7 marzo 2015 – Il mondo te ne chiede conto

Con fatica, ma ormai è diventato un modo di iniziare la giornata, leggo facebook e oggi ho trovato una riflessione-poesia di Lino Di Gianni che ricordo sempre con gratitudine perché nel lontano 2003, quando ero in Palestina e eravamo a contatto (non ricordo come fosse successo), mi costruì a distanza il primo sito su cui diffondere le informazioni che proponevo. Un nuovo grazie per il suo pedigree.

Pedigree

Un bebè che nasce
È il mondo che ti
Chiede conto…

È una bocca urlante
Che guarda e parla
A modo suo

È mamma latte
Pappa e cacca

Un bebè fortunato
Galleggia tra profumi
musiche e attenzioni

Un bebè senza permessi di soggiorno
affonda nel nero
dell’ Universo

(lino di gianni)

Un altro grazie

Insieme al contributo di Lino ricordo anche quello di Anna Luce penny 1Lenzi che, mentre lo scorso anno raccoglievo le firme per una povera petizione (finita senza esito), volle darmi un contributo per il lancio di quella iniziativa.

Le immagini di Anna Luce (predisposte da una sua sorella pittrice) diedero una significativa spinta alle adesioni per la petizione che comunque fu chiusa dopo un anno perché senza esito.

7 Marzo 2015Permalink

3 marzo 2015 – Cinque minuti di Palestina

Il 27 febbraio la camera ha approvato due mozioni relative al riconoscimento dello stato di Palestina ma fra loro in parte divergenti ed entrambe accolte dal governo.palestina - laStampa
Inserisco il link a un articolo de La stampa che alla fine propone una mappa che può essere più utile di tante parole.

http://www.lastampa.it/2015/02/27/esteri/palestina-gentiloni-governo-favorevole-al-riconoscimento-ZZtoZpI3UdyfmdafNOZ7iO/pagina.html

Moni Ovadia

Di seguito il link a un intervento di Moni Ovadia che precede di qualche giorno il dibattito parlamentare ma contiene considerazioni che aiutano a ragionare.

Pubblicato il 13 feb 2015 Intervista a Moni Ovadia a cura di Massimo Annibale Rossi, presidente di Vento di Terra ONG Moni Ovadia sostiene la campagna SCP – Società Civile per la Palestina e ci spiega perché è importante che l’occidente riconosca la Palestina quale stato indipendente.

https://www.youtube.com/watch?v=ogYEzXTC7Wk

 

 

3 Marzo 2015Permalink

1 marzo 2015 – Calendario marzo

1 marzo 1968  –   Battaglia di Valle Giulia dà inizio al ’68 italiano
2 marzo 1956  –   Il Marocco dichiara l’indipendenza dalla Francia
3 marzo 1918  –   Germania, Austria e Russia firmano il Trattato di Brest-Litovsk
4e5 marzo 2015-  Festa di Purim
4 marzo 2005  –   Uccisione di Nicola Calipari
6 marzo 1975  —   La maggiore età viene abbassata da 21 a 18 anni
6 marzo 2012  –    Giornata europea dei Giusti istituita dal Parlamento Europeo
8 marzo           –    Giornata mondiale della donna
10 marzo 1987 –   L’ONU riconosce il diritto di obiezione di coscienza alle armi
10 marzo 2004 –    Attentato di Atocha, Spagna
11 marzo 2011 –    Fukushima, Giappone. Terremoto e incidente alla centrale nucleare.
12 marzo 2013 –   Morte di Teresa Mattei
13 marzo 1983 –  Assassinio di Marianella Garcia Villas in Salvador
13 marzo 2013 –  Elezione papa Francesco
14 marzo 1879 –   Nascita di Albert Einstein
15 marzo 1545 –  Apertura Concilio di Trento
15 marzo 2011  –  Primi segnali del conflitto siriano
16 marzo 1978 –  Rapimento di Aldo Moro
17 marzo 1981 –  Nella villa di Gelli viene ritrovata la lista dei membri della P2 [1]
18 marzo 1871 –  Inizia la Comune di Parigi
18 marzo 1962 – Termina la guerra d’Algeria
19 marzo 1994 –  Assassinio don Diana
20 marzo 1930 –  Gandhi inizia la “marcia del sale”
20 marzo 1994 –   Omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
20 marzo 2015 –   Strage del Museo del Bardo – Tunisi
21 marzo          –   Nowruz –  Capodanno persiano
21 marzo          –   Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
21 marzo          –   Giornata contro la discriminazioni razziale
21 marzo 1960 –   Massacro di Sharpeville – Sud Africa
21 marzo 2014 –   Putin firma l’annessione della Crimea alla Russia
22 marzo          –   Giornata mondiale dell’acqua
24 marzo 1944 –  Strage delle fosse ardeatine
24 marzo 1976 –  Golpe in  Argentina
24 marzo 1980 –  Assassino di mons. Oscar Romero in Salvador
25 marzo 1957 –  Firma del Trattato di Roma che istituì la Cee
25 marzo 1970 –   Radio libera di Danilo Dolci (fu chiusa dopo 20 ore)
27 marzo 1985 –  Assassinio di Ezio Tarantelli
28 marzo 1958 –  La Cina scioglie il governo del Tibet
29 marzo 1973 –  Fuga dei soldati americani dal Vietnam
29 marzo 2013 –  Morte di Enzo Jannacci
31 marzo 2005  –  USA morte di Terry Schiavo, in coma vegetativo da 15 anni
31 marzo 2015 –   Morte di Franz JoseF Mǖller, ultimo superstite del gruppo de La Rosa Bianca

