8 ottobre 2012 – Chi ha paura del Concilio?

Di solito organizzo meglio i miei scritti (o almeno mi illudo di farlo) ma l’urgenza della notizia ricevuta mi obbliga a trascriverla senza organizzarla nell’esposizione.
Sono convinta che l’impegno – ben presente anche se non esclusivo nella chiesa cattolica e nel mondo sedicente laico – ad affossare il Concilio Vaticano II abbia un significato culturale e politico preciso.
Per questo –senza stupore ma con dolore – trascrivo quanto ho ricevuto rinnovando la mia stima e il mio affetto a Giovanni Franzoni.

Lunedì 8 ottobre 2012 trasmissione “L’infedele”,

“a 50 anni dal Concilio Vaticano II faremo un confronto su questo movimento rivoluzionario della chiesa“. 

www.cdbitalia.it

“Sono un testimone oculare … Vi suggerisco questo: prendete i documenti del Concilio con prudenza; ascoltate, prima che moriamo tutti, anche i testimoni oculari che ricordano atteggiamenti, commenti, reazioni, dei vescovi, degli abati e dei delegati apostolici presenti in Concilio, che non sono stati riportati né nei verbali né, tanto meno, nei documenti….” (Intervento di Giovanni Franzoni all’assemblea “Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri” del 15/9/2012 a Roma)

Lunedì scorso alla fine della trasmissione “L’infedele”, Gad Lerner ha preannunciato che lunedì 8 ottobre 2012 ore 21,10 su La7: “a 50 anni dal Concilio Vaticano II faremo un confronto su questo movimento rivoluzionario della chiesa“.

In tutti i modi alcuni della nostra comunità hanno tentato di contattare senza alcun esito Gad Lerner per far sì che fosse invitato il nostro Giovanni come uno dei due padri conciliari italiani, insieme a mons. Bettazzi, ancora testimoni viventi di quel Concilio, riconosciuto da molti come completamente disatteso e dimenticato. Speriamo che sia presente direttamente o in collegamento almeno Bettazzi. Le speranze sono flebili considerando che sia Franzoni che Bettazzi non sono molto graditi alla stampa ufficiale italiana, come dimostra anche la lettera seguente che la segreteria della nostra cdb ha inviato di recente al “Venerdì” di Repubblica per il trattamento riservato ai testimoni ancora viventi del Concilio:

Gentilissimo direttore,
abbiamo letto nel numero del Venerdì di Repubblica del 14 settembre scorso, l’articolo dal titolo “Quel che resta del Vaticano II dopo 50 anni”.

Nelle foto che illustrano l’articolo, sono riportate le immagini dei padri conciliari italiani ancora in vita, i cui nomi e titoli sono descritti nella didascalia a fianco. Facciamo notare che tra essi non compare l’allora abate nullius dell’abbazia di San Paolo fuori le mura in Roma, don Giovanni Battista Franzoni, che, eletto abate nell’aprile 1964, a tale titolo partecipò alla terza ed alla quarta sessione del Concilio.

Di tale evento Giovanni Franzoni è ancora oggi attento testimone, come ha mostrato nel suo intervento al convegno dello scorso 15 settembre a Roma, “Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri”, autoconvocato da più di 100 tra associazioni, comunità e riviste cattoliche.

Dobbiamo considerare questo fatto una dimenticanza o una forma di autocensura in segno di rispetto delle gerarchie ecclesiastiche? Il dubbio è lecito perché più volte abbiamo fatto esperienza di come il potere del Vaticano in Italia riesca a “cancellare” le persone scomode non solo dagli ambiti ecclesiali ma anche dalla stampa cosiddetta libera e laica.

Dobbiamo dire che questo, allontanandoci dall’Italia, non avviene; si veda, ad esempio, l’articolo-intervista del quotidiano El Pais dedicato a Giovanni Franzoni in occasione del convegno del settembre 2011 a Madrid, convocato da una associazione di teologi iberici, in cui era stato invitato, proprio in quanto padre conciliare, a tenere una relazione.

Contribuirebbe a fugare i nostri dubbi la pubblicazione di questa lettera di precisazione.

Cordiali saluti,

Salvatore Ciccarello, Elena Lobina Cocco, Maria Rita Maglietta, Domenico Schiattone, Stefano Toppi, Bartolomeo Pace per la segreteria della Comunità cristiana di base di San Paolo – Roma

Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma                                        segreteriacdbspaolo@linguaggi.eu

Per questo invitiamo tutti a vedere attentamente la trasmissione e per coloro che sono in grado suggeriamo di seguirla sul sito: http://www.la7.it/infedele/ in modo da poter partecipare “come pubblico” interagendo direttamente con il conduttore scrivendogli eventualmente sul sito utilizzando la seguente mail pubblico-linfedele@la7.it o scrivendo direttamente sul seguente link: http://www.la7.it/la7/scrivici.html

 

8 Ottobre 2012Permalink

3 settembre 2012 – Quando l’attualità è incomprimibile

Ho più volte citato Giancarla Codrignani, scrittrice, giornalista, già parlamentare nelle Sinistra Indipendente, particolarmente interessata ai temi della pace e della nonviolenza, sempre attenta al punto di vista delle donne e molto altro ancora.
Oggi riporto un suo articolo come pubblicato nell’agenzia stampa Adista Notizie (n. 31 08 settembre 2012).
Si veda anche il mio scritto del 29 agosto.

Il comune senso del diritto

Il comune senso del diritto è laico. A molti italiani, in particolare cattolici, deve venire insegnato da autorità superiori, come la Corte europea di Strasburgo, che ha accolto il ricorso di due genitori, portatori sani di malattia genetica, contro la legge italiana sulla fecondazione assistita, che, limitando la diagnosi preimpianto solo ai casi di sterilità, interferisce nella vita privata e familiare delle famiglie. Doveva intervenire la Corte a stabilire che la legge 40 viola la Convenzione europea sui diritti dell’uomo e appare incoerente con la legislazione italiana sull’interruzione volontaria di gravidanza che consente l’aborto quando il feto è portatore delle stesse malattie; è stato anche imposto al nostro paese di pagare 15.000 euro di risarcimento oltre alle spese legali, a meno che il governo non ricorra in appello.

