8 giugno 2016 – Ho spedito una lettera

La legge del contrappasso (di dantesca memoria) mi costringa a pensare alla mia permanenza all’inferno sotto una montagna di appiccicosi francobolli. 

Cari amici
parecchi di voi riceveranno questa lettera in continuità con una serie di analoghe spedizioni cui mi ero dedicata in passato in maniera massiccia,  ripetitiva e, penso, irritante. Alcuni invece sono nuovi a questo tipo di comunicazione che mi impegno a non ripetere se non in maniera più mirata e discreta.
E’ successo però un fatto nuovo che voglio comunicare dato che immagino non avrà conveniente spazio sui media. Il consiglio comunale di Udine ha approvato all’unanimità la mozione che impegna : “Il Sindaco e la Giunta a richiedere alla Commissione 1^ Affari Costituzionali del Senato il completamento dell’iter legislativo di esame del ddl 2092 ai fini della successiva definitiva approvazione da parte del Senato, onde ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità.”.
Quando sette anni fa mi resi conto che il cd. pacchetto sicurezza violava il dovere dei Sindaci di riconoscere l’esistenza di tutti i bambini nati nel loro territorio, assicurando a tutti loro il certificato di nascita, ne fui inorridita.
Si era introdotto  – senza che ciò implicasse problemi di risparmio nella spesa – un principio che discriminava e ancora discrimina alla nascita in Italia i figli di stranieri non comunitari amministrativamente irregolari. Era ed è un principio sostanzialmente razzista più leggibile nel contesto culturale delle leggi razziali del 1938 che nella Costituzione della Repubblica.
In un primo momento concentrai la mia attenzione su quei bambini voluti inesistenti, senza identità, senza genitori, senza famiglia. Poi ho sempre più ragionato anche sull’umiliazione inferta appunto ai ‘primi cittadini’.
Quella norma infatti li riduce a podestà con l’illusione (che per alcuni è un oscuro convincimento profondo) di essere una specie di sovrano assoluto con potere di vita e di morte, se non sul piano fisico almeno civile.
Forte sostegno a costoro sono i sondaggi, adoperati come garanzia per una politica pedissequamente al seguito di cifre, viste ma non ‘lette’, in sostanza una politica ‘senza qualità’.
Purtroppo ho dovuto constatare l’indifferenza ai nuovi nati che la legge vuole invisibili anche nei programmi (almeno a quelli a me noti) proposti in occasione delle recenti elezioni comunali. Così la mozione del comune di Udine, che potete leggere in allegato, è stata per me una consolante sorpresa in un clima di mortificazione che dura ormai da sette anni
Cordialmente
augusta

PS: per altri aspetti ne ho scritto ieri nel mio blog, Non voglio abusare del vostro tempo, ma, se qualcuno fosse curioso, https://diariealtro.it/?p=4424

8 Giugno 2016Permalink

7 giugno 2016 – Il comune di Udine non vuole occultare neonati

E’ accaduta una novità che ho subito segnalato su facebook perché ritengo che vada ad onore del comune in cui abito: la mozione del consiglio comunale che impegna il Sindaco e la Giunta a «ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità» è stata votata all’unanimità. Di seguito ne propongo una sintesi e il link per leggerla integralmente