 

NOTE:

[1] . 17 marzo 1981 nella villa di Gelli viene ritrovata la lista dei membri della P2 Della questione si occuperà l’on. Tina Anselmi a partire dal 1981nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che terminò i lavori nel 1985. La relazione finale fu approvata dalla stessa commissione il 3 luglio

1 Marzo 2015Permalink

23 febbraio 2015 – Il Presidente risponde

Il 15 febbraio avevo scritto al presidente Mattarella la lettera che trascrivo.
Oggi ho ricevuto la risposta che allego

Lettera al Presidente.

Egregio Presidente,

Chi le scrive è una anziana cittadina italiana che si rivolge a Lei per porre alla Sua attenzione un fatto di cui non si parla mai e che le è causa di grave turbamento. Dal 2009 ai figli degli immigrati privi di permesso di soggiorno che nascono in Italia è negato per legge il certificato di nascita con tutto quello che questo comporta. L’obliqua misura discriminatoria è prevista dal comma 2 dell’art. 6 D.lgs 25 luglio 1998, n. 286 come modificato dalla lettera g, comma 22, art. 1 della  legge 94/2009, il cd ‘pacchetto sicurezza’. Eppure la registrazione alla nascita, diritto del bambino come persona, riguarda il modo in cui la società ne riconosce l’identità e l’esistenza. La registrazione alla nascita è fondamentale per garantire che i bambini non vengano dimenticati, che non vedano negati i loro diritti e che i loro genitori siano riconosciuti tali e possano esercitare sui loro piccoli la protezione di cui quelle creature necessitano. Per evitare penalizzazioni internazionali il governo italiano nel 2009, appena approvata la legge 94, fece immediato ricorso a una circolare che, affermando il contrario della legge, dovrebbe farsi garanzia della regolare concessione del certificato di nascita. Ma il diritto di un minore deve essere assicurato a norma di legge e non affidato alla labilità di una circolare. Oggi la paura dei migranti di esporsi a un espulsione dimostrandosi privi del permesso di soggiorno (quale che sia la causa di tale mancanza) ha determinato la situazione di cui fanno cenno i rapporti del gruppo CRC (Convention on the Rights of the Child): «… Il timore […] di essere identificati come irregolari può spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all’identità […], nonché […] contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori». Di recente un gruppo di senatori ha presentato una proposta di legge (n. 1562) che se approvata (senza che ciò comporti conseguenze di spesa) rimedierebbe alla specifica situazione. Già nel 2013 un gruppo di deputati aveva presentato una proposta di legge (n. 740) – cui la proposta senatoriale è perfettamente conforme – ed entrambe sono assegnate alle rispettive commissioni Affari Costituzionali. Nulla viene fatto però perché siano dibattute e approvate. Di tanto si era occupato anche l’on Leoluca Orlando quando era deputato. Presentò una proposta di legge che decadde con la fine della legislatura, il cui testo venne poi ripreso nella pdl 740 (ancora all’attenzione della Camera dei deputati).. In precedenza lo stesso Orlando aveva presentato una interrogazione cui rispose l’allora sottosegretario Davico affermando che la legge 94, pur riguardando anche i nuovi nati,  era «volta a consentire la verifica della regolarità del soggiorno dello straniero che intende sposarsi e ad arginare il noto fenomeno dei matrimoni “fittizi” o di “comodo”». Per quell’ironia con cui a volte la realtà ci mette di fronte alle nostre contraddizioni, a seguito della precisa istanza di una coppia cui era stata negata la possibilità di contrarre matrimonio, essendo lo sposo privo di permesso di soggiorno, la Corte Costituzionale (con sentenza n. 245/2011) sanò la situazione non solo nel caso specifico ma in termini generali, rimodificando il codice civile già modificato due anni prima a seguito della approvazione della legge 94. Nulla di efficace si è fatto invece per i neonati.
Personalmente non Le chiedo nulla ma desidero che Lei sappia che lo stato di cui è Presidente condanna (a causa della situazione burocratica dei genitori) alcuni bambini a non avere la possibilità di una vita di relazione giuridicamente riconosciuta e ad essere apolidi. Finora ho fatto quello che ritengo un dovere di cittadinanza cercando di sollecitare interventi istituzionali e diffondendo informazione nel mondo associativo, ma senza risultato alcuno. La ringrazio per l’attenzione  e Le auguro buon lavoro. Con rispetto e stima

