13 settembre 2017 – No, tu no: te lo dice il Senato

Non mi soffermo sulla notizia indecente di un senato che ieri ha rigettato le ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’ perché le forze politiche che ne formano la maggioranza non sono riuscite a creare una consapevolezza né sul problema della cittadinanza né sul problema affrontato dall’art. 2 comma 3 con l’intento di rimuovere l’ostacolo al rispetto del diritto del certificato di nascita per tutti i neonati.
Per l’ennesima volta i nati in Italia, figli di migranti senza permesso di soggiorno, sono ridotti a fantasmi legali e così devono restare.

Una breve informazione sul periodico on line che ha pubblicato un articolo in merito.
Nota m, Note to airman nasce nel 1993 come circolare agli amici del Gruppo del Gallo di Milano per passare informazioni e notizie organizzative.
Il primo numero porta la data del 1° maggio del 1993.
Oggi Nota-m è quindicinale e viene diffuso unicamente per posta elettronica.
Nota-m è espressione del Gruppo del Gallo di Milano, ma accoglie volentieri espressioni degli amici dei suoi dintorni con i quali si sente in consonanza.
Il Gallo è il mensile che nel 2011 pubblicò un mio articolo sul rifiuto per legge del certificato di nascita ai nati in Italia, figli di migranti senza permesso di soggiorno.
L’ho trascritto nel mio blog il 15 marzo 2011 (link in calce).

SOLI, SANGUNIS, CULTURAE: MA DIRITTO PER CHI? Augusta De Piero
Il 15 giugno scorso si è svolta in Senato una gazzarra perfettamente orchestrata con una doppia regia: mentre dentro l’aula la Lega Nord coordinava il comportamento di molti senatori, vario nelle sue espressioni ma comunque indecente, all’esterno dominava la volontà di Casa Pound, forte di un seguito significativo di persone succube. L’obiettivo di tanto impegno era la possibilità che si approvassero le Disposizioni in materia di cittadinanza, proposta nota comunemente come ius soli, pur se il diritto di assumere automaticamente la cittadinanza per il fatto di nascere nel nostro Paese non è compreso in quelle norme. Il 15 giugno potrebbe segnare il fallimento della norma – rinviata sine die − nata dall’impegno diffuso e responsabile della campagna L’Italia sono anch’io. Le Disposizioni non superano lo ius sanguinis, principio fondante la nostra legislazione in materia di cittadinanza; introducono solo qualche facilitazione (qualcuno ha parlato di ius soli temperato) e il concetto nuovo di ius culturae, diritto di cittadinanza per chi ha studiato nel paese. E proprio su questo punto qualche mese prima si era dimostrata l’inadeguatezza della nostra normativa. Era il 16 marzo e Ilham Mounssif, una ragazza che aveva frequentato tutte le scuole in Sardegna fino a laurearsi con 110 e lode in Relazioni Internazionali, si trovava a Roma per partecipare al RomeMUN 2017, Model United Nations, iniziativa aperta a giovani da tutto il mondo con una simulazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite nella quale la giovane dottoressa rappresentava l’Italia. Le era stato conferito un prestigioso riconoscimento da parte della Fondazione Italia-Usa quale testimone «della multiculturalità del nostro paese» come sottolineato dal vicepresidente della Fondazione. Conclusasi la cerimonia, Ilham si trasferiva all’ingresso del palazzo che immette all’aula della Camera, ma veniva bloccata: non si entra alla Camera con il passaporto di paese non comunitario. Ilham infatti è cittadina marocchina non italiana (le manca il requisito del reddito). Informata di quanto accaduto la presidente Laura Boldrini l’accompagnava in aula come sua ospite: apprezzabile gesto di cortesia non l’affermazione di un diritto. Il diritto potrebbe essere assicurato da una legge che riconosca lo ius culturae e i senatori, informati della sfrontatezza di una giovane donna e dell’intemperanza della Presidente, hanno garantito, meno di tre mesi dopo, che la porta chiusa non è il frutto di una procedura assurda, ma l’affermazione di una determinata volontà politica. Per maggiore sicurezza, in un eventuale futuro dibattito ci sarà una probabile estrema attenzione anche all’articolo delle Disposizioni che prevede la cancellazione della norma secondo la quale per registrare le dichiarazioni di nascita è necessaria la presentazione del permesso di soggiorno che i migranti non comunitari irregolari non hanno. È ben chiaro che, per essere cittadini di un qualsiasi paese, bisogna esistere: i fantasmi non hanno cittadinanza. Ilham e tanti piccoli ignoti sono, per ragioni diverse, i nuovi protagonisti della vecchia canzone: «Entro anch’io. No, tu no. Ma perché? Perché no!». La voce di Jannacci e Fo risuona ancora.

*****
Aggiungerei una noticina al rigoroso pezzo dell’amica Augusta. Da cittadino qualunque, ho l’impressione che il dibattito sull’argomento sia degradato a un gioco di tattiche elettorali, un braccio di ferro tra forze politiche: che passi o non passi segnerà la vittoria di un gruppo e la sconfitta di un altro con conseguenze sulle elezioni politiche. Grande assente il tema, che dovrebbe essere sempre preminente, dei diritti dell’uomo. [ub]

FONTI
https://diariealtro.it/?p=673

https://www.notam.it/notam/wp-content/uploads/2017/09/Nota-m-508-11_09_17.pdf

13 Settembre 2017Permalink

21 agosto 2017 – Julian Cadman è morto


Julian, il piccolo anglo-australiano che si trovava a Barcellona è morto.

