18 ottobre 2017 – Fra diavoli chiassosi e un esorcista ci si mette anche il vescovo di Trieste

Dal quotidiano Il Piccolo
La saggezza della conclusione che trascrivo subito:
Insonorizzare una stanza in parrocchia perché gli esorcismi non disturbino i vicini

SAN DORLIGO DELLA VALLE . Corriere parcheggiate in fila a bordo carreggiata, sfruttando ogni metro della stretta strada, la provinciale 11, che dall’altipiano scende verso San Dorligo della Valle. Automobili private al seguito. Una folla di centinaia di persone pronte a tributargli un successo di popolarità inusuale per chi indossa una tonaca da sacerdote. Oramai è un personaggio noto a livello internazionale don Rosario Palic, parroco delle chiese di San Giuseppe della Chiusa e di Sant’Antonio in Bosco, da un paio d’anni considerato l’esorcista per eccellenza su scala locale. Al punto da considerarsi un degno avversario del diavolo.
Pullman di fedeli dalla Croazia per l’esorcista di San Dorligo
L’opera di padre Rosario Palic gode anche della benedizione del vescovo Crepaldi
E nelle chiese di San Giuseppe e Sant’Antonio arrivano in massa da oltreconfine
La misura del suo seguito la si è avuta nel corso dell’ultimo fine settimana. La strada che scende da Cattinara e passa accanto a San Giuseppe della Chiusa e Sant’Antonio in Bosco, per arrivare fino a Moccò, è diventata una sorta di grande parcheggio per corriere, che hanno trasportato nel territorio comunale di San Dorligo della Valle centinaia di fedeli pronti a seguire le parole di don Rosario, che pratica l’esorcismo con la benedizione del vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi. Dalla Croazia, terra d’origine di don Rosario, si organizzano ormai regolarmente viaggi alla volta di San Giuseppe della Chiusa e di Sant’Antonio in Bosco, le due località dove avvengono i presunti fenomeni di guarigione, per ascoltarlo e pregare assieme a lui.
«È uno dei miei compiti cercare di salvare le anime preda del diavolo – spiega don Rosario – e le regole dell’esorcismo sono note alle massime autorità della Chiesa. Si tratta di un lavoro impegnativo, che impone conoscenza della psicologia prima ancora che della materia nello specifico – aggiunge – perché i casi non sono mai semplici. Quando si riesce a portare positivamente a termine l’intervento – precisa, riferendosi alle corriere in arrivo dalla Croazia –, mi sembra naturale permettere a tutti coloro che sono interessati di poter sentire, all’interno della Chiesa, la testimonianza di chi ha ritrovato la serenità interiore e la fede in Dio». E per aggiungere una punta di mistica ritualità alle loro visite, i seguaci di padre “Rozo”, questo il diminutivo con il quale è conosciuto dalla maggior parte dei fedeli, scendono dai pullman ben prima di arrivare nelle due chiese, per proseguire a piedi, dando vita a una sorta di processione che rende l’atmosfera dell’evento ancor più intensa.
Fino a qualche mese fa, alcuni dei vicini che abitano nei pressi delle due chiese si erano lamentati, perché sentivano urla e rumori di vario tipo, soprattutto di notte. Ora sembra che il silenzio sia tornato. Del resto, si parlava da tempo di insonorizzare una delle stanze a disposizione delle due parrocchie per poter continuare a praticare gli esorcismi, senza disturbare chi vive nei paraggi.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/10/17/news/a-san-dorligo-pienone-di-fedeli-dal-prete-esorcista-1.16001275

18 Ottobre 2017Permalink

16 ottobre 2017 -Il coraggio di due donne e l’invito di un comitato ad adeguarsi al purtroppo senso comune.

La prima delle due donne che mi è capitato di incontrare ha scritto in un pezzo che mi è capitato di leggere su fb, mentre ho conosciuto l’altra molti anni fa

Prima di parlare di loro devo mettere in ordine nella mia testa frammenti di storia che improvvisamente (chissà perché!) l’hanno occupata e che hanno come comune riferimento il 16 ottobre, oggi

16 ottobre 1922 il gruppo dirigente fascista decise di passare all’azione. Il 28 ottobre ci sarebbe stata la marcia su Roma e il 30 ottobre il re avrebbe affidato il governo a Benito Mussolini.
Per quelle curiose coincidenze che la storia ci impone il 16 ottobre 1943 ricorre l’anniversario del rastrellamento nazista nel ghetto di Roma.
Fra il 1922 e il 1943 si colloca – il luogo questa volta è Trieste – il 18 settembre 1938 l’annuncio delle prime leggi razziali italiane. Il 5 settembre erano già stati cacciati dalle scuole del regno insegnanti e alunni ebrei. Mi piace sottolineare anche i bimbi piccoli già allora identificati come pericolo. Non era stato un atto di aggressione ma un legale decreto a provvedere a tanto, precipitosamente perché l’anno scolastico 1938-39 doveva iniziare a scuola ‘ripulita’. Il 17 novembre 1938 il Regio Decreto Legge n. 1728 Provvedimenti per la difesa della razza italiana- avrebbe reso note ed esecutive le norme organiche in materia.
E adesso che ho soddisfatto l’insistenza della mia testa testarda (ma forse è solo un fatto di sclerosi dovuto all’età) torno a noi.

Mi è capitato di leggere su fb il testo di un manifesto promosso da un – a me ignoto se non per questa produzione – ‘comitato 18’.
Non riesco (imperizia digitale!) a riprodurne l’immagine nel mio blog (immagine che ho comunque nell’archivio di mio PC) ma riesco a copiarlo

Manifesto del 16 ottobre 2017 (ma cos’ha questa data, la calamita!?)
“Un giorno per mio figlio”
Sei invitato “accompagnato” da tuo figlio/a, al
Consiglio Comunale che si terrà
Lunedì 16 ottobre alle ore 9
per dire NO ai “migranti”.
Grado è e deve rimanere
un’isola felice
Comitato 18

E finalmente arrivo alla prima delle mie donne.
Si chiama Ilaria Cecot, ha aperto un dialogo su facebook facendo riferimento a un articolo piuttosto pesante che illustrava il manifesto che ho copiato sopra (di cui le devo la conoscenza) e che si riferiva anche a lei in forma anonima.
Ilaria non ha accettato l’anonimato e ha risposto con il testo che ricopio, da cui si evince il significato del’articolo contestato (che si può trovare su internet scrivendo comitato 18  Grado. Preavviso che il riferimento del giornalista è un termine volgare che potrebbe dare fastidiò ai miei lettori)