La mozione 48 in sintesi

Il 31 maggio il Consiglio comunale di Udine ha approvato all’unanimità la mozione n. 48 “Registrazione anagrafica dei bambini stranieri nati in Italia da genitori non regolarmente soggiornanti”, prima firmataria la consigliera comunale Chiara Gallo. La mozione sostanzialmente impegna il Sindaco e la Giunta a «ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto ad un nome, all’appartenenza familiare e all’identità». Come più volte ho scritto tale certezza (mai precedentemente messa in discussione) era stata devastata dal cd ‘pacchetto sicurezza’ nel 2009 (legge 94, art. 1 comma 22 lettera 9) che prevede la presentazione del permesso di soggiorno per richiedere la registrazione delle dichiarazione di nascita dei propri figli. E’ chiaro che ciò costituisce un ostacolo che la legge crea contro il diritto fondamentale di ogni nuovo nato ad esistere e determinando  uno stato di paura nel genitore che ove dicesse “io sono padre/madre di questo nato” si esporrebbe alle ritorsioni anche drammatiche conseguenti l’evidenza della sua situazione di irregolare. Così, come testimonia il gruppo Convention on the Rights of the Child (coordinato da Save the Children),  ci sono ‘bambini invisibili’, privi di ogni identità. La mozione è composta di due parti, la prima concerne il testo che era stato presentato – e mai discusso – il 19 maggio 2015 e chiedeva l’impegno del Sindaco e della Giunta a sollecitare la calendarizzazione delle proposte di legge allora all’attenzione del Parlamento finalizzate appunto ad assicurare il certificato di nascita ad ogni nuovo nato. Il 31 maggio 2016 il testo della mozione è stato aggiornato in considerazione del fatto che il principio affermato nelle proposte del 2013 e del 2014 è ora all’attenzione della commissione Affari Costituzionali del Senato come comma 3 dell’art.2 di una legge  già approvata dalla camera. (Chi volesse prenderne visione può inserire in un motore di ricerca la dizione Senato 2092) Opportunamente, nel clima di disinformazione che caratterizza questo problema, la mozione evidenzia «che quando si parla di “cittadinanza” per questi bambini non ci riferisce a quella che si acquisirebbe ius soli, fattispecie ad oggi non prevista dal nostro ordinamento, ma a quella che discende dai loro genitori alla quale anche oggi avrebbero diritto» Se il Parlamento accoglierà la raccomandazione del Consiglio Comunale di Udine (cui speriamo altri comuni si associno) assicurerà – insieme al rispetto di un diritto primario di ogni nuovo nato in Italia – la dignità dei sindaci oggi violata da una norma che limita il loro dovere assoluto alla registrazione delle nascite sul loro territorio.

Chi volesse leggere integralmente il testo della mozione può farlo dal sito

http://www.centrobalducci.org/easyne2/LYT.aspx?Code=BALD&IDLYT=359&ST=SQL&SQL=ID_Documento=2710

Speranze e ricordi

Se altri comuni imitassero … se ne prendessero atto associazioni di donne facendo mente locale almeno alle madri cui non è consentito dichiararsi tali nel comune in cui pur vivono, se ne prendessero atto organizzazioni del mondo della scuola che, se i figli dei sans papier potessero andare alla scuola dell’infanzia ne avrebbero vantaggio nel lavoro di ‘alfabetizzazione’ e –alla conclusione dell’obbligo – non abbandonerebbero ragazzini al nulla della iscrizione con permesso di soggiorno del genitore, se le chiese cristiane (sia cattolica che protestanti) quando proclamano generosità e solidarietà e persino giustizia si ricordassero che sono –data l’ostentata autorevolezza – complici di chi vuole nuovi nati occultati e senza nome  … se … ma….

Voglio però ricordare che quando la legge nota come pacchetto sicurezza fu presentata al parlamento era prevista l’abrogazione dell’articolo che, presente nelle norme già in vigore, recitava: «L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Se ne fosse stata realizzata la cancellazione sarebbe stato negato il principio del segreto professionale fondante la deontologia medica che impegna il medico a: “mantenere il segreto su tutto ciò di cui è a conoscenza in ragione della propria attività professionale”. … e precisa ancora che “la violazione del segreto professionale assume maggiore gravità quando ne possa derivare … nocumento per la persona assistita o per altri”. Ricordo la reazione allora fortissima degli ordini professionali, da noi pubblicizzata dalla componente locale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, e voglio citare quanto scrisse l’allora Presidente provinciale dell’Ordine dei medici di Udine in un comunicato pubblicato anche dai media locali: «Qualora dovessero passare i provvedimenti annunciati dal governo, i medici dovranno rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati irregolari, esercitando l’obiezione di coscienza per non venir meno ai principi etici e deontologici della loro professione».

Purtroppo, anche per l’indifferenza della società che si definisce civile, restò in legge la condanna per i neonati, ultimo resto di un progetto che si era proposto di usare anche la debolezza del malato, dell’infartuato, del ferito per farne forza di chi lo volesse distruggere.

Ora per esibire la propria ostentata brutalità dispone dei più deboli, dei neonati condannati a vita a non esistere

Perciò  solo alla politica – che non si umili alla ricerca di consenso fondato sul numero di chi si associ alla volontà devastatrice o pigramente ne taccia – è dato essere parola autorevole e alta per affermare un principio che ne proclami l’onore nel farsi voce di chi nasce sul nostro territorio, chiunque sia, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 3 Costituzione).