E’ rimasto sulla strada dove il camion lo aveva travolto strappandolo alla sua mamma.
Ciò che mi colpisce sono le circostanze in cui è mancato
Harry Athwal, 44 anni, cittadino britannico presente in quella zona, si è avvicinato al piccolo caduto, si è reso conto che era morto e non ha voluto abbandonarlo nonostante gli inviti degli agenti ad allontanarsi: «Gli ho accarezzato i capelli e piangendo mi sono messo vicino a lui – ha raccontato-. Non volevo lasciare da solo un bambino in mezzo alla strada».
E ancora ha scritto alla moglie: «Lo guardo e non riesco a smettere di piangere. Era figlio di qualcuno. Era mio figlio»
Non so se il signor Athwal conosca la tragedia di Antigone certamente ne ha ripetuto il gesto che si colloca alle radici della nostra civiltà, quello dell’umana pietà che nulla può fermare, né a Barcellona il rischio, né altrove l’imposizione di leggi ingiuste.
«Io non potevo, per paure di un uomo arrogante, attirarmi il castigo degli dei» dice Antigone al tiranno sapendo che la sua vicenda finirà con la condanna a morte.
In Italia, uomini arroganti hanno imposto la dichiarazione di inesistenza dei piccoli figli dei sans papier (“figli nostri” dice il signor Athwal ma per quei tali “figli degli altri”) approvando otto anni fa una legge che nega loro il certificato di nascita.
Ristabilendo l’ordine che vuole quel certificato come diritto di ogni bambino non correvano nessun rischio eppure hanno resistito per otto anni nella tana dell’odio gli uni, nel bunker dell’indifferenza gli altri. Agli uni e agli altri il conforto anestetico del pregiudizio.
E ora qualcuno riuscirà a risvegliare Antigone fino a far approvare le disposizioni in materia di cittadinanza (cd ius soli) compreso l’articolo che vuole bambini e non fantasmi?

Intanto ho inviato questo sms a Prima pagina (3355634296)
«Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita»
E’ l’appello del papa per la giornata del rifugiato del 2018.
Lo si ascolti e si rimuova l’ostacolo che dal 2009 nega il certificato di nascita ai figli dei migranti senza permesso di soggiorno
Augusta De Piero Udine

21 Agosto 2017Permalink

29 aprile 2017 – Parole da salvare, pietre per costruire

 

 

Il 24 febbraio scorso ho ricopiato la notizia della condanna che il tribunale di Milano ha inferto alla Lega Nord per aver usato l’espressione “clandestini” cui riconosce un «carattere discriminatorio e denigratorio». Le parole infatti sono pietre che possono essere gettate per distruggere gli esseri umani inserendoli in categorie che li umiliano, imprigionandoli in una definizione che diventa senso comune fino a una condanna socialmente accettata.
Diceva Nelson Mandela Disumanizzare l’altro significa inevitabilmente disumanizzare se stessi

Farsi cura invece dell’altro umanizza anche noi stessi e ci rende capaci di pronunciare parole che danno senso alle relazioni fra umani troppo spesso negate dal prevalere di una discriminazione aggressiva e arrogante. E le parole sono il mezzo potente che abbiamo per comunicare, confrontare, far crescere pensieri che possano essere base di una responsabilità condivisa nel costruire una realtà diversa da quella che ci angoscia. Tante volte ho cercato di testimoniare nel mio blog vicende che dessero il senso di questa umanità consapevolmente viva, solidale e rispettosa. Non è facile perché fanno parte della quotidianità che non fa notizia e purtroppo lo diventa quando si manifesta nella tragedia quando vi siano catapultate persone normali, più indifese di chi – per svolgere un ruolo di potere – può giovarsi di qualche significativa forma di protezione.

A Parigi: non avrete il mio odio

Il 13 novembre 2015 l’attentato terroristico al Bataclan uccideva, tra gli altri, una giovane donna, madre di un bambino di due anni. Il vedovo esprimeva il suo dolore rivolgendosi agli assassini con una espressione straordinaria “non avrete il mio odio”. Originariamente inserita in una lettera, quella frase, diventata il titolo di un libro, è entrata in una specie di vocabolario dell’umanità che non si adegua alla barbarie, fino a dare un senso pieno a un linguaggio completamente alternativo rispetto a quello che sembra dominante dell’odio, della paura, dell’indifferenza. Quella espressione è stata ripresa, sempre a Parigi, da Etienne Cardile per ricordare Xavier Jugelé, il compagno poliziotto ucciso il 20 aprile sugli Champs Elysées: «Soffro ma senza odio. Perché quest’odio non ti somiglia». E infine è riuscito a salutarlo con un «ti amo», evocazione del loro spazio privato, immune dalla malvagità.

In Italia: “Portare pesi impossibili con le spalle dritte”

Lo ha detto il padre di Valeria Solesin, la ragazza italiana uccisa al Bataclan, cui la città di Venezia ha riservato il funerale in piazza San Marco, accogliendo una osservazione del papà di Valeria «Se la mia famiglia ha dato un segno di civiltà vuol dire che non è morta invano». E ancora il richiamo alla negazione dell’odio: «Non sono una persona capace di odiare. Io e Luciana (la moglie e mamma di Valeria n.d.r.) crediamo nel valori che non dividono le persone».
Insieme a loro voglio ricordare anche i genitori di Giulio Regeni che rivendicano il loro diritto a quella giustizia che impone di far conoscere la verità sulla morte del figlio. Chiedono giustizia non vendetta.

In Algeria, più di vent’anni fa
Mi torna alla mente il testamento di padre Christian de Chergé scritto a Tibihrine, il primo gennaio 1994, due anni prima del rapimento suo e dei suoi monaci, di cui furono trovate solo le teste. La conoscenza della violenza del passato coloniale dell’Algeria (non dimentichiamo che le vicende di Tibihrine precedono di più di vent’anni quello appena ricordate dei giorni nostri) fonda le sua capacità di previsione: « Se mi capitasse un giorno – e potrebbe essere oggi – di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria,  vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese. …Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato .. Venuto il momento, vorrei avere quell’attimo di lucidità che mi permettesse … di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito».

A Gaza: Restate umani

Lo aveva detto Vittorio Arrigoni, attivista sostenitore della causa palestinese, la sera del 14 aprile 2011 venne rapito da un gruppo terrorista dichiaratosi afferente all’area jihādista salafita, all’uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. In un video immediatamente pubblicato su YouTube, Arrigoni venne mostrato bendato e legato, mentre i rapitori accusavano l’Italia di essere uno “stato infedele” e l’attivista di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”. Il 15 aprile fu assassinato.