Scrive Ilaria
Ho pensato per un attimo di fare finta di nulla, ma fare finta di nulla non è nella mia natura. Io ci metto la faccia sempre, anche quando non è comodo, anche quando non conviene. In questo caso, quando ho letto questo “articolo” non ho tardato a riconoscermi, nonostante il sedicente giornalista abbia accuratamente evitato i nomi per non incorrere in una sicura querela. Eh si, sono io la “goriziana aspirante suicida” (in cerca di visibilità non direi, ne ho avuta anche troppa negli ultimi quattro anni, molta più di quanta , questa sanguisuga del sistema ne avrà mai, molta più di quanta i potenti amici della sua pupilla potranno garantire alla stessa). Dovrei vergognarmi? Pensa di avere svelato un segreto pruriginoso? Non ho mai nascosto, anzi, di aver sofferto di depressione due anni fa, e di aver pensato che questo mondo non era il mio mondo (ogni tanto quando penso che devo dividere l’ossigeno con gente del genere ci penso ancora a dire il vero). Comunque, capita nella vita di avere bisogno di un fegato nuovo oppure di rompersi una gamba, e capita anche di lacerare la propria anima. La differenza ? Per curare l’anima non esistono pezzi di ricambio come il fegato di un generoso donatore, non basta mettere un gesso , per ricomporre l’animo ci vuole tenacia, forza, motivazione e soprattutto amore, Amore verso di se ed amore che gli altri, i nostri cari, ti donano. Il percorso è lungo, forse non si conclude mai la continua ricerca dell’equilibrio tra sè ed il mondo, perché chi ha sofferto del “male di vivere” sente in modo diverso, più forte, vive senza pelle. Si cade e ci si rialza, si soffre il doppio e si è felici il triplo. Siamo dei privilegiati perché il nostro cuore è puro, è vero , è fragile e forte come quello dei bambini. Si, i bambini che il signor “sedicente blogger” voleva strumentalizzare politicamente contro l’arrivo di 18 esseri umani, come il cuore dei bambini in cui, il sedicente “comitato 18” voleva coltivare l’odio per il diverso. Ci siamo messe di traverso e lo rifarei mille volte, non pensi il signore di avermi intimorito, come credo non abbia intimorito Silvana Cremaschi, che ringrazio per essersi prontamente attivata, segnalando la cosa al Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Io vado a testa alta , ho vinto la mia partita con la vita due anni fa e non mi vergogno a dire di averla giocata.

La mia seconda donna si chiama Franca Viola
Mi è venuta in mente leggendo delle signore che raccontano nei passaggi della loro carriere una violenza subita parecchi anni fa da un importante produttore cinematografico, tale Weinstein (anche su di lui internet fornirà informazioni).
Si sono mosse tutte ora, quasi incoraggiandosi a vicenda. Dicono di aver taciuto per vergogna e paura
Invece Franca Viola a 17 anni (era il 1965) rifiutò il matrimonio riparatore e aprì la strada alla legge sulla violenza sessuale.
Le Norme contro la violenza sessuale divennero legge il 15 febbraio 1996 n. 66 .
Il dibattito richiese determinazione, costanza e coraggio: l’onore è tutto di Franca Viola.
Per chi volesse saperne di più.
https://diariealtro.it/?p=650
E ora la mia testa bizzarra si è un po’ calmata.

16 Ottobre 2017Permalink

15 ottobre 2017 – Lettera aperta al Presidente Paolo Gentiloni

Egregio Presidente
ho letto la Sua dichiarazione «Spero che saremo orgogliosi di poter dire che il diritto dei bambini che frequentano le nostre scuole ma sono nati da genitori stranieri possono avere il diritto alla cittadinanza. Stiamo lavorando per approvare la legge entro questa legislatura».
Me lo auguro anch’io e spero ci riusciate senza dimenticare il comma 3 dell’art. 2.
Poiché nessuno ne parla mi permetta una piccola nota.
Nel 2009 la legge 94 (art. 1 comma 22 lettera g) impose la presentazione del permesso di soggiorno ai genitori che doverosamente chiedessero la registrazione della dichiarazione di nascita di un figlio/a nato/a in Italia. Ovviamente la paura della conseguente espulsione diventa un deterrente che impedisce di assicurare il certificato di nascita a questi piccoli discriminati dalla nascita.
I neonati infatti assumevano la funzione di spie dell’irregolarità dei genitori, funzione ancora loro spietatamente attribuita perché la legge è ancora in vigore.
Nelle “Disposizioni in materia di cittadinanza”, note come “ius soli”, il comma 3 dell’art. 2 prevede l’abolizione della norma introdotta nel 2009 e quindi ripristina il diritto all’esistenza legale da quella legge per la prima volta compromesso.
Otto senatori di FI PdL (sono Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’alì, Malan, Pelino, Floris, Fazzone) hanno però proposto un emendamento inteso ad abolire quel comma, assicurando quindi per i piccoli discriminati il mantenimento della condizione di legali fantasmi.
E’ mia – spero infondata – paura che quell’emendamento sia il prezzo da accettare per far passare lo ‘ius soli’. Così quei piccoli che la legge ha voluto otto anni fa fantasmi, tali resterebbero come capri espiatori in un mito antico la cui conoscenza può essere strumento di interpretazione ma non di conforto.
Grazie per l’attenzione
lettera firmata

NOTA
Riscontro automatico ricevuto a seguito della spedizione:

Il messaggio
A: Gentiloni
Oggetto: Lettera aperta al Presidente Paolo Gentiloni
Inviato: domenica 15 ottobre 2017 10:37:52 ((UTC + 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma, Stoccolma, Vienna
è stato letto in data domenica 15 ottobre 2017 10:38:23 ((UTC + 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma, Stoccolma, Vienna.
15 Ottobre 2017Permalink

9 ottobre 2017 – Può succedere di incontrare competenza, professionalità, dimensione umana consapevole

09 ottobre 2017 Renzo Piano: “Ius soli, il no è crudele, quei bimbi sono italiani. Lo dicono i loro amici”

L’archistar e senatore a vita aderisce allo sciopero della fame. “Invito i miei colleghi di ogni partito a parlarne con figli e nipoti, a superare i calcoli elettorali” di FRANCESCO MERLO

