13 gennaio 2013 – DRONI: UN EX ‘PILOTA’ AMERICANO RACCONTA LA SUA STORIA.

Giorni fa avevo trovato questo articolo che giudico molto interessante e riporto tradotto.
Se qualcuno trovasse errori o avesse suggerimenti per il miglioramento della traduzione, me li segnali. Grazie.

Al testo dell’articolo premetto un link per raggiungere un filmato di RaiNews24. Riguarda la battaglia dei ponti a Nassiriya dell’agosto 2004. meritano di essere collegati.
http://www.youtube.com/watch?v=QEsu5Jje6g4

Alla fine un articolo di Alex Zanotelli 

Dal Courier International 3 gennaio   DRONI  –  Un ex ‘pilota’ americano  racconta.
http://www.courrierinternational.com/article/2013/01/03/un-ancien-pilote-americain-raconte

Brandon Bryant era pilota in un’unità speciale dell’aeronautica americana.  Dallo stato del Nuovo Messico uccise decine di persone fino al giorno in cui disse ‘basta’.

Per più di cinque anni Brandon Bryant aveva lavorato in un container grande quanto una roulotte, senza finestre, alla temperatura costante di 17C, la cui porta era bloccata per misura di sicurezza. Davanti agli occhi di Brandon e dei suoi colleghi lampeggiavano quattordici schermi. Sotto le dita avevano quattro tastiere. Era sufficiente che Brando premesse un tasto a Nuovo Messico perché un uomo morisse dall’altra parte del pianeta.
Dentro il container ronzavano computer. Era il cervello di un drone. Nell’aeronautica americana questa postazione si chiama cabina di pilotaggio.
La sola differenza è che i piloti del container non volano, si accontentano di pilotare.

Brandon era uno di loro. Si ricorda perfettamente degli otto che tracciava il predator nel cielo afgano. a più di 10.00 kilometri da dove si trovava.
Nel visore del drone una casa bassa con un ovile per le capre identifica un obiettivo.
Quando arriva l’ordine di fare fuoco, Brandon preme un tasto con la sinistra, ‘aggancia’ il tetto al laser e il pilota seduto accanto a lui aggiusta il tiro con l’aiuto di un segnale elettrico. Il drone lancia un missile di tipo Hellfire. A questo punto mancano sedici secondi all’impatto. «Secondi che scorrono al rallentatore» ricorda oggi Brandon. Le immagini, registrate da una camera a infrarossi, orientata verso il suolo, sono trasmesse dal satellite e appaiono su un monitor con uno sfasamento da dieci a cinque secondi.
Passano più di sette secondi, non si vede ombra di essere umano: A questo punto Brandon avrebbe ancora potuto dirottare il missile. Tre secondi. Brandon scruta ogni minimo pixel sullo schermo. Improvvisamente un bambino che corre verso l’angolo della casa. Al momento dell’impatto il mondo virtuale di Brandon e il mondo reale di un villaggio situato fra Baghlan e Mazar e Charif si incontrano.
Brandon vede una luce sullo schermo … l’esplosione.  Pareti dell’edificio crollano. Il bambino scompare. Brandon ha un nodo allo stomaco.

«Abbiamo ucciso il ragazzino ?» domanda al collega seduto al suo fianco. «Credo fosse un ragazzino» gli risponde il pilota.
«Era un ragazzino?» continuano a interrogarsi sulla finestra dei messaggi istantanei che compare sullo schermo.

E’ allora che interviene qualcuno che loro non conoscono, qualcuno che si trova da qualche parte a un posto di comando dell’esercito e che ha seguito il loro attacco: «No, era un cane»
Loro riguardano una seconda volta la registrazione.
Un cane a due gambe? Quel giorno quando Brandon Bryant esce dal suo computer il cuore dell’America profonda si sciorina davanti a lui : l’erba fitta della steppa a perdita d’occhio, i campi, l’odore del letame.
A intervalli di qualche secondo la rotazione del radar della base di Cannon (Nuovo Messico) dell’aeronautica degli Stati Uniti getta un lampo nel crepuscolo.  E’ in corso una guerra.
La guerra moderna è invisibile, la distanza ne diminuisce la gravità. E’ una guerra larvata, controllata, e teleguidata da piccole unità altamente tecnologiche disseminate in differenti punti del globo. Si vuole che la nuova guerra sia più precisa dell’antica. Per questo molti la dicono più umana’. E’ la guerra di un intellettuale : più di ogni altro prima di lui Barack Obama l’ha incoraggiata.

