9 dicembre 2019 – Il rischio di scordare la Shoah

Leggo e copio da La Stampa

Liliana Segre: in morte di Piero Terracina

La morte di Piero Terracina , uno degli ultimo sopravvissuti ad Auschwitz come me, è stata la prima notizia che mi è stata comunicata ieri mattina appena sveglia, ed è stato come se si sgretolasse un altro pezzo della nostra storia.
Perdonerete se sono così pessimista, mi spiace soprattutto per i giovani che mi scrivono lettere meravigliose e per tutte le persone dolcissime che mi applaudono o mi fermano per strada, ma io credo che si coltivi troppo poco la memoria e che, con la nostra scomparsa , tutto finirà. Senza Piero, io oggi mi sento più sola.
Ai tempi della nostra deportazione io e Piero non ci conoscevamo, lui era di Roma, io di Milano e i campì di sterminio erano divisi tra uomini e donne, impossibile incrociarsi. Ci siamo incontrati solo dopo tanti anni, entrambi sulla stessa barricata della testimonianza.
Così abbiamo iniziato a condividere le assemblee con gli studenti, i convegni ai memoriali, scoprendoci molto affettuosamente vicini. Lui purtroppo non ha avuto come me il conforto nella vita di una famiglia che gli trasmettesse lo stesso calore umano che ho avuto io, ma è stato circondato fino all’ultimo secondo da amici e da persone che gli volevano bene, perché Piero era un uomo dolcissimo, dallo sguardo mansueto e sereno. Tutta la sua persona ispirava una calda simpatia, impossibile non volergli bene. Così, quando mi hanno detto che era scomparso, un’ondata di tristezza mi ha pervaso perché mano a mano che i sopravvissuti se ne vanno, per chi resta è sempre più difficile.
Vedete, io penso che quando saremo morti tutti, intendo sia noi vittime che i nostri carnefici, tutto ciò che è stato rischia di andare perduto. Parlo anche dei carnefici perché so che qualcuno di loro è ancora vivo e ha scritto memorie oscene – uno di questi libri si intitola “Bei tempi ”e potete ben immaginare a che razza di tempi si riferisse – ma paradossali visto che alla fine ciò che i negazionisti, appunto, negano.
Ciò nonostante, quando non ci saremo più, nel giro di pochi anni i fatti di quella tragedia del Novecento che fu la Shoah, appariranno sempre più lontani, si ridurranno prima a un capitolo sui libri di storia, poi a una riga, infine neppure quello.
Lo so, da me forse ci si aspetterebbe una parola di conforto, ma io, con quello che accade in questi anni dopo tutto quello che ho passato, non riesco ad essere ottimista. Si dice che chi non conosce la propria storia è condannato a ripeterla , io preferisco usare le parola di Primo Levi: “Comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario”. E la conoscenza è l’unica luce che ci può dare speranza in questo mondo di ignoranza sempre più diffusa.
Liliana Segre                                                                          Senatrice a vita.

Trascrivo il link che consente di ascoltare una intervista della senatrice.

Liliana Segre, senatrice a vita, sopravvissuta al campo di concentramento di Aushwitz, a Radio Capital, ricordando Piero Terracina, anche lui sopravvissuto al campo di concentramento e morto oggi all’età di 91 anni, dice: “Piero era un fratello, bisogna aver condiviso per capire”.
Poi ancora: “Sono molto pessimista per il futuro, pian piano la storia verrà dimenticata. È più bello dimenticare le cose brutte”. Intervista di Ernesto Manfrè
https://video.lastampa.it/cronaca/morte-terracina-liliana-segre-senza-piero-mi-sento-ancora-piu-sola-dopo-di-noi-la-storia-verra-dimenticata/107113/107124?

Conoscere è necessario … e invece no
Più volte nel mio blog mi sono occupata della senatrice Segre.
Qui segnalo in particolare il pezzo dell’11 settembre scorso in cui la maggioranza del Consiglio Regionale del FVG ha rigettato una proposta che voleva proporre quella conoscenza che la senatrice auspica.
https://diariealtro.it/?p=6860

9 Dicembre 2019Permalink