L’Italia- comincia Renzo Piano come sanno tutti, è il Paese dove si amano i bambini. Più ancora che per la chitarra e per il sole, gli stranieri ci identificano perché siamo i cocchi di mamma, il paese dove i bimbi vengono accolti e festeggiati dovunque. Nei ristoranti, per strada, nelle case, nelle scuole, i bambini sono la nostra allegria e la nostra consolazione. E infatti li coccoliamo e li proteggiamo, e questo ci risarcisce anche perché addolcisce e compensa i tanti difetti che abbiamo. I bambini sono insomma una benedizione del cielo perché sono lo “ius” che in latino vuol dire anche il succo, lo ius soli dunque, il succo della terra, l’essenza della nostra terra, il fertilizzante del futuro”.
E invece? “La parola ‘invece’ non è (ancora) da pronunziare. Io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia. Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti. Basterà ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità. Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti – lo ius appunto di ogni altro italiano, è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell’Italia “.
Renzo Piano, nella sua casa di Parigi, parla di getto, nel senso che “si getta” a capofitto dentro un argomento che lo tormenta sin da quando “insieme con Franco Lorenzoni sto progettando una scuola elementare da donare ad un piccolo comune del Lazio, in zona sismica”. Il luogo esatto lo dirà tra qualche giorno Paolo Gentiloni. “Sarà una scuola di legno, a due piani, attorno ad un cortile con un grande albero. Al piano terra si aprirà alla città: genitori, pensionati, la musica, l’arte … Al piano di sopra, sotto il tetto, dove c’è più aria e più luce, ci abbiamo messo i ragazzi – le otto classi dell’obbligo – che mentre studieranno vedranno l’albero e di fronte i bimbi delle altre classi. Useremo quattrocento metri cubi di legno che restituiremo alla natura piantando nel bosco più vicino 400 piccoli alberi: 5 euro ad albero”. E forse somiglierà alla scuola che nel 1988 Piano progettò per Pompei ma non fu mai realizzata: “Solo per quello – scrisse Umberto Eco che se ne era innamorato – avrebbe meritato di essere nominato già allora senatore a vita”.
E ora Piano racconta che li ha visti, nelle scuole che ha visitato, alcuni degli 800mila piccoli italiani senza Italia, “con i loro occhioni spalancati, che studiano la Costituzione che non li accoglie, parlano la lingua italiana che li chiama “diversi”, pensano e giocano “in italiano” ma non hanno il diritto di dire “sono italiano””. Gli sembra insomma un’ingiustizia che non capisce: “Anche perché, come è stato detto sino alla nausea, non ha nulla a che fare con il controllo dei flussi migratori, con la sicurezza, con l’orientamento politico, con i libri che abbiamo letto, con il partito per il quale abbiamo votato, con la corsa inarrestabile dell’umanità dai paesi dell’infelicità a quelli dell’abbondanza, con il Mediterraneo come campo di concentramento, e meno che mai con la criminalità e con gli stupri. Tutto questo materiale, che alimenta la paura, svanisce subito dinanzi alla fisicità e alla verità di quei bimbi. Ecco perché invito i miei colleghi ad andarli a cercare nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a “ingravidare” i loro mariti”.
Ovviamente Piano sa che la Boschi sostiene che “in Parlamento non ci sono i numeri”, che Alfano ha dichiarato che “la legge è giusta ma il momento è sbagliato “, e che dunque si rischia la crisi di governo. Ma gli pare molto importante che sia partita un’iniziativa trasversale, “un’alchimia di numeri, dove ci sarà pure il politichese, ma ne vale certamente la pena”. Perciò digiuna anche lui: “Sì, ma non mi pare un eroismo da esibire; è solo un piccolo segnale, un modo per dire a me stesso che ci sono anche io”. E sostiene di parlare da costruttore: “Quando cominci , prendi con le mani un pietra di 32 chili e sai che, se non la metti giù, ti cadrà sui piedi. Dunque la posi, la guardi e scopri che è imperfetta, e che forse non è messa nel modo migliore. Ma sai pure che hai cominciato, e allora ci posi accanto altre pietre. Io penso che costruire città e costruire civiltà sia la stessa cosa e non solo perché l’origine della parola è la stessa, ma perché, pietra su pietra, adatti le imperfezioni, e con una grande pazienza, nei limiti della legge di gravità. E non sto facendo l’elogio del compromesso, dell’inciucio e del pasticcio: le migliori leggi che abbiamo fatte erano imperfette e però hanno cambiato la nostra storia: il divorzio, la legge sui manicomi, l’aborto, il sistema sanitario nazionale, le unioni civili”. Dunque gli piacerebbe parlare con tutti i senatori uno per uno: “Siamo tutti cristiani, anche quelli laici come me. Siamo cresciuti, noi italiani, con un idea di Cristo che non è la Croce ma il Bambinello: la Madonna nella grotta, la natalità. Come può un cristiano buttare via questa occasione storica in nome di un calcolo elettorale, di una paura, di un voltastomaco, di un cattivo umore?”.
E poi ci sono i grillini: “Sento dire che si asterranno e mi dispiace per loro. Io non voglio sembrare ecumenico e non amo i tromboni, ma sono stato fatto senatore a vita e ho accettato. Non sono un eletto che ha il dovere di andare in aula per votare le leggi, ma frequento il Senato da architetto e provo, come sto facendo adesso, ad accendere qualche luce sui temi civili, appunto. Quelli che riguardano la costruzione della civiltà e della città. Ho ottant’anni e dunque anche per età so che è sempre molto saggio dubitare della saggezza dei saggi. E voglio dire che non sono qui a proporre accordi di scuola e mediazioni nella dottrina tra forze politiche con il pelo arruffato dalle nevrosi del paese e inseguite da plebeismi sempre più aggressivi. Dico però che mi fa paura tutto questo discutere di sangue e di terra, come nei libri che raccontano le guerre contro la Ragione. Molto più dolcemente si parla di bimbi e di ragazzi, di civiltà dei diritti, di una legge che non prevede che si diventi italiani, qualunque sia la nazionalità dei genitori, per il solo fatto di nascere in territorio italiano. I bambini sono segnali che mandiamo al mondo che non conosceremo, ad un futuro che non vedremo, ma che vorremmo aver contribuito a migliorare. Ecco, qui non si maneggia la politica, la casta, il sistema, siamo nel campo della libertà e della coscienza. Sarebbe davvero un peccato se nell’universo grillino non splendesse la sesta stella , quella dello ius soli”.

08 ottobre 2017 Torino assessora grillina controcorrente: si schiera a favore dello Ius Soli

Patti: come prof ho sempre considerato italiani tutti i miei alunni di CARLOTTA ROCCI