Gabriele Del Grande: la violenza istituzionale

Il giornalista arrestato in Turchia e fortunatamente rientrato in Italia che, ritrovandosi nella sua terra ci ha dato gioia e ci ha regalato una parola, o almeno l’ha regalata a me che ormai la considero una pietra di costruzione: violenza istituzionale. Ha precisato con consapevolezza e dignità di non aver subito violenze fisiche, di essere stato trattato con rispetto ma, dato che il suo non era un rapimento ma un arresto, di aver subito una violenza istituzionale.

Il parlamento italiano e i suoi complici nel perpetrare violenza istituzionale

Dopo che l’intervento della Corte Costituzionale aveva consentito alle coppie ‘ miste’ di chiedere la registrazione delle pubblicazioni di matrimonio senza cadere nella trappola tesa dal pacchetto sicurezza, restavano solo i nuovi nati in Italia da genitori non comunitari privi di permesso di soggiorno, a soddisfare il cannibalismo cartaceo organizzato durante il quarto governo Berlusconi dall’allora  Ministro Maroni. Per sanare la situazione furono presentate due proposte di legge ma vennero abbandonate al disinteresse parlamentare (forte dell’indifferenza dell’opinione pubblica) finché l’articolo potenzialmente risolutivo venne inserito nella proposta di legge sulla cittadinanza che, approvata alla Camera, gode non solo del disinteresse ma, a quanto pare, della determinazione della commissione Affari Costituzionali del Senato ad affossarla giocando sulla lentezza. Basterà infatti una mancata approvazione prima delle elezioni per annullare tutto il lavoro svolto. Di recente un gruppo di associazioni, singoli cittadini e alcuni assessori e consiglieri comunali udinesi ha chiesto l’approvazione rapida della norma con un appello che, proposto agli strumenti di informazione, non ha ottenuto nemmeno un riscontro.

Un filo rosso fra le parole

Per fortuna le parole di giustizia, rispetto del diritto e della legalità restano. Chissà se qualcuno vorrà trovare il filo che le colleghi offrendoci la possibilità di costruire il linguaggio della dignità che si diffonda opponendosi alla barbarie che ci insozza?

 

NOTA
Nel file la cui pubblicazione nel mio blog precede questo testo ho elencato le fonti con i link che permettono di raggiungerle. L’ho fatto per non appesantirne la lettura dove sarà possibile proporla.
https://diariealtro.it/?p=4976

29 Aprile 2017Permalink

29 aprile 2017 – Documentazione relativa al post “Parole da salvare, pietre per costruire”

 Premessa: Non ho fatto ricorso alle note a pie’ di pagina perché voglio diffondere il testo del post senza che la presenza delle note (in particolare su facebook) ne scoraggi la lettura.
Nello stesso tempo non voglio cedere alla pessima, diffusa abitudine di lanciare slogan che pretendo presentarsi per sé convincenti
Condanna del termine clandestino

24 febbraio 2017 – Il peso delle parole, dette e taciute.

Lettera di Antoine Leiris
http://www.lanotiziagiornale.it/non-avrete-mai-il-mio-odio-leggi-la-toccante-lettera-allisis-di-antoine-leiris-rimasto-vedovo-a-causa-della-strage-di-parigi/

Commemorazione poliziotto
http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/25/news/champs-e_lyse_es_compagno_agente_ucciso_non_avrete_il_mio_odio_-163861708/

Padre di Valeria Solesin

6 dicembre 2015 – Alberto Solesin “No all’odio”

Padre Christian de Chergé scritto a Tibihrine
http://www.ora-et-labora.net/ecumenismotibhirine1994.html

Gabriele Del Grande, giornalista e blogger
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-24/chi-e-gabriele-grande-blogger-giornalista-indipendente-viaggiatore-155416.shtml?uuid=AExYhcAB

Primo articolo pubblicato sulla negazione del certificato di nascita ai figli dei sans papier
15 marzo 2011 https://diariealtro.it/?p=673

Sentenza Corte Costituzionale sulla legittimità della non presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle pubblicazioni di matrimonio

6 agosto 2011 – La situazione migliora ma io sono sempre turbata.

Commissione Affari Costituzionali senato
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=1021619

Comunicato pubblicato il 4 aprile

4 aprile 2017 – Minori non accompagnati e minori fantasma

29 Aprile 2017Permalink

4 aprile 2017 – Minori non accompagnati e minori fantasma – Note

 I numeri in parentesi quadre si riferiscono al testo che precede e che ho preferito spezzare per facilitarne la pubblicazione su facebook

[1]. Valide esposizioni sintetiche della legge  07/04/2017 n. 47 http://www.altalex.com/documents/news/2017/03/29/minori-stranieri-non-accompagnati http://www.pietroichino.it/?p=44468

[2] La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC) è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. È il documento che riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Dal 1989 ad oggi tutti i Paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia, si sono impegnati a rispettare e a far rispettare sul proprio territorio i principi generali e i diritti fondamentali in essa contenuti. L’Italia ha ratificato la Convenzione  con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 introducendo purtroppo traducendo ‘child’ con il melenso ‘fanciullo’. Oggi si usa più spesso la dizione ‘infanzia e adolescenza’

Gli strumenti internazionali a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza si informano al principio del superiore interesse del minore, sancito in maniera formale in tutte le convenzioni e dichiarazioni dedicate.  Tali strumenti internazionali però non definiscono il principio di superiore interesse  che enunciano e cui pur si richiamano. Ricordo, per il significato che hanno in questo contesto, gli artt. 3 e 7 della Convenzione come tradotti nella legge 176/1991.

Articolo 3  In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.

Articolo 7. 1. Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da essi. 2. Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide.

Non dimentichiamo che anche l’art. 24, par. 2. della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dichiara: «in tutti gli atti relativi ai bambini (…) l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente». http://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf

[3] LEGGE  19 ottobre 2015, n. 173   Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare. (15G00187)   Trascrivo i link per raggiungere rispettivamente il testo della legge e la presentazione dei contenuti. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/10/29/15G00187/sg http://www.altalex.com/documents/news/2015/10/30/adozioni-modifiche-alla-legge-184

[4] LEGGE 20 maggio 2016, n. 76 Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze.

