1 gennaio 2025 – Strage di Capodanno in Svizzera
Il precedente bilancio era di 19. L’esplosione durante i festeggiamenti in un bar di una stazione sciistica. Molti non identificabili per le gravi ustioni. Tante vittime tra 18 e 30 anni, una ragazza di 16 anni di Milano in coma. Una testimone: “Un cameriere è salito sulle spalle di un altro cameriere tenendo una candelina di compleanno che ha incendiato il soffitto”
da La Repubblica
da ricordare che oltre ai giovani vacanzieri c’era anche del personale presente al lavoro
10 dicembre 2025 _ Mai dimenticare : anche questo orrore è un segnale
“Cecchini del weekend” a Sarajevo per sparare sui civili
Aperta un’inchiesta dalla procura di Milano per individuare gli italiani (ma c’erano anche altri stranieri) che durante l’assedio della capitale bosniaca negli anni ‘90 pagavano per uccidere
Di: ANSA / pon
“Turisti della guerra” o “cecchini del weekend”: così i media italiani hanno chiamato le persone che un’inchiesta aperta a Milano dal pubblico ministero Alessandro Gobbis sta cercando di individuare. Coloro che fra il 1993 e il 1995, nel pieno della guerra che sconvolse l’ex Iugoslavia, partecipavano al massacro di 11’000 persone pagando le milizie serbo-bosniache per potersi appostare attorno a Sarajevo e sparare sui civili, donne e bambini compresi, come se si trattasse di una battuta di caccia. In base alle testimonianze raccolte, partivano da tutto il Nord Italia ed erano perlopiù simpatizzanti di estrema destra con la passione per le armi. Volavano a Belgrado con una compagnia serba e da lì proseguivano in elicottero.
“Ciò che ho appreso, da una fonte in Bosnia-Erzegovina, è che l’intelligence bosniaca a fine 1993 ha avvertito la locale sede del SISMI (i servizi segreti militari italiani, ndr) della presenza di almeno cinque italiani, che si trovavano sulle colline intorno alla città, accompagnati per sparare ai civili”, si legge nell’esposto di 17 pagine datato 28 gennaio dello scrittore Ezio Gavazzeni, che ha portato all’apertura di un’inchiesta. Oltre agli italiani, ci sarebbero stati anche stranieri di altre nazionalità.
La fonte in questione, indicata con nome e cognome nel testo, sarebbe un ex 007 bosniaco, venuto a conoscenza del fenomeno attraverso i documenti di interrogatorio di un volontario serbo che era stato catturato. Informato, il SISMI sarebbe intervenuto per fermare questi viaggi.
Anche se il fascicolo a carico di ignoti è recente, e non ha ancora portato a concreti atti istruttori, la storia non è del tutto nuova. Di persone sospette per l’abbigliamento, le armi che portavano, la mancata conoscenza del terreno e le guide che si portavano appresso, parlava per esempio già una deposizione resa nel 2007 al Tribunale internazionale dell’Aia da un ex pompiere statunitense recatosi come volontario nella città assediata. Si dice disposta a testimoniare la ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karic, che quando era in carica, nel 2022, presentò una denuncia penale contro persone non identificate coinvolte nella vicenda. Del caso parla anche un documentario, “Sarajevo Safari” del 2022, del regista sloveno Miran Zupanic. Ne parlava anche un libro, “I bastardi di Sarajevo”, pubblicato nel 2014 e ripubblicato quattro anni dopo dal giornalista Luca Leone.
“Cecchini del weekend” a Sarajevo per sparare sui civili – RSI
1 dicembre 2025_ Calendario di dicembre
1.dicembre 1970 – Approvazione della legge 898. Disciplina dei casi di
……………………………. scioglimento di matrimonio
…………………………..,,, Nota come ‘legge sul divorzio ’ sarà difesa con
……………………………..referendum nel 1974
.1 dicembre 1955 – Rosa Parks si rifiuta di cedere a un bianco il suo posto
………………………………….in autobus. Boicottaggio dei bus a Montgomery
………………………………….Alabama (Montgomery Bus Boycot..
………………………………….. 5 dic 1955 – 20 dic 1956 )
.1 dicembre 2000 – Il giudice Guzman dispone il processo contro Pinochet
…………………………….. in Cile
.2 dicembre 2002 – Morte di Ivan Illich
.3 dicembre 1984 – India, disastro di Bhopal. Muoiono più di 3800 persone
.3 dicembre 1967 – Primo trapianto di cuore in Sud Africa [Nota 1].
4 dicembre 1975 – Muore Hanna Arendt
.4 dicembre 1999 – Muore Nilde Jotti
.4 dicembre 2016 – Referendum confermativo modifica Costituzione –
………………………………Fallito dimissioni Renzi
.5 dicembre 1349 – Norimberga – strage di ebrei accusati di essere
…………………………………..responsabili della peste del 1348.