Parla come insegnante, come mamma e solo in ultima battuta come assessora all’istruzione del Comune di Torino. La sostanza, però, è che Federica Patti, esponente della giunta pentastellata di Chiara Appendino aderisce alla campagna che vuole dare nuovo slancio all’approvazione della legge sullo ius soli. L’adesione – come si addice ad un’esponente di una giunta del Movimento 5 Stelle – è social. Sulla sua pagina Facebook personale l’assessora, che ha un passato come professoressa di scuola media, ha pubblicato una sua foto con, appuntata sulla giacca, una coccarda tricolore, simbolo della campagna nazionale promossa proprio dal mondo della scuola che il 3 ottobre aveva indetto una giornata di sciopero della fame a cui avevano aderito un migliaio di insegnati in tutt’Italia. Patti non ammette di aver scioperato ma la sua immagine pubblicata proprio il 3 ottobre, lascia intendere che la sua adesione alla causa sia totale. Sulla sua pagina ufficiale, poi, spiega meglio la sua posizione che e, in apparenza, poco in linea con la posizione di un Movimento 5 Stelle che in occasione della votazione alla Camera aveva scelto l’astensione. «Io come prof ho sempre considerato i miei alunni e le mie alunne italiani e come madre considero italiani le compagne e i compagni dei miei figli che con loro sono cresciuti e hanno studiato», scrive la Patti insegnante che subito dopo torna ad indossare i panni istituzionali e prosegue: «Come assessora all’Istruzione considero l’integrazione il primo passo per una società sana e ricca, anche perché chi cresce e studia nel nostro paese si sente, naturalmente, parte della nostra comunità».
Il suo messaggio è stato subito ripreso e rilanciato da Franco Lorenzoni, il maestro elementare di Ferrara che ha promosso lo sciopero della fame della scorsa settimana e ora coordina la rete degli Insegnanti per la Cittadinanza. Quella prima mobilitazione aveva dato il via alla staffetta di digiuni a cui ora hanno aderito anche diversi esponenti della politica piemontese.
«Federica Patti è assessora alla scuola del Comune di Torino. La sua presa di posizione netta a favore della legge dello ius soli e ius culturae è di grande rilievo perché mostra che c’è spazio per prese di coscienza individuali – scrive Lorenzoni – Il Comune di Torino è retto dal Movimento 5 stelle, che osteggia la legge, ma ciò non toglie a Federica Patti la libertà di sostenere ciò che ritiene giusto, anche come insegnante. Sono posizione come la sua che ci aprono a qualche speranza. Al di là degli schieramenti, infatti, ci possono essere obiezioni di coscienza individuali alla non-cittadinanza e forse anche al Senato si può costruire una maggioranza capace di fare approvare una legge necessaria. Grazie Federica per il tuo coraggio».

LINK (nell’ordine dei testi)
http://www.repubblica.it/politica/2017/10/09/news/renzo_piano_ius_soli_il_no_e_crudele_quei_bimbi_sono_italiani_lo_dicono_i_loro_amici_-177735250/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/10/08/news/torino_assessora_grillina_controcorrente_si_schiera_a_favore_dello_ius_soli-177675628/

9 Ottobre 2017Permalink

8 ottobre 2017 – Molti i modi per distruggere: ne leggo uno nel ricordo del Vajont

L’8 ottobre 1963 un’onda incontenibile superò la diga del Vajont causando distruzioni terribili e, secondo una stima attendibile, 1910 morti.
Oggi una legge voluta nel 2009 e mantenuta con incomprensibile costanza nega l’esistenza di persone classificate allo scopo (i nati in Italia, figli di sans papier).
E’ distruttiva quanto l’onda d’acqua, quella prevedibile  e prevista a fronte di decisioni negate, questa voluta con fermezza dal quarto governo Berlusconi nel 2009 e mantenuta con costanza dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni a cui probabilmente sopravviverà per appestare la prossima legislatura, quale che sia.
Una persona amica ieri mi ha inviato un messaggio di stima cui ho risposto con la lettera che trascrivo.

Carx xxx
Ti ringrazio per la stima e mi dispiace di averti scaricato addosso il mio sfogo ma io veramente non ne posso più.
In questi lunghi otto anni che ci separano da quello che secondo me è un crimine (la negazione in legge dell’esistenza giuridica a nati in Italia, classificati come figli di migranti privi di permesso di soggiorno) mi hanno fatto cadere non solo la fiducia nelle organizzazioni dei partiti (che giocando sulla fine delle ideologie hanno distrutto anche le idee, riducendo la capacità di pensiero a conteggio di sondaggi) ma anche parecchi riferimenti a persone che stimavo e perplessità scoraggianti sul mondo associativo.
Continuerò a scrivere dove posso finché chi come istituzione non mi rappresenta più (e lo dico con dolore) avrà definitivamente affossato le “Disposizioni in materia di cittadinanza” compreso il tombale sberleffo al comma 3 dell’art. 2.
Allo sberleffo associo anche il silenzio ipocrita nella Relazione finale del Sinodo dei Vescovi (“La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” 2015) che al punto 28 si occupa con partecipata intensità dei bambini purché parte di una famiglia. Silenzio – veramente tombale – su quelli che non ce l’hanno perché negata loro per legge. E’ un servizio importante, che non può che realizzare una relazione di gratitudine da parte di chi ha voluto, vuole o semplicemente tollera l’oscenità negazionista inserita in legge nel 2009 (e che si potrebbe eliminare senza onere di spesa).
L’abitudine ad aggrapparsi strumentalmente a qualsivoglia tonaca purché conforme ai propri desideri anche, in questo caso, di tipo negazionista, paga. La pigrizia dei “buoni e pii” è appagata dalle affermazioni di monsignori, vescovi, cardinali, componenti del clero che li esonerano dalla faticosa necessità di pensare.
Se avessi il potere di farlo introdurrei in legge un principio di ius culturae riservato ai parlamentari, obbligandoli (con successiva verifica .. sine qua non) a documentarsi sul significato della seconda massima dell’etica kantiana (1788)
“Agisci in modo da trattare l’uomo, così in te come negli altri, sempre anche come fine e non mai solo come mezzo”. (Kant Critica della ragion pratica 1788)
collegandolo all’art 67 della Costituzione
“Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”
e, dopo la verifica sulla adeguata comprensione dei due concetti, a farsi una ragione del principio che nasce dalle risoluzioni dell’ONU che vuole il minore persona, declinando questa considerazione in quella che è una vera rivoluzione copernicana, il principio del “superiore interesse del minore” (qualcuno traduce ‘supremo’ e forse ha ragione).
Hai ragione quando mi scrivi “temo che non se ne potrà fare nulla”. Le ragioni dell’inutilità della ragione (intesa come umana funzione) sono importanti anzi determinanti.
Grazie per avermi dato attenzione

8 Ottobre 2017Permalink

7 ottobre 2017 – A proposito di ‘balcanizzazione della rete’

Trovo su facebook una informazione che propone come fonte VICE News
VICE News è un’agenzia di stampa internazionale creata da e per una generazione sempre collegata.
Ho verificato, esiste ed è reperibile. Così come esiste lo studioso citato come fonte.
Di lui non so nulla ma la considerazione è interessante perciò la conservo