La legge 40 del 2004 ha testimoniato fin dall’origine che le strumentalizzazioni politiche nel nostro paese condizionano la laicità e insidiano i diritti individuali. Infatti stiamo parlando di una norma che, come l’interruzione di gravidanza (di cui è l’esatto contrario), è volontaria e non obbliga nessuno a praticarla, mentre consente a persone sterili o portatrici sane di malattie genetiche di fruire della ben legittima possibilità, oggi consentita dalla scienza, di avere un figlio. Tutti sanno che molti italiani interessati alle pratiche di fecondazione assistita emigrano in paesi in cui non esiste il capestro falsamente moralistico della nostra norma e che solo pochi ricorrono ai tribunali e, come il caso di cui stiamo parlando, alla giustizia europea: all’occhio del comune consumatore di notizie sembrano persone coraggiose, mentre sono soltanto cittadini responsabili.

Il referendum che doveva abrogare la legge 40 ha rappresentato una grande sconfitta: abbiamo subito perfino il grave sfregio alla Costituzione e al Concordato da parte del Presidente della Cei, a cui è stato consentito invitare gli italiani a disertare il voto (la chiesa cattolica poteva legittimamente esprimersi per il no), mentre il governo Berlusconi (proprio lui) difendeva gli embrioni e l’opposizione non sembrava in grado di sostenere convenientemente un elettorato disinformato.

Ancora una volta il partito delle notti di Arcore approfitterà dell’occasione e si esprimerà per il ricorso, mentre il ministro della sanità Balduzzi, esaurito il tormentone del conflitto di principi tra il bene giuridicamente soggettivo dell’embrione e la salute della madre, interpellerà la Gran Chambre per ribaltare la sentenza.

Ci risiamo. Ci ritroveremo sulla piazza CL e il Movimento per la vita, con Casini che allerterà i sodali cattolici del PD per prevedibili ricatti. Ci mancherebbe solo che si mettesse nel gioco Beppe Grillo per ridurci alle giaculatorie. Almeno per la sperimentata diffidenza di noi donne, conforta poco che radicali, sinistre e cattolici responsabilmente laici non abbiano dubbi e intendano procedere a una rapida revisione della legge 40. C’è da temere che invece sarà conflitto e che a qualcuno non parrà vero gettare sul tavolo elettorale quella soggettività dell’embrione che, obiettivamente, non potrà mai giuridicamente diventare persona prima di essere uscito dal grembo materno, ma che la Chiesa cattolica idealizza e ideologizza, ancora una volta con la pronta reazione del card. Bagnasco. E qualche politico si darà da fare per metter mano non alla legge 40, ma alla 194.

Il primate americano card. Dolan insegna: chiude con la sua preghiera la convention di Mitt Romney, mormone, ma fiero oppositore di Obama “l’abortista” che ha lasciato l’interruzione volontaria di gravidanza a carico del servizio sanitario nazionale. Ancora una volta, signori, si gioca sul corpo della donna.

3 Settembre 2012Permalink

29 agosto 2012 – Ancora stato e chiesa (ovviamente cattolica)

Tornando a casa dopo alcuni giorni di assenza volevo riprendere il mio diario “Il cammino di Santiago” (che dovrei spicciarmi a concludere) ma ancora una volta l’attualità entra di prepotenza nel mio blog.
Poichè so che alcune persone se ne erano incuriosite segnalo il tag ‘viaggio Spagna 2012’ da cui è possibile raggiungere tutte le puntate del diario.

Il card. Bagnasco difende la legge italiana

Ricopio da un articolo di Repubblica che si può trovare sul sito on line del quotidiano (per entrambe le citazioni che mi appresto a trascrivere riporto per intero il link per dare a chi lo voglia una sicura possibilità di verifica).

STRASBURGO – La Corte europea dei diritti umani rimette in discussione la legge 40. E’ infatti stata bocciata la parte della normativa che riguarda l’impossibilità per una coppia fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/08/28/news/procreazione_la_corte_europea_
boccia_parte_della_legge_40-41595506/?ref=NRCT-41657070-4

In altro articolo però leggiamo in riferimento alle dichiarazioni del card. Bagnasco:

Dal numero uno dei vescovi [……] l’affondo sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che demolisce la legge italiana in materia di fecondazione assistita: “Singolare superamento della giustizia italiana”.

http://www.repubblica.it/politica/2012/08/29/news/bagnasco_rifondare_politica_e_stato_
legge_40_magistratura_italiana_surclassata-41653302/?ref=NRCT-41657070-3

Fermo restando il diritto di Sua Eminenza a dire ciò che pensa – e dei mezzi di informazione a riportarlo – resta anche il diritto mio a dichiarare dove posso che non mi va di essere presa in giro.
Nel 2005 il card Ruini (e la sua esortazione fu capillarmente diffusa) dopo aver espresso (ed era suo diritto) un parere negativo sulla legge 40 invitò con craxiano successo gli italiani a non andare a votare per il referendum abrogativo della legge stessa (ora non ricordo se l’abrogazione era totale o parziale).

E questo invito non era suo diritto. Allora io cercai di dirlo quanto potevo a quanti potevo.
Ora glielo dice il suo successore card. Bagnasco.
Se la pronuncia dei giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo  rappresenta “un singolare superamento della giustizia italiana” posso dire che –a mio parere- il riferimento consapevolmente autorevole non a scelte di coscienza di cattolici ma all’impianto stesso di uno strumento di democrazia previsto dalla Costituzione rappresenta una scelta di sapore eversivo?
Eminenze mettetevi d’accordo. Il referendum non è uno strumento della vostra pastorale e il rispetto della legge – che nulla toglie alla libertà di scelta e non impone a nessuno che non lo voglia azioni che la chiesa cattolica giudica moralmente sbagliate- o vale o non vale.

Quando la memoria è lunga

Nel 2005 trovai nello studio del mio medico di base un pacchetto di volantini del movimento Scienza e Vita che invitava a non votare al referendum sulla fecondazione assistita. Convinta che fosse  una intrusiva iniziativa di qualche propagandista del settore ne avvisai il medico che mi disse di essere lui l’autore del deposito.
Allora avvicinai persone che sapevo esserne clienti (e non cattoliche) per vedere se erano disposte a denunciare con me all’Ordine dei medici l’uso di quell’ambulatorio per una propaganda che non avrebbe dovuto trovarvi spazio.
Ne ricevetti una risposta negativa e non proseguii su quella strada.
Mi limitai a cambiare medico: non potevo affidare la mia salute a chi presupponeva di interferire con i miei diritti di cittadina spero consapevole.