.5 dicembre 2000 – Italia: ergastolo per due generali della dittatura argentina
.5 dicembre 2013..- Muore Nelson Mandela
.. 5 dicembre 2924 Fuga di Assad accolto a Mosca da Putin
.7 dicembre 2020- Muore Lidia Menapace
.8 dicembre 1978 – Fallisce il golpe di Junio Valerio Borghese
.8 dicembre 1965 – Chiusura del Concilio Vaticano II
.9 dicembre 1987 – Israele: inizio della prima Intifada
10 dicembre 1948 – Giornata internazionale dei diritti umani [Nota 2]
11 dicembre 1997 – L’Unione europea firma il protocollo di Kyoto [Nota 3]
11 dicembre 2016 – Morte del biblista e teologo Paolo De Benedetti
12 dicembre 570 (?)– Nascita del profeta Muhammad
……………………… La data è spostata da alcuni storici anche fino al 580
12 dicembre 1969 – Milano: strage alla Banca dell’agricoltura di piazza
…………………………………Fontana
13 dicembre 1294 – Celestino V rinuncia al papato
14 dicembre Hanukkah 5766 [Nota 4 ]
14 dicembre 1995 – Bosnia: firma degli accordi di Dayto4
15 dicembre 1969 – Morte di Giuseppe Pinelli
15 dicembre 1972 – Approvazione della legge 772 sull’obiezione di
…………………………………….coscienza [Nota 5 ]
15 dicembre 2018 – Morte di Antonio Megalizzi [Nota 6]
17 dicembre 1969 – Arresto di Pietro Valpreda
17 dicembre 2013- Muore p. Mario Vit , gesuita
17 dicembre 2014 – USA e Cuba annunciano relazioni diplomatiche
19 dicembre 2001 – In Argentina inizia il carcerolazo contro il governo
19 dicembre 2016 – Berlino: strage al mercatino di Natale
(probabile origine terroristica)
19 dicembre 2021 – Cile_ elezione di Gabriel Boric, presidente del Cile
20 dicembre 2008 – Morte di Piergiorgio Welby
22 dicembre 1988 – Brasile: uccisione di ‘Chico’ Mendes
22 dicembre 2017 – Viene approvata la legge n. 219 “Norme in materia di
………………………………consenso informato e di disposizioni anticipate di
……..,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,trattamento”. [ Nota 7 ]
22 chiusura Hanukkah
23 dicembre 1899 – Nascita di Aldo Capitini
23 dicembre 2016 – ONU – approvata risoluzione sulla illegalità delle
……………………………….colonie nei Territori
24 dicembre 1979 – Le truppe sovietiche invadono l’Afghanistan
25 dicembre 1989 – Romania: viene giustiziato Nicolae Ceausescu
26 dicembre 1965 – Rapimento di Franca Viola
26 dicembre 1991 – Si dissolve ufficialmente l’Unione Sovietica
26 dicembre 2021 – Morte di Desmond Tutu , primo vescovo
………………………………….nero del Sud Africa, .presidente della
………………………………….Commissione per la verità e la Riconciliazione,
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,……. ……premio Nobel per la pace 1994.
27 dicembre 2007 – Uccisione di Benazir Bhutto
27 dicembre 2016 – Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva la risoluzione
………………………………….2334 relativa agli insediamenti nei Territori.
28 dicembre 2018 _ Morte di Amos Oz
29 dicembre 1908 –Terremoto di Messina
29 dicembre 1890 –USA. Il 7o cavalleggeri stermina gli ultimi Lakota Sioux
29 dicembre 2020 – Assassinio di Agitu Gudeta, imprenditrice de
………………………………“la capra felice” Frassilongo Trento
29 dicembre 2024 – morte ex presidente USA Jimmy Carter
30 dicembre 2006 – Impiccagione di Saddam Hussein
31 dicembre 1991 – Si dissolve ufficialmente l’URSS
31 dicembre 2022 – Morte di papa Benedetto XIV, Joseph Ratzinger
NOTE
Nota 1
Un promemoria che dovrà essere aggiornato
Strage a Bondi Beach: chi sono le vittime, i killer e l’eroe di Sydney – Il Sole 24 ORE
Strage alla festa dell’Hanukkah a Bondi Beach a Sydney. Almeno 15 le vittime, tra loro anche il rabbino e una bambina. Decine i feriti, gravi due poliziotti. Gli attentatori erano padre e figlio di origini pakistane di 50 e 24 anni. Il primo è stato ucciso dalla polizia, l’altro è ricoverato in condizioni critiche. Hanno usato fucili, e ordigni artigianali. Uno dei due era «conosciuto» ai servizi segreti. Le autorità parlano di «atto terroristico» progettato «per colpire la comunità ebraica». Un fruttivendolo musulmano ha disarmato uno dei killer, virale il video che mostra l’azione eroica che ha evitato altri morti. Il premier israeliano Banjamin Netanyahu accusa l’Australia di aver «gettato benzina sul fuoco dell’antisemitismo» con il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Nota 2
La Giornata mondiale dei diritti umani è una celebrazione sovranazionale che si tiene in tutto il mondo il 10 dicembre di tutti gli anni. La data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948.
Nota 3
Il Protocollo di Kyoto, pubblicato l’11 dicembre 1997 nella città giapponese di Kyoto in occasione della Conferenza delle parti “COP3“, è uno dei più importanti strumenti giuridici internazionali volti a combattere i cambiamenti climatici, precursore del più recente e noto accordo sul clima di Parigi, firmato nel 2015. Si tratta del primo accordo internazionale che stabilisce precisi obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra, responsabili del surriscaldamento del pianeta, da parte dei Paesi industrializzati e delle economie in transizione che vi hanno aderito.
Nota 4 anno 5786
Hanukkah o Chanukkah è la festività Ebraica dei lumi che si festeggia con l’accensione serale della menorah
2024 corrisponde all’anno ebraico 5785. Chanukkah o Festa delle Luci inizia e finisce 2025 (accensione della prima candela mercoledì 25 dicembre).
Nota 5
Legge 15 dicembre 1972, n. 772 “Norme per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza” (abrogata dall’art. 23 della Legge 8 luglio 1998, n. 230).
Art. 1 Gli obbligati alla leva che dichiarino di essere contrari in ogni circostanza all’uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza, possono essere ammessi a soddisfare
l’obbligo del servizio militare nei modi previsti dalla presente legge.
Nota 6
Morte di Antonio Megalizzi, il giornalista italiano rimasto gravemente ferito nell’attentato di Strasburgo di martedì sera 11 dicembre. Il giovane, 28 anni, era in coma e le sue condizioni erano state definite «irreversibili». Non era stato giudicato operabile a causa della posizione in cui si era bloccato il proiettile che lo ha colpito.