I ‘gruppi cittadini’ su Facebook sono diventati uno strumento di propaganda per l’estrema destra italiana | VICE News
“Nel 2001, anni prima dell’avvento di Facebook, un professore universitario di Harvard di nome Cass Sunstein [1], coniò il concetto di “balcanizzazione della rete” (anche chiamato splinternet [2]), teoria secondo cui le persone che si radunano in rete per via di un unico interesse finiscono per chiudersi in se stesse generando una comunità sempre più segregata ed escludendo punti di vista diversi, danneggiando così un potenziale ecosistema democratico.
Ai tempi, Sunstein prendeva in considerazione i forum e le mailing list, che potevano far fronte al problema delle distanze geografiche tra gli interlocutori – cosa che i gruppi cittadini risolvono in partenza – facilitando il passaggio successivo: la loro mobilitazione.
Nell’attesa che compaia – prima o poi – una piattaforma online adeguata per stabilire una discussione democratica, e che permetta di palesare la propaganda politica in tutte le sue sfaccettature, i gruppi cittadini su Facebook continuano ad avere un ruolo centrale – e contemporaneamente sottovalutato – nei piccoli centri, denotando un fenomeno non facile da individuare.”E che dire dei gruppi, da intendersi come gruppi di persone e come gruppi identificati e registrati di presenze parlamentari, che fanno dipendere le loro ondivaghe scelte politiche dai sondaggi che via via acquisiscono? Per loro il numero ipotetico di consensi, che si augurano espresso in voti, sono – a mio parere – un danno a un sistema democratico che, povero di pensiero e di riferimenti ai fondamenti costituzionali (che nella formulazione di proposte legislative dovrebbero essere ineludibili ma talvolta non lo sono), costituiscono un danno grave al nostro sistema democratico.
Un esempio apparentemente piccolo: l’aver formulato nel 2009 un articolo di legge che nega il certificato di nascita a una definita categoria di nuovi nati in Italia a causa dell’irregolarità amministrativa dei loro genitori. Un diritto universale (e altrimenti assicurato da norme internazionali che la Costituzione ci impone di rispettare) viene ridotto a una repellente burocrazia, una scelta ignobile che, se aveva un suo fondamento ideologico nel disegno del quarto governo Berlusconi che la volle tanto da sostenerla con voto di fiducia, è stata mantenuta con indifferente fermezza nel corso dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni.
Naturalmente gli esempi si possono moltiplicare. Per me questo è sufficiente e dirimente.

[1] Cass Robert Sunstein (born September 21, 1954) is an American legal scholar, particularly in the fields of constitutional law, administrative law
[2] Splinternet, ovvero l’idea che il web, da sempre immaginato come una grande community globale online, si trasformi in un labirinto di piccole entità regionali e nazionali.

7 Ottobre 2017Permalink

1 ottobre 2017 – Calendario ottobre

1 ottobre 1946 – Il Tribunale di Norimberga condanna i gerarchi nazisti
1 ottobre  2017 – Muore il poeta friulano Pierluigi Cappello
2 ottobre          – Giornata internazionale della nonviolenza
2 ottobre 1868 – Nascita di Gandhi
3 ottobre 1935 – L’Italia invade l’Etiopia (nota)
3 ottobre 1990 – Riunificazione della Germania
3 ottobre 2013 – Strage di 366 migranti – Lampedusa
4 ottobre 2017 – Sukkot 5778
6 ottobre 1973 – Guerra del Kippur
7 ottobre 2001 – Inizio guerra USA contro l’Afghanistan
7 ottobre 2006 – Assassinio della giornalista Anna Politkovskaja
8 ottobre 1963 – Nella notte catastrofe del Vajont
9 ottobre 1967 – Uccisione di Ernesto ‘Che’ Guevara in Bolivia
10 ottobre        – Giornata mondiale contro la pena di morte
10 ottobre 2015 – Strage ad Ankara. Bombe su corteo pacifista
11 ottobre 1962 –  Apertura del Concilio Vaticano II
12 ottobre          –  Columbus day – Giornata della resistenza indigena
14 ottobre 1964 –  Premio Nobel per la pace a Martin Luther King
14 ottobre 1979 –  Prima marcia per i diritti dei gay negli USA
15 ottobre 1582 –  Entra in vigore il calendario gregoriano
16 ottobre 1943 –  Rastrellamento nazista nel ghetto di Roma
18 ottobre 1964 –  Muore il card. Lercaro
19 ottobre 1968 –  Muore Aldo Capitini
19 ottobre 1960 –  La Mauritania ottiene l’indipendenza dalla Francia
20 ottobre 2011 – Spagna: l’ETA depone le armi (nota)
20 0ttobre 2011 –  Libia: uccisione di Ghedaffi
21 ottobre 1945 –  Francia: le donne votano per la prima volta
23 ottobre 1915 –  A New York 30.000 donne chiedono il diritto di voto
24 ottobre 1945 –  Nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite
24 0ttobre 2005 –  Morte di Rosa Parks
25 ottobre 1936 –  Hitler e Mussolini creano l’Asse Roma-Berlino
25 ottobre 1996 –  Irlanda. Chiusura dell’ultima lavanderia Magdalene
26 ottobre 1954 –  Ritorno di Trieste all’Italia (nota)
26 ottobre 2011 –  Alluvione in Liguria
26 ottobre 2016 –  Altre forti scosse nelle stesse zone del sisma del 24 agosto
27 ottobre 1479 –  Nascita di Erasmo da Rotterdam
27 ottobre 2017 – Sedicesima giornata del dialogo cristiano-islamico
28 ottobre 1922 –  Marcia su Roma
29 ottobre 1923 –  La Turchia diventa Repubblica indipendente
30 ottobre 2016 – Nuova scossa terremoto. Norcia: crollo della cattedrale di San Benedetto
31 ottobre 1517 –  Lutero affigge le sue 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittemberg
31 ottobre          –  Le chiese protestanti celebrano la festa della Riforma
31 ottobre 1967 –  Primo numero di Adista dal cui calendario nasce il primo nucleo di questo

NOTE
nota 3 ottobre   –  1935. Un breve promemoria in  Enciclopedia-Italiana
http://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-italo-etiopica_%28Enciclopedia-Italiana%29/

nota 20 0ttobre – ETA: Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertad,
………………………letteralmente “paese basco e libertà”

nota 26 ottobre – Nel 1945, la Venezia Giulia, divisa in due zone di influenza,
………………………fu al centro della prima fase della guerra fredda.
L’area fu divisa in due macro zone di influenza: la zona A controllata dagli anglo-americani e la zona B dagli jugoslavi. Dal 1947 Gorizia e Monfalcone tornarono all’Italia, mentre l’Istria divenne parte del territorio della Federazione Jugoslava. Anche la città di Trieste fu separata in due zone e posta sotto l’amministrazione anglo-americana (AMG-FTT) o Territorio libero di Trieste, e sotto l’amministrazione di Belgrado (zona B-TLT). In seguito al Memorandum di Londra firmato il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste, si stabiliva che la Zona A passava dall’amministrazione militare alleata all’amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia con l’Operazione Giardinaggio) e quindi passavano all’amministrazione italiana i seguenti comuni della zona A: Duino, Aurisina, Sgonico, Monrupino, Trieste, Muggia, San Dorligo della Valle.

nota 31 ottobre – ADISTA – Agenzia DiDi Informazioni STAmpa

1 Ottobre 2017Permalink

29 settembre 2017 – Ancora una lettera inutile

Udine 29 settembre 2017
Gentile signora sottosegretaria Maria Elena Boschi,
le scrivo usando la formula della lettera aperta perché così potrò diffondere questa lettera che forse qualcuno leggerà.
Leggo questa sua non smentita dichiarazione a una coppia di immigrati: «So di avervi dato un dolore questa sera ma, purtroppo, le cose stanno così. I numeri non ci sono, mi spiace molto. Speriamo nella prossima legislatura».