Augusta De Piero
Presidente_Scan0005

Il Presidente risponde

 

 

 

 

 

 

23 Febbraio 2015Permalink

22 febbraio 2015 – Un altro ‘no’ a possibilità di educazione alla pace.

E’ una storia triste, un altro indice dell’indifferenza cara a quell’attività che viene chiamata politica, una storia di rifiuto di ciò che non rende vantaggi in immagine. Poteva essere una storia di educazione alla pace e alla conoscenza reciproca ma si è detto no.
In calce i link alle informazioni precedenti che il mensile udinese Ho un sogno aveva seguito passo passo e questo blog riportato.

PULFERO: NULLA DI FATTO PER IL NIDO TRANSFRONTALIERO

Dal 2012 abbiamo seguito con estremo interesse lo svolgersi di una scelta dei sindaci di Pulfero e Caporetto che avevano congiuntamente proposto la “realizzazione, in Comune di Pulfero, di un asilo nido che possa costituire punto di riferimento sia per le famiglie delle Valli del Natisone che dei territori contermini oltreconfine”. Si erano perciò impegnati “ad attuare una collaborazione istituzionale per il raggiungimento dell’obiettivo della indicata proposta progettuale, qualora la stessa venga ammessa a finanziamento”. Il finanziamento non era particolarmente impegnativo dato che si trattava di realizzare piccole modifiche in un edificio ancora in buono stato, una delle numerose strutture finalizzate ad accogliere i bambini nell’età della scuola per l’infanzia ed elementare ma ormai vuote per la mancanza dei piccoli valligiani. Nel 2013 avevamo salutato con gioia la disponibilità di un finanziamento regionale perché pensavamo a quel nido come ad uno strumento per aiutare i bambini a crescere insieme da cittadini europei di fatto, residenti in due comuni che, per essere collocati ormai nell’area Schengen, non conoscono più i controlli confinari. Purtroppo il rigore intervenuto nel processo di razionalizzazione della spesa pubblica ha allungato i tempi utili per la realizzazione del progetto fino a vanificarlo a seguito delle elezioni locali che hanno assicurato altre presenze alla conduzione del comune di Pulfero. Sappiamo bene che le sbarre abbattute resistono nella mente di troppe persone e ci auguriamo che vi sia interesse a riprendere con rispetto intelligente e attenzione senza pregiudizi l’iniziativa che al momento sembra essersi  conclusa senza esito.

gennaio 2013 – Condividere da buoni vicini E’ il titolo dell’articolo pubblicato su Ho un sogno
29 ottobre 2012    https://diariealtro.it/?p=1875
18 settembre 2010   https://diariealtro.it/?p=556

 

 

22 Febbraio 2015Permalink

17 febbraio 2015 – Moni Ovadia e lo stato di Palestina

Moni Ovadia per il riconoscimento dello stato di Palestina Pubblicato il 13 feb 2015