Da Alex Zanotelli                                UN NATALE ‘ARMATO’

Il 10 dicembre eravamo a Roma davanti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Forze Armate voluta dal Ministro della Difesa, l’ammiraglio Di Paola. I rappresentanti dei movimenti per la pace erano stretti attorno a una gigantesca bandiera della pace che occupava la larghezza dell’anti-piazza davanti al Parlamento. Eravamo lì per chiedere ai Parlamentari di non votare la Riforma delle Forze Armate. Tutto inutile! Quel pomeriggio il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge delega. La Destra ha votato compatta a favore, nonostante avesse appena sfiduciato il governo. Il PD, nonostante alcune voci contrarie, ha pure votato a favore. Unico partito contrario: IDV. Un amaro regalo di Natale questo che il governo Monti ci lascia prima di dimettersi. Un regalo alla casta dei militari, alla lobby dei mercanti di morte. La riforma infatti ci costerà nei prossimi dieci anni, l’astronomica cifra di 230 miliardi di euro!

La Legge autorizza le Forze Armate a riorganizzarsi in proprio in dodici mesi con una delega, per ora in bianco. Inoltre questa Legge prevede un taglio di 43 mila addetti sia militari come civili nei prossimi dieci anni.
La cosa però che sorprende è che i soldi risparmiati rimangono al Ministero della Difesa per l‘ammodernamento’ dell’esercito. Mentre per la Spending Rewiew di Monti, i soldi risparmiati avrebbero dovuto rientrare nel Bilancio dello Stato. Ed invece saranno usati per comperare i nuovi sistemi d’arma.
In poche parole il Ministro della Difesa avrà un miliardo di euro in più all’anno da spendere in nuove armi! Inoltre la nuova legge prevede che gli enti locali dovranno rimborsare il Ministero della Difesa per gli interventi di soccorso e prima emergenza come terremoti e alluvioni.
Tutto questo avviene mentre la crisi economica lascia senza lavoro centinaia di migliaia di lavoratori e non ci sono soldi per il welfare, per la sanità, per la scuola, per il terzo settore.
Assistiamo attoniti al tradimento del governo Monti e dei partiti.

E mentre è passata in tutta fretta la Riforma della Difesa (se ne parlava da vent’anni!), non si è fatto nulla per la Riforma della Cooperazione, che è l’altra faccia della medaglia! E questo nonostante che ci sia un ministro cattolico, A. Riccardi, alla Cooperazione Internazionale. (E’ da vent’anni che girano in Parlamento proposte di riforma della Cooperazione internazionale che è ormai ridotta ai minimi termini!). Nel 2000 l’Italia aveva promesso all’ONU che avrebbe versato lo 0,7% del suo PIL per sconfiggere la povertà. L ’Italia, all’ultimo posto nella graduatoria, ha disonorato in questi dodici anni gli impegni presi arrivando allo 0,2% del PIL mentre spende il 2% del PIL in armi.
Siamo giunti così alla follia di spendere, lo scorso anno, 26 miliardi di euro (dati SIPRI) a cui bisogna aggiungere 15 miliardi di euro per gli F-35. Si tratta di 41 miliardi di euro: una vera e propria manovra! Nessun taglio alle armi, anzi la Difesa avrà un miliardo in più da spendere nell’acquisto di sofisticati strumenti di morte. Mentre il governo Monti ha tagliato fondi alla scuola, alla sanità, al terzo settore.
Mi amareggia il silenzio della Conferenza Episcopale Italiana. Altro che ‘pace in terra agli uomini di buona volontà’ che è il cuore del messaggio natalizio.
Il nostro paese sceglie ancora una volta la via della morte invece della vita.
E’ un Natale amaro, un Natale ‘armato’.                            Alex Zanotelli

 

13 Gennaio 2013Permalink

11 dicembre 2012 – Comunità cristiane di base

Ricopio quanto mi è stato segnalato, aggiungendo alle tante considerazioni che condivido l’acquiescenza dell’opinione pubblica al dictat del card. Ruini nel 2005 quando vanificò un referendum. In democrazia dai cardinali ci si può difendere dallo spirito di sudditanza no.