Un po’ di esegesi: «Non ci sono i numeri. Mi dispiace.». E’ l’espressione di cortesia che si usa quando si urta inavvertitamente qualcuno in uno spazio affollato e capita frequentemente di sentirsi rispondere: «Non si preoccupi». Non credo che questa sarà la risposta che le daranno il 13 ottobre i promotori del “cittadinanza day”.
Con tutta la solidarietà purtroppo non posso assicurare la mia partecipazioni fisica, “non ho più l’età” per le manifestazioni che impongono una presenza in piazza.
Per chiarezza quando avevo nove mesi di vita, il 5 settembre 1938, accadde che venisse approvato il “Regio Decreto Legge 5 settembre 1938-XVI, n. 1390,.Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista. Convertito in legge senza modifiche con L 99/1939”.
Fu una porta sbattuta insieme ad altre porte, prima che si aprissero orrendi cancelli.
Oggi le porte non si sbattono si chiudono accompagnandole con cura e se fanno un po’ di rumore si dice “Mi dispiace”.

Sottopongo ancora ad esegesi il suo: «Speriamo nella prossima legislatura».
Forse quello “speriamo” indica un minimo di timore e tremore perché quel nos (che non mi sembra sia maiestatis) per lei può significare «Non so se io e i miei sodali ci saremo la prossima volta» e quindi fa attenzione al consenso dei ‘numeri’ che le assicurino una presenza anche dopo le prossime elezioni.

Comunque sia facciamo un po’ di storia perché abbiamo con noi il nostro passato; non ci capita di nascere ogni mattina, salvo che non siamo soggetti a dolorose patologie.
Tanti cittadini (italiani e non) tra il settembre 2011 e il marzo 2012 si erano adoperati nella bella campagna ‘L’Italia sono anch’io’ e avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri.
Il parlamento si adoperò per trasformare quelle proposte a iniziativa popolare in proposta a iniziativa parlamentare e il 13 ottobre 2015, la Camera licenziò in prima lettura le “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” che approdarono in Senato, note sbrigativamente come ius soli.
Il 15 giugno 2017 furono occasione di una indecorosa manifestazione orchestrata dalla accorta e accuratamente organizzata regia della Lega Nord (intramoenia) e Casa Pound (extramoenia) e così, con qualche altro penoso passaggio, si arriva al suo ineffabile «Speriamo nella prossima legislatura».

Cosa possiamo sperare nella prossima legislatura?
Anche qui avrei qualche cosa da dire, che dirò più avanti perché prima voglio ricordare l’intreccio con un’altra storia, un’altra storia che non vi fa onore.
Il 15 luglio 2009, fu approvata la legge n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” le cui norme vengono citate anche nel Testo Unificato “Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.
Quella legge (nota anche come ‘pacchetto sicurezza’) fu approvata con un articolo che imponeva la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione degli atti di stato civile, cioè chi volesse sposarsi e chi dovesse registrare la nascita del proprio figlio in Italia, era ed è obbligato a presentare il permesso di soggiorno, esponendosi quindi all’espulsione.
Lasciamo perdere la foglia di fico salvifica di una poco nota circolare (n.19/2009 – Ministero dell’interno).
Quindi i neonati diventavano spie dell’irregolarità dei loro genitori.
Per questa matta bestialità non posso riferirmi solo a voi perché ricordo che al quarto governo Berlusconi (cui si deve in prima battuta questa trovata sostenuta dall’allora ministro Maroni) hanno fatto seguito i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e su questo punto nulla è cambiato.

Anzi no qualche cosa cambiò. Nel 2011 la Corte Costituzionale intervenne (a seguito di regolare procedura promossa dal Tribunale di Catania) con la sentenza n. 245 che escludeva le registrazioni delle ‘pubblicazioni di matrimonio’ dalla presentazione del permesso di soggiorno.

E i neonati? I neonati sono spie silenti dei loro genitori e quindi tacciono, gli uni per naturale impossibilità, gli altri per paura.
E poi possono essere usati come una specie di linea del Piave o altro ¡No pasarán! di storica memoria o meglio come ossa da buttare a un cane per zittirne l’abbaiare.
A nome di chi si ricorda che le norme internazionali (da noi ratificate) impongono di considerare nel costruire leggi “il superiore interesse del minore”, nel 2013 alla Camera e nel 2014 al Senato furono presentate due proposte di legge (rispettivamente n. 740 e n. 1562) per escludere la presentazione del permesso di soggiorno in connessione alla richiesta del certificato di nascita.
Secondo la consuetudine di sornioni silenzi non se ne fece nulla (anche se i Presidenti delle due assemblee le avevano affidate alle rispettive commissioni di competenza) fino al 2015 quando la norma fu inserita nelle “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” e diventò il comma 3 dell’art. 2 nel testo che venne approvato alla Camera e inviato al Senato.
Qui accadde un qualche cosa di inaspettato (e tralascio le migliaia di emendamenti presentati dal costume beffardo dell’on. Calderoli) perché otto senatori del FI PdL chiesero co n proposta di emendamento l’abrogazione di quel comma facendoci assistere all’incredibile spettacolo di otto adulti che si uniscono per dire a un neonato «tu non devi avere esistenza legale». Penso a loro con le parole di Primo Levi «Voi che vivete sicuri // Nelle vostre tiepide case, // Voi che trovate tornando a sera //Il cibo caldo e visi amici: »…. Avranno gli otto eroi della guerra ai neonati il coraggio di dirci che il ‘superiore interesse del minore’ è compatibile con la loro inesistenza legale?.

E infine (last but not least) concludendo la mia esegesi torno al suo, gentile sottosegretaria, «Speriamo nella prossima legislatura».
Cosa lasciate all’attenzione della prossima legislatura, fermo restando che le leggi non approvate anche se presentate come proposte alla fine di un lavoro impegnativo scompaiono?
Resterà la proposta di legge a iniziativa popolare (se ben ricordo queste norme non vengano cancellate) e la lettera g, del comma 2 dell’art. 1 della legge 94/2o09 (o, se si preferisce questa modalità di citazione, il comma 2 dell’art. 6 del testo unico 286/1998), quella che impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazione di nascita (e solo di quelle grazie alla Corte Costituzionale che ha escluso sei anni fa le pubblicazioni di matrimonio).
Questa legge – che avete mantenuto ben salda per otto anni – è in vigore.