29 Agosto 2012Permalink

21 agosto 2012 – Il cammino di Santiago 19

8 giugno – ottavo giorno (c) Monastero di Samos  Lugo

Una breve passeggiata pomeridiana consente la visione dall’altro del Monastero di Samos. La struttura è imponente e interessante ma il chiostro riserva una sgradevole ma non sorprendente documentazione.
Dice una grande lapide: “Il 26 agosto 1943 Francisco Franco Caudillo di Spagna vincitore della crociata contro il comunismo, accompagnato dalla sua sposa e (una parola che non capisco bene) dal seguito civile e militare visitò questo cenobio (due parole che non capisco)”. La lapide riguarda un fatto e i fatti non si cancellano, ma non può essere ignorato l’uso spregiudicato e cinico della parola crociata, attività violenta nel Medio Evo e non meno in tempi a noi più vicini.
Ma non potrebbero lasciar perdere la croce?

 

Lugo, città fortificata con interessante cattedrale accanto alla quale sorge un edificio progettato da Gaudì quale abitazione del  vescovo della città che non vi risiedette mai perché morì prima del suo completamento. Mi è sembrata una cosa tristarella, una specie di grigia brutta copia dei palazzi delle fiabe dei film di Walt Disney.

9  giugno – nono giorno:  Santiago. Per mia fortuna il cammino non finisce qui!

La meta di un cammino interessante mi rattrista. E’ chiaro che qui convergono tutti quelli che sono riusciti a completare il cammino (a piedi o in bicicletta!) e che sono ben lieti di aver raggiunto il loro obiettivo.
E’ domenica e la cattedrale si affolla perché vi si potrà godere del dondolio spettacolare dell’incensiere che, appeso a un corda, vola attraverso tutto il transetto. Secondo la testimonianza del prof. Cardini il profumo dell’incenso un tempo serviva a coprire gli odori sgradevoli inevitabilmente emessi da una folla che non si lavava, sia per difficoltà oggettive che a seguito di pregiudizi.
Oggi a me sembra soltanto folclore che si accompagna alla statua del povero San Giacomo umiliato a matamoros.  Qualcuno, in un attacco di rispettabile pudore, ha coperto con fiori i ‘mori’ maciullati sotto le zampe del suo miracoloso cavallo.
Mi è capitato di vedere un’immagine analoga a Scicli dove, di fronte a una procace e feroce ‘madonna delle milizie’, un bambino, non ancora drogato dalla rispettabilità della tradizione, aveva esclamato “Qui la madonna è cattiva”. Il re è nudo, in chiesa e fuori!
Scopro che a Santiago non ho scattato nemmeno una foto. Se vorrò rivedere le immagini dei monumenti mi servirò dei materiali facilmente reperibili su internet. Di San Giacomo ho doverosamente scritto qualche cosa nelle mie pagine di diario del 29 e del 30 giugno.
Per mia fortuna il cammino non finisce qui!

Continua – precedenti puntate 18, 21, 23, 29, 30 giugno; 4, 10, 11, 17, 22, 27 luglio; 3, 5, 9, 10, 14 e 19 agosto

21 Agosto 2012Permalink

3 agosto – Il cammino di Santiago 12

5 giugno – quinto giorno – Nájera, Santo Domingo de la Calzada (carreggiata), Monastero  San Juan Ortega, Burgos

In Spagna e fuori
Gli appunti che soccorrono la memoria sono strumenti di diagnosi del suo funzionamento e la mia- senza stampelle – scricchiola e poco so dire di ciò che ho visto.
Mi sono concentrata sulla vicenda delle streghe di Logroño, che ancora mi interroga.
Certo non ci bruciano, non ci impiccano, l’Inquisizione – che è diventata ‘Congregazione per la dottrina della fede’ (con una modifica che onestà obbliga a considerare ben più che nominale)– si concentra su qualche personaggio di pubblico rilievo in particolare nel campo della cultura e della ricerca teologica e su misure che portano ad indicazioni di carattere generale che, se non si trasformano in sanzioni comminate da tribunali ecclesiastici o laici che siano, là dove il cattolicesimo conta ancora come potere, diventano occasione di stigma sociale.
Perché ho scritto cattolicesimo e non chiesa? Perché –dal Concilio Vaticano II – la chiesa non è definita come un potere gerarchico, almeno finché la ormai sessantenne definizione non verrà cancellata, come già in parte lo è, nella sonnolenta indifferenza della realtà del mondo cattolico e – almeno in Italia – in furberie di politicanti da strapazzo che ricercano il successo assicurato dai sondaggi secondo categorie costruite su una tradizione non ragionata e opportunisticamente adoperata con squallide complicità.
La laicità, almeno in Italia, sembra ormai a brandelli ovunque.

Ma torniamo in Spagna
La prima tappa del quinto giorno è il monastero di Santa Maria la Real di cui ricordo la pietra che diventa merletto secondo un gusto raffinato che a me richiama alcune decorazioni arabe.
Vi si trovano sepolcri di una trentina di sovrani di Navarra.

 

 

Per arrivarci attraversiamo il fiume Najerilla dove piante acquatiche scorrono trascinate dall’acqua come isole fiorite.
E’ uno spettacolo straordinario (ma gli allarmi ormai automatici mi fanno scattare una domanda cui non ho risposta: natura affascinante o inquinamento?). Comunque lo spettacolo così inconsueto non mi impedisce di guardare in su e di vedere –ed è uno spettacolo costante- nidi di cicogne ovunque che purtroppo non sono riuscita ad adeguatamente fotografare.