[5] Il bel commento di Michela Marzano sulla negazione della stepchild adoption   https://diariealtro.it/?p=4432

[6] Legge 94/2009 art.1 comma 22 lettera g Ne descrissi i contenuti  in un articolo, pubblicato dal mensile genovese Il gallo nel 2011, che si può leggere con questo link:  https://diariealtro.it/?p=673 15 marzo 2011 – quaderni de Il Gallo, periodico genovese Marzo 2011  – Anno XXXV  (LXV) N. 710   NORME DI LEGGE LESIVE DI UMANITÀ (pag. 12)

[7] Circolare Ministero dell’Interno n. 19/2009 http://www.meltingpot.org/Circolare-del-Ministero-dell-Interno-n-19-del-7-agosto-2009.html#.WOOYw-RU3v8

[8] http://www.meltingpot.org/Corte-Costituzionale-illegittimo-il-requisito-della.html#.WOKLieRU3v8 Corte Costituzionale: illegittimo il requisito della regolarità del soggiorno ai fini del matrimonio sentenza 245/2011

[9]  Camera -Rosato ed altri: “Modifica all’articolo 6 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno”  (740) (presentata il 13 aprile 2013). Senato – Lo Giudice ed altri: “Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno e divieti di segnalazione  (1562) (presentata  10 luglio 2014)

Nota: la citazione numerica 286 nei titoli delle leggi è dovuta al fatto che le norme  sull’immigrazione confluiscono appunto al Testo Unico286/1998, via via modificato.. Per leggerne il testo coordinato: http://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/04/09/testo-unico-sull-immigrazione

[10]  https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/10/24/0816/01825.html

[11] https://diariealtro.it/?p=3863

[12] ddl2092 senato  Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/46079_testi.htm

 

4 Aprile 2017Permalink

16 agosto 2016 – La pulizia di Salvini

Quando le feste di ferragosto evocano la cultura dei tempi dei pogrom

Oggi non escono giornali. Ricopio gli articoli che ho trovato sulle edizioni digitali di tre quotidiani (link in calce). In Italia la prima radicale indicazione di negazione ad esistere, caratterizzata da un rilievo istituzionale (dopo l’esclusione voluta dalla leggi razziali nel 1938), si radica dal 2009 nella legge che nega il certificato di nascita (legge 94/2009 – art. 1 comma 22 lettera g) ai figli dei migranti non comunitari irregolari. Il fatto che tale certificato sia concesso a norma di circolare non cancella il significato di quella norma che fu voluta dall’allora ministro Maroni nell’ambito culturale del quarto governo Berlusconi. Dedico la lettura di questi articoli a chi si rifiuta di abrogare l’articolo di legge che ho citato e a chi, a fronte della negazione dell’esistenza riconosciuta di un gruppo definito di neonati, si volta – annoiato o incredulo che sia – da una qualsivoglia altra parte per garantirsi la tranquillità di non vedere fastidiosi invisibili, piccoli ma minacciosi.

LA REPUBBLICA

15 AGOSTO 2016  SALVINI INCITA LA PLATEA LEGHISTA: “RIPULIAMO LE CITTÀ DAGLI IMMIGRATI”

Comizio a Ponte di Legno: “Andiamoci a riprendere gli alberghi, mano libera a carabinieri e polizia”. E annuncia una manifestazione a Roma dal nostro inviato MATTEO PUCCIARELLI

PONTE DI LEGNO – Sgomberare gli alberghi coi migranti e una grande manifestazione contro il governo a Firenze, il 12 novembre. Eccolo qua il Salvini in versione ferragostana, che – se possibile – sposta la Lega più a destra del solito. La playlist che anticipa l’intervista-comizio a Ponte di Legno è tutta un programma: il tormentone dell’estate “Andiamo a comandare” e Vasco Rossi con “C’è chi dice no”, ovvio riferimento al referendum costituzionale.

Salvini sale sul palco con la maglietta della polizia addosso: “Quando saremo al governo polizia e carabinieri avranno mano libera per ripulire le città”. Suona un po’ minaccioso, anche perché il segretario della Lega parla di “pulizia etnica controllata e finanziata”, quella che – dice lui – stanno subendo gli italiani, oppressi dai “clandestini”. I quali, aggiunge, “vanno fatti lavorare per ripagare il prezzo della nostra ospitalità, come fanno in Austria”. Chi la pensa diversamente è un “italiano smidollato”.

La versione da pugno duro di Salvini continua: “Basta con le buone maniere: lo propongo a tutti gli amministratori della Lega, andiamoci a riprendere un albergo in ogni regione e lo restituiamo agli italiani”. E per quanto riguarda gli albergatori, “vadano pure in fallimento”.

Le “zecche”, i lavavetri, i mendicanti, gli immigrati in fila all’ospedale: sono i mali principale della società: “Prendiamo un bel furgone, li carichiamo lì e li molliamo in mezzo al bosco a 200 chilometri, così ci mettono un po’ a tornare”. La base leghista che riempie il palazzetto dello sport è in visibilio.

L’intervistatore – anche lui amatissimo dal popolo lumbard, il giornalista e conduttore tv Paolo Del Debbio – alza la palla e Salvini schiaccia: sull’Islam chiede un commento sulla proposta del dirigente musulmano Hamza Piccardo di “legalizzare” la poligamia, il segretario del Carroccio se la prende con Laura Boldrini, bersaglio fisso: “Mette il becco su tutto e su questo non dice nulla?!”.

Poi si passa alla politica delle alleanze. “Chi vota sì al referendum non può stare con noi”, riferimento all’Ncd. Dopo, “chi si allea con noi firmi col sangue che la legge Fornero la abroghiamo. E magari la ex ministro la mandiamo in esilio”. Ancora, flat tax al 15 per cento. Infine, l’Europa: “Ad oggi Forza Italia la governa con Renzi. E quindi, o entro un anno ci si mette al tavolo e si riprendono in mano i trattati e si riscrivono oppure salutiamo tutti e ci riprendiamo in mano le chiavi del nostro paese”.