Nota 7 La presente legge, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.
22 novembre 2025- E non parlatemi più di Abramo e Isacco
Francia sotto shock: “Dobbiamo essere pronti a perdere i nostri figli”. Scoppia il caso
- Erica Varoni
- Notizie
- 21 Novembre 2025
I francesi devono davvero essere pronti a “perdere i propri figli”? È la domanda che, come un’onda improvvisa, ha attraversato la Francia dopo le parole del generale Fabien Mandon, capo di Stato maggiore degli eserciti, pronunciate durante il congresso dei sindaci. Parole che hanno toccato corde profonde e risvegliato paure radicate. «Quel che ci manca è la forza d’animo di essere disposti a soffrire per proteggere ciò che siamo», ha dichiarato il generale. E poi l’affondo che ha fatto esplodere la polemica: «Se il nostro Paese vacilla perché non è pronto ad accettare di perdere i propri figli… allora siamo a rischio». Un messaggio forte, arrivato proprio mentre l’Europa valuta il piano di pace americano sull’Ucraina e Macron intensifica le consultazioni con gli alleati di fronte alla strategia aggressiva della Russia.
1 novembre 2025_ Dobbiamo ricordare Yitzhak Rabin
ISRAELE – “Ritorno alla piazza”, nel nome di Yitzhak Rabin
Pubblicato in Israele il 30/10/2025
Nelle piazze, nelle scuole, nelle istituzioni, Israele si prepara a ricordare Yitzhak Rabin. A trent’anni dal suo assassinio a Tel Aviv per mano di un giovane fanatico al termine di un’affollata iniziativa a sostegno del processo di pace, l’eredità morale e politica del due volte primo ministro e firmatario degli Accordi di Oslo, sarà al centro di varie iniziative. Lunedì 3 novembre alle 15, nella data ebraica della sua uccisione, è in programma una cerimonia di stato promossa dal governo al cimitero nazionale sul Monte Herzl a Gerusalemme, dove Rabin è sepolto accanto alla moglie Leah. Nel 2024, su richiesta dei familiari, quella e le altre onoranze annuali alla Knesset e nella casa del presidente d’Israele non si tennero per via della guerra. Dopo cinque anni di sospensione causa Covid, lavori di ristrutturazione, il protrarsi del conflitto, tornerà anche a svolgersi l’annuale commemorazione in quella che un tempo si chiamava piazza Re d’Israele e che dopo quella notte di sangue ha preso il nome di piazza Yitzhak Rabin. La cerimonia promossa dall’organizzazione Hozrim LeKikar (Ritorno alla piazza), in raccordo con la municipalità di Tel Aviv, inizierà sabato 1 novembre alle 19.30, al termine dello Shabbat. Come la grande manifestazione del 4 novembre di 30 anni fa, che sarà rievocata trasmettendo l’ultimo intervento di Rabin. Leggenda dell’esercito, principale artefice della vittoria di Israele nella Guerra dei sei giorni, Rabin aveva dichiarato di credere «in una possibilità di pace» con i palestinesi, perché «ho sempre pensato che la maggior parte delle persone desideri la pace e sia pronta a correre rischi per la pace». Rabin aveva anche ammonito sulla violenza che «erode le basi della democrazia israeliana: deve essere condannata e isolata, questa non è la via dello Stato di Israele». Il timore delle forze di sicurezza è che entrasse in azione un terrorista palestinese, anche perché in quei mesi molti attentati avevano insanguinato Israele. A colpire a morte il primo ministro fu invece un ebreo fondamentalista, che riteneva Rabin un “traditore”.
Gli organizzatori hanno diffuso una prima lista di partecipanti all’evento: troviamo il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid, il leader dei Democratici Yair Golan, l’ex ministra degli Esteri Tzipi Livni. Ci saranno anche il rabbino Benny Lau e l’ex ostaggio Gadi Mozes. E tra gli altri l’artista Dana International, vincitrice dell’Eurovision Song Contest nel 1998. Alle 21.42, l’ora in cui Yigal Amir sparò quei tre colpi, si terrà un minuto di silenzio. Concluderà la cerimonia l’esecuzione di Shir LaShalom, brano simbolo del movimento pacifista che Rabin intonò in quell’ultima sera di vita. In una nota, Hozrim LeKikar definisce quello attuale «un momento di prova per la società israeliana, che deve tornare in piazza e restare unita, nella speranza e nella riconciliazione». Secondo un sondaggio del Jewish People Policy Institute (JPPI) pubblicato mercoledì, il 52% degli israeliani ritiene che vi sia una alta probabilità che un altro primo ministro o un personaggio pubblico di alto livello venga assassinato in Israele, il 29% considera la possibilità bassa, mentre il 12% pensa che il rischio non sussista
ISRAELE – “Ritorno alla piazza”, nel nome di Yitzhak Rabin – Moked
Prima di lasciare Israele nel 2005 andai a salutare quel monumento nella piazza Rabin a Tel Aviv
Sapevo che sarebbe stata la mia ultima visita . Non potevo pensare di ripetere il mio impegno di volontariato in Palestina, un’esperienza entusiasmante in un ambiente generosamente organizzato per lavorare bene. Avevo un ufficio, una scrivania attrezzata : una meraviglia ma dovevo ricordare che tutto il resto era a mio carico e soprattutto la continuità avrebbe richiesto altre competenze da parte mia, a partire da quelle linguistiche. Avevo imparato quello che avrei potuto fare … con qualche anno di meno.
1 novembre 2025 – Calendario novembre
Pro memoria per me significativi
Il 20 novembre 1989 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convezione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha ratificato con legge 176/1991, affermando il diritto assoluto di ogni nato alla registrazione della nascita.