Intervista a Moni Ovadia a cura di Massimo Annibale Rossi, presidente di Vento di Terra ONG Moni Ovadia sostiene la campagna SCP – Società Civile per la Palestina e ci spiega perché è importante che l’occidente riconosca la Palestina quale stato indipendente

https://www.youtube.com/watch?v=ogYEzXTC7Wk

17 Febbraio 2015Permalink

12 febbraio 2015 – Due donne contro il razzismo e l’esclusione

All’Onorevole Cécile Kyenge

Desidero unirmi a tutti quei cittadini e cittadine italiani che Le hanno espresso e continuano ad esprimerLe la più viva e sentita solidarietà, di fronte ai gravi ed insensati insulti che Le sono stati rivolti dal Senatore Roberto Calderoli, esponente di spicco della Lega Nord, che in più momenti non ha esitato a manifestare atteggiamenti e comportamenti razzisti.
Ma Le assicuro di aver provato rinnovati e forti sentimenti di indignazione anche quando, alcuni giorni orsono, la Giunta Senatoriale delle Elezioni e delle Immunità parlamentari ha ritenuto il ” non luogo a procedere” nei confronti di Calderoli, che invece dovrebbe essere tenuto a rispondere, assumendosene la piena responsabilità, di quanto ha detto in sede pubblica ed ufficiale.
Purtroppo tra i dodici componenti la Giunta c’erano anche quattro membri del Partito Democratico, cosa che mi ha suscitato ancor più rabbia e grande amarezza.
Sappia comunque che moltissimi cittadini italiani hanno apprezzato e continuano ad apprezzare tutte le Sue attività volte ad un’accoglienza migliore possibile ed all’integrazione di tutti coloro che, provenienti da diverse parti del pianeta, raggiungono il nostro paese alla ricerca del riconoscimento di diritti fondamentali come il diritto ad una casa, ad un lavoro, all’istruzione, al ricongiungimento familiare, ecc insomma, ad un’inclusione sociale a tutti gli effetti.
Le rinnovo la mia solidarietà e Le porgo distinti saluti,
Adriana Libanetti

Gent.ma Adriana,
La ringrazio infinitamente per il suo messaggio di vicinanza e solidarietà dal quale traggo nuova forza nella mia lotta quotidiana contro ogni forma di discriminazione.
Il suo sostegno è la testimonianza che siamo in molti a difendere i valori costituzionali, a partire dal primato e dalla dignità della persona, qualunque sia il colore della sua pelle e il suo credo.
Con affetto, Cécile Kyenge

NOTA MIA:
Esco finalmente dal silenzio cui un’irresponsabile politica della Telecom mi aveva condannato (ne scriverò anche per far conoscere ad altri la metodologia dell’intervento che mi ha causato il disagio).
Ora c’è un problema più importante. Anch’io avevo scritto a Cécile Kyenge ricevendone risposta, ma la lettera di Adriana è così ben articolata che spero pubblicandola di darne diffusione

