23 gennaio 2023 – Leggo oggi da pagine ebraiche che ricevo costantemente

“Israele, una lotta fatale”

Più di centomila persone in piazza, a Tel Aviv, contro la riforma della giustizia annunciata da Netanyahu. Tra gli oratori lo scrittore David Grossman, di cui Repubblica traduce l’intervento pronunciato sul palco della manifestazione. Questo il suo incipit: “Incontro sempre più persone, soprattutto giovani, che non vogliono continuare a vivere qui. Che si sentono alienati da quanto accade e ciò li rende, a malincuore, degli estranei in patria. Israele come lo conosciamo oggi ha smesso di essere la loro casa e, per non soffrire a causa di questo senso di estraneità, si sono rifugiati in una sorta di ‘esilio interiore’. È una sensazione che comprendo, ma fa male”. Secondo Grossman il Paese sarebbe di fronte “a una lotta fatale sulla propria identità: sui tratti della sua democrazia, sul ruolo dello Stato di diritto, sui diritti umani, sulla libertà di creazione e sulla libertà di espressione artistica, sull’autonomia dell’informazione pubblica”.

Su Libero un’intervista al presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Ho sempre perseguito l’antisemitismo, che purtroppo è trasversale agli schieramenti politici, e sono sempre stato amico del popolo ebraico, tanto che a volte ho danneggiato qualche esponente di primo piano della comunità ebraica, che ha dovuto giustificarsi per essere in buoni rapporti con me”, afferma la seconda carica dello Stato. “D’altronde – prosegue – il mio primo gesto da presidente del Senato è stato abbracciare Lilliana Segre, cosa che mi ha fatto immenso piacere”.
Viene chiesto a La Russa se abbia ancora con sé il busto di Mussolini esibito in passato davanti alle telecamere. “Guardi che l’ho mostrato io, non è che me l’hanno scoperto in casa i partigiani. È un pezzo d’arte, un ricordo di mio padre che non vedo perché dovrei buttare”, la sua risposta. “Ma perché lo ha fatto vedere?”, chiede ancora Libero. “È appeso alla parete, se fossi ipocrita l’avrei nascosto”. Del suo secondo nome Benito dice: “Lo porto senza problemi perché testimonia la libertà di pensiero di mio padre”.

“È al bagno popolare Cedas, a Barcola, che ho letto per la prima volta Isaac Bashevis Singer, il racconto ‘Il non veduto’, che mi ha cambiato la vita. Mezz’ora dopo averlo finito e dopo un ultimo tuffo in mare sono andato a comperare una busta e carta da lettere e gli ho scritto, su una panchina vicino al mare, una lettera per dirgli il mio amore per quel racconto che stava incidendo, così fortemente, il mio modo di vedere l’amore, la fedeltà e l’infedeltà, la morte”.
È uno degli aneddoti del germanista Claudio Magris, parte di un intervento che sarà letto a Venezia e che il Corriere anticipa nell’area della Cultura.

Il Corriere presenta anche Hometown, documentario nelle sale da mercoledì che segue il ritorno a Cracovia di Roman Polanski e Ryszard Horowitz (nascosto da una famiglia cattolica il primo, sopravvissuto ad Auschwitz il secondo). Un film, si sottolinea, “che va molto al di là del documentario che voleva essere per diventare una riflessione sul senso della memoria e sul confronto con il proprio passato”. Nel suo intervento del lunedì sul Corriere Alessandro D’Avenia si sofferma invece sul significato, per le nuove generazioni, del diario di Etty Hillesum. Nel concludere il suo ragionamento osserva: “La forma della memoria: ciò che non possiamo dimenticare per avere, in qualsiasi situazione ed età, una vita grande, buona, attraente ed eterna”.