Con aggressiva, devastante indifferenza l’Italia nel 2009 con legge 94 ha escluso dalla dovuta certezza di questo diritto i nati in Italia se figli di sans papier.
Lo fece, con voto di fiducia, un Parlamento capace di far precedere la più opportunistica e abbietta convenienza al diritto e all’etica.
Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,
E’ una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.
Il 18 novembre2024 , si è svolta la “Presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin “, nella Sala della Regina di Montecitorio , in collegamento con il Parlamento Europeo e le scuole. Indirizzo di saluto del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè
Calendario novembre
| .1 novembre 1911 – Primo bombardamento aereo italiano in Libia e …………………………………primo .bombardamento aereo della storia.1 novembre 2009 – Morte della poetessa Alda Merini.1 novembre 2016 – Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro ………………………………….nella storia della Repubblica [Nota 1].2 novembre 1975 -Assassinio di Pier Paolo Pasolini .3 novembre 1970 Salvador Allende diventa presidente del Cile. .4 novembre 1966 . Alluvione di Firenze .4 novembre 1995 Assassinio di Yitzhak Rabin .4 novembre 2025 Morte di Octay Stroici, operaio di origine rumena ,4 novembre 2025 Morte di Giorgio Forattini .6 novembre 1962 Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica .6 novembre 2024 Donald Trump vince le elezioni.47mo presidente USA .7 novembre 1917 Rivoluzione d’Ottobre .8 novembre 1960 USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy .8 novembre 2016 USA: prima elezione alla presidenza di D. Trump .9 – 10 novembre 1938 Germania: “notte dei cristalli” [Nota 2] .9 novembre 1989 Germania: abbattimento del muro di Berlino .9 novembre 1993 Distruzione del ponte di Mostar 10 novembre 1483…Nascita di Martin Lutero 11 novembre 1821 Nascita di Dostoevskij 11 novembre 1992 La chiesa anglicana inglese ammette le donne 11 novembre 2021 Morte di Frederick de Klerk [Nota 4] 13 novembre 354…- Nascita di Agostino di Ippona 13 novembre 2015 Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan 15 novembre 1988 L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese 16 novembre 1989 Salvador – strage dell’UCA – 17 Novembre 1938 REGIO DECRETO LEGGE n. 1728 18 novembre 1626 Consacrazione della basilica di San Pietro. 19 novembre 1975 Spagna: morte del dittatore Francisco Franco 20 novembre 1945 Inizio del processo di Norimberga 20 novembre 1989 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 23 novembre 1971 La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio dell’ONU. 23 novembre 2023 .Inizio restituzione ostaggi presi dopo l’attacco 25 novembre ONU: giornata internazionale l’eliminazione. 25 novembre 1973 Grecia: golpe militare 25 novembre 1992 – Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica 25 novembre 2016 Morte di Fidel Castro 26 novembre 1915 Einstein presenta la teoria della relatività generale 26 novembre 1954 Ritorno di Trieste all’Italia 27 novembre 1941 Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa orientale. 29 novembre ONU: giornata internazionale di solidarietà con 29 novembre 2024 Siria, offensiva lampo dei ribelli filo-turchi ad Aleppo 30 novembre 1780 Muore Maria Teresa d’Austria 30 novembre 1786 Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte 30 novembre 1943 Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz 30 novembre 1999 Seattle: prima mobilitazione del movimentono-global
NOTE: [Nota 1] Il 29 luglio del 1976 Tina Anselmi viene nominata ministro: [Nota 2] La Notte dei Cristalli | Enciclopedia dell’Olocausto ((ushmm.org) [Nota 3] Dicembre 2014: consacrazione della prima vescova [Nota 4] vedi anche 18 settembre 2018 – LEGGI RAZZIALI, 1938-2018. (diariealtro.it) [Nota 5] muore Frederick de Klerk – Il presidente del Sudafrica che liberò Nelson Mandela. [Nota 6] Legge 27 maggio 1991, n. 176. Ratifica ed esecuzione della Convenzione [Nota 7] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con Numerazione anni altri
|
31 ottobre 2025 – I palestinesi senza futuro in Cisgiordania
Internazionale n. 1638 31 ottobre 2025
GIDEON LEVY I palestinesi senza futuro in Cisgiordania
In Cisgiordania nessuno ha sentito parlare del cessate in fuoco a Gaza: né l’esercito, né i coloni , né l’amministrazione civile, né ovviamene i tre milioni di palestinesi che vivono sotto la loro tirannia. Non percepiscono minimamente la fine della guerra. Da Jenin a Hebron non si vede nessun cessate il fuoco. Per due anni in Cisgiordania c’è stato un regno del terrore oscurato dalla guerra nella Striscia, che ha fatto da pretesto discutibile e da cortina fumogena , e non ci sono segnali che questo regime stia per finire.
Tutti i decreti draconiani imposti ai palestinesi il 7 ottobre 2023 restano in vigore, e alcuni sono stati resi ancora più dura.
La violenza dei coloni non si ferma e lo stesso vale per il coinvolgimento dell’esercito e della polizia israeliana negli scontri. A Gaza vengono uccise e costrette alla fuga meno persone rispetto ai mesi scorsi, ma in Cisgiordania le cose vanno avanti come se non ci fosse stato alcun cessate il fuoco.
L’amministrazione Trump, così attiva e risoluta a Gaza, chiude gli occhi sulla Cisgiordania e mente a se stessa sulla situazione nella regione. Per loro è sufficiente bloccare l’annessione. “Non succederà perché ho dato la mia parola ai paesi arabi”, ha detto il 23 ottobre il presidente Donald Trump, mentre alle sue spalle Israele fa di tutto per distruggere, derubare e impedire la possibilità di vivere in Cisgiordania.