Una spregevole eredità gentile Sottosegretaria
Se lei ha o avrà figli (non conosco la sua biografia) avrà offerto loro un contributo a riconoscersi privilegiati che possono calpestare i ‘figli degli altri’.
Se ciò può rassicurarla è in compagnia della Conferenza Episcopale Italiana che, pubblicando il 24 ottobre 2015 la Relatio Synodi “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, si è fermamente (e correttamente) associata a proposte di attenzione alla famiglia e autorevolmente disinteressata di coloro che, pur se nascono in famiglia, non possono averne una perché non esistono.
Forse questa autorevole compagnia la consola, gentile signora, a me provoca solo disprezzo, sfiducia e dolore ma io conto solo uno: il mio voto che ci tengo ad esprimere per rispetto di me stessa, ché almeno quello mantengo.

Augusta De Piero

 

 

29 Settembre 2017Permalink

27 settembre 2017 – E’ aperta la strada per eliminarli, ma prima li usiamo come oggetto della raccolta differenziata in un nuovo cassonetto.

Salvini ha vinto, ma non da solo. I complici sono molti e parecchi occulti

Negli ultimi giorni di settembre il ministro Alfano (quello che si affida alla nostra memoria per non aver visto nel 2013– sempre in qualità di ministro – il sequestro della piccola Shalabayeva, deportata in Kazakistan assieme alla sua mamma e salvata poi da Emma Bonino) ha proclamato: «Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata».
Ha così sigillato la scomparsa delle “Disposizioni in materia di cittadinanza” dal quadro delle leggi che non saranno votate prima della fine della legislatura. Nella sua scomparsa trascina con sé il comma 3 dell’art. 2, che sarebbe stata la norma di salvezza dei piccoli nati e nascituri in Italia cui dal 2009 è negato il certificato di nascita.
Ancora una volta i minori sono diventati l’osso da buttare al cane per zittirne l’abbaiare e su di loro, siano ragazzini compagni di scuola dei nostri figli o neonati, si è giocato un patto di cui prima o poi conosceremo meglio il prezzo probabilmente infame.
Sarà più alto di quello che ora facciamo pagare a creature che si apprestano a venire al mondo e di cui non possiamo pronunciare il nome perché la legge glielo nega. Ora non hanno la possibilità di chiederci «perché?» ma più avanti, se non saranno stati distrutti da qualche organizzazione criminale che ora è facilitata nell’appropriarsene dal loro assoluto anonimato, ce lo chiederanno.
Il coordinatore di Alternativa Popolare, il già ministro Maurizio Lupi, ha affermato, riferendosi allo ius soli «Se ne potrà riparlare alla prossima legislatura». Se non sa di mentire può essere o per ignoranza, dato che le norme non votate scompaiono dai lavori parlamentari della nuova legislatura successiva alle elezioni, o, se mente consapevolmente, è perché suppone ignorante l’opinione pubblica. E questo è offensivo anche se lo suppone il coordinatore di un partito neonato, ammesso ad esistere anche se non si sa nulla di un pensiero progettuale che eventualmente lo caratterizzi.

27 settembre 2017 La legge sullo Ius soli e una resa senza nobiltà

Hanno vinto la propaganda della Lega, la furbizia di Grillo e Di Maio, le paure e le mistificazioni. Hanno perso ottocentomila ragazzi, la politica che ha il coraggio di scegliere e uno scampolo di idea che si poteva ritenere di sinistra, ma perfino di centro di MARIO CALABRESI

Chiamiamo le cose con il loro nome, senza giri di parole o finzioni: hanno vinto la propaganda della Lega, la furbizia di Grillo e Di Maio, le paure e le mistificazioni. Hanno perso ottocentomila ragazzi, la politica che ha il coraggio di scegliere e uno scampolo di idea che si poteva ritenere di sinistra, ma perfino di centro.
Certo la legge è stata affondata da Angelino Alfano e dal suo piccolo partito, in cerca di una casa che garantisca di poter sedere ancora al tavolo del potere nella prossima legislatura. Ma questo è successo anche perché il Partito democratico non è stato capace di indicare le proprie priorità a un alleato che ha incassato enormemente più di quanto valga (basti pensare alle poltrone ministeriali collezionate da Alfano, al cui confronto impallidiscono persino i big della Prima Repubblica).
La legge che dava la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri che avessero un regolare permesso di soggiorno (da almeno 5 anni) non verrà approvata in questa legislatura ed è rinviata a un futuro indefinito. Un futuro però che possa garantire ai politici la sicurezza di non indisporre nessuno e di non rischiare nulla.
Sfruttando l’occasione del voto tedesco, Alfano ha coniato una frase di cui pareva molto orgoglioso: «Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata». E allora meglio fare direttamente una cosa sbagliata: arrendersi alla Lega, nella convinzione di poter conquistare qualche voto. Un gigantesco abbaglio. Alfano, che pretenderebbe di rivolgersi a un elettorato cattolico, e il partito di Matteo Renzi non portano a casa un solo voto in più da questa vicenda, anzi perderanno quelli di chi si chiede dove sia finito il coraggio delle proprie idee e convinzioni.
A luglio, quando la legge venne rinviata, si disse che non la si poteva approvare in un momento in cui i migranti sbarcavano in massa sulle nostre coste (stabilendo un legame tra le due cose che non ha fondamento), così venne messa in campo la strategia di Marco Minniti per fermare i flussi dall’Africa e insieme paure e ansie. Gli sbarchi sono crollati, il ministro dell’Interno ha varato un piano di diritti e doveri per i rifugiati, ma ora crolla il patto politico che voleva tenere insieme sicurezza e integrazione. Integrazione, in questo caso, non di chi è arrivato con i gommoni degli scafisti ma di chi è nato e cresciuto in Italia.
Quello che è successo è il perfetto segno dei tempi, quello in cui le grida degli ultrà vincono sulla razionalità e il buon senso, quello in cui si mescolano i piani e ci si piega alle generalizzazioni. Come ha ben spiegato su questo giornale Ilvo Diamanti, il tema immigrazione sale in cima alle preoccupazioni degli italiani ogni volta che ci sono le elezioni, sarà un caso o il frutto di una propaganda elettorale avvelenata?
Ed è un segno dei tempi pensare anche di cancellare i problemi rimuovendoli. Domenica scorsa Ernesto Galli della Loggia ha messo in evidenza sul Corriere della Sera perplessità e dubbi sullo Ius soli, mettendo al centro le difficoltà culturali dell’integrazione dei musulmani — che sarebbero comunque solo un terzo dei beneficiati dalla legge — oltre che la possibilità di mantenere una doppia cittadinanza (non si capisce perché sia lecito e pacifico poter avere il passaporto italiano e quello statunitense ma sospetto mantenere quello marocchino o senegalese).
È chiaro che i problemi esistono, come sottolinea Galli della Loggia, di fronte a culture e comunità che non riconoscono alle donne gli stessi diritti degli uomini, ma allora la soluzione è negare la cittadinanza alle bambine che a 12 anni vengono rispedite nei loro Paesi per i matrimoni combinati o che non possono andare all’università anche se sono molto più brave dei loro fratelli? La soluzione è arrendersi di fronte a mentalità arretrate o difendere quelle bambine con una cittadinanza che permetta di integrarle e far progredire le loro comunità?
Arrendersi alla chiusura di quelle comunità, che vivono e continueranno a vivere nelle nostre città, è l’errore più grande che possiamo fare e che complicherà il nostro futuro. Abbiamo sprecato un’occasione gigantesca, reso inutile un finale di legislatura che poteva provare ad essere nobile e accettato di perdere la partita rinunciando a giocarla.

http://www.repubblica.it/politica/2017/09/27/news/la_legge_sullo_ius_soli_e_una_resa_senza_nobilta_-176601523/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P1-S1.4-T2

 

27 Settembre 2017Permalink

26 settembre 2017 – Vengo anch’io! No, tu no. Ma perché? Perché no!