Il pollaio in chiesa.
Il pollaio è una nicchia alta all’interno di una navata della cattedrale di Santo Domingo.
Vi soggiornano (mi hanno detto che vengono sostituiti ogni 15 giorni) un gallo e una gallina.
Se ne stanno lì da quando i loro antenati schizzarono fuori dal piatto di un giudice che aveva inopinatamente condannato a morte un giovane presunto ladro. E’ buffo ma la leggenda è simile (in chiave grossolana) alla storia biblica di Giuseppe. In questo caso non un fratello offeso ma una fanciulla rifiutata da un giovane pellegrino aveva messo una coppa d’argento nel suo sacco, denunciandolo poi al magistrato locale. Inseguito, scoperta la coppa, condannato e impiccato fu ritrovato parecchi giorni dopo ancor vivo dai genitori che avevano proseguito il pellegrinaggio. Ovviamente i due si precipitarono dal magistrato che consumava un pollo arrosto e, informato del miracolo, affermò che lo avrebbe accettato quando il pollo che mangiava fosse uscito vivo dal piatto. Secondo miracolo e la tradizione continua. Non mi entusiasma ma è evidentemente attrae.
Fuori della cattedrale si trova l’antico edificio dell’Ospedale dei pellegrini, esempio interessante di quel ‘percorso attrezzato’ che aveva ed ha tanti e diversi luoghi di accoglienza che meriterebbero uno studio a sé.
Ma purtroppo bisogna proseguire.

Burgos
Dal 1936 al 1938 vi ebbe sede il governo franchista, l’organizzazione nata dal golpe (alzamiento) militare contro la Seconda Repubblica Spagnola (nata nel 1931).
Perciò la città fu pesantemente bombardata dai repubblicani.
Non ho competenze sufficienti per sintetizzare la storia di Spagna, ci tengo solo a precisare che cito eventi di cui controllo sempre i relativi dati e che non appartiene al mio pensiero spiegare una violenza come la contropartita di un’altra violenza. Ognuna è una storia a se stante.

Anche la cattedrale di Burgos subì danni significativi e oggi appare comunque in tutta la sua imponenza. Non la descrivo se non per alcune considerazioni,
Qui, come in altre chiese, troneggiano sfondi di legno dipinto e soprattutto dorato che spesso coprono l’intera abside. Nel mio egocentrismo fotografico ne ho ripresi alcuni, senza entusiasmo. Avrei voluto potermi soffermare su i particolari più raccapriccianti che spesso vi si possono vedere, nati –temo (ma so di essere maligna) più per imbonire un popolo che per istruirlo (non posso negarmi un parallelo con i meravigliosi, sobri capitelli romanici), ma non c’era il tempo per un’attenzione mirata. Meglio così, forse!
Al centro della navata di Burgos sorge il coro: un ampio spazio riservato  alle preghiere del clero che disponeva dei suoi stalli ben rinchiusi in una sorta di chiesa nella chiesa. Rappresentano una frattura per me  liturgicamente  interessante quanto l’iconostasi delle chiese ortodosse dietro la quale il clero celebra riti tutti suoi, avvolto i nubi di incenso.
Non ricordo se qui o a Leon l’enorme porta di ingresso al coro (in qualche modo aperto verso l’altar maggiore) non è cieca, ma sostituita da una di cristallo che consente di godere di una visuale completa del tempio.

Nella cattedrale di Burgos ci sono le tombe del Cid Campeador e della moglie.
Prometto a me stessa di verificare le mie note e di riprendere l’argomento.

Continua – precedenti puntate 18, 21, 23, 29, 30 giugno e 4, 10, 11, 17, 22, 27 luglio

3 Agosto 2012Permalink

27 luglio 2012 – Il cammino di Santiago 11

Una digressione. Ancora eretici e streghe

Purtroppo non mi riesce di proseguire trascurando alcune considerazioni sui condannati e assolti (dall’accusa d’eresia e poi?) a Logroño.
Il prof Cardini ha considerato i 12 ammazzati perché riconosciuti eretici, in rapporto ai molti (circa 1800) non riconosciuti tali. Ha inoltre dato significato a questo dato ricordando sia la caratteristica sociale dei fuggiaschi (soprattutto contadini in un’Europa in profonda crisi economica) sia gli atteggiamenti di ‘correttezza’ nell’istruttoria processuale da parte di inquisitori ‘illuminati’ appartenenti alla Suprema e non al tribunale locale.
Ha inoltre ricordato che la ‘leggenda nera’ riguardante l’inquisizione era senza dubbio sostenuta da una robusta propaganda antispagnola da parte degli inglesi concorrenti della Spagna nella conquista dei mari per assicurarsi il dominio coloniale.
Tutto vero ma dodici esecuzioni dovute a precipitazione nel concludere il processo (influenza del fanatismo?) non sono una bazzecola. Anche nel XVII sec. una vita umana è una vita umana e non c’è contestualizzazione che tenga.
Inoltre la mia abitudine a considerare anche le condizioni materiali mi ha costretta a pormi una serie di domande, di cui ho scritto nella puntata precedente e da cui non mi libero.
Così sono andata a rivedere un vecchio testo di Prosperi, autore citato con stima anche da Cardini. Si tratta di Adriano Prosperi Tribunale della coscienza 1996 Giulio Einaudi editore

Mi limito a copiarne alcuni passaggi. Perché trovare parole mie quando posso usare quelle di Prosperi?:

Pag. 140 Il papa Carafa (Paolo IV) decretò l’assoluta preminenza del Sant’Uffizio su ogni altra magistratura romana (1 ottobre 1555) … conferì al Sant’Uffizio ampia facoltà di ricorso alla tortura esentandone i membri dal rischio di irregolarità canonica conseguente al sangue versato (29 aprile 1557)

Pag. 155 Il termine ‘umanità’ si trova molto spesse nelle descrizioni che il Sant’Uffizio dava delle proprie procedure , in contrapposizione a quelle degli altri. Non si può ignorare tuttavia (pag.156) quanto questo tipo di rappresentazioni fosse destinato intenzionalmente alla propaganda.