COMUNITÀ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
c/o CdB San Paolo – Roma Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
328.4366864
segreteria@cdbitalia.it – www.cdbitalia.it

Il discorso pronunciato dall’arcivescovo di Milano Angelo Scola in occasione della solennità religiosa di sant’Ambrogio si presta, a giudizio delle comunità cristiane di base, a diverse considerazioni.
La prima concerne l’associazione, storicamente assai discutibile, fra la promulgazione dell’editto costantiniano del 313 con l’inizio della libertà religiosa: infatti la “fine progressiva” delle persecuzioni contro i cristiani non coincide storicamente con l’affermarsi del principio della libertà per tutte le fedi. Come si spiegano, altrimenti, le persecuzioni cristiane, a cominciare da quelle inferte alle religioni tradizionale dell’Impero romano così dette pagane, per proseguire poi contro le fedi indigene dei mondi nuovi dall’America all’Africa e, perfino a Roma e fino all’ottocento, in tempi di papa re, le conversioni coatte dei bambini ebrei sottratti alle famiglie d’origine? E se il Concilio Vaticano II ha costituito una vera novità, dov’è l’autocritica del magistero ecclesiastico sui comportamenti del passato? L’arcivescovo di Milano pur fra citazioni dotte, non ne fa parola.
La seconda considerazione riguarda il nesso fra “libertà religiosa e pace sociale”. E’ vero che più lo Stato impone dei vincoli, più aumentano i contrasti a base religiosa ma tali vincoli non sono forse proprio il frutto di un intreccio di poteri, di connivenze, di complicità che riguardano ancora oggi non solo le chiese cristiane (vedi la chiesa anglicana o quella ortodossa oltre quella cattolica) ma anche le variegate realtà dell’Islam? O del mondo che si rifà all’ebraismo?
La terza questione, forse quella politicamente più rilevante, riguarda un’interpretazione assai capziosa della laicità dello Stato identificata dal cardinale Scola in una “cultura dominante” che diffonderebbe una “visione secolarizzata dell’uomo e del mondo”. E quindi ontologicamente ostile verso ogni fenomeno religioso.
Eppure, in tutti gli stati moderni siamo ancora ben lontani da una prassi di laicità degli stati e dei governi; dette per di più nel contesto italiano le parole dell’arcivescovo ambrosiano suonano a protezione delle opere e della loro “Compagnia”, soprattutto quando si evoca “il cattolicesimo popolare ambrosiano” e le sue reti.
In questo contesto le comunità cristiane di base denunciano la riproposizione trionfalistica del costantinismo che conoscerà nel prossimo anno eventi celebrativi che avranno la conseguenza di occultare ogni valutazione storico critica in nome di una libertà religiosa che si è sempre affermata intrecciando privilegi ecclesiastici e mondani, dimenticando il diritto di ogni uomo alla sua cittadinanza fra uguali. Anche nella ricerca del divino.
Le comunità cristiane di base italiane
Roma, 11 dicembre 2012

11 Dicembre 2012Permalink

30 novembre 2012 – I figli dei sans papier e il sindaco di Udine

Un paio di giorni fa mi è stato girato un comunicato stampa del Comune di Udine che si può raggiungere nel relativo sito anche da qui. (http://www.udin-e.it/cittadinanza-italiana-necessaria-riforma-per-riconoscerelo-ius-soli/)
Lo pubblico privandolo delle citazioni dei nomi dei singoli assessori che hanno portato a questo risultato che potrete trovare nel testo di cui ho trascritto l’indirizzo..
Chi legge questo blog e volesse confontarsi con la documentazione già raccolta può andare nei tag alla voce anagrafe.
A seguito del testo del comunicato alcune mie considerazioni.

COMUNICATO STAMPA

 Riconoscere la cittadinanza italiana per ius soli (diritto del suolo, per il fatto di essere nato sul territorio dello stato) ai figli nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti e ai ragazzi arrivati in Italia adolescenti, figli di cittadini italiani regolarmente residenti, che abbiano compiuto un ciclo scolastico: la giunta del Comune di Udine ha espresso la convinzione della forte necessità di riformare in tempo rapidi la legge di cittadinanza n.91 del 5 febbraio 1992 (che prevede la cittadinanza per ius sanguinis, ovvero il diritto di sangue), votando all’unanimità una delibera in cui viene dato mandato al sindaco di procedere con gli atti necessari al sostegno di questa azione. E l’azione di Honsell non si è fatta attendere: in questi giorni, il sindaco del capoluogo friulano ha inviato una lettera con allegata la delibera al presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente del Senato, Renato Schifani e al presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini.

