29 luglio 2012 –Olimpiadi, rappresentanza nazionale e contraddizioni insanabili

Leggo su facebook in data di oggi il pezzo che ricopio.

Della vicenda di Balotelli si è parlato tanto durante gli Europei, ma i nuovi italiani sono molti, meno famosi e alcuni di loro alle Olimpiadi di Londra porteranno la bandiera italiana, mentre altri, per questioni burocratiche, non saranno lì a rappresentare il paese in cui, di fatto, sono nati o cresciuti.

Gli italiani di origine straniera che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra sono 21 fra i nati in Italia da genitori stranieri o nati all’estero, ma naturalizzati per matrimonio e per sport.

Gli italiani con genitori stranieri. Gloria Hooper (atletica), nata in Veneto da genitori del Ghana. Ivan Zaytsev, pallavolista, è nato a Spoleto e i suoi genitori sono Russi. Nathalie Moellhausen (scherma) è nata a Milano da un genitore tedesco e uno brasiliano.

Gli atleti naturalizzati. Sono dodici. Dragan Travica (pallavolo) Croato. Michail Lasko (pallavolo) Polacco. Noemi Batki (tuffi) Ungherese. Mihai Bobocica (tennis tavolo) Rumena. Deni Fiorentini (pallanuoto) Croato. Pietro Figlioni (pallanuoto) è di Rio de Janeiro. Claudia Wurzel (canottaggio) è tedesca, mentre la pallavolista Carolina Costagrande è Argentina. Jiri Kovar (pallavolo) è originario della Repubblica Ceca. Edwige Gwend (judo), è nata a Edea in Camerun. Andrea Stefanescu è nata Romania e Anzhalica Savrayuk, in Ucraina.

Gli “italiani per matrimonio”. La canoista azzurra Josefa Idem, tedesca d’origine; Nadia Ejjafini (atletica), nata in Marocco; Libania Grenot (atletica) e Amau Rys Perez (pallanuoto) cubani. E’ cinese, Wenling Tan (tennis tavolo), mentre è Moldava la tiratrice con l’arco Natalia Valeeva.

Non saranno presenti alle olimpiadi per questioni burocratiche legate ai tempi delle leggi italiane sulla cittadinanza: Dariya Derkach, di origine Ucraina, campionessa di atletica, in Italia fin da bambina, ma che per motivi burocratici non è stata ammessa perché non ancora ufficialmente Italiana. Hakim Chebakia, pugile di origine marocchina, in Italia dall’età di sei anni, ha richiesto la cittadinanza quattro anni fa, ma non è arrivata in tempo per la partecipazione alle olimpiadi. Eusebio Haliti, nato in Albania, qui dall’età di 9 anni in Italia, campione di atletica potrà richiedere la cittadinanza Italiana solo da settembre 2012. Judy Ekeh, campionessa di atletica nata in Nigeria e che, nonostante i 15 in Italia, non è ancora cittadina italiana e per questo è stata esclusa dalle Olimpiadi.

Arriva, dunque, anche dallo sport, un segnale forte che invita le istituzioni a riconsiderare seriamente la legislazione sulla cittadinanza, proprio alla luce di quello che questi cittadini italiani di origine straniera, possono

Così ho risposto

Non so se arrivi dallo sport un qualche segnale forte di civiltà e dubito ci sia qualcuno che, se arriva, lo voglia raccogliere, almeno in relazione agli atleti italiani di origine straniera. Esiste infatti nell’ordinamento italiano una norma che nega (dal 2009) alle persone prive di permesso di soggiorno la possibilità di riconoscere i figli: presentandosi in comune a registrarne la nascita infatti si esporrebbero a misura di espulsione. Poco importa vi sia una circolare che permette di aggirare l’ostacolo: quel che conta in fatto di principio è che siamo, per legge, produttori di apolidi che, qualora avessero attitudini sportive, non  potrebbero gareggiare per nessuno stato.
E questo sarebbe l’aspetto meno drammatico conseguente questa condivisa scelta di inciviltà.
Mi occupo inutilmente da anni della questione e ho scoperto che molti cittadini italiani – anche con ruoli istituzionali – ignorano la differenza fra cittadinanza e registrazione anagrafica, da cui l’indifferenza al problema e l’impossibilità di legiferare per irresponsabile, colpevole ignoranza.
Chi volesse saperne di più può andare al mio blog www.diariealtro.it e evidenziando i tag anagrafe, nascita, bambini potrà trovare molte informazioni che sono disposta anche a girare, se richiesta, a chi fosse interessato al problema (augusta.depiero@tin.it)

Ricopio quanto avevo scritto il 29 0ttobre 2010.

Le mie opinioni sulle due signore di cui avevo scritto due anni fa, una delle quali è anche oggi presente a Londra, non differiscono per nulla da quelle di allora e ci tengo a dire che simili personaggi non mi rappresentano vincano, perdano o facciano quel che accidenti gli pare.

Consenso e svendita dei figli.
Alla televisione capita spesso di vedere corpi di bambini usati per pubblicità: non è un bello spettacolo e forse nemmeno decente, ma, a mio parere, esistono casi intollerabili per le contraddizioni interne che presentano.
Ci sono due signore che praticano con successo internazionalmente riconosciuto lo sport loro congeniale che, attraverso ciò che propinano ai loro figli e figlie impietosamente esibiti in attività masticatorie, traggono un reddito aggiuntivo.
A me consta che quando si fanno campagne contro l’obesità infantile uno dei cibi indicati come pericolosi siano le merendine che le due sventate propinano alle loro redditizie creature.
E si tratta di signore che per la loro attività hanno cura del proprio corpo ben conservato e anche i loro figli non sono obesi.
Forse nella vita privata non faranno ingurgitare ai graziosi piccini ciò che danno loro davanti alla macchina da presa.
Come spiegheranno la contraddizione?
Diranno – o lasceranno intendere- che ci sono bambini di qualità, che devono avere rispetto per la loro salute e altri, di qualità inferiore, cui tanto non è dovuto?
Di qui all’accettazione dei bambini di razza il passo non è poi così lungo.
A questo punto mi vengono in mente le critiche ai rom che mandano i loro figli a mendicare. Non so perché mi frullino per la testa queste strane idee.
Qualcuno me lo sa spiegare?

Indirizzo relativo alla citazione iniziale:
http://www.avoicomunicare.it/blogpost/futuro/nuovi-italiani-alle-olimpiadi-di-londra-chi-va-e-chi-no

29 Luglio 2012Permalink