Ecclesia abhorret a sanguine

Continua la citazione di Prosperi.
Pag 156 Il fondamento antico di quella propaganda risiedeva nell’opposizione originaria tra sacerdozio cristiano e violenza: riti di una religione nuova aliena dai sacrifici cruenti, quelli cristiani si fondavano su di un corpo ecclesiastico che non poteva macchiarsi le mani del sangue delle vittime. Ci volle, come si è visto, una misura speciale di Paolo IV per cancellare l’irregolarità prevista dai canoni per quegli inquisitori che, durante la tortura dei rei, si trovavano materialmente contaminati dal sangue.  Un altro problema dello stesso genere si creava tuttavia in occasione della consegna al braccio secolare.
<…> la sanzione più dura che il tribunale dell’Inquisizione poteva irrogare era la scomunica, Quando si trattava di mandare a morte i condannati, si era trovato l’escamotage di una formula di consegna in cui non solo non si parlava di morte fisica (ma solo di scomunica) ma per di più i giudici ecclesiastici pregavano l’autorità secolare ci moderare la punizione fisica e di astenersi dal versare il sangue.ma al di là degli schemi formali – e che si trattasse di un puro formalismo lo riconoscevano anche gli esperti di procedura inquisitoriale, come Francisco Peña – la realtà era ben diversa….

E dopo le citazioni ci sono anch’io

Quindi l’umanità del Sant’Uffizio sembra più orientata alla tutela dell’inquisitore prete (assicurato dal rischio di una irrituale contaminazione da sangue) che alla protezione della dignità della persona umana, assicurata – anche se Cesare Beccaria non era ancora entrato in gioco – dall’opera di un Dio resosi fratello nella storia umana.
Tralascio alcune mie considerazioni sull’ateismo pontificio e mi limito a ricordare che lo stesso Cardini ha segnalato l’uso della mazza d’armi  da parte di Giulio II, papa guerriero, che rifiutava la spada. Evidentemente un’arma da taglio richiama il sangue contaminatore più di uno strumento che si limita a spaccare il cranio.
Ma i papi della controriforma erano così concentrati sul loro obiettivo antiprotestante da non tener conto neppure della Bibbia?
Forse se l’avessero considerata il loro orrore per la contaminazione da sangue avrebbe subito uno scossone significativo o forse no:
“20 Ed ecco una donna, che soffriva d`emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. 21 Pensava infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. 22 Gesù, voltatosi, la vide e disse: “Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita”. E in quell`istante la donna guarì”  (Matteo, 9)

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27 Luglio 2012Permalink

20 giugno 2012 – Ancora sulla registrazione anagrafica: informazioni, ipocrisie, doppiezze

Volevo continuare senza interruzioni il mio diario di viaggio a Santiago ma una serie di notizie la cui prima segnalazione mi è venuta dal dott. Pitzalis (responsabile del GrIS del Friuli Venezia Giulia che ringrazio) mi costringono ad inserire un lungo nuovo testo che è frutto di una estrapolazione da un ampio documento del Gruppo CRC e di un inserimento di previe note esplicative.
I miei commenti – che nulla aggiungono all’intelligenza del testo stesso, ma sono un mio pro memoria- alla fine.

Nota esplicativa sul gruppo CRC

CRC Acronimo di Convention on the Rights of the Child la cui traduzione ufficiale in italiano e ≪Convenzione sui diritti del fanciullo≫, ma nel testo si preferisce utilizzare la denominazione di uso corrente ≪Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza≫.
Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) è un network aperto a tutti i soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Il Gruppo CRC si è costituito nel dicembre 2000 con l’obiettivo prioritario di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC) in Italia, supplementare a quello presentato dal Governo italiano, da sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza presso l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
FINALITA’ DEL GRUPPO CRC Ottenere una maggiore ed effettiva applicazione in Italia della CRC e dei suoi Protocolli Opzionali.

Per ulteriori ricerche
http://www.gruppocrc.net/IMG/pdf/5o_Rapporto_di_aggiornamento__Gruppo_CRC-2.pdfhttp://www.senato.it/commissioni/161968/172620/278003/genpaginavetrinaspalla.htm

Testo estrapolato dal documento CRC pag. 36

Capitolo III Diritti Civili e libertà Diritto registrazione e cittadinanza

29. Il Comitato, alla luce dell’accettazione delle Stato italiano della Raccomandazione n.40 della Universal Periodic Review di implementare la legge 91/1992 sulla cittadinanza italiana in modo da tutelare i diritti di tutti i minori che vivono in Italia , raccomanda che l’Italia
(a) garantisca per legge l’obbligo e agevoli nella pratica la registrazione alla nascita di tutti i bambini che nascono e vivono in Italia
(b) intraprenda campagne per accrescere la consapevolezza sul diritto di tutti i bambini di essere registrati alla nascita, indipendentemente dall’origine sociale ed etnica e dallo stato di residenza dei genitori;
(c) agevoli l’accesso alla cittadinaza per i minori che diversamente ne sarebbero privi.

Come indicato già nel 2° Rapporto supplementare, l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale [1] previsto dalla Legge 94/2009, con il conseguente obbligo di denuncia da parte dei pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza della situazione di irregolarità di un migrante[2], comporta il rischio che i genitori presenti in Italia privi di permesso di soggiorno possano non accedere ai pubblici servizi, compresi quelli anagrafici per la registrazione del figlio appena nato.
La Legge, infatti, stabilisce anche per gli atti di stato civile quali la dichiarazione di nascita e il riconoscimento del figlio naturale, l’obbligo di presentare il permesso di soggiorno[3].
La Circolare del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno ha cercato di porre rimedio a questa situazione, chiarendo che non e necessario esibire documenti inerenti al soggiorno per attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile).

Tuttavia la scarsa conoscenza dei contenuti di questa circolare, in primo luogo tra le donne immigrate prive di permesso di soggiorno, rende necessario [4] promuovere una reale e diffusa campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini ad essere registrati alla nascita senza che questo comporti alcun rischio per le loro famiglie[5]. Si deve comunque sottolineare come la Circolare Ministeriale non sia una fonte primaria del diritto e di conseguenza sia suscettibile di essere modificata o revocata dal potere esecutivo senza bisogno di alcun passaggio parlamentare.

Il timore, quindi, di essere identificati come irregolari può spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all’identità (art. 7 CRC), nonché dell’art. 9 CRC contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori.

Pur non esistendo dati certi sull’entità del fenomeno, le ultime stime evidenziano la presenza di 544 mila migranti privi di permesso di soggiorno [6]6. Questo può far supporre che vi sia un numero significativo di gestanti in situazione irregolare.