“Noi italiani — vale anche per i polacchi, i croati e gli ucraini — abbiamo collaborato perché gli ebrei fossero perseguitati, catturati, sterminati. Un antigiudaismo dottrinale presente nel cristianesimo fin dai padri della Chiesa si è insinuato in profondità nei cristiani, paralizzandoli e rendendoli incapaci di discernere il ‘deicidio’ che essi stessi stavano compiendo, perché uccidendo Israele uccidevano il Dio dell’alleanza”. Così Enzo Bianchi, ex priore di Bose, in una riflessione su Repubblica.

“Dentro di me non sento nessun odio, nessun rimprovero. Provo un’immensa pena per gli esseri umani, anche i peggiori. Non mi sono mai disumanizzata. E di questo ringrazio, anche se non so chi”. Sono parole di Edith Bruck affidate allo speciale Edith, scritto dalla Testimone stessa, che andrà in onda su La7 con una introduzione di Andrea Purgatori (a parlarne è il Corriere). Nello spazio che il quotidiano dedica agli appuntamenti televisivi di giornata si invita alla visione della puntata odierna di Geo – A Spasso Con Te su Rai Tre, con ospite di Fiamma Satta il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni. Il colloquio con rav Di Segni è presentato dalla giornalista e conduttrice sulle pagine della Gazzetta dello Sport, con al centro uno degli argomenti della loro conversazione: lo Shabbat.

Il Corriere recensisce “Foto di classe senza ebrei” (edizioni Biblion), a cura di Patrizia Baldi, Enrico Palumbo, Gianguido Piazza. Il volume prende in esame gli effetti delle leggi razziste su diciassette istituti scolastici cittadini e si presenta come “un lavoro accurato di comparazione fra i dati dei registri e le mancate iscrizioni con informazioni provenienti da altre fonti”. A contribuire a questo lavoro Fondazione CDEC e Anpi Milano.

Nella sua edizione romana il Corriere racconta il progetto nelle scuole contro l’antisemitismo che vede schierate insieme Roma e Lazio, le due squadre della Capitale. È riportato al riguardo il pensiero della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello: “Gli stadi non possono essere zone franche della società italiana dove l’antisemitismo viene sdoganato e legittimato”.

In evidenza sul Gazzettino le considerazioni del presidente della Comunità ebraica veneziana Dario Calimani durante la cerimonia istituzionale per il Giorno della Memoria. “Fascismo e politica, l’affondo di Calimani”, titola il giornale nel dare conto dell’iniziativa svoltasi al Teatro La Fenice. Nel suo discorso Calimani ha espresso, tra gli altri, questo concetto: “È ovviamente più facile concedere un tardivo giudizio sull’infamia delle leggi razziali – lo diciamo a chi ci governa – piuttosto che ricordare lo sterminio della Shoah, e le responsabilità, le connivenze, i silenzi e i milioni di morti”.

A Torino un concerto per la Memoria in programma stasera vedrà la presenza di Niklas Frank, figlio del criminale nazista Hans che fu tra i più stretti collaboratori di Hitler e governatore della Polonia. Da anni, scrive La Stampa, “continua a fare i conti con la figura di un uomo che ha incarnato il male assoluto, dichiarando più volte pubblicamente: ‘Grazie a Dio mio padre è stato impiccato’”.

È scomparsa all’età di 99 anni Laura Wronowski, partigiana e nipote di Matteotti. La sua lotta civile, iniziata al tempo della Resistenza, “è continuata dopo la guerra, per la parità di genere, contro la mafia o per l’ambiente” (Corriere).

Adam Smulevich

Leggi

Pagine Ebraiche 24, l’Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L’UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all’indirizzo comunicazione@ucei.it Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l’autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: comunicazione@ucei.it indicando nell’oggetto del messaggio “cancella” o “modifica”. © UCEI – Tutti i diritti riservati – I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione scritta della Direzione. l’Unione informa – notiziario quotidiano dell’ebraismo italiano – Reg. Tribunale di Roma 199/2009 – direttore responsabile: Guido Vitale.
23 Gennaio 2023Permalink