7 Giugno 2016Permalink

5 giugno 2016 – Ecumenicamente nemica, dal Mediterraneo al Baltico

Copio da facebook e poi vado alla fonte (The Baltic Times)

La chiesa evangelica luterana in Lettonia ha abolito l’ordinazione delle donne al ministero pastorale in atto dal 1975 e sospesa dal 1993, in seguito all’elezione dell’arcivescovo Jānis Vanags, contrario “personalmente”. Il Sinodo ha reso norma della chiesa l’opinione dell’arcivescovo con il 77% di favorevoli. Si tratta di una decisione senza precedenti.

Questa sera, se volete pregare per qualcuno e non sapete per chi, pregate per la sofferenza inferta alle donne con vocazione pastorale di questa chiesa e per tutta la chiesa che si è privata dei doni che Dio le ha dato attraverso queste donne.

Nella “Ballata del carcere di Reading” Oscar Wilde scrive riguardo la pratica di gettare calce viva sul cadavere di un condannato a morte (cito a memoria): “…perché l’uomo non accetta che Dio faccia nascere una rosa dal cuore di un assassino”. Nel caso della Lettonia si potrebbe parafrasare: “…perché l’uomo non accetta che Dio faccia proclamare la sua Parola dalla bocca di una donna”. E allora gliela chiude!

(Notizia pubblicata da Peter Ciaccio)

Latvian Lutheran church officially bans women’s ordination
(
2016-06-04 BNS/TBT Staff/RIGA)

The Synod, the highest governing body of the Evangelical Lutheran Church of Latvia (ELCL) meeting every three years, on Friday amended the church rules, officially establishing that only men can seek ordination as priests.

According to BNS sources, the Synod approved amendments with 77 per cent of votes, only slightly above the 75 per cent threshold for such important decision.

The church rules used to say that “anyone who according to the regulations set by the ELCL is called by God and trained for ministry can seek ordination” but now they have been amended and state that “any male candidate, who according to the regulations set by the ELCL is called by God and trained for the ministry, can seek ordination.”

The Evangelical Lutheran Church of Latvia, however, has not been ordaining women for years already, and the adoption of the amendments will not change the existing situation.

The Latvian Evangelical Lutheran Church Abroad, which functions outside Latvia, has been ordaining women as priests and criticised the proposed amendments to the ELCL rules that would exclude women from church offices

Commenti – (Ho registrato i ‘mi piace’ alle 6 a.m.)

Walt Longmire · West Laramie, Wyoming Great news! (4 ‘mi piace’)

Rob Harrison   a step in the right direction (n. 1 ‘mi piace’)

R Daniel Carlson · Birmingham (Alabama) Good to hear! (1 mi piace)

FONTE:
http://m.baltictimes.com/article/jcms/id/136850/#.V1MwJAvzN3M.twitter

 

 

5 Giugno 2016Permalink

4 giugno 2016 – Ieri è morto Muhammad Ali

Non avrei mai pensato di far notizia su un pugile ma quando ho saputo della morte di Muhammad Ali mi sono ricordata di un uomo che non è andato ad ammazzare inMandela e Muhammad Ali Vietnam e, malato, ha portato la fiaccola olimpica fino ad accendere la fiamma. Così ho copiato una sua breve dichiarazione a proposito del Vietnam e alcune citazioni pensando agli autoctoni che lasciano che il mare anneghi quelli che vorrebbero eliminare e non sanno nemmeno affermare che tutti i nati hanno diritto a un nome, anche in Italia.

«La mia coscienza non mi permette di andare a sparare a mio fratello o a qualche altra persona con la pelle più scura, o a gente povera e affamata nel fango per la grande e potente America. E sparargli per cosa? Non mi hanno mai chiamato ‘negro’ non mi hanno mai linciato, non mi hanno mai attaccato con i cani, non mi hanno mai privato della mia nazionalità, stuprato o ucciso mia madre e mio padre. Sparargli per cosa? Come posso sparare a quelle povere persone? Allora portatemi in galera».

Cassius Clay è un nome da schiavo. Io sono Muhammad Ali, un nome libero»

Roma – Non solo una leggenda del pugilato, ma un uomo dotato di grande sensibilità, carismatico, impegnato nella lotta per i diritti civili e nelle battaglie sociali in favore della comunità afroamericana. Ecco le frasi più celebri di Muhammad Ali.

«Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me». 1964

«Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Combatti ragazzo, combatti». 1964, prima del match con Sonny Liston.

«Sono il re del mondo, sono carino, sono cattivo. Ho scosso il mondo, ho scosso il mondo, ho scosso il mondo!». 1964 dopo aver sconfitto Sonny Liston.

«È difficile essere umili quando si è grandi come me».

«Non ho mai litigato con questi Vietcong. I veri nemici della mia gente sono qui». 1966, sul perché si fosse rifiutato di arruolarsi nell’esercito americano e combattere in Vietnam.

«Ho già festeggiato, ho pregato Allah».
1971, dopo che la sua condanna per renitenza alla leva era stata annullata dalla Corte suprema.

«L’ho detto a tutti quelli che mi criticano che sono il più grande di tutti i tempi…. Non datemi perdente fino a che non ho 50 anni»
1974, dopo aver sconfitto George Foreman nel celebre match a Kinshasa.

«Tutto quello che posso fare è combattere per la verità e la giustizia. Non posso salvare nessuno. Lui è un personaggio di fantasia».
Alla presentazione del fumetto in cui Muhammad Ali sconfigge Superman.

«La gente dice che parlo lentamente oggi. Sai che sorpresa. Mi sono beccato 29.000 pugni in faccia. Ma ho guadagnato 57 milioni di dollari e ne ho risparmiati la metà. Di pugni forti ne ho presi pochi. Sai quante persone di colore vengono uccise al giorno d’oggi da colpi di pistola o da coltellate senza incassare una lira. Magari parlo lentamente, ma la mia testa è a posto».
1984, a Seattle.

«Le mie sofferenze fisiche sono state ripagate da quello che sono riuscito ad ottenere nella vita. Un uomo che non è coraggioso abbastanza da assumersi dei rischi, non otterrà mai niente».
1984, Houston.

fonte:

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2016/06/04/ASoxlxyC-cassius_schiavo_muhammad.shtml

4 Giugno 2016Permalink

1 giugno 2016 – Calendario di giugno

.2 giugno           – Festa della Repubblica
.2 giugno 2016  – Il parlamento tedesco riconosce il genocidio armeno
.3 giugno 1963  – Muore Giovanni XXIII
.3 giugno 2016  – Muore il pugile Cassius Clay – Muhammad Ali
.3 giugno 2016  – Corleone – La processione del santo locale si inchina alla
……………………….casa di  Salvatore Riina.
.4 giugno 1989  – Strage di piazza Tienanmen.
.5 giugno           – Giornata mondiale in difesa dell’ambiente
.5 giugno 2016  – Italia – Primo turno elezioni numerosi comuni
.6 giugno 2015  – Visita papa Francesco a Sarajevo
.6 giugno 2016  – Inizio Ramadan 1437
.7 giugno 1929  –  Il Vaticano pubblica la legge fondamentale che ne fa uno stato
……………….    ……sovrano come previsto nel Trattato di febbraio. (Nota 1)
10 giugno 1924 –  Assassinio di Giacomo Matteotti
10 giugno 1940 –   l’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra
11 giugno 1984 – Morte di Enrico Berlinguer
12 giugno 1964 – Condanna all’ergastolo di Nelson Mandela.
………………………. (L’ergastolo si concluderà l’11 febbraio 1999)
14 giugno 1966 –  Il concilio Vaticano annuncia l’abolizione dell’indice dei libri proibiti
15 giugno 2007 –  Morte di Giuseppe Alberigo
16 giugno 1976 –  Sudafrica: massacro di Soweto
16 giugno 2016 –  Assassinio della deputata laburista Jo Fox
17 giugno 1991 – Fine dell’apartheid in Sudafrica
18 giugno 1982 – Londra: ritrovamento del cadavere di Roberto Calvi
18 giugno 2015 – Papa Francesco promulga l’Enciclica Laudato si’
19 giugno          –  Giornata mondiale del rifugiato
19 giugno1945  –  Nascita di Aung San Suu Kyi
19 giugno 2013 –  Approvata la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul (L.27
………..    ……………giugno 2013, n. 77)
20 giugno 1979 –   Nilde Jotti è eletta presidente della Camera dei deputati,
…………………………prima donna  nella storia della Repubblica
22 giugno 1633 –   Galileo è costretto all’abiura
22 giugno 2015 –   Papa Francesco visita il Tempio valdese di Torino
23 giugno 1858 –  Papa Pio IX fa rapire il bambino ebreo Edgardo Mortara
23 giugno 2016 –   Brexit
24 giugno 2013 –  Sentenza processo Ruby.
25 giugno 1946 –  Inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente
26 giugno 1967 –  Morte di don Lorenzo Milani
27 giugno 1980 –  Ustica: esplosione del DC9. Muoiono 81 persone
28 giugno 1914 –   Sarajevo Assassinio di Francesco Ferdinando e della
…………………………moglie.
28 giugno 1919 –  Trattato di Versailles. Fine della prima guerra mondiale
29 giugno 1934 –   Germania: notte dei lunghi coltelli (nota 3)
29 giugno 2013 –   Muore Margherita Hack
30 giugno 2005 –   Spagna: il Parlamento riconosce il matrimonio
omossessuale

