Ieri scrivevo, a proposito dell’inchiesta di El Pais, ripresa da Time, la storia dei massicci rapimenti di bambini, seguiti da vendite, considerandolo una testimonianza che aiuta a costruire il quadro per inserire il problema dei ‘bambini fantasma’ di cui mi occupo da anni.
Il quadro di riferimento come io lo vedo
Gli esperimenti di Mengele non risparmiavano i bambini, soprattutto se gemelli.
I colonnelli argentini distrussero una generazione cui sottrassero i figli per darli in adozione a persone ‘affidabili’. Le ‘nonne di piazza di maggio’ ancora li cercano.
Le suore spagnole hanno fatto più o meno lo stesso, senza bisogno di ammazzare le madri.
Ora spero che quelle sciagurate non diventino un alibi per demonizzare il cattolicesimo in nome di una cultura laica più evoluta e rispettosa dell’integrità della persona.
Purtroppo non è così e seguire questa strada di conflitto ideologico consente ad alcuni di scansare le proprie responsabilità con una copertura cui organizzazioni cattoliche hanno più volte dato credibilità.
La penalizzazione dei figli di sans papier, la cui esistenza non è riconosciuta come loro diritto ma affidata alla transitoria labilità di uno strumento burocratico (la circolare!), unisce religiosi e laici, credenti e atei nella stessa volontà di devastazione, almeno in Italia.
Da parte di esponenti di associazioni e organizzazioni che dicono occuparsi di diritti umani in genere e di migranti in particolare mi è stato detto essere impossibile un intervento perché non ci sono denunce di fatti.
Forse che la negazione della registrazione anagrafica messa in legge non è un fatto?
Fatti che forse susciteranno un provvisorio, labile clamore
Il primo: L’occasionale presenza di un regista a bordo di un aereo che trasportava persone espulse ha documentato la presenza di mani legate e di nastro adesivo sulla bocca.
Chi è responsabile di un simile trattamento? Le vittime in questione erano state informate del diritto a chiedere asilo?
Il secondo: Una cittadina moldava è morta in circostanze non ancora chiarite e trapelate a due giorni dai fatti nel Commissariato di Villa Opicina(Trieste).
Adesso le anime buone, capaci di vedere i fatti solo nei macelli, hanno di che guazzare prima di passare ad altro.
Walter Benjamin: quando è impossibile liberarsi dalla memoria che si affolla di nomi.
So che verrò considerata fanatica ed esagerata più di quanto non capiti normalmente ma mi è venuto in mente il filosofo Walter Benjamin quando, fermato dalla polizia al confine franco-spagnolo,la notte fra il 26 e il 27 settembre 1940 si uccise, rifiutando la possibilità di cadere in mano ai nazisti.

Benjamin aveva scritto: “C’è un quadro di Klee che s’intitola ‘Angelus Novus’. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. ” (Tesi di filosofia della storia).