A volte sembra che il capo del comando centrale dell’esercito israeliano Avi Bluth – leale e obbediente al suo superiore, nel ministero delle finanze Bezalel Smotrich , che è anche il ministro della difesa – stia conducendo un esperimento in collusione con coloni e forze di polizia; vediamo quanto possiamo tormentarli prima che esplodano.
La speranza che la loro sete di violenza si placasse una volta interrotti i bombardamenti a Gaza è stata spazzata via. La guerra nella Striscia era solo una scusa. Nel momento in cui i mezzi di informazione non parlano della Cisgiordania e alla maggior parte degli israeliani e degli statunitensi non importa niente di quello che succede lì, il tormento può andare avanti. Anzi il 7 ottobre è stata un’occasione storica per i coloni e i loro collaboratori, che hanno avuto la possibilità di fare quello che per anni non avevano osato fare.
Non è più possibile essere palestinesi in Cisgiordania. Non è stata distrutta come Gaza, non sono morte decine di migliaia di persone, ma la vita è diventata impossibile. Non sappiamo per quanto tempo Israele potrà stringere ancora la sua morsa senza che avvenga una esplosione di violenza, stavolta giustificata.
Circa duecentomila palestinesi della Cisgiordania che prima lavoravano in Israele da due anni sono disoccupati. I salari di decine di migliaia di dipendenti dell’Autorità nazionale palestinese sono stati ridotti in modo significativo, perché Israeke ha trattenuto le tasse che riscuote per conto della stessa dell’Autorità nazionale palestinese. Ovunque ci sono povertà e disagio. E lo stesso vale per i posti di blocco. Non ce ne sono mai stati così tanti , di sicuro non per tutto questo tempo. Adesso se ne contano a centinaia.
Ogni insediamento ha recinzioni di ferro che si aprono e chiudono a turno.
Non c’è modo di sapere che cosa è aperto e che cosa è chiuso né, cosa ancora più importante , quando. E’ tutto arbitrario. Tutto avviene su pressione dei coloni, che hanno assoggettato l’esercito israelian0. Ecco come stanno le cose da quando Bezalel Smotrich è ministro in Cisgiordania.
Quel maledetto 7 ottobre sono stati istituiti circa 120 nuovi avamposti di insediamenti, quasi sempre in modo violento, per un totale di decine di migliaia di acri , il tutto con il sostegno dello stato. Non passa settimana senza che si sia creato un avamposto.
Anche la portata della pulizia etnica, il vero obiettivo dei coloni, è senza precedenti: il 24 ottobre su Haaretz la giornalista Hagar Sheaz ha ricordato che nel corso della guerra a Gaza gli abitanti di ottanta villaggi palestinesi sono fuggiti per paura dei coloni che si erano impadroniti dei loro territori.
Il volto della Cisgiordania sta cambiando. Trump può vantarsi di aver fermato l’annessione, ma ormai l’annessione è più radicata che mai. Dal centro di comando che l’esercito statunitense ha istituito a Kyriat Gat si può vedere Gaza, ma non si vede Kyriat Arba, l’insediamento alle porte di Hebron.
La Cisgiordania sta chiedendo a gran voce un intervento internazionale esattamente come fa la Striscia di Gaza. I soldati, siano essi statunitensi, europei, emiratini o perfino turchi , devono proteggere i suoi abitanti. Qualcuno deve salvarli dalle grinfie dell’esercito israeliano e dei coloni.
Immaginate un soldato straniero che a un posto di blocco impedisce il passaggio a coloni teppisti che stanno per commettere un pogrom. Un sogno.
1 ottobre 2025 _ Calendario di ottobre
01 ottobre 2017 – Muore il poeta friulano Pierluigi Cappello
02 ottobre – …… Giornata internazionale della nonviolenza
02 ottobre 1868 – Nascita di Gandhi
02 ottobre 2025 – Patatrac Flotilla
03 ottobre- Giornata del Migrante
02 ottobre 2025 Yom Kippur 5786 [nota 1]
03 ottobre 1935 – . L’Italia invade l’Etiopia…… [nota 2]
03 ottobre 1990 – .. Riunificazione della Germania
03 ottobre 2013 – . Strage di 366 migranti a Lampedusa.