nota 1 http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html

http://www.vatican.va/news_services/press/documentazione/documents/sp_ss_scv/informazione_generale/legge-fondamentale_it.html

nota 2
Il tribunale di Milano condanna in primo grado Silvio Berlusconi a 7 anni e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici per il reato di concussione e prostituzione minorile

nota 3
http://www.raistoria.rai.it/articoli/hitler-e-la-notte-dei-lunghi-coltelli/13461/default.aspx

1 Giugno 2016Permalink

29 maggio 2016 – Continuo a non capire

Leggo e riporto il link che consente di esaminare l’intero articolo in calce alla citazione

Barcone affondato, la strage dei bambini: sono annegati in quaranta

E’ il bilancio provvisorio della tragedia di giovedì nel Canale di Sicilia. Sono oltre dodicimila i migranti sbarcati in una settimana, novecento le vittime di ALESSANDRA ZINITI                                                                                   29  maggio 2016

E’ la strage dei bambini. Erano almeno in quaranta su quel barcone affondato nel giro di un’ora giovedì sotto gli occhi delle centinaia di migranti ammassati sull’imbarcazione gemella che, con una fune, trainava nel Canale di Sicilia l’altra che aveva cominciato a imbarcare acqua inabissandosi velocemente.

Sono drammatiche ma concordanti le testimonianze dei superstiti di questo ultimo naufragio raccolte nella notte dagli investigatori delle squadre mobili di Ragusa e Agrigento dove, divisi su diverse navi di soccorso, sono arrivati i superstiti di una tragedia che avrebbe fatto almeno quattrocento morti, quaranta dei quali bambini, molti neonati. In trecento, quelli che avevano pagato di meno ed erano stati fatti entrare nella stiva, sono morti intrappolati senza neanche sapere quello che stava accadendo in superficie. Sono oltre dodicimila i migranti sbarcati in una settimana, novecento le vittime.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/barcone_affondato_la_strage_dei_bambini_sono_annegati_in_quaranta-140845394/?ref=HREA-1

La legge del mare e il suo contrario

Mi chiedo spesso cosa provino coloro che salvano i naufraghi di fronte ai salvati e ai sommersi.

E mi chiedo perché non si voglia prendere atto del fatto che dal 2007 abbiamo una legge che ‘sommerge’ i figli dei sans papier  negando loro il certificato di nascita.
Vedi in questo blog alla voce ‘anagrafe’

29 Maggio 2016Permalink

26 maggio 2016 – Chi salva e chi abusa

26 maggio 2016 “Quei bimbi presi per i capelli, vivi grazie ai miei marinai” Barcone rovesciato, intervista al comandante della nave “Battica”, Francesco Iavazzo, che è intervenuta per salvare i migranti in mare: “Una consolazione: i piccoli stanno tutti bene. Ora stringono peluche, alcuni più grandi di loro” di GIAMPAOLO CADALANU
Link in nota 1*

Primo abuso

“Cercasi nano o disabile che faccia tenerezza”: polemica per il casting della fiction Rai

Aggiornato il 25 maggio 2016   Pubblicato il 25 maggio 2016

L’annuncio sul profilo Facebook della responsabile casting della Film Commission disabili_teneri_175454933-228b80c9-c942-4e70-b4a4-ab48c618e5e7 Piemonte. Gianluca Nicoletti posta un video in cui compare con suo figlio, affetto da autismo. Parola chiave: #tenerezzastocazzo. La produzione Wildside si scusa e scioglie il contratto con la collaboratrice. Francesca Archibugi, regista della fiction: “Mi vergogno tantissimo, non ne sapevamo niente”