12 Febbraio 2015Permalink

4 febbraio 2015 -Rossana Rossanda – una donna che non voglio dimenticare

Anniversario: 4 febbraio 1913 nasce Rosa Parks

Intervista di Antonio Gnoli la Repubblica – 1 febbraio 2015
Nella sua casa di Parigi la fondatrice del manifesto ricorda incontri e incomprensioni, amici ed avversari, delusioni e grandi sogni vissuti con il partito comunista Sommersi come siamo dai luoghi comuni sulla vecchiaia non riusciamo più a distinguere una carrozzella da un tapis roulant. Lo stereotipo della vecchiaia sorridente che corre e fa ginnastica ha finito con l’avere il sopravvento sull’immagine ben più mesta di una decadenza che provoca dolore e tristezza. Guardo Rossana Rossanda, il suo inconfondibile neo. La guardo mentre i polsi esili sfiorano i braccioli della sedia con le ruote. La guardo immersa nella grande stanza al piano terra di un bel palazzo sul lungo Senna. La guardo in quel concentrato di passato importante e di presente incerto che rappresenta la sua vita. Da qualche parte Philip Roth ha scritto che la vecchiaia non è una battaglia, ma un massacro. La guardo con la tenerezza con cui si amano le cose fragili che si perdono. La guardo pensando che sia una figura importante della nostra storia comune. Legata al partito comunista, fu radiata nel 1969 e insieme, tra gli altri, a Pintor, Parlato, Magri, Natoli e Castellina, contribuì a fondare Il manifesto. Mi guarda un po’ rassegnata e un po’ incuriosita. Qualche mese fa ha perso il compagno K. S. Karol. «Per una donna come me, che ha avuto la fortuna di vivere anni interessanti, l’amore è stato un’esperienza particolare. Non avevo modelli. Non mi ero consegnata alle aspirazioni delle zie e della mamma. Non volevo essere come loro. Con Karol siamo stati assieme a lungo. Io a Roma e lui a Parigi. Poi ci siamo riuniti. Quando ha perso la vista mi sono trasferita definitivamente a Parigi. Siamo diventati come due vecchi coniugi con il loro alfabeto privato », dice. Quando vi siete conosciuti esattamente? «Nel 1964. Venne a una riunione del partito comunista italiano come giornalista del Nouvel Observateur. Quell’anno morì Togliatti. Lasciò un memorandum che Luigi Longo mi consegnò e che a mia volta diedi al giornale Le Monde, suscitando la collera del partito comunista francese». Collera perché? «Era un partito chiuso, ortodosso, ligio ai rituali sovietici. Louis Aragon si lamentò con me del fatto che avrei dovuto dare a lui quello scritto. Lui si sarebbe fatto carico di una bella discussione in seno al partito. Per poi non concludere nulla. Era tipico». Cosa? «Vedere questi personaggi autorevoli, certo, ma alla fine capaci di pensare solo ai propri interessi». Ma non era comunista? «Era prima di tutto insopportabile. Rivestito della fatua certezza di essere “Louis Aragon”! Ne conservo un ricordo fastidioso. La casa stupenda in rue Varenne. I ritratti di Matisse e Picasso che lo omaggiavano come un principe rinascimentale. Che dire? Provavo sgomento. E fastidio». Lei come è diventata comunista? «Scegliendo di esserlo. La Resistenza ha avuto un peso. Come lo ha avuto il mio professore di estetica e filosofia Antonio Banfi. Andai da lui, giuliva e incosciente. Mi dicono che lei è comunista, gli dissi. Mi osservò, incuriosito. E allarmato. Era il 1943. Poi mi suggerì una lista di libri da leggere. Tra cui Stato e rivoluzione di Lenin. Divenni comunista all’insaputa dei miei, soprattutto di mio padre. Quando lo scoprì si rivolse a me con durezza. Gli dissi che l’avrei rifatto cento volte. Avevo un tono cattivo, provocatorio. Mi guardò con stupore. Replicò freddamente: fino a quando non sarai indipendente dimentica il comunismo ». E lei? «Mi laureai in fretta. Poi cominciai a lavorare da Hoepli. Nella casa editrice, non lontano da San Babila, svolgevo lavoro redazionale, la sera frequentavo il partito». Tra gli anni Quaranta e i Cinquanta era forte il richiamo allo stalinismo. Lei come lo visse? «Oggi parliamo di stalinismo. Allora non c’era questo riferimento. Il partito aveva una struttura verticale. E non è che si faceva quello che si voleva. Ma ero abbastanza libera. Sposai Rodolfo, il figlio di Banfi. Ho fatto la gavetta nel partito. Fino a quando nel 1956 entrai nella segreteria. Mi fu affidato il compito di rimettere in piedi la casa della cultura». Lei è stata tra gli artefici di quella egemonia culturale oggi rimproverata ai comunisti. «Quale egemonia? Nelle università non ci facevano entrare». Ma avevate le case editrici, il cinema, il teatro. «Avevamo soprattutto dei rapporti personali». Ma anche una linea da osservare. «Togliatti era mentalmente molto più libero di quanto non si sia poi detto. A me il realismo sovietico faceva orrore. Cosa posso dirle? Non credo di essere stata mai stalinista. Non ho mai calpestato il prossimo. A volte ci sono stati rapporti complicati. Ma fanno parte della vita». Con chi si è complicata la vita? «Con Anna Maria Ortese, per esempio. L’aiutai a realizzare un viaggio in Unione Sovietica. Tornando descrisse un paese povero e malandato. Non ne fui contenta. Pensai che non avesse capito che il prezzo di una rivoluzione a volte è alto. Glielo dissi. Avvertii la sua delusione. Come un senso di infelicità che le mie parole le avevano provocato. Poi, improvvisamente, ci abbracciammo scoppiando a piangere». Pensava di essere nel giusto? «Pensavo che l’Urss fosse un paese giusto. Solo nel 1956 scoprii che non era quello che avevo immaginato ». Quell’anno alcuni restituirono la tessera. «E altri restarono. Anche se in posizione critica. La mia libertà non fu mai seriamente minacciata né oppressa. Il che non significa che non ci fossero scontri o critiche pesanti. Scrissi nel 1965 un articolo per Rinascita su Togliatti. Lo paragonavo al protagonista de Le mani sporche di Sartre. Quando il pezzo uscì Giorgio Amendola mi fece a pezzi. Come ti sei permessa di scrivere una cosa così? Tra i giovani era davvero il più intollerante». Citava Sartre. Era molto vicino ai comunisti italiani. «Per un periodo lo fu. In realtà era un movimentista. Con Simone De Beauvoir venivano tutti gli anni in Italia. A Roma alloggiavano all’Hotel Nazionale. Lo vedevo regolarmente. Una sera ci si incontrò a cena anche con Togliatti». Dove? «In una trattoria romana. Era il 1963. Togliatti era incuriosito dalla fama di Sartre e