06 ottobre 1973 – . Guerra del Kippur
06 ottobre 2023 – Premio Nobel per la pace a Narges Mohammadi
…………………………………………………………..……[nota 3 ]
06 ottobre 2024- Sukkot (festa delle capanne) [nota 4 ]
07 ottobre 2001 -… Inizio guerra USA contro l’Afghanistan
07 ottobre 2006 – … Assassinio della giornalista Anna Politkovska
07 ottobre 2023 – Attacco terrorista di Hamas al confine di Israele –
………………………….- striscia di Gaza
……………………… Operazione diluvio al-Aqṣā [nota 5]
08 ottobre 1963 -…. Nella notte catastrofe del Vajont
09 ottobre 1967 -…. Uccisione di Ernesto ‘Che’ Guevara in Bolivia
10 ottobre – ………….Giornata mondiale contro la pena di morte
10 ottobre 2015 – … Strage ad Ankara. Bombe su corteo pacifista
10 ottobre 2019 -. Premio Nobel per la pace 2019: Abiy Ahmed Ali,
…………………..……….primo ministro dell’Etiopia. [nota 6]
11 ottobre 1962 – … .Apertura del Concilio Vaticano II
11 ottobre 2011 -….. Giornata internazionale delle bambine .[nota 7]
12 ottobre – ………..Columbus day – Giornata della resistenza
……………………………….indigena
13 ottobre ……………Giornata nazionale delle vittime degli
…………………………….Incidenti sul lavoro –istituita nel 1950
13 ottobre 2022- Inizio XIX legislatura della Repubblica Italiana
14 ottobre 1964 Premio Nobel per la pace a Martin Luther King
……………………………assassinato il 4 aprile 1968
14 ottobre 1979 – ……Prima marcia per i diritti dei gay negli USA
15 ottobre 1582 -.. ….Entra in vigore il calendario gregoriano
16 ottobre 1943 – ……Rastrellamento nazista nel ghetto di Roma
18 ottobre 1964 -…….Muore il card. Lercaro
19 ottobre 1968 – … Muore Aldo Capitini
19 ottobre 1960 -……La Mauritania ottiene l’indipendenza dalla
……………………………..Francia
20 ottobre 2011 – ……Spagna: l’ETA depone le armi… [nota 8]
20 0ttobre 2011 – …….Libia: uccisione di Ghedaffi
21 ottobre 1945 – ……..Francia: le donne votano per la prima volta
22 ottobre 2024 – Muore Gustavo Gutierrez
23 ottobre 1915 -…… A New York 30.000 donne chiedono il diritto
……………………………… di voto
24 ottobre 1945 -……. Nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite
24 0ttobre 2005 – ….. .Morte di Rosa Parks
25 ottobre 1936 – …… Hitler e Mussolini creano l’Asse Roma-Berlino
25 ottobre 1996 -……..Irlanda. Chiusura dell’ultima lavanderia
……………………………….Magdalene
26 ottobre 1954 – ….. .Ritorno di Trieste all’Italia………… [nota 9]
27 ottobre 1479 – ….. Nascita di Erasmo da Rotterdam
27 ottobre 2020 – …… Diciannovesima giornata del dialogo
………………………………cristiano-islamico
28 ottobre 1922 -…….. Marcia su Roma
29 ottobre 1923 -…….. La Turchia diventa Repubblica indipendente
30 ottobre 2016 – Nuova scossa terremoto. Norcia: crollo della
……………………………….cattedrale di san Benedetto
31 ottobre – …………… Le chiese protestanti celebrano la festa della
……………………………..Riforma
31 ottobre 1517 -…….. Lutero affigge le sue 95 tesi sulla porta del
………………………………duomo di Wittemberg
31 ottobre 1967 – …….Primo numero di Adista dal cui calendario
……………………………….nasce il primo nucleo di questo calendario.
NOTE
[nota 1 ] Yom Kippur: il giorno dell’espiazione 5786
Si celebra nel mese di Tishri Considerata la festività più solenne del calendario ebraico, Yom Kippur è un giorno di digiuno e preghiera dedicato alla riflessione, al pentimento e alla riconciliazione con Dio e con il prossimo.
È un momento di introspezione e di preghiera, in cui si suona lo shofar (corno di montone) per richiamare i fedeli al rinnovamento spirituale
[nota 2] 3 ottobre 1935 L’Italia invade l’Etiopia
Un breve promemoria in Enciclopedia-Italiana
https://ww.treccani.it/enciclopedia/guerra-italo-abissina_(Enciclopedia-Italiana)/
[nota 3] “La sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e per la promozione dei diritti umani e di libertà“, con questa motivazione è stato assegnato a Oslo il premio Nobel per la Pace a all’attivista iraniana per i diritti umani Narges Mohammadi.
[ nota 4 ] Sukkot (festa delle capanne)
La festa di Sukkot ricorda la vita del popolo di Israele nel deserto durante il lungo viaggio verso la terra promessa, pellegrinaggio durante il quale gli ebrei vivevano in capanne, le “sukkah” (“capanna” in ebraico).
[nota 5] L’ attacco di Hamas a Israele del 2023, ovvero Operazione Diluvio اal-Aqṣā, è consistito in una serie di attacchi di gruppi armati, provenienti dalla Striscia di Gaza, con conseguente uccisione di 1200 civili e militari israeliani, e nel rapimento di circa 250 di questi, avvenuto il 7 ottobre 2023 nel territorio di Israele, pianificato e operato da Ḥamās, con il sostegno di altre milizie palestinesi.
[nota 6] …Il premio Nobel per la Pace 2019 è stato assegnato Abiy Ahmed Ali,
primo ministro dell’Etiopia, “per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e
la cooperazione internazionale, e in particolare per le sue iniziative decisive
per risolvere i conflitti lungo il confine con l’Eritrea”
[nota 7] …Giornata internazionale delle bambine
Istituita dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 66/170 del 19 dicembre 2011
[nota 8] ETA Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertà )
è l’acronimo di Euskadi Ta Askatasuna, che in basco significa “Paese basco e libertà”.
Era un’organizzazione armata terrorista basca e nazionalista con scopi indipendentisti e ispirazione marxista-leninista, che mirava all’indipendenza del popolo basco. Nata nel 1959, si sciolse nel 2018 dopo aver cessato l’attività armata nel 2011 ed è stata responsabile della morte di oltre 800 persone.
[nota 9] Ritorno di Trieste all’Italia.
L’area fu divisa in due macro zone di influenza: la zona A controllata dagli anglo-americani e la zona B dagli jugoslavi. Dal 1947 Gorizia e Monfalcone tornarono all’Italia, mentre l’Istria divenne parte del territorio della Federazione Jugoslava. Anche la città di Trieste fu separata in due zone e posta sotto l’amministrazione anglo-americana (AMG-FTT) o Territorio libero di Trieste, e sotto l’amministrazione di Belgrado (zona B-TLT).
In seguito al Memorandum di Londra firmato il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste, si stabiliva che la Zona A passava dall’amministrazione militare alleata all’amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia con l’Operazione Giardinaggio) e quindi passavano all’amministrazione italiana i seguenti comuni della zona A: Duino, Aurisina, Muggia, Sgonico, Monrupino, San Dorligo
25 settembre 2025_ Da questa terra .. un grido di pace
Avvenire 24 settembre 2025.