Il secondo aspetto considerato dal Comitato ONU che risulta poi essere strettamente legato al tema della registrazione anagrafica, e quello dell’accesso alla cittadinanza per i minori di origine straniera. La registrazione anagrafica al momento della nascita, assieme alla presenza legale della famiglia sul territorio senza alcuna interruzione di residenza legale sono, infatti, i due punti cardine su cui si basa il procedimento di acquisizione della cittadinanza per i minori di origine straniera nati in Italia. In estrema sintesi, l’attuale Legge sulla cittadinanza (L. 91/1992) prevede l’acquisizione automatica della cittadinanza se il padre o la madre sono cittadini (art.1 lett.a) in base al principio dello jus sanguinis e limita l’acquisizione in base al principio della nascita sul territorio, lo ius soli, solo al bambino figlio di ignoti o apolidi o nel caso in cui i genitori non trasmettano, secondo la legge del paese di provenienza, la propria cittadinanza al figlio (art. 1 lett.b).

[1] Art. 1 comma 16 Legge 94/2009.
[2] Codice penale art. 361 e art. 362
[3] Art. 1 comma 22 lett. g Legge 94/2009
[4] Si vedano le raccomandazioni del Comitato ONU sui diritti dell’infanzia nelle ultime Osservazioni conclusive rivolte all’Italia. Committee on the Rights of the Child, 58th Session, 19 September-7 October 2011 CRC/C/ITA/CO/3-4 «Considerations of Reports submitted by States parties under article 44 of the Convention. Concluding Observations: Italy», 31 October 2011.
[5] Occorre infatti ricordare come spesso la paura dettata da un clima generale di timore e di criminalizzazione nei confronti dell’irregolarita del soggiorno porti le famiglie a nascondersi evitando qualsiasi contatto con le strutture pubbliche, anche quelle sanitarie. Cfr. Bicocchi L., Undocumented Children in Europe: Invisible Victims of Immigration Restrictions, PICUM 2008.
[6] Fonte: Dossier Statistico immigrazione 2011Caritas/Migrantes.
 

I miei commenti pro (mia) memoria

Dopo aver letto e riletto la pagina che ho trascritto sono andata a controllare i nomi dei firmatari del Rapporto CRC e ho trovato nomi di chiara fama in  Friuli Venezia Giulia (cerco di circoscrivere il mio profondo sconcerto al luogo in cui tristemente vivo).
Comincio dall’eccezione positiva nell’ambito delle realtà associative . Il GrIS del Friuli Venezia Giulia, che è componente operativo della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, il 24 ottobre 2011 pubblicò un documento con cui chiedeva la cancellazione della norma che obbliga a presentare il permesso di soggiorno per la registrazione delle nascite. Il 24 ottobre 2011 trascrissi  integralmente il documento, reperibile anche da qui.  
Trasecolo invece di fronte alla firma della Caritas Italiana: so per sconsolata esperienza che nulla di questo problema è emerso nelle locali attività ispirate alla Caritas: parrocchie, comunità, associazioni negano pervicacemente il problema, aggrappate a una concezione che con la caritas (in questo caso mi riferisco al significato della parola e non all’organizzazione che lo ha fatto proprio) nulla ha a che fare.
Sintetizzo: beneficenza, anche nobilmente esercitata  sì, riconoscimento dei diritti del beneficato non sempre.
E passo alla società civile. In un recente incontro sul tema della cittadinanza riconosciuta ai bambini che nascono in Italia il segretario regionale della CGI, a cui avevo chiesto di esprimersi sul tema del riconoscimento anagrafico, ha mantenuto un silenzio che non posso indicare come dignitoso … ma almeno la CGIL non è fra i firmatari del rapporto. Una ipocrisia in meno … è già qualche cosa.
E non sono – giustamente – fra i firmatari  i partiti politici di cui segnalo il sinistro silenzio in merito.
Unica eccezione: una consigliera provinciale di Udine che ha avvicinato l’on. Orlando ottenendone una precisa proposta di legge che ho riportato in questo blog il 5 dicembre 2011 (testo reperibile anche da qui)..
Poi l’on. Orlando si è occupato della sua candidatura a sindaco di Palermo e gli altri due firmatari (di cui uno eletto nella circoscrizione del FVG) nulla hanno fatto e nulla fanno in merito alla promozione della proposta anche da loro firmata. Ho scritto ad entrambi nella casella postale on line di cui dispongono come parlamentari – e non ho ottenuto risposta.
Nessuna risposta da rappresentanti di altri partiti sinistramente collocati a sinistra.
Anche coloro che operano in un gruppo di associazioni che qui si identifica con il nome di ‘rete diritti’ tacciono, impegnatissimi a criticare il governo regionale che gliene offre ampie e facili opportunità.
Rappresentanti assortiti di istituzioni locali tacciono pure loro compresi i sindaci che dovrebbero essersi resi conto che la sciagurata norma che prevede la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione anagrafica ha prodotto un vulnus nella funzione di garanti del territorio che rappresentano.
Temo che il successo della Lega Nord  – successo che, pur conoscendo un momento di oscuramento politico, permane nella cultura ormai diffusa – susciti in loro un senso di invidia e di voglia di imitazione.
Conclusione personalissima: ho buttato via tre anni di impegno sul problema della registrazione anagrafica. Solo Kant mi conforta

20 Giugno 2012Permalink

19 aprile 2012 – Fatti e misfatti

Ieri scrivevo, a proposito dell’inchiesta di El Pais, ripresa da Time, la storia dei massicci rapimenti di bambini, seguiti da vendite, considerandolo una testimonianza che aiuta a costruire il quadro per inserire il problema dei ‘bambini fantasma’ di cui mi occupo da anni.