Link in nota 2*

Per ingrandire l’immagine fare clic sulla foto

 

Secondo abuso – Una sintesi esemplare

La foto parla da sé e si può commentare in controluce con il primo comma dell’articolo 3 della Costituzione, avendo come traccia le parole sottolineateVelaSalviniBertocchi-ki0G-U431801126559017CoB-1224x916@Corriere-Web-Bergamo-593x443

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 

 

NOTE. I link possono essere attivati anche copiandoli e inserendoli in un motore di ricerca

1* http://www.repubblica.it/cronaca/2016/05/26/news/parla_il_comandante_della_nave_che_ha_salvato_540_migranti-140619362/?ref=HRER1-1

 

2* http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2016/05/25/news/casting_archibugi_rai_nano_tenerezza-140590016/?ref=HREC1-11

 

 

26 Maggio 2016Permalink

25 maggio 2016 – Quando parla l’ironia

Una imperdibile vignetta che non mi riesce di riprodurre e allora descrivo.
Fa capo alla pagina facebook di Mustapha Azzouzi, dove l’ho trovata e  riprodotta in quello spazio.
Qui non arriva

Accanto alla foto di Donald Trump c’è una probabile dichiarazione del candidato presidente:

“L’immigrazione illegale porta con sé criminalità, droga e violenza”.
Segue l’immagine di un pellerossa che dichiara “lo so”

Ma al simpatico autore rubo un’altra battuta che vorrei aver scritto io:

“Il capo dell’ esercito americano è gay, ecco una cosa davvero contro natura. La guerra”.

25 Maggio 2016Permalink

22 maggio 2016 – Discriminando i partigiani a modello Boschi

Redazione ANSA 22 maggio 2016 17:40News
Boschi all’Anpi: “I partigiani veri voteranno sì alla riforma costituzionale” La ministra nega la personalizzazione del referendum da parte del governo e rilancia: “Se vince il no verranno altri, io e Renzi andremo via”. E su legge elettorale: “Non sarà cambiata”

Il mio senso del ridicolo mi induceva a pensare a uno scherzo a sostegno del ‘no’ come ramazza anti Renzi e anti Boschi. Ma la verifica mi ha confermato che si trattava di una esternazione del Boschi pensiero. Infatti così l’hanno interpretata i maggiori quotidiani italiani In calce ricopio le fonti. 

Non vada perso però il conforto di Meloni ai problemi che affliggono Roma

Intitolerà una strada ad Almirante E anche qui non vale la pena scrivere altro

Ansa http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/05/22/referendum-boschi-se-vince-no-verranno-altri_56a9e703-7742-47af-81f7-6c6e3e343e49.html

Corriere della sera http://www.corriere.it/politica/16_maggio_22/referendum-boschi-veri-partigiani-voteranno-si-43a7f594-201e-11e6-9888-7852d885e0fc.shtml

La Stampa http://www.lastampa.it/2016/05/22/italia/politica/referendum-boschi-se-vince-il-no-lascio-la-politica-anchio-etMaF7MNrB5jY5oN6IDh7I/pagina.html

Repubblica http://www.repubblica.it/politica/2016/05/22/news/ministra_boschi_riforme_annunziata_nuovo_senato_referendum_comunali_2016-140353301/?ref=HREA-1

22 Maggio 2016Permalink

13 maggio 2016 – Due documenti dignitosi che escono dalla palude del disprezzo dei minori

Copio manualmente il primo documento da Il Corriere della Sera del 12 maggio (pag. 7) perché purtroppo – pur esemplare e, per me, totalmente condivisibile – non  è scaricabile-ma deve avere uno spazio nel mio blog, mentre scarico dal sito di Gad Lerner il secondo.