Si passa a Stefano Parisi. Parte qualche fischio dalla platea. Salvini allarga le braccia: “Poco tempo fa abbiamo perso le elezioni a Milano con lui candidato. Vediamo cosa vuole fare. Non mi interessa se parla con Alfano. E poi mi chiedo perché ha passato la campagna elettorale a dire di non essere ‘lepenista’, come se fosse un insulto”. Insomma, è una bocciatura. Anche perché poi Salvini chiede alla platea chi vuole allearsi con Fi alle prossime elezioni, e su due-tremila persone alzano le mani in venti.

Il leader della Lega, nonostante i moniti di Umberto Bossi con il quale resta la divergenza, non desiste sull’idea di allargarsi al sud: “Hanno clima stupendo, mare stupendo, vino stupendo e politici di merda”. Finora l’impresa non è riuscita ma “se penso alla Toscana dove abbiamo eletto il primo sindaco, allora tutto è possibile”.

Come un anno fa Salvini annuncia una grande manifestazione contro il governo: stavolta “a casa sua”, sabato 12 novembre.

Alla fine c’è anche lo spazio libro cuore: Salvini chiama sul palco tutti i ragazzini under 18, “siete il nostro futuro e noi lottiamo per  voi”. Uno di loro ha il cappellino alla rovescia. “Ascolti Fedez?”. “No”. “Bravo!”. Ad un altro bambino di otto anni: “Cosa hai capito dalla serata?”. Lui: “Che la mia mamma mi vuole bene”. Applausi, “siamo il partito dell’amore

CORRIERE DELLA SERA

15 AGOSTO 2016  SALVINI: «A NOVEMBRE A FIRENZE PER DARE L’AVVISO DI SFRATTO A RENZI»

Lo scetticismo su Parisi: «Non ho ancora capito cosa vuole fare e dove vuole andare. Se ci vuole proporre accordi con i Cicchitto e i Verdini non ci interessa» DI CESARE ZAPPERI, INVIATO A PONTE D LEGNO

Ponte di Legno (Brescia) – Niente «Va pensiero» verdiano ma un «C’è chi dice no» di Vasco Rossi sparato a tutti decibel. Niente felpa paesana ma una maglietta blu con le mostrine della Polizia. Il Matteo Salvini del Ferragosto 2016 in Valle Camonica sceglie la linea dura a partire dalle forme. «Forse c’è bisogno di un nuovo Fronte di liberazione nazionale» dice dal palco dove risponde alle domande di Paolo Del Debbio.

«Non dobbiamo più avere paura di niente e di nessuno»

La prima stoccata è un avviso di sfratto a Matteo Renzi: «Il 12 novembre andremo tutti a liberare Firenze, casa sua. Sarà la spallata finale», annunciando una manifestazione leghista nella città del premier. E poi, ecco la altre battaglie, a partire da quella contro gli immigrati. Il leader leghista lancia subito una sfida: «In ogni regione andremo a riprenderci uno degli alberghi dove bivaccano i profughi e li ridaremo agli italiani in difficoltà». L’attacco frontale è al ministro Angelino Alfano, dipinto con un epiteto, ma anche la sinistra di Capalbio «quella che ha il portafoglio gonfio e che è esempio del peggior razzismo». Ce n’è anche per la Chiesa e per quegli autorevoli esponenti «che si sono dimenticati i veri principi di fede. Io rimpiango Benedetto XVI». E qui torna l’immagine della maglietta della Polizia. La spiegazione è semplice: «Vogliamo che le forze dell’ordine abbiano mano libera nel ripulire le nostre città». Pugno duro, quindi, perché stiamo vivendo una «pulizia etnica al contrario. Organizzata, gestita e pagata per sfruttare gli italiani. Quelli smidollati che continuano a spalancare le porte agli stranieri».

Parisi

L’intervistatore cerca di portare l’attenzione su Stefano Parisi e il suo tentativo di lavorare per un nuovo centrodestra. La platea è tiepida, Salvini fa la battuta: «Parisi chi? So che il Milan ha comprato Lapadula». Scherzi a parte, il segretario del Carroccio conferma tutto il suo scetticismo sull’ex manager incaricato da Silvio Berlusconi. «Non ho ancora capito cosa vuole fare e dove vuole andare. Se ci vuole proporre accordi con i Cicchitto e i Verdini non ci interessa». A precisa domanda, Salvini pone le sue condizioni a chi vuole allearsi con la Lega: «Non ci metteremo con chi oggi sta con Renzi (Ncd e altri), con chi voterà “Sì” al referendum, con chi ha cambiato sei volte poltrona». Su Berlusconi il segretario usa toni cauti: «Credo che abbia capito di aver commesso qualche errore di recente. Ma chi pensa di seppellirlo sarà seppellito prima…».

Il finale

La conclusione è ad effetto. Salvini chiama sul palco tutti i bambini e i ragazzini presenti al palasport di Ponte di Legno. È un po’ effetto Zecchino d’oro. Ma nessuna canzone: «Siamo il partito dell’amore. Ragazzi riprendetevi il vostro futuro. Non abbiate paura – conclude Salvini ormai addolcito dai toni guerreschi dell’inizio – saremo al vostro fianco».

LA STAMPA

15 agosto 2016  “L’Islam sia fuorilegge. Le primarie? La gente è stufa del politichese”

Salvini: “Con Bossi discuto, ma il segretario sono io”

Alberto Mattioli  inviato a Ponte di Legno (Brescia)

Islam fuori legge, girotondi intorno a Montecitorio se dopo la «probabile» vittoria del no al referendum non si andrà a votare e grande manifestazione in novembre a Firenze, «sotto casa di Renzi». E’ il programmino ferragostano di Matteo Salvini, che oggi terrà il solito comizio a Ponte di Legno. L’intervista si svolge alla vigilia del dì di festa, con il «Matteo giusto» attovagliato nella piazza principale dell’ameno paesello mentre i suoi fan tentano di fargli battere il record mondiale di selfie all’ora. E va bene che siamo in una zona ad alta densità leghista, ma gli scatti sono davvero tanti.