Non solo. Nella stessa delibera si è sostenuta la necessità di modificare la norma che vuole la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione degli atti di nascita. Questa norma, nel violare la Convenzione Onu sui diritti dei minori, ratificata dall’Italia (legge n. 176 del 27 maggio 1991 ), promuove l’apolidia, condizione che danneggerà tutta la vita del bambino che sia stato costretto a questo status. La Giunta quindi auspica che il Parlamento possa mettere in atto una rapida procedura per garantire con una legge il diritto inalienabile alla registrazione anagrafica per tutti i neonati nel rispetto della Costituzione italiana, tornando alle norme precedenti la legge 94/2009. Quello della Giunta comunale di Udine è il primo intervento istituzionale in Italia in questa materia. “Un Paese civile dovrebbe tutelare l’infanzia in modo da garantire i pieni diritti di chi viene al mondo – sottolinea il sindaco Honsell -. Trovo vergognoso e indice di barbarie strumentalizzare l’infanzia per punire la possibile non regolarità della posizione dei genitori
Udine, 28 novembre 2012                                                                Ufficio stampa

Che dire?
Avevo pubblicato il testo della delibera cui il comunicato fa riferimento il 23 ottobre (la si può leggere anche da qui). Poi non ne avevo saputo nulla fino all’invio del comunicato che consente a chi lo voglia leggere (è stato pubblicato anche su un quotidiano locale) di formarsene un’opinione.
Ora spero (esagero?) in una reazione consapevole del consiglio comunale che svegli forze politiche indifferenti al tema (esagero!) e in un interesse da parte delle associazioni che si dicono attente ai diritti dei soggetti deboli (ma che evidentemente non considerano tali i neonati o almeno tali non li hanno considerati finora).

Alcuni ringraziamenti

Mi rendo conto che di questo problema mi occupo da quattro anni e da quasi due ne scrivo costantemente in questo blog.
E’ stata un’esperienza frustrante e difficile da accettare ma credo di dover segnalare le persone che mi hanno consentito di non mollare.
Ricordo l’assessore che, negando il rischio dell’apolidia conseguente il pacchetto sicurezza, mi ha scritto essere io persona che quando sbaglia non si corregge, quello che si è dichiarato annoiato dagli scritti con cui cercavo di documentarlo e soprattutto il segretario regionale della CGIL che, a seguito di un mio intervento in merito alla fine di un convegno che presiedeva, ha pensato di fingere che non fosse stato pronunciato.
Purtroppo a questi atteggiamenti storicamente maschili (ma ci si stanno adeguando anche molte donne) di far conto sul potere del dominio e non della ragione reagisco convincendomi di averli spaventati e di assistere a una loro fuga dal confronto, valorizzata dall’incapacità – sempre loro – a dialogare. E perciò continuo.
Sbaglio? Qualcuno me lo spieghi.
Ma se in tutti questi anni nessuno ha tentato di spiegarmi perché sbaglio nel preoccuparmi del problema della registrazione anagrafica (che molti di loro signori pensono essere automatica conseguenza della cittadinanza) non credo si preoccuperanno di spiegarmi l’eventuale errore nella interpretazione del loro comportamento.
Chissà che l’intervento del sindaco di Udine non sia finalmente efficace.

30 Novembre 2012Permalink

Una truffa

Ieri mi è arrivata una mail che sembrava spedita da un’amica (per accorgersi che così non era occorreva analizzarla con attenzione) che chiedeva denaro (da inviare tramite la Western Union) perché si trovava in una città straniera ed era stata derubata della borsa e, pur assistita dall’ambasciata, non poteva pagare l’albergo.
Un po’ per mia prudenza (ma ho rischiato di cascarci) un po’ per informazioni ricevute non ho inviato il denaro.
Alla fine lo avrei perso definitivamente: quando ho telefonato alla polizia postale mi è stato risposto che la denuncia che intendevo presentare era inutile perché i mittenti di questi messaggi non si trovano.
Tutto quello che posso fare è diffondere la notizia, invitando alla prudenza.
Ho pubblicato questa informazione anche sul detestabile facebook, ben più letto del mio blog.
Piò essere utile diffonderla

24 Luglio 2012Permalink

20 aprile 2012 – Informazioni sul nuovo corso

Fallimenti
Devo ormai consatare il fallimento dell’impegno che avevo preso con me stessa non solo di affrontare, ma di conseguire qualche risultato, in merito alla questione dei ‘bambini fantasma’, i figli degli immigrati che – per far riconoscere la loro paternità – devono esibire il certificato di soggiorno. A più di tre anni dall’inizio di questo impegno so che – a parte il comunicato del GrIS e la proposta di legge Orlando i risultati conseguiti sono prossimi allo zero.
Mi sono stupidamente scontrata con ignoranza e pregiudizio e ho ottenuto, come principale risultato, quello di trascurare il mio blog.

Novità

Ora, inaugurando una nuova versione, provo a rimettere a posto la ‘creatura’ abbandonata.
Per il momento confermo la voce  ‘Chi sono’ e segnalo alcune note aggiuntive nelle pagine sottostanti ‘Le mie attività’

20 Aprile 2012Permalink