ci sono precise considerazioni politiche. Il governo italiano, quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un’equa ripartizione tra i Paesi dell’Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti. Questo obiettivo emerge con chiarezza dalle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno del 2018 (precedente ai fatti a me contestati), in cui si legge che «per smantellare definitivamente il modello di attività dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, è necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Occorre a tal fine un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri». E ancora: «Nel territorio dell’Ue coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria».                           [NOTA 1]

Diciotti, Salvini: “Mi vogliono processare perché faccio quello che ho promesso? Sono pronto, io non mollo di F. Q. | 28 Gennaio 2019

“Sono orgoglioso di aver dimostrato che l’immigrazione si può mettere sotto controllo e la lotta agli scafisti si può fare. Io dovrei essere processato perché ho difeso i confini del mio Paese? Sono pronto, non ho alcun problema lo dico per rispetto alla stragrande maggioranza dei magistrati. Ho passato un weekend movimentato ma con i miei figli. Non ho alcuna intenzione di mollare”. Così il leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini, a Sulmona. Poi, sul caso Sea Watch: “E’ tre giorni che le tv dicono che c’è questa nave al largo di Siracusa con onde alte 7 metri e bambini in freddo, io devo ringraziare quei parlamentari geniali dell’opposizione che sono andati a far vedere che non ci sono donne e bambini, ma mare calmo, cuffiette e telefonini, ragazzotti a torso nudo. Tornino da dove sono venuti. I porti sono e rimangono chiusi. Mi arrestino pure”               [NOTA 2]

[NOTA 1]
https://www.corriere.it/politica/19_gennaio_29/salvini-per-diciotti-stato-interesse-pubblico-dd7b8baa-2344-11e9-9543-1916afeb08d9.shtml

[NOTA 2]
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/28/diciotti-salvini-mi-vogliono-processare-perche-faccio-quello-che-ho-promesso-sono-pronto-io-non-mollo/4929205/

ore 8 e 32
Meno di un’ora fa Rai News ha pubblicato alcuni tratti dell’ultimo paragrafo del testo del Corriere della sera ricopiato sopra
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/salvini-lettera-corriere-diciotti-processo-non-va-fatto-rifarei-tutto-non-mollo-1fdaacf8-29f6-4940-8ddb-5e0501dbd446.html

 

29 Gennaio 2019Permalink

20 gennaio 2019 – Le stragi del mare e della burocrazia

19 gennaio 2019 – Un’altra strage

Mentre viene annunciata un’altra strage di cui sappiamo ancora poco torno a notizie di stragi precedenti di cui, per l’impegno di diverse persone che è giusto no n dimenticare, sappiamo .
di più e abbiamo particolari che ci dicono molto sulla umanità di chi è morto e di chi soccorre    [NOTA 1]

Un filmato straordinario ci aiuta a sapere e capire, se vogliamo capire                                         [NOTA 2]

Non abbiamo mai trascurato di conservare le loro tracce                                                        [NOTA 3]

La storia risale al terribile naufragio del 18 aprile 2015

Non ne conosciamo il volto, non ne conosciamo il nome. Ma non per questo ciò che sappiamo di lui fa meno male: veniva dal Mali, aveva 14 anni e la speranza di una nuova vita cucita addosso, sotto forma di una pagella della scuola che in patria non avrebbe potuto frequentare più.

La storia risale al 18 aprile 2015, al terribile naufragio nel Mediterraneo che fece più di mille vittime – la maggior parte delle quali non identificate – ma a riportarla d’attualità ci ha pensato Cristina Cattaneo, il medico legale che negli ultimi anni si è occupata di riconoscere i corpi dei migranti annegati in mare e che ha deciso di raccogliere molte di queste storie di migrazione in un volume dal titolo Naufraghi senza volto (Cortina Editore).

Al grande pubblico, però, la storia è arrivata grazie ad una vignetta di Makkox,
il disegnatore che arricchisce le pagine de L’Espresso e che l’11 gennaio su Il Foglio aveva dedicato una vignetta al ragazzo senza nome.

Una pagella nella plastica
Durante un’autopsia, Cristina Cattaneo, medico legale, trova una pagella piegata con cura, cucita nella povera tasca di un quattordicenne proveniente dal Mali, affogato durante il passaggio nel Mediterraneo: la speranza del suo viaggio verso l’Europa.
La pacchia, non è mai cominciata

Nel libro di Cattaneo si legge che l’adolescente “era vestito con una giacca simile a un piumino, un gilè, una camicia e dei jeans” e che l’unico modo per risalire alla sua età è stato quello di analizzarne i resti. Era privo di documenti che ne accertassero l’identità, ma all’interno della giacca aveva cucito qualcosa di ancora più prezioso: una pagella scolastica. In un passaggio del libro Cattaneo racconta i momenti della scoperta, con il plico di carta sbiadito e ripiegato su sé stesso che riportava i nomi della materie, in francese.