Ieri, Parisi… «Uffa».

Uffa? «Ma sì, basta, le primarie, la leadership del centrodestra, il candidato premier. Tutto politichese che interessa pochissimo alla gente, quindi nemmeno a me. Parliamo di cose serie, per favore».

Tipo? «La Russia, la Turchia, gli Usa, quest’Europa di pazzi. Il futuro, anche degli italiani, passa molto di più da Washington e da Bruxelles che da Roma e dalle renzate».

Dica almeno se sarebbe favorevole alle primarie del centrodestra. «Io sono favorevole a far votare la gente il più possibile. Purché però si voti su dei programmi chiari».

Sabato ha rivisto Bossi. Ultimamente sembrate in perfetto disaccordo su tutto. «Di preoccupazioni sul fronte interno non ne ho. Con Bossi si parla sempre con profitto e anche con piacere. Poi resta il fatto che nel 2016 il segretario della Lega sono io».

Chi vince il referendum? «A occhio, il no. Però dobbiamo mettere in conto una campagna mediatica sovietica per il sì, che del resto è già iniziata. Fra un po’ la Rai farà propaganda anche durante le previsioni del tempo».

Par di capire che la gestione della tivù pubblica non le piaccia. «I tiggì sono imbarazzanti, tutti allineati e coperti, anzi servili. Mai la Rai è stata occupata, svilita e anche malgestita come oggi. Berlusconi aveva fatto molto meno».

Difende anche la Berlinguer? «Almeno era una voce fuori da questo vomitevole coro pro Renzi. Ormai Tg1, Tg2 e Tg3 sono uguali».

E quelli Mediaset? «Allineati al padrone mica male anche loro».

Chi si salva? «Mentana, cui riconosco libertà di pensiero e di favella. E soprattutto le tivù locali. L’informazione libera oggi sta lì».

È contento che Cairo sia il padrone del «Corriere»? «Molto. Lo conosco e lo stimo. È un editore “puro” e libero».

Se Renzi perde il referendum, se ne deve andare? «Ma Renzi è già bollito. Se ne andrà non per il referendum, ma per il disastro dell’economia. Il problema è che il Quirinale, Bruxelles e la Confindustria vogliono sostituirlo con il quarto fantoccio».

Prego? «Il quarto premier non eletto di fila».

Nel caso, che fareste? «Andremmo in piazza. Tutti a Roma a circondare il Parlamento».

La marcia su Roma è un precedente sgradevole. «Se i girotondi li fa la sinistra è democrazia e se li facciamo noi è fascismo?».

Perché vuol mettere fuorilegge l’Islam? «Perché ha un’idea della vita vecchia, arrogante e pericolosa».

La Costituzione tutela la libertà religiosa. «L’Islam non è una religione. È uno stile di vita incompatibile con il nostro. L’immigrazione incontrollata dei musulmani è il vero, grande pericolo per le nostre libertà. Aveva ragione il cardinale Biffi quando diceva che, se vogliamo integrarli davvero, meglio far entrare solo immigrati cristiani».

Alfano espelle un imam al giorno, sarà contento. «Figuriamoci. Uno ne esce e cento ne entrano. Ogni barcone che approda sono milioni per gli scafisti. Mi chiedo come i vari Renzi, Alfano e Boldrini riescano a dormire…».

Chiudiamo su una nota meno apocalittica. Perché si è finalmente fatto fotografare mano nella mano con Elisa Isoardi? «Perché tanto tutti sanno che stiamo insieme. E così spero che quando ci vediamo i paparazzi ci lascino vivere».

Vi sposerete? «No. E poi la vita privata si chiama così appunto perché è privata».

LINK:

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/15/news/salvini_incita_la_platea_leghista_ripuliamo_le_citta_dagli_immigrati_-146054272/?ref=HREC1-2

http://www.corriere.it/politica/16_agosto_15/salvini-a-novembre-firenze-dare-l-avviso-sfratto-renzi-06511304-6328-11e6-9c04-fc260bea0f0e.shtml

http://www.lastampa.it/2016/08/15/italia/cronache/lislam-sia-fuorilegge-le-primarie-la-gente-stufa-del-politichese-wuZMJSVxccJu88e8PloOTJ/pagina.html

 

16 Agosto 2016Permalink

20 luglio 2016 – Finalmente

Il precedente in questo blog: 24 dicembre 2015. Buon Natale da Pontoglio (Lombardia)

19/07/2016 Le tradizioni religiose non possono essere strumentalizzate per discriminare: condannato il comune di Pontoglio

Con l’ordinanza di ieri, il Tribunale di Brescia ha dichiarato il carattere discriminatorio del comportamento tenuto dal Comune di Pontoglio che, con deliberazione del 30 novembre 2015, aveva disposto il posizionamento ai vari ingressi del paese di cartelli a sfondo marrone recanti la scritta «Pontoglio è un paese a cultura occidentale di profonda tradizione cristiana, chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene».

«Il punto non è se tale proposizione corrisponda o meno al vero – si legge nell’ordinanza -, la questione è che detto stato di cose … non può essere strumentalizzato da un ente pubblico per ostacolare o condizionare, foss’anche nella semplice forma della persuasione, il libero esercizio dei diritti costituzionali da parte di coloro che non si riconoscono nel substrato culturale del Comune». Lo Stato italiano, come viene ricordato nell’ordinanza, non è confessionale bensì «improntato al principio di laicità (articolo 19 Costituzione)» e «ragioni di razza e religione non possono pregiudicare l’eguale godimento dei diritti fondamentali dell’individuo (art 3 Costituzione), fra i quali figura quello della libertà di circolazione e soggiorno (articolo 16 Costituzione). «Se l’obiettivo del comune fosse stato quello di richiamare i residenti ad una forma di rispetto reciproco delle rispettive tradizioni e credenze religiose, i cartelli di certo non avrebbero avuto il contenuto, unilaterale, oggi censurato», conclude il giudice. Ne deriva che le tradizioni religiose non possono essere strumentalizzate dalla pubblica amministrazione per discriminare e che il principio supremo di laicità impone condizioni di parità e rispetto reciproco per favorire l’inclusione e la convivenza tra persone di fedi religiose differenti.