Perché no? Te lo spiega il governo e non da solo

Se è vero ciò che leggo nell’articolo che ho ricopiato di seguito (comunque corredato da link per eventuali controlli) non posso che rafforzare la mia ipotesi: il minore persona non esiste, né per il governo, né per la chiesa cattolica, né per le chiese protestanti.
La cosa non mi meraviglia e aggiungo un aspetto che è la mia cartina al tornasole in questo argomento
Unisco alle famiglie gay e adottive i nati in Italia, figli di migranti non comunitari irregolari.
Dal 2009 il pacchetto sicurezza (legge 94/2009) impone (art. 1 comma 22 lettera g) la presentazione del permesso di soggiorno per registrare la nascita di un figlio inducendo quindi, chi è privo di quel documento – quale che ne sia la ragione – ad evitare la registrazione che potrebbe essere causa di espulsione.
Di conseguenza si creano bambini-fantasma per legge, cui la famiglia è negata.
A differenza delle categorie penalizzate nella Terza Conferenza Nazionale sulla famiglia, questi – che famiglia non hanno – non hanno neppure voce.
Anche la chiesa cattolica ha accettato che fossero cancellati dalle persone di cui segnalare i disagi al fine di creare forme dovute di protezione. Ha evitato accuratamente di nominarli nel Sinodo sulla famiglia dal 2015 e lo stesso silenzio hanno mantenuto le chiese protestanti.

26 settembre 2017 Famiglie gay e adottive fuori dalla Conferenza nazionale: “Per il governo siamo fantasmi”

L’appuntamento, organizzato dalla Presidenza del Consiglio, è in programma per il 28 settembre a Roma e servirà a fare il punto sulle politiche di sostegno famigliare. Ma le associazioni insorgono di MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA – Era un appuntamento atteso da anni, continuamente annunciato e poi rinviato. Ma la Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia organizzata dal Governo che si aprirà il 28 settembre a Roma fa già discutere non tanto per i contenuti quanto per una serie di esclusioni eccellenti.

A cominciare da quella, macroscopica, del mancato inviato alle associazioni di genitori omosessuali. “Per il governo italiano, gay e lesbiche vanno tenuti fuori dalla porta quando si discute di politiche per la famiglia”. Eppure soltanto un anno fa in Italia sono state approvate le unioni civili, ormai nel nostro decine di sentenze di stepchild adoption hanno di fatto riconosciuto “legalmente” i bambini nati in coppie con due mamme e due papà, addirittura diversi comuni hanno accettato di trascrivere la nascita di piccoli venuti al mondo con genitori dello stesso sesso. “Noi esistiamo, ci siamo, ma lo Stato italiano continua a considerarci fantasmi” dicono le Famiglie Arcobaleno.

La conferenza organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, sarà aperta al Campidoglio dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, seguita dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dall’intervento del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Un evento istituzionale per fare il punto sulle politiche per la famiglia in Italia.

Non però famiglie gay. Mentre Agedo, associazione che rappresenta genitori eterosessuali di ragazzi Lgbt, è stata invitata a partecipare (ma non a intervenire) le due associazioni che rappresentano le coppie gay con figli sono state escluse. Rete Genitori Rainbow, in particolare, l’associazione che riunisce i genitori omosessuali che hanno avuto figli da precedenti relazioni, ha chiesto di aderire all’iniziativa, ma la sua richiesta è stata rifiutata. Il messaggio è: l’Italia non riconosce a livello istituzionale i bambini nati da relazioni omosessuali.

Durissimo il comunicato dei rappresentanti delle tre associazioni: Marilena Grassadonia (Famiglie Arcobaleno), Alessandra Forani e Gabriele Faccini (Rete Genitori Rainbow) e Fiorenzo Gimelli (Agedo): “L’esclusione delle associazioni rappresentative del mondo Lgbt è grave, e il solo fatto che si parli di ‘famiglia’, e non di di ‘famiglie’ come sarebbe più corretto, è altamente significativo. Il Governo non può farsi promotore di un evento che si rifiuta di prendere in considerazione le istanze sia delle famiglie omoparentali di nuova costituzione, cioè che hanno avuto figli all’interno della coppia omosessuale, sia delle numerose famiglie ricomposte in cui un componente della coppia omosessuale abbia avuto figli da relazione etero precedente, tutte realtà in cui sono presenti bambini e ragazzi che vanno tutelati”.

“Chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni e del Governo più sensibili alle istanze del mondo Lgbt – continuano – di intervenire per andare oltre questa esclusione, o in alternativa di disertare un appuntamento che, così congegnato, è inaccettabilmente discriminante”. Una situazione che sta già creando imbarazzo nel Governo, tanto che, dice Marilena Grassadonia, “domani siamo stati convocati ad un incontro con la sottosegretaria Maria Elena Boschi, un incontro però, non certo un invito a partecipare alla Conferenza”.

Da sottolineare anche che l’esclusione della Famiglie Omosessuali è forse il dato più eclatante, ma diversi famosi enti che si occupano ad esempio di adozioni internazionali, come il Cifa o il Ciai, lamentano un mancato invito.

Scrive in un comunicato il Cifa di Torino: “Ancora una volta l’adozione internazionale viene snobbata dalle istituzioni. La nostra richiesta di partecipazione è stata rifiutata con una motivazione che ci pare decisamente discutibile. La manifestazione sarebbe infatti riservata ai soggetti istituzionali e ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali della società civile presenti negli organismi collegiali a supporto delle politiche in materia di famiglia. Da decenni Cifa è l’Ente Autorizzato che in Italia porta a termine il maggior numero di adozioni e abbiamo contribuito a formarne più di cinquemila, di famiglie. Il fatto che si tratti di famiglie adottive significa forse che le ‘nostre’ famiglie valgono di meno rispetto a quelle biologiche?”.

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/09/26/news/famiglie_gay_e_adottive_escluse_dalla_conferenza_nazionale_scoppia_la_protesta_per_il_governo_siamo_fantasmi_-176529582/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P6-S1.4-T1

 

 

26 Settembre 2017Permalink