Il quadro di riferimento come io lo vedo
Gli esperimenti di Mengele non risparmiavano i bambini, soprattutto se gemelli.
I colonnelli argentini distrussero una generazione cui sottrassero i figli per darli in adozione a persone ‘affidabili’. Le ‘nonne di piazza di maggio’ ancora li cercano.
Le suore spagnole hanno fatto più o meno lo stesso, senza bisogno di ammazzare le madri.
Ora spero che quelle sciagurate non diventino un alibi per demonizzare il cattolicesimo in nome di una cultura laica più evoluta e rispettosa dell’integrità della persona.
Purtroppo non è così e seguire questa strada di conflitto ideologico consente ad alcuni di scansare le proprie responsabilità con una copertura cui organizzazioni cattoliche hanno più volte dato credibilità.
La penalizzazione dei figli di sans papier, la cui esistenza non è riconosciuta come loro diritto ma affidata alla transitoria labilità di uno strumento burocratico (la circolare!), unisce religiosi e laici, credenti e atei nella stessa volontà di devastazione, almeno in Italia.
Da parte di esponenti di associazioni e organizzazioni che dicono occuparsi di diritti umani in genere e di migranti in particolare mi è stato detto essere impossibile un intervento perché non ci sono denunce di fatti.
Forse che la negazione della registrazione anagrafica messa in legge non è un fatto?

Fatti che forse susciteranno un provvisorio, labile clamore
Il primo: L’occasionale presenza di un regista a bordo di un aereo che trasportava persone espulse ha documentato la presenza di mani legate e di nastro adesivo sulla bocca.
Chi è responsabile di un simile trattamento? Le vittime in questione erano state informate del diritto a chiedere asilo?
Il secondo: Una cittadina moldava è morta in circostanze non ancora chiarite e trapelate a due giorni dai fatti nel Commissariato di Villa Opicina(Trieste).
Adesso le anime buone, capaci di vedere i fatti solo nei macelli, hanno di che guazzare prima di passare ad altro.

Walter Benjamin: quando è impossibile liberarsi dalla memoria che si affolla di nomi.
So che verrò considerata fanatica ed esagerata più di quanto non capiti normalmente ma mi è venuto in mente il filosofo Walter Benjamin quando, fermato dalla polizia  al confine franco-spagnolo,la notte fra il 26 e il 27 settembre 1940 si uccise, rifiutando la possibilità di cadere in mano ai nazisti.

Klee - Angelus novus. 1920

 Benjamin aveva scritto: “C’è un quadro di Klee che s’intitola ‘Angelus Novus’. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. ” (Tesi di filosofia della storia).

20 Aprile 2012Permalink

18 aprile 2012 – Spagna – Lo scandalo dei bambini rapiti: tombe vuote e una monaca zitta.

Il 15 aprile, durante la trasmissione Radio3 mondo, ho ascoltato la presentazione di un articolo di Time che ho ritrovato e tradotto (ringrazio Laura per la revisione).
Qui ne riporto il titolo originale: Spain’s Stolen-Babies Scandal: Empty Graves and a Silent Nun By Lisa Abend / Madrid Friday, Apr. 13, 2012.
Più sotto ho inserito il link che porta a Time.
Per ora mi limito a pubblicarne il testo ma a giorni proporrò il mio commento sperando che altri intervengano.
Infatti è una testimonianza che aiuta a costruire il quadro per inserire il problema dei ‘bambini fantasma’ di cui mi occupo da anni.

Traduzione dal Time

La donna anziana che lunedì mattina ha lasciato il tribunale di Madrid era curva e spettrale, ma né l’ovvia debolezza né il semplice abito blu che indossava hanno impedito alla piccola folla di spettatori di  contestarla clamorosamente. Una donna gridava ”Vergogna! Come hai potuto causare tanto dolore?”
Si pensava che lunedì sarebbe stato il giorno che avrebbe dato una risposta a coloro che si ritengono vittime di decenni di rapimenti di bambini in Spagna. La religiosa chiamata a testimoniare, suor María Gómez Valbuena, é la prima persona formalmente accusata per il suo presunto coinvolgimento in un piano che si dice abbia sottratto migliaia di neonati alle loro madri per venderli a genitori adottivi.
Ma una volta davanti al giudice Gómez ha esercitato il suo diritto a non parlare.
E più tardi quello stesso giorno in un incontro con i rappresentanti delle associazioni delle vittime esponenti ufficiali del governo spagnolo hanno ammesso che, sebbene volessero impegnare mezzi dell’amministrazione per cercar di riunire i neonati alle loro madri, le probabilità di assicurare alla giustizia chi aveva diviso   famiglie erano deboli.
Qualcosa come 1500 accuse di rapimento di bambini, collocabili dai tardi anni ’50 alla metà degli anni ’80, sono state presentate in Spagna negli ultimi due anni. La maggior parte segue lo stesso agghiacciante racconto: una madre sola o una donna sposata che avesse giù parecchi bambini partoriva un piccolo in evidente buona salute ma subito le veniva detto – spesso da una suora che lavorava come infermiera- che il piccolo era morto. Sebbene i genitori adottivi avessero spesso pagato consistenti somme di denaro per i loro bambini, l’ideologia più che l’avidità sembra essere stata il movente dei ladri. “Quelli sono suore e preti che credevano fermamente che il bambino sarebbe stato meglio   con una famiglia più tradizionale o più ‘morale’”, spiega la giornalista Natalia Junquera che ha condotto l’investigazione sui rapimenti per conto del giornale El Pais. “Pensavano onestamente di fare la cosa giusta”.
Da quando, più di un anno fa, i primi casi cominciarono ad attrarre l’attenzione, i test del DNA hanno riunito sei madri con i loro bambini che credevano morti. Dozzine di genitori hanno scoperto che le tombe in cui credevano di aver sepolto i loro bambini di fatto erano vuote, o che i registri dello stato civile non contenevano i certificati di morte dei bambini che loro pensavano fossero morti alla nascita.
E fino a suor Maria nessuno era stato realmente incriminato. I tribunali avevano chiuso molti casi per mancanza di prove.
 “Gli accusatori sono frustrati” dice Junquera. “Hanno evidenziato qualche cosa di sbagliato – cosa può esserci di più chiaro di una tomba vuota? – ma nulla che possa essere dimostrato in tribunale”.
Le vittime avevano sperato che le accuse contro Suor Maria avrebbero cambiato tutto questo. La suora era stata imputata dopo che i test del DNA avevano riunito Maria Luisa Torres a sua figlia Pilar che lei non aveva più visto dalla nascita.
Secondo quanto da lei testimoniato in tribunale, nel 1982 Torres aveva 24 anni e si era separata dal marito quando era rimasta incinta di un altro uomo. Aveva sentito di una suora della clinica Santa Cristina che aiutava le donne nella sua situazione e si era incontrata con suor Maria, e poi, entrata in clinica, una volta iniziato il travaglio, l’aveva avvicinata di nuovo. “Dopo il parto mi disse che mia figlia era morta” ha spiegato Torres alla stampa. “Poi mi disse che la piccola era stata data a un’altra famiglia. E mi minacciò che se me ne fossi ancora occupata  avrebbe detto alle autorità che ero un’adultera e loro mi avrebbero strappato anche l’altro mio bambino”.
Venerdì il padre adottivo della figlia che Torres aveva perduto testimoniò che lui e sua moglie avevano pagato la loro figlia a suor Maria, sebbene allora ritenessero di sostenere le spese di una giovane donna in difficoltà. “Suor Maria era una donna molto forte. Ora la vedo e non la riconosco.  Era una donna terribilmente fredda, ma io le ero immensamente grato perché mi aveva dato una figlia”.
Negando tutto, lo stesso giorno in cui era comparsa in tribunale suor Maria rese nota una pubblica lettera affermando che l’idea di separare una bambina dalla sua madre biologica per lei era “ripugnante”. Sebbene rimanga sotto investigazione giudiziaria, senza prove che confermino che aveva esercitato una coercizione nei confronti di Torres per farsi dare la sua piccola, la possibilità che lei – o qualcuno degli altri dottori, infermiere, suore e preti a quanto si dice coinvolti in questo caso – vengano giudicati, è minima.
Richiesta di cosa provi a proposito del procedimento di lunedì Inés Madrigal ha risposto con una sola parola: ‘indignazione’. La 42enne lavoratrice delle ferrovie aveva capito che c’era qualche cosa di sbagliato nella sua adozione quando ne aveva visto la documentazione che le era risultata falsificata. Il medico che aveva assistito alla sua nascita al Santa Caterina era evidentemente uno con cui suor Maria lavorava spesso ed è offesa da quello che chiama ‘il tremendo cinismo’ della suora.
Come molti altri spagnoli che ora sospettano di essere stati bambini venduti si è sottoposta al test del DNA e sta facendo il possibile per identificare la sua madre biologica.
“Abbiamo dovuto diventare detectives” dice Madrigal, “confrontare i registri di stato civile, riportare alla luce tombe. Sapevo che c’era qualche cosa di sbagliato nella mia adozione perché me lo sentivo. Ma la legge è indifferente ai sentimenti.”