Il giorno precedente all’udienza di precisazione delle conclusioni, il comune aveva rimosso tutta la cartellonistica stradale presente sul territorio (non limitatamente ai cartelli discriminatori). Il giudice ha comunque accertato, come stabilito dall’art 7 della Direttiva 2000/43, il carattere discriminatorio del comportamento tenuto, precisando che “il ripristino della situazione fisiologica – nessun cartello con messaggi estranei ai contenuti tipici previsti dal codice della strada – è la migliore risposta alla precedente situazione di discriminazione”.

http://www.asgi.it/notizia/le-tradizioni-religiose-non-possono-strumentalizzate-discriminare-condannato-comune-pontoglio/

20 Luglio 2016Permalink

7 giugno 2016 – Il comune di Udine non vuole occultare neonati

E’ accaduta una novità che ho subito segnalato su facebook perché ritengo che vada ad onore del comune in cui abito: la mozione del consiglio comunale che impegna il Sindaco e la Giunta a «ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità» è stata votata all’unanimità. Di seguito ne propongo una sintesi e il link per leggerla integralmente

La mozione 48 in sintesi

Il 31 maggio il Consiglio comunale di Udine ha approvato all’unanimità la mozione n. 48 “Registrazione anagrafica dei bambini stranieri nati in Italia da genitori non regolarmente soggiornanti”, prima firmataria la consigliera comunale Chiara Gallo. La mozione sostanzialmente impegna il Sindaco e la Giunta a «ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità». Come più volte ho scritto tale certezza (mai precedentemente messa in discussione) era stata devastata dal cd ‘pacchetto sicurezza’ nel 2009 (legge 94, art. 1 comma 22 lettera 9) che prevede la presentazione del permesso di soggiorno per richiedere la registrazione delle dichiarazione di nascita dei propri figli. E’ chiaro che ciò costituisce un ostacolo che la legge crea contro il diritto fondamentale di ogni nuovo nato ad esistere e determinando  uno stato di paura nel genitore che ove dicesse “io sono padre/madre di questo nato” si esporrebbe alle ritorsioni anche drammatiche conseguenti l’evidenza della sua situazione di irregolare. Così, come testimonia il gruppo Convention on the Rights of the Child (coordinato da Save the Children),  ci sono ‘bambini invisibili’, privi di ogni identità. La mozione è composta di due parti, la prima concerne il testo che era stato presentato – e mai discusso – il 19 maggio 2015 e chiedeva l’impegno del Sindaco e della Giunta a sollecitare la calendarizzazione delle proposte di legge allora all’attenzione del Parlamento finalizzate appunto ad assicurare il certificato di nascita ad ogni nuovo nato. Il 31 maggio 2016 il testo della mozione è stato aggiornato in considerazione del fatto che il principio affermato nelle proposte del 2013 e del 2014 è ora all’attenzione della commissione Affari Costituzionali del Senato come comma 3 dell’art.2 di una legge  già approvata dalla camera. (Chi volesse prenderne visione può inserire in un motore di ricerca la dizione Senato 2092) Opportunamente, nel clima di disinformazione che caratterizza questo problema, la mozione evidenzia «che quando si parla di “cittadinanza” per questi bambini non ci riferisce a quella che si acquisirebbe ius soli, fattispecie ad oggi non prevista dal nostro ordinamento, ma a quella che discende dai loro genitori alla quale anche oggi avrebbero diritto» Se il Parlamento accoglierà la raccomandazione del Consiglio Comunale di Udine (cui speriamo altri comuni si associno) assicurerà – insieme al rispetto di un diritto primario di ogni nuovo nato in Italia – la dignità dei sindaci oggi violata da una norma che limita il loro dovere assoluto alla registrazione delle nascite sul loro territorio.

Chi volesse leggere integralmente il testo della mozione può farlo dal sito

http://www.centrobalducci.org/easyne2/LYT.aspx?Code=BALD&IDLYT=359&ST=SQL&SQL=ID_Documento=2710

Speranze e ricordi

Se altri comuni imitassero … se ne prendessero atto associazioni di donne facendo mente locale almeno alle madri cui non è consentito dichiararsi tali nel comune in cui pur vivono, se ne prendessero atto organizzazioni del mondo della scuola che, se i figli dei sans papier potessero andare alla scuola dell’infanzia ne avrebbero vantaggio nel lavoro di ‘alfabetizzazione’ e –alla conclusione dell’obbligo – non abbandonerebbero ragazzini al nulla della iscrizione con permesso di soggiorno del genitore, se le chiese cristiane (sia cattolica che protestanti) quando proclamano generosità e solidarietà e persino giustizia si ricordassero che sono –data l’ostentata autorevolezza – complici di chi vuole nuovi nati occultati e senza nome  … se … ma….

Voglio però ricordare che quando la legge nota come pacchetto sicurezza fu presentata al parlamento era prevista l’abrogazione dell’articolo che, presente nelle norme già in vigore, recitava: «L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Se ne fosse stata realizzata la cancellazione sarebbe stato negato il principio del segreto professionale fondante la deontologia medica che impegna il medico a: “mantenere il segreto su tutto ciò di cui è a conoscenza in ragione della propria attività professionale”. … e precisa ancora che “la violazione del segreto professionale assume maggiore gravità quando ne possa derivare … nocumento per la persona assistita o per altri”. Ricordo la reazione allora fortissima degli ordini professionali, da noi pubblicizzata dalla componente locale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, e voglio citare quanto scrisse l’allora Presidente provinciale dell’Ordine dei medici di Udine in un comunicato pubblicato anche dai media locali: «Qualora dovessero passare i provvedimenti annunciati dal governo, i medici dovranno rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati irregolari, esercitando l’obiezione di coscienza per non venir meno ai principi etici e deontologici della loro professione».

Purtroppo, anche per l’indifferenza della società che si definisce civile, restò in legge la condanna per i neonati, ultimo resto di un progetto che si era proposto di usare anche la debolezza del malato, dell’infartuato, del ferito per farne forza di chi lo volesse distruggere.