Non sappiamo – e con molta probabilità non sapremo mai – le ragioni che portarono il ragazzo a custodire con tanta cura il documento. Probabilmente lo considerava il suo biglietto per una vita migliore, un pass per essere accettato nella comunità che sognava di raggiungere. La dimostrazione pratica che lui non era “solo” un migrante, ma un essere umano con una storia, anche scolastica. Una storia che oggi è diventata il simbolo dei viaggi della speranza, un monito affinché tragedie come questa non accadano mai più.

Un’aspettativa purtroppo disattesa, come indicano i dati. Secondo l’Unhcr le persone morte o disperse nel Mediterraneo sono state 1.311 nel solo 2018, più di 55 ogni mille arrivi

14 novembre 2016           La strage è avvenuta il 18 aprile 2015 al largo della Libia e il barcone è stato recuperato
di Alessandra Zinniti e Natale Bruno-

<…> Le testimonianze dei pochissimi sopravvissuti hanno contribuito a ricostruire in maniera chiara quanto avvenne quella notte di aprile in cui il sovraffollamento del barcone e le errate manovre del comandante ubriaco causarono una collisione con il mercantile King Jacob che era stato inviato per i soccorsi. Il barcone si rovesciò e circa 700 migranti morirono in modo atroce soffocati nel ventre del barcone che e’ stato poi recuperato in fondo al mare un anno dopo e portato a galla e trasportato poi nella base della Marina militare di Melilli dove le salme sono state tutte recuperate e ricomposte con la più grande operazione di medicina legale di tutti i tempi portata a compimento dall’equipe coordinata dalla professoressa Cristina Cattaneo. <…>

Il ricordo di un’altra donna che mise la sua professione a disposizione dell’umanità

Marianella García Villas è stata una politica e avvocatessa salvadoregna. Membro dell’Associazione Cattolica Universitaria Salvadoregna, fondò la Commissione per i diritti umani del Salvador, partecipò attivamente alla Democrazia cristiana salvadoregna e fu collaboratrice di monsignor Óscar Romero. Mons Romero, assassinato nel 1980, è stato recentemente canonizzato.

Marianella García Villas mi è tornata in mente perché, avvocato che tutelava i diritti umani, recuperava anche disseppellendole le salme degli assassinati per testimoniarne i segni di tortura.
Durante il suo impegno fu imprigionata, minacciata, violentata. Nel 1983 fu assassinata.
Il suo cadavere, oltre le ferite da arma da fuoco, presentava altre gravi ferite. I militari salvadoregni l’arrestarono, la torturarono, la uccisero e poi la gettarono nel “mucchio” degli altri cadaveri.
Segnalo il libro pubblicato nell’anno stesso della sua morte e che lessi nella prima edizione:
Linda Bimbi e Raniero la Valle . Marianella e i suoi fratelli (oggi sarà certamente possibile reperire altro).

Quando la vigliaccheria del silenzio è complice del peggio
Queste storie tragiche – e vogliamo unire la vicenda di Giulio Regeni – possono lasciarci senza fiato quando ci poniamo la domanda ‘che fare’?
C’è un che fare che appartiene a livelli alti, culturali e istituzionali, ma c’è anche un livello piccolo, alla portata di ognuno.
Ce ne dà una indicazione Adolf Eichmann, esperto in sterminio che promosse e perseguì non tanto come aguzzino in attività di servizio ma come burocrate.
E allora chiediamoci perché – al di là dell’impegno di singole persone e della Società italiana di medicina delle migrazioni che si espresse pubblicamente – non ci si voglia pubblicamente occupare della norma che nega il certificato di nascita ai figli dei migranti senza permesso di soggiorno.
Ormai da dieci anni la legge che potrebbe essere cambiata senza onere di spesa si è trascinata e continua a trascinarsi fra certa indifferenza e probabili sghignazzi (diventati un modo di comunicazione politica). Ma non interessa i livelli alti impegnati in spettacolini finalizzati al successo e all’aumento dei voti concessi ma di regola non meritati.

Altro in nota [NOTA 4] 

Immanuel KANT: “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.”

[NOTA 1]
http://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/19/news/migranti_una_notte_di_ricerche_vane_nessun_altro_superstite_del_primo_naufragio_dell_anno-216936208/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P1-S1.8-T1

[NOTA 2]
https://www.facebook.com/rai3tv/videos/799850543683970/UzpfSTExMTI2NzQzMDA6Vks6MTE5NTg1MTI0MDU2Mzg0Nbvvcxs%20%20444444444444444444444444444444444444444444444444444444xssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssswsxxxxxx4w4w4xxxxssssssxxxxaaaaaaxxxxxzpQ/

Il link ci porta a un video di pochi minuti. Di qui avevo visto un video di più di un’ora che non riesco a ritrovare.
Se qualcuno ci riuscisse ….

[NOTA 3]
https://www.repubblica.it/venerdi/articoli/2016/11/14/news/cosi_diamo_un_nome_ai_fantasmi_del_mare-152005581/

[NOTA 4]
10 gennaio – https://diariealtro.it/?p=6371  09/01/2019 LETTERA A SALVINI DI UN’IMMIGRATA AFRICANA:
«LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA

14 gennaio – L’aggravante razziale https://diariealtro.it/?p=6374

20 Gennaio 2019Permalink