Chi volesse risalire alla trasmissione Radio3 mondo può farlo da qui.

20 Aprile 2012Permalink

3 aprile 2012 – Nuovo corso4 … e altro ancora

A mia futura memoria

4 aprile 1949 a Washington viene fondata la NATO
6 aprile 1992- 2omo anniversario dell’inizio dell’assedio
                           di Sarajevo 
7 aprile  Pesach (o Passover – Inizia la settimana della Pasqua 
                       ebraica –  anno 5772  del calendario ebraico)
8 aprile  Pasqua    –     Festa del Vesakh, principale festa
                                           buddhista
9 aprile 1945  le SS impiccano Dietrich Bonhoeffer
11  aprile 1963   Giovanni XXIII promulga la Pacem in terris
11 aprile  1987   muore Primo Levi
16 aprile 1995  Pakistan  ucciso il sindacalista Iqbal Masih.
                               Aveva 13 anni
17 aprile 1961  Cuba. Fallisce lo sbarco di anticastristi nella Baia
                              dei Porci
20  aprile 570   nascita del profeta Muhammad (che normalmente
                               chiamiamo Maometto)
26 aprile 1986  Ucraina: scoppia il reattore nucleare di Chernobyl
29  aprile 1944  rivolta del ghetto di Varsavia
30  aprile 1982  A Palermo Cosa Nostra uccide Pio la Torre

Altro ancora: una notizia triste e preoccupante

Ho trovato la notizia  Sanità, dalla chiesa sì alla riforma  sul Messaggero Veneto del 23 marzo.
«L’arcidiocesi di Udine ha dichiarato la sua opzione per il riassetto territoriale della sanità regionale. Condivide l’ipotesi di Azienda sanitaria unica, in cui sino scorporati e autonomi i maggiori ospedali e gli Ircs, propone la suddivisione del territorio in quattro macrozone, ognuna con proprio direttore sanitario, stabilisce la ripartizione vincolante delle risorse assegnate alla spesa ospedaliera e a quella assistenziale e sociosanitaria; meccanismi di elasticità interna, per poter evitare che alcune risorse economiche finalizzate non possano essere spese pienamente, mentre su altri fronti si patisce il sottofinanziamento cronico».
E ancora: «interviene sulla necessità di rivedere al spesa storica, di ripensare il rapporto fra Comuni e Azienda sanitaria, di convertirete alcuni ospedali in RSA, Day hospital, Day surgery , strutture riabilitative, strutture di accoglienza per l’anziano e per altre patologie croniche».
Ricordate il 2005 quando l’allora segretario di stato card. Ruini si fece beffe dell’istituto del referendum, invitando i già cittadini ma ormai sudditi italiani a non andare a votare?
Anche se l’oggetto della proclamazione è diverso la cultura è quella evidentemente condivisa dall’ossequioso, servile silenzio di tutte le forze politiche e sociali comunque collocate (e se hanno parlato la loro voce aveva scelto il tono del pigolio).
E se costoro, in massa, non fanno il loro lavoro perché la gerarchia cattolica non dovrebbe straripare?

Altro ancora: una notizia squallida

La signora Monti (che giustamente precisa non essere lei la first lady italiana ma è pur sempre la moglie del presidente del consiglio) ha concesso un’intervista al direttore della rivista Chi, tale Signorini.
Se fossi così sciocca da pensare a una intemperanza della signora non me ne preoccuperei ma ritengo invece che tale iniziativa abbia avuto la collaborazione di chi nello staff del presidente si occupa della pubblicità del medesimo.
Quale immagine hanno lo staff del presidente, il presidente medesimo e la signora che si è lasciata, in verità con poca eleganza, adoperare, degli italiani cui si sono rivolti attraverso Chi, anche altrove pubblicizzato per l’occasione? Rabbrividisco. Spero che  nell’attività politica (tecnica o meno che sia) il Presidente sappia raffigurarsi un target diverso.

3 Aprile 2012Permalink