quest’ultimo guardava al capo dei comunisti italiani come a una risorsa politica. Certamente più interessante dei comunisti francesi. Però non si impressionarono l’un l’altro. La sola che parlava di tutto, ma senza molta emotività, era Simone. Quanto a Sartre era molto alla mano. Mi sorpresi solo quando gli nominai Michel Foucault. Reagì con durezza». Foucault aveva sparato a zero contro l’esistenzialismo. Si poteva capire la reazione di Sartre. «Avevano due visioni opposte. E Sartre avvertiva che tanto Foucault quanto lo strutturalismo gli stavano tagliando, come si dice, l’erba sotto i piedi». Ha conosciuto Foucault personalmente? «Benissimo: un uomo di una dolcezza rara. Studiava spesso alla Biblioteca Mazarine. E certi pomeriggi veniva a prendere il tè nella casa non distante che abitavamo con Karol sul Quai Voltaire. Era un’intelligenza di primordine e uno scrittore meraviglioso. Quando scoprì di avere l’Aids, mi commosse la sua difesa nei riguardi del giovane compagno». Un altro destino tragico fu quello di Louis Althusser. «Ero a Parigi quando uccise la moglie. La conoscevo bene. E ci si vedeva spesso. Un’amica comune mi chiamò. Disse che Helene, la moglie, era morta di infarto e lui ricoverato. Naturalmente le cose erano andate in tutt’altro modo». Le cronache dicono che la strangolò. Non si è mai capita la ragione vera di quel gesto. «Helene venne qualche giorno prima da me. Era disperata. Disse che aveva capito a quale stadio era giunta la malattia di Louis». Quale malattia? «Althusser soffriva di una depressione orribile e violenta. E penso che per lui fosse diventata qualcosa di insostenibile. Non credo che volesse uccidere Helene. Penso piuttosto all’incidente. Alla confusione mentale, generata dai farmaci». Era stato uno dei grandi innovatori del marxismo. «Alcuni suoi libri furono fondamentali. Non le ultime cose che uscirono dopo la sua morte. Non si può pubblicare tutto». A proposito di depressione vorrei chiederle di Lucio Magri che qualche anno fa, era il 2011, scelse di morire. Lei ebbe un ruolo in questa vicenda. Come la ricorda oggi? «Lucio non era affatto un depresso. Era spaventosamente infelice. Aveva di fronte a sé un fallimento politico e pensava di aver sbagliato tutto. O meglio: di aver ragione, ma anche di aver perso. Dopo aver litigato tante volte con lui, lo accompagnai a morire in Svizzera. Non mi pento di quel gesto. E credo anzi che sia stata una delle scelte più difficili, ma anche profondamente umane». Tra le figure importanti nella sua vita c’è stata anche quella di Luigi Pintor. «Lui, ma anche Aldo Natoli e Lucio Magri. Tre uomini fondamentali per me. Non si sopportavano tra di loro. Cucii un filo esile che provò a tenerli insieme». Parlava di fallimento politico. Come ha vissuto il suo? «Con la stessa intensa drammaticità di Lucio. Quello che mi ha salvato è stata la grande curiosità per il mondo e per la cultura. Quando Karol era bloccato dalla malattia, mi capitava di prendere un treno la mattina e fermarmi per visitare certi posti meravigliosi della provincia e della campagna e tornare la sera. Godevo della bellezza dei luoghi che diversamente dall’Italia non sono stati rovinati». Se non avesse fatto la funzionaria comunista e la giornalista cosa avrebbe voluto fare? «Ho una certa invidia per le mie amiche — come Margarethe von Trotta — che hanno fatto cinema. In fondo i buoni film come i buoni libri restano. Il mio lavoro, ammesso che sia stato buono, è sparito. In ogni caso, quando si fa una cosa non se ne fa un’altra». Il suo esser comunista avrebbe potuto convivere con qualche forma di fede? «Non ho più un’idea di Dio dall’età di 15 anni. Ma le religioni sono una grande cosa. Il cristianesimo è una grande cosa. Paolo o Agostino sono pensatori assoluti. Ho amato Dietrich Bonhoeffer. Straordinario il suo magistero. E il suo sacrificio». Si accetta più facilmente la disciplina di un maestro o quella di un padre? «I maestri li scegli, o ti scelgono. I padri no». Il rapporto con suo padre come è stato? «Era un uomo all’antica. Parlava greco e latino. Si laureò a Vienna. C’era molta apprensione economica in famiglia. La crisi del 1929 colpì anche noi che eravamo parte dell’impero austro-ungarico. Il nostro rapporto, bello, lo rovinai con parole inutili. Con mia madre, più giovane di vent’anni, eravamo in sintonia. Sembravamo quasi sorelle. Si scappava in bicicletta per le stradine di Pola». Dove lei è nata? «Sì, siamo gente di confine. Gente istriana, un po’ strana». Si riconosce un lato romantico? «Se c’è si ha paura di tirarlo fuori. Non c’è donna che non senta forte la passione. Dai 17 anni in poi ho spesso avvertito la necessità dell’innamoramento. E poi ho avuto la fortuna di sposare due mariti, passabilmente spiritosi, che non si sono mai sognati di dirmi cosa fare. Ho condiviso parecchie cose con loro. Poi i casi della vita a volte remano contro». Come vive il presente, questo presente? «Come vuole che lo viva? Metà del mio corpo non risponde. E allora ne scopri le miserie. Provo a non essere insopportabile con chi mi sta vicino e penso che in ogni caso fino a 88 anni sono stata bene. Il bilancio, da questo punto di vista, è positivo. Mi dispiacerebbe morire per i libri che non avrò letto e i luoghi che non avrò visitato. Ma le confesso che non ho più nessun attaccamento alla vita». Ha mai pensato di tornare in Italia? «No. Qui in Francia non mi dispiace non essere più nessuna. In Italia la cosa mi infastidirebbe». È l’orgoglio che glielo impedisce? «È una componente. Ma poi che Paese siamo? Boh». E le sue radici: Pola? L’Istria? «Cosa vuole che siano le radici. Non ci penso. La vera identità uno la sceglie, il resto è caso. Non vado più a Pola da una quantità di anni che non riesco neppure a contarli. Ricordo il mare istriano. Alcuni isolotti con i narcisi e i conigli selvaggi. Mi manca quel mare: nuotare e perdermi nel sole del Mediterraneo. Ma non è nostalgia. Nessuna nostalgia è così forte da non poter essere sostituita dalla memoria. Ogni tanto mi capita di guardare qualche foto di quel mondo. Di mio padre e di mia madre. E penso di essere nonostante tutto una parte di loro come loro sono una parte di me».
pubblicata su la Repubblica di domenica 1 febbraio 2015 –
See more at: http://fondazionepintor.net/rossanda/intervista/gnoli/#sthash.xRbr8u9r.dpuf