Ora per esibire la propria ostentata brutalità dispone dei più deboli, dei neonati condannati a vita a non esistere

Perciò  solo alla politica – che non si umili alla ricerca di consenso fondato sul numero di chi si associ alla volontà devastatrice o pigramente ne taccia – è dato essere parola autorevole e alta per affermare un principio che ne proclami l’onore nel farsi voce di chi nasce sul nostro territorio, chiunque sia, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 3 Costituzione).

7 Giugno 2016Permalink

24 dicembre 2015 – Buon Natale da Pontoglio (Lombardia)

pontoglio

Pontoglio: anche il prete contro i cartelli stradali, “avete il cuore pieno di marciume”

Parole pesantissime, come un macigno. Sono le parole di don Angelo Mosca, parroco di Pontoglio dal 2008: in chiesa, domenica mattina, ha voluto dire la sua – o meglio, la posizione della chiesa cattolica – sul tema dei cartelli stradali in cui a caratteri cubitali, e su sfondo marrone, si viene invitati ad allontanarsi dal paese – definito “a Cultura Occidentale e di profonda tradizione Cristiana” – chinque non intenda “rispettare la cultura e le tradizioni locali”.
Le parole del prete, benzina sul fuoco. Che si sommano alle polemiche infinite – anche degli stessi pontogliesi, più di un centinaio le firme raccolte in poche ore per chiedere la rimozione di quei cartelli – che avvolgono la contestata decisione del sindaco Alessandro Seghezzi. Don Angelo, senza fare nomi, in chiesa attacca “coloro che si lavano le mani sbandierando tradizioni, ma con il cuore pieno di marciume”.
E ancora: “Le porte aperte, e non chiuse, sono il messaggio di Dio. Gesù augura la pace a tutti gli uomini, e non a chi appartiene a una sola cultura. Questo è un messaggio distorto, l’uso strumentale del Vangelo per ideologie e secondi fini. Utile ai falsi profeti che predicano la divisione, e non l’unità”.
In conclusione: “La chiesa è misericordia. Dio non è una tradizione, Dio è per sempre”. La notizia dei cartelli intanto ha fatto il giro d’Europa: ne ha scritto anche il Telegraph. Che parlando di Lombardia cita anche la ‘Northern League’, la Lega Nord: “Il partito di destra che guadagna voti con la sua retorica anti-immigrati e anti-rifugiati”.“

Fonte:
http://www.bresciatoday.it/politica/pontoglio-cartelli-stradali-polemiche-chiesa.html

Il quadro regionale di riferimento
La Lombardia approva norma anti-accoglienza: penalizzati gli albergatori che ospitano rifugiati
I gestori che utilizzano gli hotel per «fini non turistici» esclusi dai bandi della Regione. L’emendamento alla legge elettorale voluto dalla Lega. 

fonte: http://www.lastampa.it/2015/09/16/italia/politica/la-lombardia-approva-la-norma-antiaccoglienza-penalizzati-gli-albergatori-che-ospitano-migranti-FGtLjPRPrbSu7ms9377LjJ/pagina.html

 

24 Dicembre 2015Permalink

10 dicembre 2015. Si spara a vista non alla cieca!

Ho dato un’occhiata a facebook e ho trovato l’articolo di cui ho condiviso la pubblicazione. I commenti dei lettori si sono concentrati sul problema delle armi, ma io (condividendo quanto scritto e preoccupatissima perché ho letto di una possibile manifestazione di piazza per solidarizzare con lo sparatore) ho formulato anche un’altra ipotesi che riporto dopo la notizia.

Spara a fidanzati scambiandoli per ladri: sfiorata tragedia nel padovano

PADOVA – Scambia due fidanzati per ladri e spara sulla loro auto: sfiorata la tragedia a San Giorgio a Pertiche, nel padovano. La ragazza è sotto choc, il ragazzo guarirà in 40 giorni. I carabinieri hanno denunciato l’uomo per lesioni personali aggravate, danneggiamento, esplosioni pericolose e porto abusivo di armi. Lo sparatore, 53 anni, stava tornando insieme a due amici da una battuta di caccia alle nutrie. Ha notato l’auto ferma in un luogo appartato, ha bussato sul finestrino per chiedere spiegazioni. Il ragazzo, spaventato, ha rimesso in moto l’auto. Il cacciatore ha risposto sparando e sfracellando il lunotto posteriore. Subito è scoppiata la polemica politica, come scrive il Mattino di Padova. Il segretario del Pd Massimo Bettin parla di questo episodio come il risultato della campagna “per un uso indiscriminato delle armi da fuoco”. Il riferimento evidente è alle tante esternazioni in tema del centrodestra. Gli risponde Daniele Canella, segretario della Lega di San Giorgio. “Episodio da condannare, ma caso emblematico dell’insicurezza che si respira nel nostro territorio”.

La mia ipotesi
Mi viene un’idea forse stramba forse no. Perché quel tale armato (cacciatore di nutrie? le nutrie si cacciano con il fucile?) si è avvicinato all’automobile ferma e ‘appartata’? Se temeva trattarsi di ladri che senso ha l’aver battuto sul finestrino? ‘Scusi, lei è un ladro?’ Stia fermo lì che chiamo i carabinieri!’ E se fosse stato un guardone con compari sghignazzanti al seguito? Non è una specie estinta che io sappia e, in tal caso, il comportamento sarebbe più coerente. Anche se non lo era i due poveri ragazzi potevano averlo identificato come tale e la fuga sarebbe stata una conseguenza prudenziale per evitare un vecchio rischio. Quante coppiette ora e in passato sono state se non aggredite, molestate?. E perché sparare su un’auto in fuga? Più ci penso e più, se l’articolo dice il vero, la faccenda è poco chiara oltre che ripugnante.

Link alla fonte

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/12/09/news/spara_a_fidanzati_scambiandoli_per_ladri_sfiorata_tragedia_nel_padovano-129108167/?ref=HREC1-1

10 Dicembre 2015Permalink