Chiese unite sul confine « Da questa terra ferita il nostro Grido di pace » di Giacomo Gambassi inviato a Gorizia
«A 80 anni dalla fine della seconda Guerra mondiale, in un tempo sempre più dilaniato da conflitti violenti, noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, leviamo insieme, con forza, il nostro grido di pace». Vescovi e giovani, gli uni accanto agli altri, di tre Paesi che per decenni anni la geopolitica con la sua cortina di ferro ha etichettato come “nemici” si ritrovano lungo il confine, figlio dell’ultima guerra mondiale, che ancora taglia a metà piazza Transalpina a Gorizia e che passa davanti alla stazione ferroviaria di Nova Gorica. Da una parte, l’Italia; dall’altra, le terre dell’ex Jugoslavia. Confine ormai soltanto sulla carta, dove fino a ventuno anni fa correva il filo spinato e poi il cemento e la recinzione che, in mezzo alle case e alle strade, avevano diviso la città e di fatto ne avevano create due: Gorizia e Nova Gorica. Di quella “linea del terrore” resta un’impronta circolare nel cuore della piazza che è oggi simbolo della riconciliazione oltre le ferite della storia. Ed è da qui che viene lanciato l’Appello per la pace nel mondo voluto dalle Chiese dei tre Paesi e firmato questa sera poco dopo le 8 di sera dai presidenti delle tre Conferenze episcopali: il cardinale Matteo Zuppi per quella italiana; il vescovo di Novo Mesto, Andrej Saje, per quella slovena; e l’arcivescovo di Zagabria, Drazen Kutlesa per quella croata. Con loro, i ragazzi «germogli di pace», come vengono definiti nel testo, «in questa terra di confine che porta ancora i segni di tragiche esperienze di guerra e di violenza, ma che è anche crocevia di dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso».
Il documento viene letto prima della veglia di preghiera che si tiene nella chiesa di Maria Santissima Regina, nei pressi del confine-non confine fra Italia e Slovenia. L’unica navata non riesce a contenere la folla. La pioggia costringe a spostare dalla piazza all’interno l’appuntamento che la Cei ha voluto proprio a Gorizia dove ha “trasferito” per tre giorni il Consiglio permanente. Una preghiera che «parte da questo territorio, si estende a tutti i Balcani e si allarga fino ad unire, in un unico abbraccio, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra», prosegue l’Appello. Perché «non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli. Il grido che sale da molte parti del Pianeta è straziante e non può restare inascoltato».
Le tre Chiese si fanno interpreti del “sogno di fraternità” che sale dal basso e che le località dell’Isonzo hanno saputo trasformare in realtà. «Esprimiamo e incarniamo nel quotidiano questo anelito per superare frontiere e barriere, troviamo insieme la forza, il coraggio, la determinazione per spezzare ogni spirale di risentimento e di violenza – evidenzia il documento –. Guardando oltre i confini nazionali, non più linee di separazione, ma luoghi di amicizia e incontro, comprendiamo che le identità culturali e spirituali nazionali si fondono oggi in un più alto e condiviso patrimonio identitario europeo» Come testimoniano Gorizia e Nova Gorica unite quest’anno dall’esperienza della Capitale europea della cultura: la prima Capitale transfrontaliera della cultura. « »
Tutto ciò, aggiungono i vescovi, «richiama ed esige coraggiose e feconde esperienze», per « perdonare e chiedere perdono, dalle quali può sorgere il bene assoluto della pace, secondo le intuizioni dei “padri fondatori” dell’Europa comunitaria.
Un’Europa di pace, aperta al mondo, capace di ispirare fratellanza e universalismo ben al di là della sua geografia». Visione che contrasta con un continente che ha appena varato un piano di riarmo e che è attraversato da venti bellicisti.
«Dio vuole la pace e noi siamo i suoi artigiani», è il compito che si assume il mondo cattolico. Poi il richiamo alle parole che Leone XIV aveva rivolto ai vescovi italiani nella prima udienza alla Cei lo scorso giugno.
«Ci impegniamo – assicura l’appello – a essere “case della pace” e a promuovere nei nostri territori, con i giovani, le famiglie, le scuole proposte di educazione alla nonviolenza, iniziative di accoglienza che aiutino a trasformare la paura dell’altro in occasioni di scambio».
A partire dalle bussole che sono antidoto a conflitti e soprusi: il «rispetto dell’inalienabile dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale»; la «vicinanza ai poveri, ai malati e agli anziani»; «la verità e la giustizia»; la «libertà religiosa, diritto umano fondamentale»; la «guarigione delle ferite storiche»; la «cura del Creato, che siamo chiamati a custodire e a consegnare alle nuove generazioni».
Infine l’invito ai «responsabili dei popoli» perché puntino sulla «nonviolenza, il dialogo, l’ascolto» e «favoriscano soluzioni capaci di garantire sicurezza e dignità per tutti». « »
La serata si apre con i saluti dell’arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli, padrone di casa, e del vescovo di Capodistria, Peter Stumpf, nel cui territorio si trova Nova Gorica. E con gli interventi dei sindaci delle due città, Rodolfo Ziberna e Samo Turel. Una presenza che dice come la politica «apprezzi i valori cristiani che costruiscono ponti di pace», sottolinea Stumpf. «Da Gorizia, con l’esperienza che ha reso le frontiere delle cerniere, diciamo a chi è nella disperazione: la pace è possibile – incoraggia il cardinale Zuppi nell’omelia -. Di fronte alla violenza che si profila come uno spettro apocalittico armato da inauditi strumenti di micidiali distruzioni, non vogliamo che la pace diventi di nuovo una tregua, quasi sia ineluttabile la guerra».
Da qui la richiesta di «pace per la Striscia di Gaza, pace per l’Ucraina, pace per tutti i conflitti che sono pezzi di quell’unica guerra mondiale».