4 Febbraio 2015Permalink

1 febbraio 2015 – Calendario

1     1945 – Pubblicazione sulla GU del d.lgs n. 23 che estende alle donne il diritto di voto.
1     1979 – L’ayatollah Khomeini torna in Iran dopo l’esilio
3     1985 – Sudafrica. Desmond Tutu è il primo vescovo anglicano nero.
4     1913 – Nasce Rosa Parks
4     1945 – Si apre a Yalta la Conferenza tra Roosvelt, Churchill e Stalin
4     1906 – Nasce Dietrich Bonhoeffer
5     1848 – Processo a Marx ed Engels per attività sovversiva
5     2014 – Il presidente del senato Grasso decide la costituzione in parte civile del
Senato stesso nel processo in cui Berlusconi è imputato per la
compravendita di senatori.
6    1992 – Muore David Maria Turoldo
6                Giornata mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili
7    1986 –  Il dittatore Marcos fugge dalla Filippine, Duvalier da Haiti
10  1990 –  Sud Africa: De Klerk annuncia la liberazione di Mandela
11  1929 –  Firma dei patti Lateranensi
11   2011-  Dimissioni di Mubarak
11   2013 – Dimissioni del pontefice Benedetto XVI
12  1904 –  Primo numero de L’Unità
12  1938 –  Anschluss: le truppe tedesche entrano in Austria
13              Giornata mondiale contro l’uso dei minori in guerra
13  1960 –  La Francia testa la sua prima atomica nel Sahara
13  2014  – Dimissioni Letta – domani al Quirinale
14  1989  – Iran: Khomeini emette una fatwa contro Salman Ruschdie
15  1564  – Nascita di Galileo
15  1945  – Bombardamento USA di Dresda
15  1967 –  Uccisione Camillo Torres
17  1600 –  Roma – Rogo di Giordano Bruno, condannato per eresia
17  1848 –  Lettere Patenti, decreto con cui il re Carlo Alberto, concedeva i diritti civili ai valdesi e, successivamente, agli ebrei.
18  1564 –  Morte di Michelangelo
18  1943 –  Monaco – arresto fratelli Scholl e altri membri della Rosa Bianca
18  1984 –  Firma del Nuovo Concordato fra Italia e Santa Sede
19  1937 –  Giorno dei martiri etiopici * (vedi link in calce)
20  1958 –  Approvazione della legge Merlin
21  2015 –  Caduta governo Letta
21  1965 –  A New York viene ucciso Malcom X
22  1943 –  Esecuzione capitale dei membri della ‘rosa bianca’
23  1903 –  Cuba affitta ‘in perpetuo’ agli USA la baia di Guantanamo
24  1990 –  Morte di Sandro Pertini
25  2014 –  Fiducia al governo Renzi  -Ieri al senato oggi alla camera
26  1991 –  Si scioglie il patto di Varsavia
27  1933 –  Incendio del Reichstag
28  1986 –  Assassinio del primo ministro svedese Olaf Palme
28  2013 – Abdicazione papa Benedetto XVI