Dal Corriere della sera del 12 maggio

La (non) scelta sui bimbi
di fatto lascia al giudice ogni responsabilità
di Melita Cavallo
(ex giudice minorile)

Ho vissuto l’elaborazione delle novità al diritto di famiglia con la riforma del 1975: figli nati fuori dal matrimonio poterono essere riconosciuti, le madri poterono assolvere non solo i doveri ma anche i diritti nell’ambito familiare alla pari dei padri. Allo stesso modo vengono oggi riconosciuti diritti finora ignorati, derisi o addirittura contestati da una parte quantitativamente non trascurabile della società. I tempi erano orma maturi perché l’Italia si allineasse alla normativa europea recepita ai sensi dell’art. 117 della Costituzione. Non cesseranno le sterili e ideologiche polemiche perché l’elaborazione culturale è lenta e faticosa, tuttavia compito del legislatore è da un lato regolamentare i fenomeni già in atto nella società, dall’altro definire il cammino per il perseguimento di un obiettivo ritenuto vantaggioso per la società. Dispiace però che parte del Parlamento abbia voluto penalizzare, ancora una volta, il soggetto più debole, cioè il bambino, non riconoscendo la possibilità di adottarlo alla compagna della madre o al compagno del padre, nonostante gli abbia fatto da madre o da padre a motivo della stabile convivenza. Lasciando ancora una volta al giudice l’interpretazione della norma nel valutare i singoli casi sottoposti al suo vaglio. Ci si lamenta spesso che il giudice si sostituisce al legislatore, mi sembra che, in questo caso, il legislatore abbia perso l’occasione di fare chiarezza rispetto alle possibili interpretazioni dei giudici, ritenute da alcuni creative e da altri addirittura eversive.

dal sito di Gad Lerner

La lettera d’addio di Michela Marzano dal gruppo del PD
giovedì, 12 maggio 2016

Ecco gli estratti della lettera d’addio di Michela Marzano dal gruppo del PD, pubblicati da Repubblica.it, dopo il suo voto favorevole alle unioni civili. “Sui temi dei diritti e dell’etica ho sempre detto e difeso gli stessi valori e gli stessi principi. E non me la sento, oggi, di non essere coerente con me stessa e con le mie battaglie per opportunità politica. Lo so che, sulla unioni civili, non si poteva forse fare diversamente e considero che sia importante per l’Italia avere finalmente una norma che garantisca e protegga le persone omosessuali. Aver però eliminato ogni riferimento a ‘famiglia’ e ‘familiare’ – parlando delle unioni civili come una semplice ‘specifica formazione sociale’ – e aver stralciato la ‘stepchild adoption’ rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente”.Le ragioni che mi portano alle dimissioni non sono politiche, sono morali. Quando, il 7 gennaio del 2013, Bersani e Letta mi chiesero di accettare la candidatura per il Pd, lo fecero, e li cito, per mettere al servizio del partito e dell’Italia le mie competenze sui diritti e l’etica. Se quel giorno accettai – nonostante i dubbi e le riserve che avevo fossero molte, non avendo mai attivamente partecipato alla vita politica italiana e vivendo ormai da quasi vent’anni in Francia – era perché consideravo doveroso rispondere ‘presente’, e non limitarmi più solo a scrivere saggi e articoli o insegnare all’università: era un dovere, era un onore .La mia storia, però, non è politica. Nasce dalle esperienze di vita, talvolta anche molto dolorose, che ho affrontato, e dall’impegno costante sia a livello accademico, sia a livello divulgativo per ‘riparare’ le ‘ferite’ del mondo. Sempre e comunque all’insegna di quelle celebri parole di Jean Guehenno, il quale scrisse che l’unico vero tradimento è seguire il mondo come va e impiegare lo spirito a giustificare questo. Sui temi dei diritti e dell’etica ho sempre detto e difeso gli stessi valori e gli stessi principi. E non me la sento, oggi, di non essere coerente con me stessa e con le mie battaglie per opportunità politica. Lo so che, sulle unioni civili, non si poteva forse fare diversamente e considero che sia importante per l’Italia avere finalmente una norma che garantisca e protegga le persone omosessuali. Aver però eliminato ogni riferimento a ‘famiglia’ e ‘familiare’ – parlando delle unioni civili come una semplice ‘specifica formazione sociale’ – e aver stralciato la ‘stepchild adoption’ rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente. La mia storia è fatta di parole che non ho mai tradito e di valori cui ho sempre sacrificato tutto. Se restassi oggi nel gruppo del Pd avrei difficoltà a difendere la mia storia non solo di fronte ai miei studenti, ma anche di fronte a tutte quelle persone cui avevo promesso integrità e nessun cedimento

fonte: http://www.gadlerner.it/2016/05/12/la-lettera-daddio-di-michela-marzano-dal-gruppo-del-pd

13 Maggio 2016Permalink