Il presidente della Cei punta l’indice contro le «ideologie totalitarie» e i «nazionalismi che hanno reso l’altro solo un nemico». E sprona a superare il «senso di impotenza» e a «disarmare i cuori» praticando «l’amore del prossimo, la giustizia, il perdono cristiano» e «non rifiutando qualche sacrificio che, senza offendere la dignità di chi si fa generoso, renda la pace più rapida, cordiale e duratura».
Nella veglia vengono ripercorse le intuizioni profetiche degli ultimi Papi: dall’«inutile strage» di Benedetto XV all’urgenza di essere «artigiani» di pace «nei luoghi della vita quotidiana» di Leone XIV.
Parole che sono pronunciate in quattro lingue: italiano, sloveno, croato e friulano.
E alla fine il popolo della pace che raccoglie tre nazioni raggiunge piazza Transalpina, il punto della frontiera e dell’incontro, dove, dopo una processione nel cuore della notte ma illuminata dalla luce della candele, viene recitata la preghiera dell’unità: quella del “Padre nostro”.
Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’appello per la pace pronunciato questa sera in piazza Transalpina durante la Veglia di preghiera per la pace nel mondo, alla quale ha preso parte una rappresentanza di giovani italiani e sloveni.
A 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, in un tempo sempre più dilaniato da conflitti violenti, noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, leviamo insieme, con forza, il nostro grido di pace e il nostro appello, perché ogni comunità cristiana sia protagonista di speranza, vigile e attiva nel promuovere e sostenere cammini di riconciliazione.
Siamo qui con i giovani, “germogli di pace”, in questa terra di confine che porta ancorai segni di tragiche esperienze di guerra e di violenza, ma che è anche crocevia di dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso. Non a caso, san Giovanni Paolo II definì Gorizia «la porta dell’Italia, che pone in comunicazione il mondo latino con quello slavo: porta aperta sull’est euro- peo e sull’Europa centrale» (2 maggio 1992).
La nostra preghiera parte da questo territorio, si estende a tutti i Balcani e si allarga fino ad unire, in un unico abbraccio, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra. Non possiamo restare in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli. Il grido che sale da molte parti del Pianeta è straziante e non può restare inascoltato.
Dio vuole la pace e noi siamo i suoi artigiani. Esprimiamo e incarniamo nel quotidiano questo anelito per superare frontiere e barriere, troviamo insieme la forza, il coraggio, la determi- nazione per spezzare ogni spirale di risentimento e di violenza.
Guardando oltre i confini nazionali – non più linee di separazione, ma luoghi di amicizia e incontro fra i popoli – comprendiamo che le identità culturali e spirituali nazionali si fondono oggi in un più alto e condiviso patrimonio identitario europeo. Questo richiama ed esige coraggiose e feconde esperienze di riconciliazione, per perdonare e chiedere perdono, dalle quali può sorgere il bene assoluto della pace, secondo le intuizioni dei “padri fondatori” dell’Europa comunitaria. Un’Europa di pace, aperta al mondo, capace di ispirare fratellanza e universalismo ben al di là della sua geografia.
Noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, ci impegniamo a essere “case della pace” e a promuovere – nei nostri territori, con i giovani, le famiglie, le scuole – proposte di educazione alla nonviolenza, iniziative di accoglienza che aiutino a trasformare la paura dell’altro in occasioni di scambio, momenti di preghiera e attività che favoriscano la cultura dell’incontro, del dialogo ecumenico e interreligioso, del disarmo e della solidarietà.
Noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, ci impegniamo per il rispetto dell’inalienabile dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale; per la vicinanza ai poveri, ai malati e agli anziani; per la verità e la giustizia come cardini della vita comune; per la libertà religiosa, diritto umano fondamentale; per la riconciliazione e la guarigione delle ferite storiche; per la cura del Creato, che siamo chiamati a custodire e a consegnare alle nuove generazioni migliore di come lo abbiamo ricevuto.
Unite dall’unico anelito di pace, riaffermiamo la nonviolenza, il dialogo, l’ascolto e l’incontro come metodo e stile di fraternità, coinvolgendo tutti, a partire dai responsabili dei popoli e delle nazioni, perché favoriscano soluzioni capaci di garantire sicurezza e dignità per tutti. Per questo, offriamo la nostra testimonianza e la nostra azione.
Matteo Card. Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana
Andrej Mons. Saje, presidente della Conferenza episcopale slovena
Dražen Mons. Kutleša, presidente della Conferenza episcopale croata
E non manca il richiamo alla tragedia che si consuma in Palestina
«Violenza inaccertabile contro un intero popolo». «Esilio forzato della popolazione palestinese». «Inutile strage». Sono parole inequivocabili quelle che arrivano dai vescovi italiani sulla tragedia di Gaza. Contenute nella Nota approvata dal Consiglio permanente che per tre giorni si è riunito a Gorizia, la terra che racconta una riconciliazione possibile oltre gli scontri, le guerre, i nazionalismi e le ideologie. Una Nota targata Cei che è prima di tutto una «denuncia», come si legge nel testo diffuso ieri. «Perché la vicinanza della Chiesa all’uomo di ogni tempo comporta anche la denuncia di situazioni incompatibili con la sua dignità», spiega il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo Giuseppe Baturi, nella conferenza stampa in cui presenta il documento. “Sia pace in Terra Santa”, il titolo. «Vogliamo essere desti di fronte agli eventi della storia e critici di fronte a scelte che provocano morte e distruzione», dicono i vescovi. Da qui il grido: «Chiediamo con forza che a Gaza cessi ogni forma di violenza». L’arcivescovo Baturi cita il cardinale presidente Matteo Zuppi che aveva già puntato l’indice contro le «sofferenze ingiustificabili, intollerabili, inconcepibili» che si vivono nella Striscia.