* NOTA: A seguito di un attentato al maresciallo Graziani le truppe italiane in Etiopia perpetrarono una delle tante stragi che caratterizzarono quella occupazione. Per qualche informazione:
http://www.anpi.it/media/uploads/patria/2006/6/09-13_DE_PAOLIS.pdf http://www.rastafari-regna.com/sezioni/giornomartiri2010.html

1 Febbraio 2015Permalink

28 gennaio 2015 – Equivoci ad Auschwitz

Ad Auschwitz c’è  qualche confusione.

Anni fa – mescolando malamente l’identità di Edith Stein ebrea suora carmelitana – volevano costruirvi un convento di clausura come se Edit Stein fosse stata deportata ed internata perché suora e non perché ebrea cui il suo ordine aveva rifiutato protezione. Oggi hanno chiuso dentro il presidente della comunità ebraica di Roma.

Pacifici arrestato ad Auschwitz

E’ stata risolta la vicenda di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e David Parenzo, inviato di Matrix, che erano stati fermati questa notte ad Auschwitz per diverse ore. Il fermo, che ha riguardato anche altre tre persone della troupe di Matrix, è stata risolto – secondo quanto appreso – con l’intervento dell’ambasciata d’Italia e della Farnesina. La vicenda – Pacifici e Parenzo erano stati fermati nella notte ad Auschwitz. Anche la troupe di Matrix, altre tre persone, era stata messa in stato di fermo. I cinque, dopo un collegamento in diretta da Auschwitz, si sono trovati bloccati all’interno del campo e non ricevendo alcun aiuto hanno aperto una finestra. Scattato l’allarme, sono stati fermati dalla polizia criminale polacca. Pacifici e Parenzo, che avevano l’autorizzazione per collegarsi in diretta dal campo di Auschwitz, sono stati poi portati nel commissariato locale, insieme a Fabio Perugia, portavoce della Comunità ebraica di Roma, Gaetano Mazzarella e Matteo Raimondi, della troupe di Matrix. E’ dovuto intervenire il consolato, l’ambasciata ed anche l’unità di crisi della Farnesina per risolvere una vicenda dai contorni surreali. Pacifici e Parenzo hanno definito la vicenda kafkiana. “Certamente non si tratta di un’azione antisemita ma piuttosto – ha spiegato Pacifici all’ANSA – di una falla nel campo. Chiaramente la struttura non è protetta, come dimostrano le finestre aperte”. I cinque italiani sono stati di fatto accusati di effrazione ma stanno già facendo rientro a Roma dopo la brutta nottata. “Non è stato un episodio piacevole – ha detto ancora Pacifici – anche perché accaduto nel luogo in cui sono morti mio nonno e mia nonna. Mi ha dato fastidio emotivamente tanto che ho detto ai poliziotti: ‘O mi arrestate o mi lasciate libero perché sono profondamente turbato’. Una storia surreale”. Sulla stessa lunghezza d’onda David Parenzo che ha mostrato le autorizzazioni per girare in diretta dall’interno del campo nel quale sono poi rimasti chiusi per ore, a partire dalle 23.

 

28 Gennaio 2015Permalink